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	<title>Quartoinferiore266 &#187; Corrispondenze</title>
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	<description>giornale di detenuti </description>
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		<title>Trasferimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 15:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Pare che questo giornale dei detenuti stia dando fastidio alla direzione del carcere astigiano. L&#8217;ennesima dimostrazione, dopo l&#8217;imposizione della censura e le punizioni a chi ha affisso clandestinamente il giornale sulle bacheche, è il trasferimento di due detenuti e redattori. Riceviamo da uno di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/trasloco-casa.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-108" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/trasloco-casa-300x200.jpg" alt="trasloco-casa" width="434" height="289" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pare che questo giornale dei detenuti stia dando fastidio alla direzione del carcere astigiano. L&#8217;ennesima dimostrazione, dopo l&#8217;imposizione della censura e le punizioni a chi ha affisso clandestinamente il giornale sulle bacheche, è il trasferimento di due detenuti e redattori.<br />
Riceviamo da uno di loro, appena arrivato nel carcere di Piacenza, una lettera:</p>
<p><em>&#8220;Piacenza, 20 settembre 2014</em></p>
<p><em>Dopo il trasferimento di A. per chissà quale meta, ecco anche il mio turno ad appena un giorno di distanza. Non so se i tre rapporti disciplinari a mio carico, la faccenda dei saluti e del giornaletto, possano aver influito, però ieri mi hanno fatto preparare le masserizie e caricato sul blindato. Sono partito intorno alle 15, e alle 17 mi trovavo già a Piacenza. Di qualsiasi articolo in mio possesso ho potuto portare in cella solo una piccola parte: tre paia di calzini, tre magliette, tre libri etc. Le mie irose proteste e la pretesa di avere una copia scritta del regolamento interno mi sono valse una risposta dell’ispettore che mi ha informato che il regolamento interno non esiste! Il limite alla disponibilità dei miei effetti era stato giustificato come restrizioni necessarie a condividere dei piccoli spazi, invece mi trovo in cella da solo. Le dimensioni sono pressoché le stesse di Asti e Torino, ma le condizioni igieniche, lo stato della struttura e il malfunzionamento generale fanno quasi invidia ai Nuovi Giunti delle Vallette. Devo ancora farmi un’idea d’insieme ma posso descrivere la sezione per sommi capi: un corridoio lordissimo con 20 celle e 5 in disuso, tutte su un lato del corridoio, per due persone; pessimo stato delle suppellettili, bagni chiusi con un pezzo di lamiera ondulata come porta e mancanza dei più elementari oggetti utili alla pulizia, come secchi, stracci o scope utilizzabili; sull’altro lato del corridoio, ci sono un lavatoio puzzolente, scrostato e completamente coperto di muffa, una saletta disadorna con un vecchio calcio balilla non funzionante e con un ping pong, una sala con il frigo e dei materassi marci depositati sul pavimento; infine in mezzo al corridoio, dal lato delle celle e più o meno davanti alla guardiola, ci sono docce dalle quali scorre acqua quasi sempre fredda. In questo vecchio padiglione ci sono sei sezioni. Dimenticavo: alle finestre ci sono delle griglie con quadratini dal lato inferiore ad un centimetro. Bene … sono passato da una sezione per definitivi in ottime condizioni ad una per imputati, seppure aperta, davvero rovinosa. Mi sembra di ricominciare la detenzione. Naturalmente in un paio di giorni mi abituerò, non c’è problema … non ci siamo lamentati finora e non inizieremo adesso perché non abbiamo motivi. Son di buon umore, in buona salute e intento a guardarmi intorno, per superare l’iniziale disorientamento e valutare come organizzarmi per la permanenza.&#8221;</em></p>
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		<title>Nello sciopero</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 09:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivata una lettera di un detenuto dal carcere di Brissogne, racconta passaggi della protesta contro l&#8217;aumento del prezzo delle bombolette del gas. In attesa di organizzarsi meglio. Lunedì 11 agosto, all&#8217;arrivo dei bolli e dei tabacchi – la porzione di spesa che arriva il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/Alberto_in_Detenuto_in_attesa_di_giudizio.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-82" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/Alberto_in_Detenuto_in_attesa_di_giudizio-216x300.gif" alt="Alberto_in_Detenuto_in_attesa_di_giudizio" width="216" height="300" /></a></em></p>
<p><em>È arrivata una lettera di un detenuto dal carcere di Brissogne, racconta passaggi della protesta contro l&#8217;aumento del prezzo delle bombolette del gas.</em><br />
