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	<title>Quartoinferiore266 &#187; Dappertutto</title>
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	<description>giornale di detenuti </description>
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		<title>Qualcosa da raccontare</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 16:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dappertutto]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autistici.org/macerie/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-102" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/l_enfer_dans_la_ville_nella_citta_l_inferno_1958_portrait_w858-700x5161-300x221.jpg" alt="l_enfer_dans_la_ville_nella_citta_l_inferno_1958_portrait_w858-700x5161" width="300" height="221" /></a></p>
<p>A volte capita che durante i saluti al carcere delle Vallette si riesca a comunicare con i detenuti. Per questo qualche giorno fa un gruppo di solidali è tornato sotto le mura del carcere, per raccontare le storie di lotta dei rinchiusi di Asti e Aosta che, ad agosto e settembre, hanno portato avanti uno sciopero parziale della spesa per protestare contro l’aumento delle bombolette del gas &#8211; nei prossimi giorni, appena avremo notizie più precise, vi aggiorneremo su come stanno andando avanti le lotte ad Aosta e Asti -.</p>
<p>Il prezzo del gas a Torino era già aumentato nel mese di maggio, passando da 1 euro a 1 euro e 30 centesimi. Un aumento di molto inferiore rispetto agli 80 centesimi di Asti e all’euro tondo di Aosta e che, forse per questo, non ha innescato brontolii e proteste. Anche da dentro le mura delle Vallette avevano però qualcosa da raccontare; sì è venuti così a conoscenza della vicenda di Manuela e del suo compagno, entrambi detenuti nel carcere torinese. A seguito di un vetro rotto alla donna viene affibbiato l’ appellativo di pericolosa e per questo viene messa in isolamento. Il compagno, saputa la notizia, si organizza con gli amici di sezione e insieme decidono di compilare la domandina per il rifiuto del vitto. Per tre giorni oltre un centinaio dei detenuti del blocco C rifiuta il vitto in solidarietà con Manuela e per la fine dell’isolamento. Il quarto giorno il suo compagno, riconosciuto come uno dei responsabili della protesta, viene convocato dal comandante e con l’inganno ammanettato e trasferito nel carcere di Novara perdendo così la possibilità di vedere Manuela e il loro bambino.</p>
<p>A volte capita che chi rimane abbia voglia di narrare questa piccola esperienza di lotta e che da fuori se ne raccolga la voce. Ci si saluta con la promessa di rivedersi presto, con la consapevolezza che ogni episodio di resistenza in carcere può diventare motivo ed esperienza per nuove lotte.</p>
<p><em>Da Macerie</em></p>
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		<title>Rivolta</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 06:52:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arriva dalla cronaca la notizia di una rivolta nel carcere di Cremona. Una lettera di un detenuto aiuta a delineare il clima attorno a quel momento e a capire bene cos&#8217;è successo. Erano due giorni che nell&#8217;unica sezione chiusa del carcere lombardo accadeva qualcosa a...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/rivolte12.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-90" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/rivolte12-300x225.jpg" alt="rivolte12" width="391" height="293" /></a></p>
<p>Arriva dalla cronaca la notizia di una rivolta nel carcere di Cremona. Una lettera di un detenuto aiuta a delineare il clima attorno a quel momento e a capire bene cos&#8217;è successo.<br />
Erano due giorni che nell&#8217;unica sezione chiusa del carcere lombardo accadeva qualcosa a scuotere la routine. Domenica 25 agosto i detenuti vengono evacuati nel cortile dell&#8217;aria perché la sezione è stata intasata dal fumo causato dal rogo di un materasso e di altri oggetti. Un ragazzo ha manifestato così la sua rabbia dopo un diverbio con una guardia.<br />
La cella annerita è stata fatta ridipingere da un altro detenuto, poi obbligato a fermarsi nella cella da lui “restaurata”. Egli arrivava da un&#8217;altra sezione in cui le celle sono aperte durante il giorno, quindi con questo spostamento perdeva un briciolo di comodità in più. Organizza così un fuocherello nella cella con il giornale e la spazzatura.<br />
