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Due pesi due misure: riconoscere il terrorismo d'Israele
by Paolo Barnard Thursday, Apr. 25, 2002 at 7:00 AM mail: dpbarnard@tin.it

DUE PESI DUE MISURE RICONOSCERE IL TERRORISMO DELLE STATO D'ISRAELE (ricerca e stesura di Paolo Barnard, giornalista di Report, RAI 3)

Introduzione.

In Medioriente dilaga il fenomeno del Terrorismo. A noi è particolarmente
noto il Terrorismo palestinese e/o islamico, ma c'è anche il Terrorismo
israeliano. Il primo è internazionalmente riconosciuto, il secondo no. E qui
sta il problema.

Prima di continuare e per sgombrare il campo da possibili equivoci, ribadiamo
con decisione che non v'è dubbio che per decenni alcuni gruppi palestinesi si
siano macchiati, e ancora oggi si macchino, di orrendi crimini terroristici
che non trovano alcuna giustificazione politica né morale. La condanna di
questi crimini, che storicamente colpiscono soprattutto lo Stato di Israele,
deve essere assoluta.

Eppure, rimane il fatto che in occidente si fatica ad ammettere che Israele
ha praticato e pratica il Terrorismo. Taluni rigettano questa nozione
radicalmente, anche se la Storia lo dimostra in maniera incontrovertibile.

Ciò ha dato origine a una impostazione ideologica errata e catastrofica nelle
sue conseguenze, a causa della quale ogni approccio internazionale al
conflitto israelo-palestinese viene fatalmente viziato da un sistema di "due
pesi due misure": solo ai palestinesi viene formalmente chiesto di
abbandonare le pratiche terroristiche, a Israele mai. Questo produce continui
fallimenti.

Tale pregiudizio trova appoggio in vaste fasce delle opinioni pubbliche
occidentali. Infatti, alle parole "Terrorismo mediorientale" noi associamo
d'istinto i volti dei guerriglieri palestinesi, libanesi o iraniani, ovvero
del fanatismo islamico armato; ma non ci viene altrettanto spontaneo
associarvi i volti dei soldati d'Israele, o quelli dei loro leader politici.
Questo è potuto accadere perché l'Occidente ha intenzionalmente alterato la
"narrativa" del conflitto israelo-palestinese, per tutelare i propri
interessi nell'area. Lo dimostra lo stesso linguaggio mediatico
internazionale: da anni in tv o sulle prime pagine dei giornali gli attacchi
palestinesi contro i civili israeliani sono sempre definiti (a ragione)
"terroristici", ma quelli altrettanto terrorizzanti delle Forze di Difesa
Israeliane contro i civili palestinesi sono sovente chiamati "di autodifesa";
le azioni dei kamikaze di Hamas sono "massacri", mentre le centinaia di
omicidi extragiudiziali commessi dai Servizi Segreti israeliani vengono
definiti "esecuzioni capitali mirate", e così all'infinito (Chomsky-Fisk-Said
et al.).
Tutto ciò ci ha lentamente resi incapaci di riconoscere l'esistenza del
Terrorismo di matrice israeliana, assieme alle atrocità che causa e che ha
causato.

E' imperativo rettificare questo pregiudizio, iniziando dalla accettazione,
da parte della comunità internazionale impegnata nel processo di pace, della
verità storica. Questo significa che mentre giustamente condanniamo il
Terrorismo palestinese, dobbiamo abbandonare il nostro rifiuto di riconoscere
e di censurare il Terrorismo di Israele.

Se ciò non accadrà, non vi è speranza di pace in Medioriente.

A prova di quanto affermato sopra, sono di seguito elencati alcuni fra i
peggiori atti di Terrorismo commessi in Medioriente dalla comunità sionista
prima e da Israele o da israeliani poi, con una scrupolosa bibliografia. Le
fonti sono principalmente i documenti dell'ONU e di Amnesty International;
questo perché siamo consapevoli che nell'esporre un tema tanto controverso ci
si deve affidare a fonti assolutamente e storicamente al di sopra delle
parti. Abbiamo di proposito scartato ogni fonte che potesse anche vagamente
essere accusata di partigianeria, e per tale motivo siamo stati costretti a
non includere in questo documento centinaia di "atti di Terrorismo
israeliani" riportati nella letteratura sul Medioriente.

Lo ribadiamo: questo lavoro non è un atto di accusa contro Israele fine a sé
stesso, perché se così fosse sarebbe un'esercizio sterile. Esso vuole aiutare
il pubblico a rettificare quella "narrativa" distorta che basandosi su "due
pesi due misure" condanna il Medioriente a una violenza senza fine.
Ai lettori il giudizio.
SINTESI STORICA ESSENZIALE PER LA COMPRENSIONE DEL DOCUMENTO.

Al declino dell'impero Ottomano, a partire dal 1880, gruppi di ebrei europei
emigrarono in Palestina dove stabilirono alcune colonie. Fondarono il
movimento Sionista, da cui presero il nome di sionisti.

Nel 1914, gli immigranti sionisti in Palestina erano 85.000, gli arabi
musulmani e cristiani erano 500.000, ai quali si aggiungevano gli ebrei
cosiddetti Ottomani (già presenti da tempo in Palestina e perfettamente
integrati).

Nel 1916 le potenze europee siglarono l'accordo di Sikes-Picot: si trattava
del piano alleato per dividere l'impero Ottomano (in disfacimento). Gli
inglesi di fatto divennero la potenza coloniale in Palestina.

Nel 1921 cominciarono gli scontri fra arabi ed ebrei (a Jaffa 200 morti ebrei
e 120 morti arabi).

Nel 1922 l'Inghilterra ricevette dalla Lega delle Nazioni il Mandato per la
Palestina.

I rapporti fra arabi e sionisti si deteriorano, e nel frattempo le tensioni
vengono peggiorate dalla ulteriore ondata di immigrazione di ebrei che
fuggono dalla furia genocida di Hitler.

