AGENTI IN FESTA NELLA CITTADELLA FRA
CORI DA STADIO E CAROSELLI D'AUTO
Genova - Il G8 era finito da poche ore. A poca distanza dalla Fiera i genovesi facevano ancora i conti dei danni in piazza Rossetti e nelle altre strade della Foce devastate dalla furia del black bloc. Intanto, all'interno del Palasport, le forze dell'ordine celebravano una festa. Con cori da stadio, canzoni cantate a squarciagola, sfogando in un colpo solo le tensioni di tre giorni terribili. Altri caroselli di giubilo si sono ripetuti lunedì mattina, per l'imminente ritorno a casa. La festa si è svolta domenica 22 luglio. "Per la precisione dalle undici di sera alle due del mattino", racconta una signora che abita in corso Aurelio Saffi, in un palazzo con le finestre affacciate sulla Fiera. Si chiama Francesca Antola, ha cinquantatrè anni, e ha ascoltato per ore le voci che provenivano dall'interno del palazzetto dello sport. "Domenica sera verso le undici - è la sua testimonianza - ho sentito grida che venivano dalla Fiera del mare. Subito non si sentiva molto bene perchè in quel momento stavano spostando i container sistemati lungo corso Aurelio Saffi. Dopo un po', nel silenzio totale, si sentiva invece benissimo. Erano tutti nel Palasport e festeggiavano a voce altissima". La donna mostra di ricordare con precisione alcuni dei cori. "Dicevano "urrà, urrà". Oppure "Olè olè faccela vedè faccela toccà", "Chi non salta comunista è", "polizia eh eh" e altre frasi simili ". Poi aggiunge un altro particolare. "Intorno all'una una macchina a sirene spiegate è entrata alla Fiera e subito dopo si è sentito un boato di entusiasmo. Come se fosse arrivato un personaggio importante. Poi i festeggiamenti sono andati avanti sino alle 2 di notte".
fonte: sito Secolo XIX
|