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TESTARDAMENTE ALL'ATTENZIONE DI GIULIANO GIULIANI
by lello voce Saturday, Jun. 29, 2002 at 1:37 PM mail: lellovoce@libero.it

una ricostruzione che tiene e attende integrazioni da voi

TESTARDAMENTE ALL'AT...
foto2olpcekfj4ulb.jpg, image/jpeg, 529x317

Ripropongo quanto già scaricato su Indymedia ieri. Grazie all'attenzione che mi avete concesso posso dire che ci sono altre novità e cioè
1) esiste una foto di RaiSatNews - per la quale ringrazio Luciano -dove si vede con chiarezza che Carlo al momento del lancio è ad almeno 4 - dico 4 metri dalla jeep e che quindi è molto lontano, tanto lontano da giustificare una legittima difesa a suon di calibro 9 solo a costo di vere acrobazie logico-etico-giuridiche. nella stessa foto (specie se la si confronta con lo slide show di Radio Sherwood -si vede che Carlo è l'unico rimasto a chiudere il corridoio posteriore alla jeep, quello insomma che l'auto avrebbe dovuto percorrere per disimpegnarsi, a conferma delle ipotesi da me formulate



2) sempre nello stesso sito http://www.7x7.rai.it/online/bersagli/ragazzo.htm
ci sono altre foto e un'interessantissima testimonianza di Marco D'Auria che parla di numerosi spari. Si cita inoltre la presenza di una video-operatrice milanese che potrebbe aver fatto altri filmati
3) Nel sito trovate anche il famoso video di Rai uno. L'ho analizzato con l'attenzione possibile verso le due di stanotte, ne risultano due particolari molto importanti, che cito in un articolo che sarà pubblicato da l?unità nei giorni prossimi, ma dedicato a questioni come dire? antropologiche e non 'militanti':
a) a circa 17-18 secondi dall'inizio del video si ascoltano con chiarezza 1 o forse 2 spari PRIMA dei colpi esplosi contro Carlo. Sono sparati contro il ragazzo dalla felpa grigia?
b) sul fondo si vede con estrema chiarezza scorrere il passaggio di decine e decine di carabinieri, che corrono via verso sinistra, senza curarsi di venire in aiuto della Jeep bloccata. Un bell'esempio di solidarietà di corpo, non c'è che dire.

Voglio anche dire che sarebbe bello trovare foto o testimonianze decisive a proposito del numero di occupanti della Jeep. erano 2 o 3 e se erano 3 qual'è stato il comportamento del terzo militare? Qualcuno si è curato di controllare l'arma?

Credetemi lasciamo che dell'estintore si occupi il Corriere mercantile. Per accertare la verità ci interessa altro.

Grazie a tutti voi e se avete materiale interessante mandatemelo



Le circostanze che hanno portato alla morte di Carlo Giuliani sono una faccenda tanto grave e seria che certo nessuno può permettersi analisi superficiali e azzardate. Non ho, quindi, alcuna voglia di giocare a fare l'investigatore dilettante. Sta di fatto, però, che dal momento in cui ho visto per la prima volta lo slide show presentato sul sito di Radio Sherwood, che ho immediatamente segnalato all'attenzione della collega Giovanna Vitrano, cosa che ci ha permesso, primi in Italia, di darne notizia su carta, mi frullano in testa una serie di domande.
Ho fatto passare la sequenza sotto i miei occhi decine di volte e vorrei qui provare a dare conto di una serie di interrogativi che, a mio parere, sorgono nel momento in cui la si guardi con attenzione.
Premettendo alcune cose e cioè:
a) lo slide show, checché sostenga il sito Repubblica.it, è formato di fotografie scattate da diverse mani, almeno due, come si rende conto chiunque guardi la serie con attenzione. Alcune sono le foto, già conosciute, dell'agenzia Reuter, nettamente più nitide, scattate da un professionista (che chiameremo Seq.A) . A queste sono state aggiunte altre foto, quelle nuove, meno nitide e più confuse, prese da un angolo diverso, realizzate da chi poi ha messo insieme lo slide show (Seq.B), unendo i propri scatti a quelli già diffusi dalla stampa anche via Internet.
b) ciò che sin dall'inizio mi è apparso importante non è tanto la fotografia nella quale si mostra l'estintore in volo, quanto le successive due.
Iniziamo, dunque, e proviamo a sviluppare un'analisi un minimo sistematica della sequenza.