Cominciano le proposte inglesi di formazione di 2 Stati separati. Esse
scontentano sia gli arabi che i sionisti, e le violenze nel frattempo
aumentano. E' a questo punto che i sionisti si organizzano in gruppi di
guerriglia.

Nel 1947 gli Inglesi rinunciano al Mandato e passano la palla all'ONU.

Nel Maggio 1948 gli Stati arabi mandano truppe in aiuto ai palestinesi. Ma
gia' le truppe ebraiche avevano conquistato grandi fette di territorio
designato dall'ONU come Arabo, provocando la fuga di 300.000 rifugiati
palestinesi. Lo Stato d'Israele viene proclamato il 14 maggio 1948. La guerra
continua, e all' inizio del 1949 Israele vince conquistando il 73% della
Palestina. I rifugiati palestinesi sono ora 725.000.

Ai palestinesi, alla fine della guerra, rimane Gaza e la Cisgiordania. Nel
1956, Israele attacca l'Egitto conquistando Gaza e il Sinai, ma gli USA li
convincono a ritirasi un anno dopo.

Nel 1964 gli Stati arabi creano l'Organizzazione per la Liberazione della
Palestina (OLP).

Nel Maggio 1967 il presidente egiziano Nasser stringe un patto di difesa con
la Giordania. Ma Israele non aspetta, e nel Giugno 1967 attacca l'Egitto. E'
la nota Guerra dei 6 Giorni. In un baleno Israele occupa il Sinai, Gaza, la
Cisgiordania, parte del Golan siriano e Gerusalemme Est.



Nel Novembre 1967 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna la conquista
dei territori da parte di Israele con la risoluzione 242, che specificamente
chiede il ritiro israeliano dai territori occupati nella Guerra dei 6 Giorni.

1973, attacco egiziano e siriano a sorpresa contro Israele (guerra del
Kippur). Israele è in seria difficolta', e solo grazie a un massiccio aiuto
militare americano si riprende e addirittura avanza nel Golan.

La base della guerriglia dell'OLP si sposta nel Libano del sud. Nel 1978
Israele invade il sud del Libano. Di nuovo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU
condanna l'invasione con la risoluzione 425, e tenta di separare i
belligeranti con un contingente di caschi blu (UNIFIL).

Nel Settembre 1978 il presidente egiziano Sadat va a Camp David negli USA,
dove firma i famosi accordi con Israele. Israele in cambio si ritira dal
Sinai. Sadat firma a Washington il 26 marzo 1979 la pace con Israele, primo
Stato arabo a farlo.

Nel 1982 Israele reinvade il Libano, e arriva fino a Beirut. Gli USA mediano
nella fuga da Beirut dell'OLP e di Arafat, ma nessuno protegge i civili
palestinesi: strage nel campo profughi di Sabra e Chatila. Israele si
ritirera' dal Libano (esclusa una fascia al sud) nel 1985.

Dicembre 1987. Nei territori occupati il pugno di ferro di Israele trova ora
un fronte unito, e i giovani palestinesi si lanciano nell'Intifada
(sollevazione).

Nel 1988 Arafat rinuncia ufficialmente al Terrorismo e accetta la risoluzione
242, implicitamente riconoscendo l'esistenza di Israele.

1993: a Oslo si svolgono colloqui segreti fra l'OLP e il laborista israeliano
Shimon Perez con mediazione norvegese di Joan Jorgen Holst.

Il 9 Settembre 1993 Arafat firma la lettera di riconoscimento dello Stato di
Israele, e Israele il 10 Settembre riconosce l'OLP come il legittimo
rappresentante dei palestinesi.

Lunedi' 13 Settembre 1993 Arafat e Rabin a Washington firmano una
Dichiarazione di Principi, che comprende il mutuo riconoscimento di Israele e
dell'OLP, il ritiro israeliano da Gaza e da Jerico, e un non meglio
specificato ritiro israeliano da alcune aree della Cisgiordania entro 5 anni
(accordi di "Oslo").

A partire dal 1999 il premier israeliano Barak concede ad Arafat alcuni
territori in più, e a metà del 2000 l'Autorità Palestinese si trova a
controllare il 40% della Cisgiordania e il 65% di Gaza. Ma stiamo parlando di
pezzetti di territorio palestinese scollegati e interamente circondati da
insediamenti ebraici, e controllati giorno e notte da cordoni di militari
israeliani.

Nel luglio del 2000 il presidente americano Clinton convince Arafat e il
premier israeliano Barak ad andare a Camp David (USA) per finalizzare gli
accordi di Oslo. L'incontro naufraga in un nulla di fatto.

28 Settembre 2000. Ariel Sharon, leader dell'opposizione israeliana, sfila a
piedi presso la moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, che è uno dei luoghi più
sacri della religione musulmana. Questo viene visto come un oltraggio
imperdonabile, e i palestinesi si lanciano nella seconda Intifada.

Nel febbraio 2001 il laborista Barak perde le elezioni e diviene premier
Ariel Sharon del partito Likud.


IL TERRORISMO SIONISTA: La prima fase dal 1942 al 1947, prima della nascita
dello Stato di Israele.

* I testi virgolettati sono traduzioni di documenti originali. Le spiegazioni
del redattore sono in corsivo.

1942.
"Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale anche la comunità sionista
(in Palestina) adottò metodi violenti di lotta. L'uso del Terrorismo da parte
loro è descritto in un documento ufficiale del governo britannico di allora":
'Nel 1942 un piccolo gruppo di estremisti sionisti, guidati da Abraham Stern,
si fece notare per una serie di omicidi e di rapine politicamente motivati'
(1)
***
1944.
'Il Ministro inglese per il Medioriente, Lord Moyne, viene assassinato da due
membri del gruppo Stern, al Cairo. Sempre nello stesso anno il gruppo
fuorilegge sionista Irgun Tzeva'i Leumi distrugge numerose proprietà del
governo britannico. Le azioni terroristiche dei gruppi Stern e Irgun sono
state condannate dallo stesso portavoce della Comunità Ebraica.' (1)
***

