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http://italy.indymedia.org/news/2002/06/11328.php Nascondi i commenti.

TESTARDAMENTE ALL'ATTENZIONE DI GIULIANO GIULIANI
by lello voce Saturday, Jun. 29, 2002 at 4:37 PM mail: lellovoce@libero.it

una ricostruzione che tiene e attende integrazioni da voi

TESTARDAMENTE ALL'AT...
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Ripropongo quanto già scaricato su Indymedia ieri. Grazie all'attenzione che mi avete concesso posso dire che ci sono altre novità e cioè
1) esiste una foto di RaiSatNews - per la quale ringrazio Luciano -dove si vede con chiarezza che Carlo al momento del lancio è ad almeno 4 - dico 4 metri dalla jeep e che quindi è molto lontano, tanto lontano da giustificare una legittima difesa a suon di calibro 9 solo a costo di vere acrobazie logico-etico-giuridiche. nella stessa foto (specie se la si confronta con lo slide show di Radio Sherwood -si vede che Carlo è l'unico rimasto a chiudere il corridoio posteriore alla jeep, quello insomma che l'auto avrebbe dovuto percorrere per disimpegnarsi, a conferma delle ipotesi da me formulate



2) sempre nello stesso sito http://www.7x7.rai.it/online/bersagli/ragazzo.htm
ci sono altre foto e un'interessantissima testimonianza di Marco D'Auria che parla di numerosi spari. Si cita inoltre la presenza di una video-operatrice milanese che potrebbe aver fatto altri filmati
3) Nel sito trovate anche il famoso video di Rai uno. L'ho analizzato con l'attenzione possibile verso le due di stanotte, ne risultano due particolari molto importanti, che cito in un articolo che sarà pubblicato da l?unità nei giorni prossimi, ma dedicato a questioni come dire? antropologiche e non 'militanti':
a) a circa 17-18 secondi dall'inizio del video si ascoltano con chiarezza 1 o forse 2 spari PRIMA dei colpi esplosi contro Carlo. Sono sparati contro il ragazzo dalla felpa grigia?
b) sul fondo si vede con estrema chiarezza scorrere il passaggio di decine e decine di carabinieri, che corrono via verso sinistra, senza curarsi di venire in aiuto della Jeep bloccata. Un bell'esempio di solidarietà di corpo, non c'è che dire.

Voglio anche dire che sarebbe bello trovare foto o testimonianze decisive a proposito del numero di occupanti della Jeep. erano 2 o 3 e se erano 3 qual'è stato il comportamento del terzo militare? Qualcuno si è curato di controllare l'arma?

Credetemi lasciamo che dell'estintore si occupi il Corriere mercantile. Per accertare la verità ci interessa altro.

Grazie a tutti voi e se avete materiale interessante mandatemelo



Le circostanze che hanno portato alla morte di Carlo Giuliani sono una faccenda tanto grave e seria che certo nessuno può permettersi analisi superficiali e azzardate. Non ho, quindi, alcuna voglia di giocare a fare l'investigatore dilettante. Sta di fatto, però, che dal momento in cui ho visto per la prima volta lo slide show presentato sul sito di Radio Sherwood, che ho immediatamente segnalato all'attenzione della collega Giovanna Vitrano, cosa che ci ha permesso, primi in Italia, di darne notizia su carta, mi frullano in testa una serie di domande.
Ho fatto passare la sequenza sotto i miei occhi decine di volte e vorrei qui provare a dare conto di una serie di interrogativi che, a mio parere, sorgono nel momento in cui la si guardi con attenzione.
Premettendo alcune cose e cioè:
a) lo slide show, checché sostenga il sito Repubblica.it, è formato di fotografie scattate da diverse mani, almeno due, come si rende conto chiunque guardi la serie con attenzione. Alcune sono le foto, già conosciute, dell'agenzia Reuter, nettamente più nitide, scattate da un professionista (che chiameremo Seq.A) . A queste sono state aggiunte altre foto, quelle nuove, meno nitide e più confuse, prese da un angolo diverso, realizzate da chi poi ha messo insieme lo slide show (Seq.B), unendo i propri scatti a quelli già diffusi dalla stampa anche via Internet.
b) ciò che sin dall'inizio mi è apparso importante non è tanto la fotografia nella quale si mostra l'estintore in volo, quanto le successive due.
Iniziamo, dunque, e proviamo a sviluppare un'analisi un minimo sistematica della sequenza.

