In un precedente post, http://italy.indymedia.org/front.php?article_id=41003 KINTTO LUCAS scriveva: Così l'Agip si compra gli indigeni
A parte gli "indigeni", ho commentato il fatto mettendo in evidenza che l'Italia è ricchissima di situazioni analoghe, vedi Gela, Porto Marghera, La quasi totalità delle aziende che scaricano liquiami terrificanti nel fiume Sarno, le discariche di materiale "inerte" ma insolitamente attivo nella distruzione dell'ambiente in Toscana, ecc., ecc., nelle quali i lavoratori delle aziende che arrecano gravi danni all'ambiente uccidendo i loro stessi figli, sono i primi a scendere in piazza per difendere la loro unica opportunità di lavorare, guadagnare, tentare di vivere normalmente, in assenza della quale sono costretti ad assoggettarsi alla malavita organizzata o crepare di fame.
L'esempio dell'Ogliastra è ancora più drammatico, se si considera che altrove si uccide per produrre energia o prodotti che contribuiscono in qualche modo al "benessere" di una popolazione maggiore rispetto a quella che ne paga gli sgradevoli "effetti collaterali", mentre nel poligono militare si sperimentano sistemi di annientamento, quindi di scardinamento del "benessere". Dunque, si uccide la popolazione circostante al fine di rendere più efficace l'uccisione di altre persone. Bella convenienza!
Ciò che sconvolge sono le parole di un militare che racconta di quanto "benessere" ha portato il poligono per le popolazioni limitrofe, abituate da secoli a vivere una vita durissima, sempre in lotta per la sopravvivenza. Con l'arrivo dei militari da quasi tutti i paesi più potenti militarmente, persino dalla Cina, che hanno scaricato migliaia di tonnellate di esplosivi misti a chissa cosa diavolo ancora, uranio impoverito compreso, distruggenddo tutto ciò che si poteva distruggere nel raggio di decine di chilometri, è arrivato il "benessere" e la gente è contenta e difende questo straordinario strumento per procurarselo.
Ma come si misura il benessere? Col PIL?
Cosa occorre per convincere la popolazione di Perdasdefogu, della Sardegna, dell'Italia, che avere un poligono di tiro in casa, dove tutti gli assassini specializzati del mondo vengono a provare le loro diavolerie, non è esattamente un modello sostenibile di "benessere", malgrado le ricadute economiche apparentemente vantaggiose?
Si guadegneranno sicuramente più soldi, ma ho il sospetto che bisognerà spenderli per tentare di curarsi , o bisognerà spenderli per assistere un figlio nato senza pancreas o con altre tipologie di malformazioni gravi.
Purtroppo, siamo ai pellerossa comprati con 4 bottiglie di superalcolici. Quelli si ubriacavano ingerendo il petrolio dello zio Sam e questi con l'uranio impoverito o con il varietà del sabato sera. Ma questo, a distanza di 150 anni, è inaccettabile. A mio avviso esistono delle alternative. Si può ragionare su sistemi complessi e su ciò che conviene sviluppare, tenendo presente le ricadute ed i prezzi, che pure bisogna pagare, per vivere in un ambiente compatibile con la nostra esistenza.
Saluti
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