1946.
'Il 22/7/1946, la campagna condotta delle organizzazioni terroristiche
(sioniste) raggiunse nuovi livelli, con una esplosione che distrusse un'ala
dell'hotel King David di Gerusalemme, che conteneva gli uffici della
Segreteria del governo e il quartier generale britannico, uccidendo 86
impiegati, arabi ebrei e inglesi, e 5 passanti.' (1)
***

1946.
'Altre attività terroristiche (sioniste) includono: il rapimento di un
giudice inglese e di alcuni ufficiali, e l'attentato dinamitardo a un Club di
Ufficiali inglesi a Gerusalemme con grave perdita di vite umane.' (1)
***

"Menachem Begin (futuro premier israeliano) fu definito dagli inglesi un
'leader terrorista' per aver fatto esplodere l'hotel King David a
Gerusalemme, che a quel tempo venne considerato uno dei peggiori atti
terroristici del secolo." (1bis)
***

Un altro documento ufficiale britannico del 1946 dichiara:
"Il Governo di Sua Maestà britannica è arrivato alle seguenti conclusioni:
che il gruppo (sionista) Haganah e il suo associato Palmach lavorano sotto il
controllo politico dei membri della Agenzia Ebraica; e che essi sono
responsabili di sabotaggi e di violenze..." (2)
***

"Questa campagna terroristica contro gli arabi palestinesi e contro gli
inglesi raggiunse tali proporzioni che Churchill, un forte sostenitore dei
sionisti e a quel tempo Primo Ministro inglese, dichiarò alla Camera dei
Comuni: 'Se i nostri sogni per il sionismo devono finire nel fumo delle
pistole degli assassini e se i nostri sforzi per il futuro del sionismo
devono produrre un nuovo gruppo di delinquenti degni della Germania nazista,
molti come me dovranno riconsiderare le posizioni tenute così a lungo.' (3)

ALCUNI COMMENTI STORICI SU QUESTO PERIODO.

"Il grande umanista sionista Ahad Ha'am lanciò un allarme contro la
violazione dei diritti dei palestinesi (da parte dei sionisti): 'E cosa sta
facendo la nostra gente in Palestina? Erano servi nelle terre della Diaspora
e d'improvviso si trovano con una libertà senza limiti, e questo cambiamento
ha risvegliato in loro un'inclinazione al despotismo. Essi trattano gli arabi
con ostilità e crudeltà, gli negano i diritti, li offendono senza motivo, e
persino si vantano di questi atti. E nessuno fra di noi si oppone a queste
tendenze ignobili e pericolose.' (4)
***

Dichiarazione di Lord Sydenham alla Camera dei Lord di Londra sul Mandato
britannico in Palestina (1922):
"Il danno prodotto dall'aver riversato una popolazione aliena (i sionisti
immigrati in Palestina) su una terra araba forse non si riparerà mai
più...Ciò che abbiamo fatto, facendo concessioni non agli ebrei ma ad un
gruppo di estremisti sionisti, è stato di aprire una ferita in Medioriente, e
nessuno può predire quanto essa si allargherà." (5)
***

Dichiarazione della Commissione Shaw del governo inglese, a proposito delle
violenze fra arabi e sionisti nel 1929:
"...prima della Grande Guerra (1915-18) gli arabi e gli ebrei vivevano fianco
a fianco, se non in amicizia, almeno con tolleranza... negli 80 anni
precedenti (alla Grande Guerra) non ci sono memorie di scontri violenti (come
quelli iniziati nel 1920)." (6)
***

"L'espansione territoriale (sionista) attraverso l'uso della forza produsse
un grande esodo di rifugiati (palestinesi) dalle zone degli scontri. I
palestinesi sostengono che questa era un politica precisa che mirava
all'espulsione degli arabi per far posto agli immigrati (sionisti) e citano,
fra le altre, le dichiarazioni del leader sionista Theodor Herzl":
'Tenteremo di sospingere la popolazione (palestinese) in miseria oltre le
frontiere procurandogli impieghi nelle nazioni di transito, mentre gli
negheremo qualsiasi lavoro sulla nostra terra... Sia il processo di
espropriazione che l'espulsione dei poveri (palestinesi) devono essere
condotti con discrezione e con attenzione...' (7)
***

Da un documento delle Nazioni Unite:
"La comunità ebraica della Palestina ancora si rifiuta pubblicamente di
aiutare l'Amministrazione (ONU) a reprimere il Terrorismo (sionista), e cita
come ragione il fatto che le politiche dell'Amministrazione sarebbero
contrarie agli interessi ebraici." (8)


IL TERRORISMO SIONISTA-ISRAELIANO: La seconda fase, dal 1947 al 1977,
attraverso la nascita dello Stato di Israele.

"Uno dei più scabrosi atti di Terrorismo (sionista) contro la popolazione
civile (palestinese) si registra, secondo fonti palestinesi ma anche secondo
altre fonti, nell'aprile 1948 a Deir Yassin, un villaggio palestinese vicino
a Gerusalemme. Un ex governatore militare israeliano di Gerusalemme scrive in
proposito":
'Il 9 aprile abbiamo subito una sconfitta morale, quando le due gang Stern ed
Etzel (sionisti) lanciarono un attacco immotivato contro il villaggio di Deir
Yassin... Si trattava di un villaggio pacifico, che non aveva aiutato le
truppe arabe di oltre frontiera e che non aveva mai attaccato le zone
ebraiche. Le gang (sioniste) lo avevano scelto solo per ragioni politiche. Si
è trattato di un atto di puro Terrorismo... Alle donne e ai bambini non fu
dato tempo di fuggire... e molti di loro furono fra le 254 vittime
assassinate, secondo l'Alto Comitato Arabo... Quell'evento fu un disastro in
tutti i sensi... (le gang) si guadagnarono la condanna della maggioranza
degli ebrei di Gerusalemme." (9)
***