<em> In attesa di organizzarsi meglio.</em></p>
<p>Lunedì 11 agosto, all&#8217;arrivo dei bolli e dei tabacchi – la porzione di spesa che arriva il lunedì – si ha la conferma che qui a Brissogne le cartucce di butano da 190 g costeranno non più 1.50 euro, ma 2.50 euro.<br />
Le cartelle della spesa si consegnano al giovedì, l&#8217;ipotesi, spontanea, che è venuta in mente a tutti è: «non segniamo il gas a spesa». Giovedì 14, dopo la compilazione dei libretti della spesa, si sa che gran parte del carcere ha aderito all&#8217;iniziativa. Evidentemente nelle sezioni aperte se ne discute meglio che nell&#8217;unica chiusa perché, la settimana successiva, quella che inizia il 18, la proposta che gira è quella di un&#8217;astensione totale della spesa.<br />
Anche questa accolta da gran parte dei detenuti.<br />
Parte una lettera al direttore dell&#8217;Istituto, che promette – questa è una voce, non viene appeso nulla nelle bacheche delle sezioni – di contattare altre carceri per confrontare il prezzo delle bombole. Pare che l&#8217;aumento sia dovuto a una valvola di sicurezza che impedisce la fuoriuscita del gas qualora la cartuccia venga rimossa dal fornello.<br />
La settimana che inizia il 25, con la consapevolezza che non arriverà niente a spesa, iniziano i primi malumori. Non sembra essere cambiato niente, la direzione tace, lo scoramento serpeggia; si sente la mancanza soprattutto di caffè e zucchero (i tabacchi e i bolli si sono sempre comprati).<br />
Il comandante, con dei colloqui informali, ribadisce che l&#8217;aumento è definitivo e inesorabile. In tanti, la maggior parte, il 28 segna la spesa nonostante un caloroso saluto il 27 che con petardi e megafonate supporta l&#8217;iniziativa. Questa settimana arriveranno le merci.<br />
In pochissimi continuano l&#8217;astensione, con l&#8217;ipotesi di organizzare meglio lo sciopero – a partire da un&#8217;accumulazione di scorte per resistere meglio.<br />
Per la cronaca, di seguito i prezzi del gas in diverse carceri: Asti 2 euro/ Vercelli 2 euro/ Alessandria San Michele 1.80 euro/ San Vittore 1.17 euro (probabilmente le vecchie bombole)/ Busto Arsizio 2.07 euro/ Aosta 2.50 euro.</p>
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		<title>Vallette. Ritardi e ricatti</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 21:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto è cominciato mercoledì sera 14 agosto h.21:30. Una delle ragazze si è sentita male, le è stato chiesto cosa avesse dalle agenti e le hanno detto che avrebbero chiamato il medico. Alle 22:10 il medico non era ancora arrivato, così visto il pianto della...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-73" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg" alt="bianconiglio2" width="1" height="1" /></a><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-73" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg" alt="bianconiglio2" width="1" height="1" /></a><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/orologio_dali.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-75" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/orologio_dali-300x243.jpg" alt="orologio_dali" width="437" height="354" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Tutto è cominciato mercoledì sera 14 agosto h.21:30.<br />
Una delle ragazze si è sentita male, le è stato chiesto cosa avesse dalle agenti e le hanno detto che avrebbero chiamato il medico.<br />
Alle 22:10 il medico non era ancora arrivato, così visto il pianto della ragazza tutte quante abbiamo cominciato a chiamare le agenti che però rimanevano sedute in rotonda a farsi i loro discorsi “troppo importanti” per recarsi fino alla cella dove questa ragazza si contorceva dal dolore sdraiata a terra, mentre il medico continuava a non farsi vivo!<br />
Così dopo aver chiamato per parecchio e continuando a sentire il pianto della ragazza, abbiamo iniziato una sonora battitura, alla fine il medico è arrivato alle 23:15. “Tempo di morire” a sufficienza!<br />
Ieri la ragazza stava male di nuovo così è stato chiamato il 118, lei è ancora in ospedale.<br />
A noi è toccata la punizione per la battitura.<br />
Così eccoci qua chiuse da ieri pomeriggio e per tutto oggi.<br />
E già, da quando le celle per Legge sono aperte, ad ogni minima trasgressione ci puniscono chiudendoci dentro! La punizione resta comunque valida anche se si chiama aiuto con una battitura necessaria, visto e considerato che la ragazza in questione è ancora in ospedale e ciò conferma la nostra ragione nel preoccuparci per lei. Buon Ferragosto.<br />
Così funzionano le cose al C.C. Lo Russo e Cutugno di Torino.<br />
