{"id":1398,"date":"2014-03-27T16:14:11","date_gmt":"2014-03-27T15:14:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1398"},"modified":"2014-07-01T00:36:16","modified_gmt":"2014-06-30T22:36:16","slug":"grave-provocazione-contro-chi-lotta-processo-in-videoconferenza-per-i-compagni-gianluca-e-adriano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1398","title":{"rendered":"Grave provocazione contro chi lotta: processo in videoconferenza per i compagni Gianluca e Adriano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il 26 marzo si \u00e8 tenuta presso il tribunale di Roma <a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1354\" target=\"_blank\">l&#8217;udienza preliminare<\/a> del processo in cui sono imputati Gianluca e Adriano.<\/strong><br \/>\nI due compagni sono accusati di \u201cassociazione con finalit\u00e0 di terrorismo o di eversione dell\u2019ordine democratico\u201d, a cui si aggiungono quelle di incendio, furto aggravato in concorso, deturpamento e danneggiamento di cose altrui. Si tratta di tredici azioni realizzate nel territorio dei Castelli Romani contro banche, una pellicceria, sedi distaccate di ENI ed ENEL e contro la discarica di Albano.<br \/>\n<strong>Il processo, di fronte alla corte d&#8217;assise, avr\u00e0 inizio il 26 Maggio.<\/strong><br \/>\nCon il provvedimento di rinvio a giudizio il GUP D&#8217;alessandro si \u00e8 assunta la grave responsabilit\u00e0 di disporre che gli imputati debbano partecipare tramite videoconferenza.<br \/>\nLa decisione sarebbe motivata da una circolare del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria che prescrive l&#8217;utilizzo di questo dispositivo come misura di contenzione dei detenuti \u201cpi\u00f9 pericolosi\u201d, adottata in seguito all&#8217;evasione di Domenico Cutr\u00ec, avvenuta nel corso di un trasferimento giudiziario.<br \/>\nSi tratta di una misura che d&#8217;ora in poi potrebbe riguardare, insieme ad altri, tutti i procedimenti riguardanti i detenuti in regime di Alta Sicurezza.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo della videoconferenza rientra all&#8217;interno di un politica carceraria, stabilita dalla Comunit\u00e0 Europea, basata sul modello della differenziazione e quindi dell&#8217;isolamento.<br \/>\nSi tratta di separare dal corpo dei detenuti gli elementi considerati pi\u00f9 pericolosi: da un lato per poter, con minor rischio e minor costo, gestire la massa crescente degli internati, dall&#8217;altro per tentare di annichilire tutti i nemici dello Stato insuscettibili di ravvedimento.<br \/>\nL&#8217;isolamento, che si tenta di imporre in maniera sempre pi\u00f9 stringente, pu\u00f2 arrivare ad essere una vera e propria forma di tortura che provoca pesanti danni fisici e psichici a chi la subisce.<br \/>\nUna serie di provvedimenti adottati recentemente nelle sezioni AS2 (riservate ai compagni rivoluzionari) sono indirizzati ad aumentare il grado di isolamento: chiusura di cancelli che dividono da altre sezioni, limitazioni di colloqui, tentativi di imporre l&#8217;isolamento individuale, divieto di incontro tra detenuti della stessa sezione.<br \/>\nA tutto questo si aggiunge il processo in\u00a0 videoconferenza, uno strumento che colpisce in diversi modi gli individui a cui viene imposto.<\/p>\n<p>Sul piano umano negare ad un detenuto di partecipare fisicamente alle udienze significa infliggergli un ulteriore violenza, impedendo che il suo sguardo possa, anche solo per breve tempo, fuoriuscire dal ristretto orizzonte dell&#8217;istituzione totale ed incrociarsi con quello affettuoso e solidale dei compagni, degli amici, dei parenti.<br \/>\nDal punto di vista processuale la videoconferenza fa parte di una serie di dispositivi tesa a rappresentare l&#8217;immagine del\u00a0 nemico (il mafioso o il terrorista) del quale si deve cancellare ogni traccia di umanit\u00e0 e ragione. Si suggerisce una colpevolezza a priori, legata a ci\u00f2 che un soggetto \u00e8 considerato piuttosto che ai gesti che ha effettivamente compiuto. L&#8217;imputato viene rappresentato come un mostro da tenere relegato e distante in quanto troppo pericoloso per presenziare in aula.<br \/>\nCos\u00ec, una giuria popolare potr\u00e0 condannare molto pi\u00f9 a cuor leggero una immagine che scorre su uno schermo, come il telefilm della sera, piuttosto che un essere umano in carne ed ossa che \u00e8 in grado di riconoscere come un proprio simile. Esattamente come un militare che guida un drone\u00a0 uccide pi\u00f9 a cuor leggero di uno che spara da distanza ravvicinata.<br \/>\nL&#8217;imputato invece verr\u00e0 limitato nella possibilit\u00e0 di esporre le proprie ragioni da una corte che potr\u00e0\u00a0 togliergli arbitrariamente la parola, e che di fatto lo porr\u00e0 sotto questa costante minaccia. Verr\u00e0 escluso, schiacciando un semplice tasto, ogni qualvolta dica qualcosa di non gradito dai togati.<\/p>\n<p>Recentemente, con l&#8217;applicazione dell&#8217;articolo 270 sexies il potere ci ha dimostrato di possedere uno strumento giuridico potenzialmente in grado di colpire con condanne pesantissime ogni forma di reale conflitto sociale. Stabilito che terrorista \u00e8\u00a0 considerato chiunque si opponga efficacemente al sistema, devono in seguito costruire l&#8217;immagine del terrorista con un adeguato impianto scenografico. Da questo punto di vista la videoconferenza \u00e8 un ulteriore strumento di guerra psicologica che si aggiunge ai processi in aula bunker,\u00a0 all&#8217;utilizzo di carceri speciali, al linguaggio mistificatorio con cui si descrivono le azioni di lotta, evocando tutto un immaginario.<\/p>\n<p>Mentre le cause sociali della repressione sono sempre pi\u00f9 evidenti, mentre assistiamo con crescente frequenza a costruzioni giudiziarie che assumono sfacciatamente il carattere della rappresaglia politica, i repressori mettono in atto l&#8217;ennesimo tentativo di tappare la bocca a chi si oppone ad un sistema fallito.<br \/>\nVogliono soffocare le voci coraggiose e ribelli, vogliono seppellire le ragioni di chi lotta nel silenzio del cemento.<br \/>\nLe sentiranno i signori al potere queste voci, le sentiranno sempre pi\u00f9 forti e sempre pi\u00f9 vicine alle loro orecchie\u00a0 che non tollerano disturbi. Le sentiranno nei tribunali che vorrebbero asettici, nelle piazze che vorrebbero rassegnate, nelle notti in cui vorrebbero dormire sonni tranquilli.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0 attiva a Gianluca e Adriano<br \/>\nSolidariet\u00e0 ai compagni e alle compagne prigioniere<br \/>\nSolidariet\u00e0 ai detenuti e alle detenute<\/p>\n<p><em>Rete evasioni<\/em><br \/>\n<em>Flex Mob<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 marzo si \u00e8 tenuta presso il tribunale di Roma l&#8217;udienza preliminare del processo in cui sono imputati Gianluca e Adriano. 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