Alcuni leader sionisti negarono la strage di Deir Yassin, ma anche nella
negazione ammisero esplicitamente di aver usato l'arma del Terrorismo
psicologico, che non è meno letale. Scrisse Menachem Begin (futuro premier di
Israele):
"Il panico travolse gli arabi nella Terra di Israele e iniziarono a fuggire
in preda al terrore. Non ciò che accadde a Deir Yassin, ma ciò che fu
inventato su Deir Yassin ci aiutò a vincere...in particolare nella conquista
di Haifa, dove le forze ebraiche avanzarono come un coltello nel burro mentre
gli arabi fuggivano nel panico gridando 'Deir Yassin!'." (10)
***

Menachem Begin fu però ritenuto uno dei responsabili della strage di Deir
Yassin:
"Il 9 aprile un'atrocità di enormi proporzioni fu perpetrata a Deir Yassin...
furono massacrate 254 persone da membri della gang di Menachem Begin. Alcuni
uomini del villaggio furono trascinati attraverso Gerusalemme prima di essere
uccisi." (11)
***

"Quante atrocità furono commesse (dai sionisti) forse non si saprà mai, ma
furono sufficienti a spingere l'allora Ministro israeliano dell'agricultura,
Aharon Cizling, ad affermare: 'Adesso anche gli ebrei si sono comportati come
nazisti e tutta la mia anima ne è scossa...Ovviamente dobbiamo nascondere al
pubblico questi fatti...Ma devono essere indagati.' (12)
***

1948. "Folke Bernadotte fu nominato mediatore (in Palestina) dall'Assemblea
Generale dell'ONU...ma prima che l'ONU potesse considerare le sue
osservazioni fu assassinato dalla gang (sionista) Stern, una delle tante
organizzazioni terroristiche le cui azioni erano diventate più spudorate
dalla fine del Mandato (britannico). Il rapporto delle Nazioni Unite
sull'assassinio disse che il governo provvisorio di Israele doveva assumersi
la piena responsabilità di queste uccisioni... Il Consiglio di Sicurezza
dell'ONU chiese al governo di Israele di indagare e di presentare un
rapporto, ma nessun rapporto fu mai presentato...Gli assassini di Bernadotte
vestivano uniformi dell'esercito israeliano." (12 bis)
***

Dalla proclamazione dello Stato di Israele (14/05/1948) e durante il
trentennio successivo il Terrorismo israeliano nei territori occupati si
esprime in una miriade di atti criminosi, in particolare rivolti alla
popolazione palestinese dei territori occupati, al punto da richiedere nel
1977 l'intervento ufficiale e indignato dell'ONU con una risoluzione di
condanna che parla chiaro:
"L'Assemblea Generale ha ripetutamente votato risoluzioni che criticano le
azioni di Israele nei territori occupati. La risoluzione votata nel 1977, che
riflette i toni di quelle precedenti, dichiara che l'Assemblea": 'Condanna le
seguenti politiche e pratiche israeliane: a)... b)... c) L'evacuazione,
deportazione, espulsione, e trasferimento degli abitanti arabi dei territori
occupati e la negazione del loro diritto di ritorno - d) L'espropriazione e
confisca delle proprietà arabe nei territori occupati - e) La distruzione e
demolizione delle case (arabe) - f) Gli arresti di massa e i maltrattamenti
della popolazione araba - g) I maltrattamenti e le torture dei detenuti
(arabi)...'
'(La Commissione dell'ONU per i Diritti Umani) deplora ancora una volta le
continue violazioni da parte di Israele delle norme della legalità
internazionale nei territori arabi occupati... in particolare le gravi
violazioni di Israele della Convenzione di Ginevra per la Protezione dei
Civili in stato di guerra, che sono considerate crimini di guerra e un
affronto all'umanità.' (13)


IL TERRORISMO ISRAELIANO: La terza fase, dal 1977 al 1988.

Israele, col pretesto di combattere il Terrorismo palestinese, bombarda e
attacca il sud del Libano dal 1973 al 1978, causando enormi sofferenze fra i
civili e la fuga verso Beirut di centinaia di profughi shiiti. (14) Poi, nel
1978, alcuni terroristi palestinesi provenienti dal Libano meridionale si
infiltrano in Israele e massacrano trentasette turisti israeliani su una
spiaggia di Haifa. In reazione a questo crimine Israele invade il sud del
Libano, causando circa 2000 morti, la maggioranza civili. (15) Di nuovo il
Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna l'invasione con la risoluzione 425,
e tenta di separare i belligeranti con un contingente di caschi blu ONU
(UNIFIL). L'UNIFIL però dovrà fare i conti con la presenza nell'area libanese
sotto occupazione israeliana delle spietate milizie mercenarie della South
Lebanese Army, che erano interamente sotto il controllo di Israele e che per
conto di Israele conducevano azioni militari e ogni sorta di atto
terroristico, come quello qui descritto:
"I soldati irlandesi (dell'UNIFIL) Derek Smallhorn, Thomas Barrett e John
O'Mahony stavano scortando due osservatori dell'ONU all'interno della zona di
Haddad (leader della South Lebanese Army). Caddero in una imboscata di
miliziani cristiani e furono portati a Bent Jbail, dove O'Mahony riuscì a
fuggire... Smallhorn e Barrett furono visti da un osservatore americano
dell'ONU mentre, terrorizzati, venivano sospinti su un'auto... un'ora più
tardi venivano assassinati con un singolo colpo alla nuca... Gli Israeliani,
che controllavano la zona, negarono di essere al corrente delle uccisioni...
Ma ciò che infuriò gli ufficiali del 46esimo Battaglione irlandese
(dell'UNIFIL) fu che ricevettero informazioni riservate secondo cui un agente
dello Shin Bet (servizi segreti israeliani) era presente all'assassinio di
Smallhorn e Barrett... il suo nome in codice era Abu Shawki... Una indagine
dell'ONU identificò gli assassini... Ma Israele, che si definisce il
cacciatore di 'Terroristi', non volle consegnarli, e non li condannò come
'Terroristi'; al contrario, li aiutò a lasciare il Libano, attraverso
Israele, e a stabilirsi a Detroit (Usa)". (16)
***

