{"id":2154,"date":"2016-04-27T14:51:59","date_gmt":"2016-04-27T12:51:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2154"},"modified":"2016-04-27T14:51:59","modified_gmt":"2016-04-27T12:51:59","slug":"roma-12-maggio-2016-solidarieta-aialle-ribelli-del-15-ottobre-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2154","title":{"rendered":"Roma &#8211; 12 maggio 2016: solidariet\u00e0 ai\/alle ribelli del 15 ottobre 2011"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><b><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/15OT-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2156 aligncenter\" alt=\"15OT (1)\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/15OT-1-1024x731.jpg\" width=\"459\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/15OT-1-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/15OT-1-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><\/a><br \/>\nChi si ribella non \u00e8 mai solo\/a.<\/b><\/p>\n<p>Sono passati quasi 5 anni: era il 15 ottobre del 2011, le strade di Roma si erano riempite.<\/p>\n<p>In quel periodo, dopo le forti proteste e rivolte che avevano acceso la \u201cprimavera araba\u201d, anche in Europa e negli Stati Uniti, in seguito all&#8217;appello lanciato dai movimenti 15M nati a Madrid, si scendeva in piazza ovunque, davanti e contro i palazzi del Potere, nel rifiuto delle politiche di austerit\u00e0 adottate dai governi come ricetta alla crisi economica in atto.<\/p>\n<p>A Roma quel giorno c&#8217;erano centinaia di migliaia di persone: non mancavano i carri di partiti, sindacati, organizzazioni di movimento. C&#8217;erano, come si suol dire, tutti.<\/p>\n<p>\u201cTutti insieme\u201d, i discorsi contro la crisi, oppure contro il sistema della crisi, contro il capitalismo e lo stato di diritto.<\/p>\n<p>Il comitato promotore accett\u00f2 di non manifestare davanti alle sedi governative, cos\u00ec come deciso dalla Questura; ci furono comunque tantissimi gesti di rivolta e diverse ore di scontri con le forze dell&#8217;ordine: un susseguirsi di cariche e una continua resistenza a esse.<\/p>\n<p>In tanti e tante, durante quella giornata, non sentirono di reprimere la propria rabbia. Non scapparono, ma reagirono, perch\u00e9 troppo forte l&#8217;odio per la miseria economica e culturale cui il sistema capitalista ci costringe ogni giorno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, oggi come ieri, come il 15 ottobre del 2011, in questo mondo si determina lo sfruttamento da parte di pochi nei confronti di molte\\i, la guerra e lo sterminio delle popolazioni oppresse, la distruzione delle risorse naturali e della terra, tutto in nome del profitto, dell&#8217;arricchimento, del denaro.<br \/>\nEd \u00e8 inevitabile che, per tutto questo, la rabbia possa anche esplodere.<\/p>\n<p>Poi ne segu\u00ec il tormentone mediatico, quello dei discorsi contro la violenza e per il rispetto della legalit\u00e0, a cui si affiancarono le prese di distanza dai rivoltosi, sostenute anche da coloro che avevano partecipato a quella manifestazione, nel tentativo di recuperare ci\u00f2 che era loro sfuggito di mano.<\/p>\n<p>Oltre a questo, la caccia ai resistenti di Piazza San Giovanni e ai rivoltosi del corteo, attraverso il ricorso a fotografie e video, con il prezioso contributo delatorio di innocenti cittadini o di zelanti tutori dell&#8217;ordine interno al corteo.<\/p>\n<p>Dopo i manganelli e i caroselli della celere nelle strade, scattarono i primi arresti seguiti da ampie indagini e infine i processi. Inizia la risposta degli apparati giudiziari al soldo dei Poteri, che avvertirono il campanello d&#8217;allarme.<\/p>\n<p>In un primo momento, decine di denunce e diversi arresti nei confronti di chi rimase in piazza San Giovanni. Poi, un filone di indagine specifico per il blindato dei Carabinieri andato in fiamme. Per finire, un ulteriore filone di inchiesta volto a sostenere l&#8217;architettura premeditata dell&#8217;esplosione di rabbia di quella giornata.<\/p>\n<p>Quindi, processi e condanne anche in direttissima per i primi arrestati, con l&#8217;accusa di resistenza pluriaggravata, poi una punizione esemplare attraverso il ricorso al reato di devastazione e<br \/>\nsaccheggio per i militanti di Azione Antifascista Teramo imputati dell&#8217;assalto al blindato; di nuovo il ricorso al reato di devastazione e saccheggio per le 18 persone rinviate a giudizio nell&#8217;ultimo filone di inchiesta.<br \/>\nNei tribunali un accanimento feroce da parte dei Pubblici Ministeri, il ricorso al reato di devastazione e saccheggio come monito e punizione esemplare: il solito leitmotiv del colpirne alcuni per intimorire tutti e tutte.