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Direttamente dalla PALESTINA
by M. Molotov Friday, Mar. 08, 2002 at 12:41 PM mail:

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Sono in Palestina con un gruppo di Donne in Nero e alcune persone della Ya Basta. Oggi e` stata una giornata particolarmente cruenta. Mentre eravamo, verso mezzogiorno, nel quertier generale di Arafat, per un colloquio, sono arrivate le prime notizie degli scontri a Tulkarem. A tutt`ora i morti in questa citta`, dove gli israeliani sono entrati con 50 carri, ammontano a undici persone. Nel pomeriggio e` esplosa una bomba ad Ariel, uno degli insediamenti ritenuti piu` sicuri dai coloni israeliani, causando altre 10 vittime.
Mentre questo accadeva eravamo fermi al check point tra Ramalla e Gerusalemme dove abbiamo incontrato alcuni cameraman del tg1 che sbraitavano contro la folla di ragazzini incazzati con i soldatri, perche` avevano paura che le provocazioni dei bambini li spingesse a sparare. Questi con le armi perennemente spianate verso noi tutti, tenevano sotto tiro chiunque, minacciando di morte chi si azzardasse a passare. Parecchie delle loro fottute armi abbiamo notato essere italiane.
Qualche colp e` stato sparato in aria a scopo intimidatorio. Per passare abbiamo dovuto chiamare il console italiano, che ha telefonato al comando israeliano perche` comunicasse il nulla osta ai soldati . Quando i check point sono chiusi, come in questo caso, la gente s`arrangia come puo` e gira per ore alla ricerca di una strada alternativa. Spesso i cecchini sparano su chi tenta di aggirare il valico per le stade sterrate e sassose che corrono attorno ai check point. Tali sentieri, completamente dissestati, sono aperti dai palestinesi proprio per non sottostare a questo tipo di angherie. Ne ho percorsi due, di circa 4-500 metri l`uno(anche piu`). Ieri a Gaza il dirigente locale del G.I.P.P. ci ha fatto passare per un percorso sulla sabbia in rivA AL MARE. Una folla di palestinesi carichi di pacchi e di pesi vari lo percorre piu` volte al giorno per passare da una all`altra delle tre fasce che dividono (strategicamente, garantendone il totale controllo) la striscia di Gaza. Non potete immaginare quanto sia pesante camminare sulla sabbia, e per di piu`senza avere alcunche` sulle spalle. Oggi ho incontrato una donna che ha partorito ieri, col figlio di un giorno in braccio, barcollante, tornare a casa a piedi sul terreno sassoso e in salita del valico alternativo. I soldati non la facevano passare ne col taxi ne a piedi sulla stada asfaltata.
Quando grazie all`intervento del console siamo passati, sentendoci dei vermi perche` i palestinesi non avevano proprio nessuno che intercedesse per loro, abbiamo udito alcune raffiche di mitra (Aspetto di sapere contro chi le hanno sparate).
I palestinesi sono gente veramente incredibile. Quando sentono che siamo italiani sono gentilissimi, e quando capiscono che non siamo turisti fanno a gara per offrirci la loro testimonianza. Ad ogni meeting con rappresentanti dell`autorita` locale o delle ONG palestinesi che operano nei territori, ci offrono montagne di cibo. E non ne hanno veramente per loro. Attualmente alcuni campi profughi (ne sorgono a decine attorno alle citta` palestinesi) sono circondati dai carri e dai cecchini. Manca l`acqua, l`elettricita`, le linee telefoniche vanno e vengono. La vita, e` persino un eufemismo dirlo, e` insostenibile. Molto peggio di quanto passa in televisione, molto piu` violenta, molto piu` degradante per i palestinesi. Le umiliazioni sono studiate e condotte con svizzera precisione. Insulti, minacce, pressioni psicologiche, persone costrette a restare per una intera giornata sotto il sole, senz`acqua ne cibo, per il controllo dei documenti. Quello dei documenti e` un altro fottuto stratagemma per angariarli. Ogni zona ne ha di diversi. Spesso quelli di un luogo non vanno bene per un`altro. Chi esce dalla propria citta` per andare in qualche luogo dove i prorpi documenti non valgono nulla, rischia di non poter nemmeno rientrare. La burograzia e la ``giustizia`` israeliane assumono aspetti Kafkiani. Qui la vittima e` colpevole del proprio stato pur senza aver fatto nulla.

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