All&#8217;interno delle mura del carcere di Cremona tanti hanno maturato i benefici, ma non riescono ad accedere alle misure alternative perché l&#8217;educatore non si fa vedere e non conclude le relazioni da inoltrare per le richieste al Magistrato di Sorveglianza. L&#8217;ennesima assenza delle educatore in aggiunta ad altre magagne accumulate fa montare la rabbia così Martedì 27 Agosto, alle 11 di mattina di ritorno dal passeggio un gruppo numeroso di detenuti ha iniziato a sfasciare le finestre della sezione e le luci della saletta della socialità, ricavando sbarre di ferro dalle inferriate. Dopo qualche minuto gli altri attorno hanno capito che non si trattava di qualcosa di simbolico e si sono uniti tutti alla protesta. Si sono aperte le porte delle celle, che se non hanno i blindi chiusi possono facilmente essere aperte con un coltello di plastica. Poi tutti si sono impegnati a riempire il corridoio di coperte, secchi d&#8217;acqua e sgabelli. Hanno ipotizzato un intervento della celere con gas lacrimogeni, quindi qualcuno ha consigliato e distribuito pezze bagnate per difendersi dal fumo tossico, intanto le telecamere venivano divelte o coperte con stracci. Un uomo con una spranga in mano camminava avanti ed indietro davanti al gabbiotto delle guardie, un altro andava in giro con un bastone e una maglietta in testa, un altro detenuto muscoloso passeggiava con un coperta avvolta al braccio a mò di scudo e un lenzuolo trasformato in arma avendogli appeso qualcosa di pesante. Nelle celle sono depositati legni e mazze. Per un paio d&#8217;ore i detenuti hanno avuto il controllo della sezione, mentre una decina di loro era scesa negli uffici a parlare con il direttore e l&#8217;educatore.<br />
Dopo il ritorno della delegazione vengono smontate le barricate e ritornano in cella con la rassicurazione di qualche promessa da parte della direzione.<br />
Pochi giorni dopo chi, secondo le guardie, è stato il promotore della protesta, viene trasferito altrove; non si hanno notizie di ulteriori ritorsioni.</p>
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		<title>Sciopero della spesa nel carcere di Brissogne</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 18:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/carrello-spesa-vuoto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/carrello-spesa-vuoto.jpg" alt="carrello-spesa-vuoto" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Nel carcere di Brissogne (Aosta) le bombolette del gas segnate per la spesa il 14 agosto, e arrivate il 20, sono state pagate 2.50 euro al posto di 1.50 euro, quasi il doppio del loro prezzo fino a quel momento. Le sbrigative motivazioni fornite dalla direzione affermano che il rincaro è dovuto al fatto che le nuove bombolette distribuite sono dotate di una valvola di sicurezza che non permette la fuoriscita di gas nel caso si svitasse il fornello. Ma l’aumento di questo bene indispensabile, senza il quale non è possibile neanche farsi un caffè, si sta verificando in parecchie carceri e non sembra legato alla novità dell’articolo.<span id="more-60"></span><br />
Ad Aosta i detenuti, in principio, si sono rifiutati di comprare le bombolette, smaltendo e condividendo quelle rimaste di riserva in cella. Per la seguente spesa, dal 21 Agosto, si sono organizzati, in molti, per uno sciopero della spesa. Non aquistano più i prodotti della ditta che commercia il gas e che si occupa della gestione di vitto e sopravvitto del carcere valdostano, esclusa solo dal commercio di tabacco e di valori bollati. La ditta in questione è la “Ias Morgante srl”, affiliata al colosso “Arturo Berselli &amp; C. Spa”, società che dal 1930 vince i bandi indetti dal Ministero della Giustizia per il mantenimento dei detenuti della quasi totalità delle carceri dell&#8217; Italia.<br />
Non si sa dire con certezza da cosa dipenda questo diffuso rincaro del prezzo del gas &#8211; dipende forse da un generale aumento del costo del gas, magari collegato al conflitto in Ucraina? Oppure dalle politiche dei prezzi del sopravvitto? &#8211; di certo questo sciopero della spesa, nel suo piccolo dà una buona indicazione su come creare danno a chi, sulle spalle dei detenuti, ci guadagna.</p>
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