Nel 1982 Israele invade il Libano; il ministro della difesa di allora è Ariel
Sharon (futuro premier). Uno dei più atroci crimini di guerra (e atto di
Terrorismo) degli ultimi 50 anni accade proprio sotto gli occhi e con la
connivenza piena delle truppe israeliane. (17) Parliamo del massacro di Sabra
e Chatila, i cui esecutori materiali furono le milizie falangiste libanesi
sotto il pieno controllo di Israele. (17)
"Il 15 settembre 1982 Bashir Gemayel, presidente del Libano, fu
assassinato... Lo stesso giorno le forze israeliane avanzarono su Beirut
ovest. Il 16 di settembre gli israeliani arrivarono a controllare quasi tutta
Beirut ovest e circondarono i campi profughi palestinesi. Il giorno seguente
il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condannò la mossa di Israele con la
risoluzione 520... IL 17 settembre giunse notizia che gruppi armati erano
entrati nel campo profughi di Sabra e Chatila di Beirut ovest e ne stavano
massacrando la popolazione civile. Il 18 settembre fu confermato che una
strage immane era stata compiuta. Centinaia di cadaveri di uomini donne e
bambini furono scoperti, alcuni mutilati, altri apparentemente uccisi mentre
tentavano di fuggire; molte case erano state fatte saltare in aria con dentro
gli occupanti." (18)
***

Le responsabilità israeliane per quel massacro sono documentate oltre ogni
dubbio. La commissione di inchiesta dello stesso governo israeliano, la
Commissione Kahan, nel suo rapporto dell'8 febbraio 1983 dichiara:
"Menachem Begin (allora premier di Israele) fu responsabile di non aver
esercitato una maggior influenza e consapevolezza nella questione
dell'introduzione dei falangisti nei campi (profughi). Ariel Sharon (Min.
Difesa di Isr.) fu responsabile di aver ignorato il pericolo di strage e di
vendetta quando diede il permesso ai falangisti di entrare nei campi
(profughi), ed è anche responsabile di non aver agito per impedire la
strage... la nostra conclusione è che il Ministro della Difesa è
personalmente responsabile. Il Capo di Stato Maggiore (israeliano) Eitan non
diede i giusti ordini per prevenire il massacro. La Commissione chiede che il
Ministro della Difesa rassegni le sue dimissioni." (19)
***

L'invasione israeliana del Libano nel 1982 fu approvata dagli Stati Uniti
(20), e costò la vita a circa 17.000 civili innocenti. (21)
***

Fra i crimini terroristici e di guerra dello Stato di Israele vi è anche la
continua violazione di quasi tutte le fondamentali norme della legalità
internazionale. Le seguenti parole esprimono una condanna agghiacciante della
condotta di Israele nei territori occupati attraverso tutti gli anni '80:
"In particolare, le politiche (di Israele) e le sue azioni nei territori
occupati continuano a costituire violazioni evidenti di una serie di precise
norme di legalità internazionale. Queste norme sono: la Carta delle Nazioni
Unite - la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - la Convenzione di
Ginevra per la Protezione dei Civili in stato di guerra del 12 agosto 1949 -
la Convenzione di Ginevra per la Protezione dei Prigionieri di guerra del 12
agosto 1949... Le politiche di deportazione, le torture dei detenuti, gli
arresti di massa, la demolizione delle case (palestinesi), i pestaggi
arbitrari e gli omicidi di persone innocenti - fra cui bambini donne e
anziani - oltre alle umiliazioni inflitte ai palestinesi nella loro vita
quotidiana, sono state sistematicamente applicate dalle autorità israeliane
nei territori occupati. Tutto ciò è stato aggravato dalla crescente violenza
dei coloni (ebrei) armati contro la popolazione palestinese disarmata." (22)
***

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa lancia le stesse accuse a
Israele, aggiungendovi la condanna dell'odiosa pratica delle truppe
israeliane di espellere i civili palestinesi dalle loro abitazioni e di
murarne le entrate, nonché la pratica di confiscare arbitrariamente le loro
terre e dichiararle proprietà di Israele. (23)
***

Le condanne internazionali di Israele si susseguono in un coro continuo, ma
Israele le ignora totalmente. Come già nel 1977, nel 1985 di nuovo la
Commissione dell'ONU per i Diritti Umani vota una risoluzione (1985/1A) di
forte condanna in cui si legge: "...Israele si rifiuta di permettere al
Comitato Speciale di avere accesso ai territori occupati... la Commissione
conferma la sua dichiarazione secondo cui le violazioni israeliane della
Quarta Convenzione di Ginevra sono crimini di guerra e un insulto
all'umanità." (24)
***

Nel 1988, in piena Intifada (sollevazione) palestinese, la Commissione
dell'ONU per i Diritti Umani vota una risoluzione che denuncia ancora il
Terrorismo di Israele: "Nella risoluzione 1988/1A, la Commissione ripete la
sua condanna delle politiche israeliane di violenza nei territori occupati,
dove vengono spezzate le ossa ai bambini, alle donne e agli uomini, e dove le
donne abortiscono a causa dei pestaggi. (La Commissione) condanna altre
pratiche violente e sistematiche di Israele, fra cui le uccisioni, i
ferimenti, gli arresti e le torture... e i rapimenti di bambini palestinesi."
(25)
***

"Nel corso dell'anno (1988) Israele continuò a reprimere i palestinesi nei
territori occupati... culminando con l'assassinio a Tunisi, commesso da un
commando israeliano il 16 aprile, di Khalil al-Wazir, vice comandante in capo
delle forze palestinesi e membro del Comitato centrale dell'OLP... Il 25
aprile il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adottò la risoluzione 611... in cui
si condanna Israele per l'aggressione contro la sovranità e l'integrità
territoriale della Tunisia, in violazione flagrante della Carta delle Nazioni
Unite, della legalità internazionale e delle norme di condotta." (26)
***

"L'assassinio di Khalil al-Wazir... corrispondeva perfettamente alla
definizione del Dipartimento di Stato americano di cosa sia il 'Terrorismo
internazionale', ma nessun dipartimento del governo USA suggerì che Israele
fosse colpevole di Terrorismo." (27)


ISRAELE E L'USO DELLA TORTURA.