Foto 2: (Seq.B)
Si vede che l'estintore vola : è scagliato dall'interno della jeep? Certo si vede anche la suola di uno stivale. L'impressione potrebbe essere che chi è dentro abbia sfondato il vetro posteriore della jeep, probabilmente con una pedata, e poi abbia lanciato fuori l'estintore, o, più probabilmente, che usi anche l'estintore per fracassare il lunotto posteriore.
Ora, prima domanda: se, e sottolineo se, il vetro è stato sfondato dall'interno, quale è stata la ragione? Per lanciare l'estintore? E perché? O per poter poi sparare, come si vede in centinaia di western, anche di serie b?
Per amore di verità, va detto che l'immagine potrebbe anche aver fermato l'attimo in cui l'estintore entra nella jeep, lanciato all'interno dai manifestanti. Ma da chi? Certamente da qualcuno non inquadrato dall'obbiettivo, poiché nessuno dei manifestanti presenti sembra essere nell'atto di lanciarlo. Inoltre, l'estintore si presenta perpendicolare al piano del lunotto posteriore della Jeep, come se la sua cima, dov'è la maniglia di metallo, fosse stata usata come mezzo acuminato per fracassare il vetro, colpendolo nella parte alta, riducendo quindi le possibilità di ferimento di chi era all'interno e avesse voluto liberarsi del vetro per avere la possibilità successiva di sparare senza essere colpito dai frammenti del cristallo posteriore.
Se l'estintore stesse entrando nella Jeep, d'altra parte, ciò comporterebbe che, in un momento non fermato da immagini fotografiche, il carabiniere all'interno abbia rilanciato l'estintore verso i manifestanti, visto che l'estintore compare a terra nella foto successiva: sarebbe stato un modo piuttosto singolare e inefficace di difendersi da parte di un militare addestrato e che inoltre, trovandosi all'interno di un abitacolo piuttosto angusto, avrebbe avuto davvero scarse possibilità di dimostrarsi dissuasivo o pericoloso per gli attaccanti.
Comunque sia, dov'è finito quell'estintore?
Se si potesse verificare che è quello appartenente alla jeep, le possibilità che l'ipotesi veritiera sia la seconda si ridurrebbero fin quasi a sparire, poiché altrimenti ci troveremmo di fronte ad un ping pong reiterato dell'estintore tra manifestanti e carabiniere nella Jeep. Assai poco probabile, in quelle circostanze.
Ancora. Dietro la parte posteriore del mezzo si vede un gruppo di manifestanti, di cui uno, alla destra e parzialmente coperto, è armato di una mazza di legno che sembra stia per scagliare contro il mezzo, mentre un altro, ancora più a destra, con casco nero, maschera antigas e un giubbotto rosso, ha in una mano un tubo e in un'altra una pietra . Gli altri sembrano andare all'attacco a mani nude, tranne uno, che pare abbia in mano una pietra, molto piccola. Di Carlo Giuliani ancora non c'è traccia, a meno di non individuare il giovane sotto una porzione di passamontagna che si intravede a stento nell'angolo in basso a destra della foto, ma questo passamontagna ha in cima uno strappo che non c'è sul passamontagna indossato da Giuliani, almeno da quanto si può vedere dalle foto successive.
A sinistra si vedono con chiarezza due Carabinieri, uno dei quali chiede rinforzi con la mano. Sono vicinissimi alla jeep e dunque in grado di intervenire tempestivamente in aiuto. Cosa che non accade. Perché?
A quanto è dato di vedere, inoltre, ancora nessun manifestante si sta accanendo contro il lato destro della jeep, come se il gruppo che assalirà la jeep da destra e che apparirà nella foto successiva non fosse ancora giunto e fosse separato, estraneo, o almeno autonomo rispetto al gruppo a cui apparterrebbe Giuliani se fosse lui sotto quel passamontagna che si intravede.
In questo momento, comunque, pur essendo in evidente difficoltà, la jeep e i suoi occupanti non sembrano assolutamente vittime di un "linciaggio". Sul lato sinistro della foto, inoltre, è presente uno strano personaggio, con casco e protezione autocostruita, da cui fuoriesce qualcosa di verde e giallo, come un proteggi-nuca da guerriero medievale. In mano ha qualcosa, che nasconde sotto un cappellino (?) giallo. Questo qualcosa è puntato verso i due Carabinieri.
Questo strano personaggio sparisce, e non ricompare più nello slide show. Chi era, e cosa teneva tra le mani?