<\/p>\n<p>\u00c8 successo per la rivolta di Genova nel 2001, per il corteo antifascista di Milano nel 2006; si sono adottate queste misure anche lo scorso anno riguardo la manifestazione antifascista di Cremona e per il corteo No Expo a Milano.<\/p>\n<p>\u00c8 un dato di fatto che questo strumento, eredit\u00e0 del codice penale del ventennio fascista, venga adoperato sempre pi\u00f9 frequentemente per sanzionare comportamenti di piazza di natura tumultuosa, affermando un chiaro indirizzo politico da parte della magistratura e la sua conseguente attestazione negli ambiti della giurisprudenza.<\/p>\n<p>Detto in maniera pi\u00f9 esplicita: manifestanti buoni e manifestanti cattivi. Il recinto di ci\u00f2 che \u00e8 consentito e quello che non lo \u00e8. Finch\u00e9 si esprime dissenso a parole, va tutto bene (per il momento), siamo in Democrazia. Con la variabile sempre presente che a sostenere questo indirizzo non siano solo gli inquirenti.<\/p>\n<p>Tra tutti coloro che erano in piazza quel giorno, dopo il processo conclusosi in Cassazione con la conferma del reato di devastazione e saccheggio per i militanti di Azione Antifascista Teramo, altre 17 persone, a cui sarebbe stato aggiunto anche Chucky, se non ci avesse lasciato a causa della sua morte, potrebbero andare a sentenza il prossimo 12 Maggio 2016, a seconda che il PM Minisci decida di replicare o meno alle argomentazioni difensive.<\/p>\n<p>L\u2019accusa ha fatto richiesta di 115 anni complessivi per queste 17 persone rimaste ancora imputate. I reati contestati vanno dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale alla devastazione, dalle lesioni all&#8217;incendio doloso, ma anche capi d&#8217;imputazione \u2018minori&#8217; come turbativa dell&#8217;ordine pubblico e interruzione di pubblico servizio. La richiesta pi\u00f9 alta \u00e8 di 11 anni di carcere per un manifestante, le altre oscillano dai 3 ai 9 anni di reclusione. A queste si aggiunge la richiesta di risarcimento danni da parte di una banca, comune di Roma, AMA e ATAC, alcuni ministeri e di agenti delle forze dell\u2019ordine che si sono costituiti parte civile.<\/p>\n<p>Un appello alla solidariet\u00e0 rivolto \u201cgeneralmente\u201d, oltre a essere un&#8217;illusione e una menzogna rivolta a s\u00e9 stessi, a 5 anni di distanza da quella giornata, cadrebbe nel vuoto.<\/p>\n<p>La consapevolezza di questo avviene dopo anni di udienze svolte qui a Roma, di posizioni dissociatorie assunte anche in sede processuale da parte di alcune difese, di silenzi perpetrati anche da parte delle stesse realt\u00e0 che il giorno prima inneggiavano alla rivolta, quello dopo si nascondevano intimorite.<\/p>\n<p>Eppure, pur considerando tutto questo, si preferisce guardare ad altro.<\/p>\n<p>Chi si \u00e8 ribellato quel giorno, come in altri momenti, non resta solo, perch\u00e9 la solidariet\u00e0 non \u00e8 una parola vuota di senso, ma pratica di vicinanza e compartecipazione tanto ideale quanto concreta.<\/p>\n<p>Se intorno la giornata del 15 Ottobre e la rivolta che l&#8217;ha animata \u00e8 in atto un&#8217;operazione di rimozione, noi invece non vogliamo dimenticare.<\/p>\n<p>Se intorno le persone che sono imputate si vuole creare isolamento, non \u00e8 nostra intenzione lasciarle sole.<\/p>\n<p>Se rispetto l&#8217;espressione del dissenso c&#8217;\u00e8 l&#8217;intenzione, da pi\u00f9 parti, di tracciare il selciato del consentito, il sentiero della rivolta non conosce percorsi definiti da nessuno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un giorno, alcune volte, o tutti i giorni, ci si pu\u00f2 trovare anche &#8220;tutti insieme&#8221; sotto lo stesso cielo, ma \u00e8 l&#8217;orizzonte verso cui ci si muove che fa la differenza.<br \/>\nA chi ha vissuto la rivolta del 15 Ottobre 2011.<\/p>\n<p>A chi non dimentica.<\/p>\n<p>A chi pensa che coprirsi il volto durante una manifestazione non voglia dire essere infiltrati.<\/p>\n<p>A chi si copre il volto quando gli pare.<\/p>\n<p>A chi vive di rivolta.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nGioved\u00ec 12 maggio 2016, Roma<\/strong><\/p>\n<p>h 9 &#8211; <strong>Presidio<\/strong> davanti il Tribunale a Piazzale Clodio<\/p>\n<p>h 18 &#8211; <strong>Assemblea sul reato di devastazione e saccheggio<\/strong> presso L38 Squat, in via Domenico Giuliotti 8x, con contributi sui processi relativi ai cortei del 1 maggio 2015 a Milano e del 24 gennaio 2015 a Cremona.<\/p>\n<p><em>Rete Evasioni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi si ribella non \u00e8 mai solo\/a. 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