Come si è già visto, nei rapporti della Commissione dell'ONU per i Diritti
Umani si accusa spesso Israele di praticare la tortura, che è uno strumento
di Terrore universalmente condannato. Lo Stato di Israele non solo pratica la
tortura, ma è persino arrivato a legalizzarla, unica fra le democrazie
mondiali. Lo afferma Amnesty International:
"Lo Stato di Israele ha a tutti gli effetti legalizzato la tortura,
nonostante sia un firmatario della Convenzione Contro la Tortura (dell'ONU).
Israele ha fatto questo in tre modi: primo, l'uso da parte dello Shin Bet
(Servizio di Sicurezza) di 'quantitativi moderati di pressioni fisiche' (sui
detenuti) fu permesso dal rapporto della Commissione Landau nel 1987 e
approvato dal governo... secondo, dall'ottobre 1994 il Comitato Ministeriale
di Controllo dello Shin Bet, organo del governo di Israele, ha rinnovato il
diritto di praticare (sui detenuti) un uso ancor maggiore della forza
fisica... e terzo, nel 1996 la Suprema Corte di Israele ha emesso una
sentenza che permette a Israele di continuare nell'uso della forza fisica
contro specifici detenuti." (28)
***

B'Tselem, forse la più autorevole organizzazione per i Diritti Umani
d'Israele, scrive:
"Nel 1995 un detenuto palestinese è morto a causa degli 'strattonamenti'
(sotto interrogatorio). Il Primo Ministro di allora, Yitzhak Rabin, affermò
in quella occasione che quel metodo di pressione fisica era stato usato
contro 8.OOO detenuti... Neppure la morte di quel detenuto convinse il
governo a proibire quei metodi brutali durante gli interrogatori." (29)
***

"Esiste una montagna di prove sull'uso israeliano della tortura. Chiunque ne
dubiti dovrebbe chiedere di avere accesso al 'Complesso Russo' dei servizi
segreti israeliani a Gerusalemme, oppure ai prigionieri della prigione di
Khiam, nella (ex) zona occupata da Israele nel sud del Libano." (30)


ISRAELE E GLI OMICIDI POLITICI, LE DEMOLIZIONI, IL TERRORISMO MILITARE, FINO
AI NOSTRI GIORNI.

Lo Stato di Israele ha legittimizzato la pratica di ammazzare presunti o
sospetti "terroristi" senza neppure arrestarli, senza dunque sottoporli ad
alcun procedimento legale, senza diritto di difesa o di appello.
Semplicemente li ammazza. Scrive Amnesty International:
"L'uso degli omicidi politici. Israele non solo ha praticato la condanna a
morte extragiudiziale per trent'anni, ma ha anche ufficialmente approvato
questa pratica. Dal 9 dicembre 1987 al 13 settembre 1993 circa 1.070 civili
palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane nei
territori occupati... il tentato omicidio di Khaled Mesh'al ad Amman è una
flagrante violazione del diritto alla vita... ma il rapporto della
commissione di inchiesta del governo israeliano (su questo evento) è
scioccante nel suo disprezzo per la legalità... Continua a esserci una
impunità quasi totale per gli omicidi extragiudiziali inflitti ai palestinesi
da parte delle forze di sicurezza israeliane. Le forze di sicurezza
israeliane che praticano la condanna a morte extragiudiziale non portano
prove di colpevolezza (delle vittime), né concedono il diritto di difesa."
(31)
***

Questo è l'amaro commento su queste pratiche dell'organizzazione israeliana
per i Diritti Umani B'Tselem:
"Gli omicidi sono stati parte integrante delle politiche di sicurezza
israeliane per molti anni. Israele è l'unica nazione democratica che
considera legittime queste pratiche." (32)
***

Abbiamo già parlato della distruzione arbitraria di abitazioni civili
palestinesi da parte delle forze di sicurezza israeliane nei territori
occupati. Questo crimine è continuato fino ai giorni nostri, al punto che
Amnesty International nel 1999 ha pubblicato un rapporto dove la durezza
della condanna espressa è marcatamente superiore al passato:
"Dal 1967, anno dell'occupazione israeliana della Cisgiordania, di
Gerusalemme est e di Gaza, migliaia di case palestinesi sono state
distrutte... si tratta di abitazioni ammobiliate, occupate sovente da più
famiglie con molti bambini, cui spesso vengono dati solo 15 minuti per
raccogliere le proprie cose e andarsene. Ma la politica di Israele è basata
sulla discriminazione. I palestinesi vengono colpiti per nessun'altra ragione
a parte il fatto di essere palestinesi. Nel fare ciò gli Israeliani hanno
violato la Quarta Convenzione di Ginevra." (33)
***

"Nell'ambito dell'operazione militare israeliana denominata "Grapes of
Wrath", l'esercito di Israele ha attaccato la sede ONU di Qana con la morte
di 102 civili." (34)
***

Una dei più gravi atti terroristici israeliani, in violazione di ogni norma
morale e di legalità internazionale, è l'indiscriminato attacco armato agli
operatori medici e paramedici che vanno in soccorso ai civili e ai militari
palestinesi feriti o uccisi durante gli scontri. Questa ignobile pratica è
documentata oltre ogni dubbio:
"Le Forze di Difesa israeliane hanno sparato sui veicoli che tentavano di
raggiungere gli ospedali, con conseguenti morti e feriti. Medici e personale
paramedico sono stati uccisi da colpi di arama da fuoco (israeliani) mentre
viaggiavano sulle ambulanze, in chiara violazione della legalità
internazionale. (35)
***

"Durante l'operazione "Grapes of Wrath", l'esercito di Israele, secondo il
nostro rapporto, ha attaccato un'ambulanza che trasportava civili,
uccidendone sei." (36)
***

"E' stata mostrata in televisione la morte di Muhammad al-Dura, di 12 anni
(palestinese), colpito a morte all'incrocio Netzarim il 30 settembre a Gaza,
mentre il padre tentava di proteggerlo. L'ambulanza che è corsa a soccorrere
Muhammad al-Dura e suo padre fu bersagliata di colpi d'arma da fuoco e
l'autista fu ucciso." (37)
***