Foto 3 (Seq.B)
Il quadro cambia completamente, come se il lancio dell'estintore fuori dalla jeep, se è questo che è accaduto, avesse fatto scappare via quanti erano presenti nello scatto precedente. Nessuno di loro è più lì e certamente questo testimonia che tra la foto 2 e la 3 è passato un certo tempo, almeno quanto necessario a far arretrare i manifestanti della foto 2 e a far arrivare sulla scena i nuovi protagonisti.
Di lato, a destra della Jeep, due manifestanti la stanno attaccando: uno ha in mano un'asse di legno, è a torso nudo e col casco, l'altro impugna l'asta e il cesto di un raccoglitore di rifiuti, di quelli che si trovano per strada, o comunque un pezzo di arredo urbano (asta con cartello curvo, o chissà che), non ha casco, solo una mascherina di quelle antismog sul viso, attrezzatura assai povera per affrontare uno scontro. E' davvero impossibile immaginare che sia qualcuno che, coinvolto nelle cariche, senza avere intenzioni violente pregresse, abbia poi raccolto in preda alla rabbia un detrito di scontri precedenti e si sia lanciato all'attacco?
Giuliani qui si vede chiaramente. Avanza da destra a sinistra, è a mani nude, lo sguardo sembra basso, forse ha visto l'estintore. Ma sono altri due i particolari importanti di questa foto.
Primo: alle spalle della jeep c'è un ragazzo che porta indosso una felpa grigia da cui spunta il bordo bianco di una maglietta. In mano ha un sasso, piccolo, o almeno tanto piccolo da stare tra il pollice e l'indice della sua mano destra. E' in procinto di lanciarlo verso il carabiniere nella jeep.
Secondo: il carabiniere nella jeep sta chiaramente armando la pistola con la mano sinistra, mentre la mano destra che impugna l'arma è appoggiata al suo ginocchio, come a cercare un appoggio fermo. Domanda: perché non si rivolge verso chi lo attacca con molta maggiore durezza alle spalle, preferendo dirigere la sua attenzione (e la sua arma) verso il ragazzo che ha in mano una semplice pietra, anche piccola?
Non è pensabile forse che, poiché è appoggiato alla porzione ancora intera del finestrino laterale destro, vede i colpi dati con l'asse sfilargli di lato, a distanza di sicurezza, e quindi rivolge la sua ‘attenzione' a chi gli sta di trequarti, ma comunque davanti, poiché ciò che gli interessa davvero, in quel momento (e a qualunque costo?), è fare largo dietro alla jeep per permettere all'autista di fare retromarcia e fuggire?

Foto 4 (seq.B).
E' una foto a mio parere importantissima.
Mentre i due attaccanti laterali scagliano le loro ‘lance' contro il finestrino laterale, si vede con estrema chiarezza che il carabiniere impugna l'arma con due mani, come se stesse sparando in condizioni di equilibrio precario. La canna sembra puntata nella direzione del ragazzo con la felpa grigia, che infatti fugge verso destra, dove, sullo sfondo, si vede un altro gruppo di manifestanti che assiste allo scontro senza parteciparvi, cosa che, se fosse avvenuta, avrebbe, questa sì, potuto portare al ‘linciaggio' degli occupanti, che invece subiscono l'attacco solo dei due uomini sul lato destro. E' a questo punto che si vede Giuliani chinato, a raccogliere l'estintore.
Non è forse legittimo avanzare l'ipotesi che il primo colpo di pistola parta adesso e non diretto contro Giuliani, ma verso il ragazzo dalla felpa grigia, per liberare la strada alla retromarcia che disimpegnerebbe la Jeep dalla situazione critica in cui si trova? E se fosse così, lo stesso risultato non si sarebbe ottenuto sparando dei colpi in aria e non contro un ragazzo armato solo di una pietra? Non è ipotizzabile, inoltre, che Carlo, questo ragazzo descritto dal padre come un giovane che odiava l'ingiustizia e che aiutava i suoi amici, abbia, solo a questo punto, di fronte alla reazione spropositata del militare, deciso di raccogliere quell'estintore che gli era appena capitato tra i piedi e di lanciarlo verso la jeep per proteggere il ragazzo dalla felpa grigia dall'attacco a mano armata che partiva dall'interno dell'automezzo?