A noi detenute tutto questo pare assurdo, eppure è la realtà in cui viviamo ogni giorno. La doppia carcerazione che ognuno di noi paga in questo squallido luogo è ingiustificabile, siamo detenute e in più sempre sottoposte a regole che non esistono e punizioni che vengono inventate al momento tanto per il gusto di farci sentire impotenti e punibili per ogni più piccolo gesto anche se<br />
questo è giustificato da motivi ben più gravi, uno a caso quello della mala sanità perché qui dentro ci puoi anche morire visti i tempi di soccorso così labili e quasi inesistenti, trattati con sufficienza dalle agenti penitenziarie che a quanto pare pensano che a sentirci male noi detenute ci proviamo gusto o addirittura che lo facciamo per creare disturbo alle loro importanti mansioni lavorative!</p>
<p>Bene cari amici, questo è quanto.<br />
Un saluto a tutti</p>
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		<title>Se ti racconto cos&#8217;è il carcere&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2014 11:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Non puoi capire! Se non ci sei mai stato ti prende una malinconia a vedere sorgere il sole da dietro le quinte. Adesso mi rendo conto cosa vuol dire essere detenuto. Quando ero libero chi lo avrebbe mai pensato che un giorno sarei finito qui....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/MG_3319bn.jpg"><img class="size-medium wp-image-19 aligncenter" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/MG_3319bn-300x199.jpg" alt="MG_3319bn" width="300" height="199" /></a><br />
Non puoi capire! Se non ci sei mai stato ti prende una malinconia a vedere sorgere il sole da dietro le quinte. Adesso mi rendo conto cosa vuol dire essere detenuto. Quando ero libero chi lo avrebbe mai pensato che un giorno sarei finito qui. Da non credere, fuori mi sentivo un dritto, ora mi sento un relitto. Ma una cosa qui dentro ho imparato, c&#8217;è più dignità di tanta gente che ci condanna e che si crede di avere questa qualità.<br />
Nessuno vede!Nessuno parla!Nessuno sente!<span id="more-18"></span><br />
Eppure è un continuo parlare, inutilmente. Un continuo sentire, senza ascoltare ma soprattutto vedere solo ciò che fa comodo, solo per andare avanti. Volti pungenti da odio razziale, lieti solo nel proprio bianco-pelle senza inchiostro.<br />
Politici discutere di vuote ideologie frantumate nell&#8217;universo dell&#8217;ipocrisia, una società sempre più smaltata da nero consunto. Il cuore pulsa pulsando il tempo, l&#8217;assente non ascolta l&#8217;epicedio che si espande per migliaia di chilometri intorno al dolore. Dolore rinchiuso in una cella di tre metri per due distesi su una branda, si attende.<br />
Si attende il processo “nel nome del popolo italiano”, ma sarebbe meglio dire “nel nome e umore del giudice di turno”. Si attende il colloquio, beneficio concesso fino a sei volte al mese “forse”.<br />
Il carcere è un luogo dove tutto si fa difficile, non esiste “ora e subito”, ma “dopo e forse”, si attende qualunque cosa!<br />
Un luogo dove hai solo il tuo cognome, dove il tuo nome è dimenticato e il più delle volte sei solo un numero.<br />
Qui spesso si pensa che, anziché l&#8217;angelo custode, ci sia stato affiancato il genio del male. Gli agenti urlano il loro umore, mentre ti aprono la cella per darti la possibilità di accedere alle docce, greggi che aspettano il pastore, attendiamo un loro assenso per poter uscire dalla cella e recarci in luoghi consentiti.<br />
Qui i giorni sono tutti gli stessi giorni, gli anni tutti lo stesso anno. Qui il debole deve essere forte e lasciare che il forte diventi debole. Qui le separazioni sono causa di dolore ed anche un palmo oltre la cerchia delle persone care diventa una distanza immensa. Qui bisogna avere pazienza, è tutta un&#8217;attesa, si aspetta sempre qualcosa e ci si logora nell&#8217;aspettare per poche ore al giorno. L&#8217;aria!<br />
Una grossa piscina svuotata, nulla fa dimenticare dove ci si trova, i discorsi sempre uguali, ripetuti, senza ormai più badare che sono gli stessi: discorsi di speranza, amnistia, condono, alternative al carcere, la colazione, il pranzo, la cena, la socialità, la doccia. È tutto maledettamente uguale, così con questi pensieri passano gli anni. Domani, il solito giorno uguale a ieri, ci attende. I dubbi ci assalgono implacabili ogni momento, ogni ora, ogni giorno. A volte ci illudiamo che tutto possa cambiare, ci si illude pur sapendo di illudersi. Se dovessi urlare che cos&#8217;è il pianeta carcere direi : cimitero per i vivi, deposito di resi umani, separazione legale dalla vita, scuola di annullamento.<br />
Se dovessi parlarne direi: non cedere amico, non perderti fratello, guarda me ed impara. Io? Abbattermi? Non ci penso nemmeno! Sarebbe inutile, insensato, sì il mio corpo è ostaggio, ma non la mia anima. Il mio essere è eternamente libero, forte e vivo. Non possono ammanettarlo ed il mio pensiero è un “esperto evasore” di felicità.</p>
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