Anche la Croce Rossa Internazionale è duramente intervenuta nel condannare
questi atti di Terrorismo militare:
"Il 2 aprile 2002 Il Comitato Internazionele delle Croce Rossa
'...urgentemente e solennemente fa appello a tutti coloro che fanno uso di
armi di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione
dei Civili in stato di Guerra." (38)
***

La negazione di soccorso medico urgente alla popolazione palestinese da parte
dell'esercito di Israele non si limita all'attacco alle ambulanze in
situazioni di conflitto. Ai posti di blocco israeliani, disseminati su tutti
i territori occupati, avvengono fatti gravi. La denuncia è sempre di Amnesty
International:
"Altri ostacoli sono stati messi al diritto dei pazienti palestinesi di
recarsi in ospedale, con ritardi ai posti di blocco o con il rifiuto di
passare imposto dai soldati israeliani... secondo B'Tselem (forse la più
autorevole organizzazione per i Diritti Umani d'Israele) ciò ha prodotto dei
decessi. La Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili
in stato di Guerra è stata continuamente violata dall'esercito di Israele."
(39)
***

"Almeno 29 sono stati i decessi in seguito al rifiuto (da parte dei soldati
israeliani ai posti di blocco) di concedere il passaggio verso i centri
medici, o a causa dei ritardi... ci sono stati diversi casi di parto ai posti
di blocco." (39 bis)



GLI ULTIMI GRAVI SVILUPPI NEI TERRITORI OCCUPATI. ISRAELE DI NUOVO SOTTO
ACCUSA PER GRAVI VIOLAZIONI E PER TERRORISMO MILITARE.

A conclusione di questa inquietante cronologia di eventi, che dimostra
ampiamente l'uso israeliano, sia come Stato che come individui, del
Terrorismo, proponiamo alcuni spezzoni relativi agli ultimi tragici sviluppi
nei territori occupati. Sono tratti anche dai media internazionali e non
pretendono di dare un quadro completo delle presunte atrocità commesse da
Israele in questi giorni, per due motivi: perché non sono state ancora
indagate ufficialmente e perché l'offensiva israeliana è ancora in corso.

Commenti sui fatti di questi giorni (aprile 2002)
"In ogni caso, le Forze di Difesa israeliane hanno agito come se il loro
principale scopo fosse quello di punire tutti i palestinesi. Le Forze di
Difesa israeliane hanno compiuto atti che non avevano nessuna importanza
militare ovvia; molti di questi, come gli omicidi extragiudiziali, la
distruzione delle case (palestinesi), la detenzione arbitraria (di
palestinesi) e le torture, violano i Diritti Umani internazionalmente sanciti
e la legalità internazionale... L'esercito di Israele, oltre a uccidere i
palestinesi armati, ha anche colpito e ucciso medici e giornalisti, ha
sparato alla cieca sulle case e sulla gente per la strada... I delegati di
Amnesty International che dal 13 al 21 di marzo hanno visitato i territori
occupati hanno visto una scia di devastazione... Le Forze di Difesa
israeliane hanno deliberatamente tagliato l'elettricità, l'acqua, i telefoni,
lasciando isolate intere aree per almeno 9 giorni. Hanno negato l'accesso
alle agenzie umanitarie dell'ONU che volevano portare soccorso, e persino ai
diplomatici che volevano rendersi conto dell'accaduto... Hanno vietato alle
ambulanze, incluse quelle del Comitato Internazionale delle Croce Rossa, di
muoversi, o hanno causato loro ritardi che mettevano in pericolo la vita dei
pazienti. Hanno sparato ai medici che tentavano di aiutare i feriti, che sono
morti dissanguati per le strade." (40)
***

"Scrive Aviv Lavie sul giornale Ha'aretz (israeliano): 'Un viaggio attraverso
i media israeliani mette in mostra un enorme e imbarazzante vuoto fra quello
che ci viene raccontato e quello che invece il mondo vede, legge e sente. Sui
canali televisivi arabi, ma non solo su quelli, si possono vedere le immagini
dei soldati israeliani che invadono gli ospedali (palestinesi), che
distruggono i macchinari medici, che danneggiano i farmaci, e che rinchiudono
i medici lontano dai loro pazienti.' (41)
***

Zbigniev Brzezinski, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente
USA Jimmy Carter, ha detto:
"La realtà è che i morti palestinesi sono tre volte quelli israeliani, e fra
loro un numero realtivamente piccolo erano veramente guerriglieri. La maggior
parte erano civili. Alcune centinaia erano bambini." (42)
***

"Per reprimere la resistenza palestinese, un ufficiale israeliano di alto
rango ha sollecitato l'esercito 'ad analizzare e a far proprie le lezioni su
come l'esercito tedesco combatté nel Ghetto di Varsavia'. A giudicare dal
recente massacro dell'esercito di Israele nella Cisgiordania - ha colpito le
ambulanze e i medici palestinesi, ha ucciso dei bambini palestinesi "per
sport" (scritto da Chris Hedges, New York Times, ex capo della redazione al
Cairo), ha rastrellato, ammanettato e incappucciato tutti gli uomini
palestinesi dai 14 ai 45 anni, cui sono stati stampati i numeri di
riconoscimento sulle braccia, ha torturato indiscriminatamente, ha negato
l'acqua, l'elettricità, il cibo e l'assistenza medica ai civili palestinesi,
ha usato dei palestinesi come scudi umani e ha abbattuto le loro case con
gli abitanti ancora all'interno - sembra che l'esercito di Israele abbia
seguito i suggerimenti di quell'ufficiale. Ma se gli israeliani non voglio
essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di
comportarsi da nazisti." (43)
***

"I palestinesi devono essere colpiti, e provare molto dolore. Dobbiamo
infliggergli delle perdite, delle vittime, così che paghino un prezzo
pesante." (dichiarazione dell'attuale Primo Ministro di Israele, Ariel
Sharon, a una conferenza stampa del 5 marzo 2002.)
Bibliografia.