Foto 5 (seq.A)
E' la foto più nota, ma che, alla luce delle precedenti, assume un valore diverso. Carlo sta per lanciare l'estintore. Il ragazzo con la felpa grigia è caduto, come se si fosse buttato a terra per evitare il colpo di pistola, o fosse inciampato nella concitazione della fuga.
Altro particolare importante: i due uomini a lato del mezzo hanno evidentemente interrotto il loro attacco. Sembrano arretrare, come se fosse accaduto qualcosa (il primo sparo?) che li avesse dissuasi a continuare in un'aggressione sino ad allora incontrastata. Uno di loro, anzi, ha lo sguardo rivolto all'indietro, come se controllasse possibili conseguenze dell'eventuale primo sparo, o, più semplicemente, perché i manifestanti che sono dietro di lui, e che si vedono nel fotogramma precedente, in alto a destra, gli urlassero qualcosa, forse invitandolo ad arretrare.
Entrambe le cose sono assolutamente compatibili con l'ipotesi che il carabiniere abbia esploso il primo colpo contro il ragazzo dalla felpa grigia.
L'unico ad avanzare verso la jeep è Giuliani, quasi che volesse lanciare l'estintore per interrompere l'azione del carabiniere che ha già sparato, impedirgli di premere ancora il grilletto e colpire qualche manifestante, ma la pistola del carabiniere è ormai già rivolta verso di lui, puntata chiaramente dall'alto in basso.

Foto 7 (seq. B)
Giuliani è a terra. La Jeep è ancora bloccata contro il muro, ma dietro di essa la via è ormai libera. Gli unici due manifestanti visibili stanno fuggendo, uno con espressione di sgomento e terrore dipinta sul viso.

Foto 8 (Seq.B).
La jeep è arretrata e si è liberata, travolgendo il corpo di Carlo. Il carabiniere, ben visibile all'interno, continua a tenere l'arma puntata dinanzi a sé, ad altezza d'uomo, per proteggere la manovra del collega, comportamento che denota, a mio modo di vedere, un notevole autocontrollo. La mano sinistra gli copre il volto. Perché? E' ferito? Sgomento per quello che ha fatto? O si sta coprendo il volto dall'obiettivo, o meglio dalle decine, centinaia di obbiettivi che hanno ritratto i due drammatici giorni del G8 a Genova?

Foto 9 (Seq.B)
La manovra di disimpegno è terminata: la jeep, col carabiniere sempre nella medesima postura della precedente, sta per essere raggiunta da un cordone di colleghi, che, finalmente avanza a sua protezione.

Tutto qui. Non pretendo certo di spacciare certezze. Ho provato solo ad avanzare ipotesi di lettura che non mi paiono infondate, che possono certamente essere smentite. Ho provato semplicemente ad osservare con attenzione e a ragionare, sforzandomi di essere obiettivo, e, insieme, di mantenere un impegno al ‘sospetto' che ho preso in Piazza Alimonda, quando quel giorno sono giunto lì, a pochi minuti dalla tragedia.
Se mi sono dedicato a questo lavoro è stato anche per restituire a un ragazzo di 23 anni una coerenza e una dignità che, probabilmente, non l'hanno mai abbandonato.
Forse Giuliano Giuliani, che tanto ha amato Carlo, non ha da vergognarsi dell'ultima azione di suo figlio.
Ma naturalmente posso sbagliarmi. Sarebbe bello, comunque, che qualche esperto provasse a rivedere i filmati Tv e a cronometrare la distanza tra le esplosioni dei due colpi, che a me, da semplice spettatore, sono sembrati abbastanza distanziati da confermare quanto qui illustrato. Ma, come ho detto, occorrerebbe un esperto. E sarebbe ancora più bello che chi ha visto, il ragazzo dalla felpa grigia, ad esempio, superasse ogni timore e parlasse.
Detto questo, è certo che se alcune delle mie deduzioni e interpretazioni delle immagini risultassero corrette, noi ci troveremmo di fronte ad un quadro in buona misura inedito. La Jeep è bloccata, il carabiniere spara un primo colpo verso il ragazzo dalla felpa grigia per liberare la strada alla retromarcia del mezzo attaccato dai lati, a quel punto tutti si bloccano, tranne Carlo, che di fronte alla reazione davvero sproporzionata del carabiniere, decide di intervenire per bloccare il militare e avanza con l'estintore provando a disarmarlo, per proteggere se stesso e gli altri. Viene invece ucciso dal secondo colpo.
Se fosse andata così, sarebbe davvero andata in modo peggiore della peggiore delle ipotesi sinora formulate.

(L'autore ringrazia Titta, Jacopo e Giovanna per l'aiuto e la pazienza che gli hanno regalato nella stesura di queste sofferte e faticose righe)

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