Infermieri testimoni a Bolzaneto
Due infermieri testimoniano delle violenze a Bolzaneto I magistrati che indagano sugli abusi della Polizia durante il G8 raccolgono le testimonianze di due infermieri in servizio a Bolzaneto. Dure accuse per un medico in funzione nella caserma.
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GENOVA - E' una novità importante nell'ambito delle indagini sugli episodi di violenza commessi dalle forze dell'ordine durante il G8 di Genova. Una novità che riguarda nello specifico l'inchiesta su quanto accaduto nella caserma di Bolzaneto, dove venivano trasferiti molti degli antiglobal fermati in piazza. Per la prima volta alle testimonianze dei manifestanti si aggiungono deposizioni che provengono dall'interno dell'amministrazione penitenziaria. A farle due infermieri che lavorano nelle carceri e durante il vertice dei Grandi erano in servizio a Bolzaneto. L'accusa più dura è per un medico in funzione nell'infermeria di Bolzaneto. Avrebbe dovuto curare le ferite dei ragazzi picchiati e verbalizzare l'origine delle lesioni e invece "colpiva i feriti con manrovesci". "Le persone da visitare - aggiungono - venivano denudate e costrette a fare flessioni sulle gambe". A picchiare non era, denunciano i due infermieri, solo il medico. "Abbiamo visto un detenuto portato in bagno da tre agenti - continua la deposizione - L'hanno messo in un angolo e l'hanno massacrato di botte: pugni ai reni, calci ovunque. Un altro ragazzo è stato pestato contro il muro del corridoio". Il medico in servizio a Bolzaneto pare sia stato identificato dai magistrati genovesi. E' in funzione presso il carcere di Marassi ed è appassionato di arti marziali. Spesso dismette il camice per indossare la mimetica. Erano questi gli abiti che aveva nella caserma. Sarebbe lui il responsabile delle prognosi dei poliziotti che hanno dichiarato di essere stati feriti durante le manifestazioni. E sarebbe sempre lui il responsabile dei mancati verbali dei ragazzi picchiati. "Ad un certo punto - raccontano ancora i due testimoni - gli agenti hanno preso una ragazza da una cella. Aveva i denti davanti rotti e sanguinava. L'avevano presa a manganellate sulla faccia. In infermeria è stata medicata. Ma il medico non ha scritto le cause del referto". I due infermieri raccontano che era il bagno il luogo dove avveniva la maggior parte dei pestaggi. Tanto che "gli uomini preferivano non andarci". "Ho visto - continua uno dei due dipendenti dell'amministrazione penitenziaria - un poliziotto picchiare un detenuto contro un lavandino del bagno e dirgli: Pezzo di merda ti apro la testa e ti ci piscio dentro".
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