1. ONU: La questione palestinese. British Government, The political history
of Palestine (Memorandum to the United Nations Special Committee on
Palestine, Jerusalem 1947, p.30)

1 bis. Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 280

2. ONU: La questione palestinese. British Government, Palestine: Statement
relating to acts of violence, Cmd. 6873 (1946), p.3

3. ONU: La questione palestinese. British Government, survey of Palestine,
vol. 1, p.73

4. ONU: La questione palestinese. Kohn, Hans, "Ahad Ha'am: Nationalists with
a difference" in Smith, Gary (ed.): Zionism: the Dream and the Reality (New
York, Harper and Row, 1974), pp. 31-32

5. ONU: La questione palestinese. British Government, Hansard's reports,
House of Lords, 21 june 1922, p. 1025

6. ONU: La questione palestinese. Report of the Commission on the Palestine
Disturbances of august 1929, Cmd.3530 (1930), p.150

7. ONU: La questione palestinese. Herzl, Theodore, "The complete diaries"
(N.Y. Herzl Press, 1969) vol. I, p.88

8. ONU: La questione palestinese. Official records of the General Assembly,
Second Session, Supplement No. 11, document A/364, vol. II, p.28

9. ONU: La questione palestinese. Joseph, Dov, "The Faithful City" (N.Y.
Simon & Schuster, 1960), pp. 71-72

10. ONU: La questione palestinese. Begin, op. cit., pp. 164-165

11. David McDowall, "Palestine and Israel", I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p.194

12. David McDowall, "Palestine and Israel", I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p.195

12 bis. ONU: La questione palestinese. Official records of the Security
Council, Third Year, Supplement for October 1948, pp. 4-9, documents S/1018

13. ONU: La questione palestinese. General Assembly resolutions 32/91 C of 13
december 1977 & Commission on Human Rights resolution 1 (XXXIII) of 15
february 1977

14. David McDowall, "Palestine and Israel", I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p. 33

15. & 16 Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p.
123 & p.p. 151-152

17. Rapporto della Commissione d'Inchiesta Kahan sugli eventi nei campi
profughi di Beirut (8 febbraio 1983)

18. The Origins and Evolution of the Palestine Problem, United Nations, N.Y.
1990

19. Rapporto della Commissione d'Inchiesta Kahan sugli eventi nei campi
profughi di Beirut (8 febbraio 1983)

20. Ze'ev Schiff, "Green Light, Lebanon" Foreign Policy, Spring 1983

21. Robert Fisk, "The Awesome Cruelty of a Doomed People", The Independent,
12/09/2001, p.6

22. ONU: La questione palestinese. Report of the Special Committee to
Investigate Israeli practices affecting Human Rights of the population of the
Occupied Territories (A/43/694), paras.499 and 619

23. ICRC Annual Reports: 1984, pp. 66-68; 1985, pp. 72-73; 1986, pp. 71-72;
and 1987, pp. 83-85

24. ONU: La questione palestinese. 41esima Sessione a Ginevra della
Commissione ONU per i Diritti Umani, febbraio 1985

25. ONU: La questione palestinese. Commissione ONU per i Diritti Umani,
rapporto alla 44esima Sessione, marzo 1988

26. Consiglio di Sicurezza dell'ONU, 21-25 aprile 1988, risol. 611

27. Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 441

28. Amnesty International Reports, London. 53rd UN Commission on Human Rights
(1997): Statements and press releases by AI

29. B'Tselem, Israel, "Legitimizing Torture", Special Report,January 1997

30. Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 403

31. 54th UN Commission on Human Rights (1998): Statements and Press Releases
issued by Amnesty International. ISRAEL AND THE OCCUPIED TERRITORIES State
assassinations and other unlawful killings 02/2001

32. Israeli Assassination Policy : extra-judicial executions. Written by Yael
Stein, B'Tselem, Israel

33. Amnesty International Reports, London. AI 12/1999 ISRAEL AND THE OCCUPIED
TERRITORIES "Demolition and Dispossession"

34. Amnesty International Reports, London. AI 1996-2002

35. Amnesty International Reports, London. ISRAEL/OCCUPIED TERRITORIES
03/2002, "Attacks on health personnel and disrupted health care"

36. Amnesty International Reports, London. AI 1996-2002

37. Amnesty International Reports, London. 11/2000 MEDICAL LETTER WRITING
ACTION, "Killing and disrupted helth care in the context of the palestinian
uprising"

38. Amnesty International Reports, London. MEDICAL LETTER WRITING ACTION,
"Update on attacks on health personnel and disrupted health care",
ISRAEL/OCCUPIED TERRITORIES/PALESTINIAN AUTHORITY

39. Amnesty International Reports, London. ISRAEL/OCCUPIED TERRITORIES
03/2002, "Attacks on health personnel and disrupted health care"

39 bis. Marton R., Weingarten M. Response from Physicians for Human
Rights-Israel

40. Amnesty International Reports, London. ISRAEL AND THE OCCUPIED
TERRITORIES, "The heavy price of Israeli incursions", 12/04/2002

41. Alexander Cockburn, "Sharon's wars", American Journal, 09/04/2002

42. Zbigniev Brzezinski, intervistato al Lehrer News Hour, PBS, USA

43. Norman G. Finkelstein, "First the Carrot, Then the Stick: behind the
carnage in Palestine", 14/04/2002 & Ha'aretz, 25/01/2002, 01/02/2002

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che tristezza peccato Thursday, Apr. 17, 2003 at 11:37 AM
post Ben Thursday, Apr. 17, 2003 at 11:06 AM
la pace in terra? perché no? Thursday, Apr. 17, 2003 at 11:04 AM
Link Ben Thursday, Apr. 17, 2003 at 11:00 AM
invece dice il vero mistico Thursday, Apr. 17, 2003 at 10:46 AM
cazzate antizion Thursday, Apr. 17, 2003 at 10:30 AM
TROPPA DIFFIDENZA KING F. Thursday, Apr. 17, 2003 at 10:29 AM
magari albo Thursday, Apr. 17, 2003 at 10:27 AM
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