Foto 2: (Seq.B)
Si vede che l'estintore vola : è scagliato dall'interno della jeep? Certo si vede anche la suola di uno stivale. L'impressione potrebbe essere che chi è dentro abbia sfondato il vetro posteriore della jeep, probabilmente con una pedata, e poi abbia lanciato fuori l'estintore, o, più probabilmente, che usi anche l'estintore per fracassare il lunotto posteriore.
Ora, prima domanda: se, e sottolineo se, il vetro è stato sfondato dall'interno, quale è stata la ragione? Per lanciare l'estintore? E perché? O per poter poi sparare, come si vede in centinaia di western, anche di serie b?
Per amore di verità, va detto che l'immagine potrebbe anche aver fermato l'attimo in cui l'estintore entra nella jeep, lanciato all'interno dai manifestanti. Ma da chi? Certamente da qualcuno non inquadrato dall'obbiettivo, poiché nessuno dei manifestanti presenti sembra essere nell'atto di lanciarlo. Inoltre, l'estintore si presenta perpendicolare al piano del lunotto posteriore della Jeep, come se la sua cima, dov'è la maniglia di metallo, fosse stata usata come mezzo acuminato per fracassare il vetro, colpendolo nella parte alta, riducendo quindi le possibilità di ferimento di chi era all'interno e avesse voluto liberarsi del vetro per avere la possibilità successiva di sparare senza essere colpito dai frammenti del cristallo posteriore.
Se l'estintore stesse entrando nella Jeep, d'altra parte, ciò comporterebbe che, in un momento non fermato da immagini fotografiche, il carabiniere all'interno abbia rilanciato l'estintore verso i manifestanti, visto che l'estintore compare a terra nella foto successiva: sarebbe stato un modo piuttosto singolare e inefficace di difendersi da parte di un militare addestrato e che inoltre, trovandosi all'interno di un abitacolo piuttosto angusto, avrebbe avuto davvero scarse possibilità di dimostrarsi dissuasivo o pericoloso per gli attaccanti.
Comunque sia, dov'è finito quell'estintore?
Se si potesse verificare che è quello appartenente alla jeep, le possibilità che l'ipotesi veritiera sia la seconda si ridurrebbero fin quasi a sparire, poiché altrimenti ci troveremmo di fronte ad un ping pong reiterato dell'estintore tra manifestanti e carabiniere nella Jeep. Assai poco probabile, in quelle circostanze.
Ancora. Dietro la parte posteriore del mezzo si vede un gruppo di manifestanti, di cui uno, alla destra e parzialmente coperto, è armato di una mazza di legno che sembra stia per scagliare contro il mezzo, mentre un altro, ancora più a destra, con casco nero, maschera antigas e un giubbotto rosso, ha in una mano un tubo e in un'altra una pietra . Gli altri sembrano andare all'attacco a mani nude, tranne uno, che pare abbia in mano una pietra, molto piccola. Di Carlo Giuliani ancora non c'è traccia, a meno di non individuare il giovane sotto una porzione di passamontagna che si intravede a stento nell'angolo in basso a destra della foto, ma questo passamontagna ha in cima uno strappo che non c'è sul passamontagna indossato da Giuliani, almeno da quanto si può vedere dalle foto successive.
A sinistra si vedono con chiarezza due Carabinieri, uno dei quali chiede rinforzi con la mano. Sono vicinissimi alla jeep e dunque in grado di intervenire tempestivamente in aiuto. Cosa che non accade. Perché?
A quanto è dato di vedere, inoltre, ancora nessun manifestante si sta accanendo contro il lato destro della jeep, come se il gruppo che assalirà la jeep da destra e che apparirà nella foto successiva non fosse ancora giunto e fosse separato, estraneo, o almeno autonomo rispetto al gruppo a cui apparterrebbe Giuliani se fosse lui sotto quel passamontagna che si intravede.
In questo momento, comunque, pur essendo in evidente difficoltà, la jeep e i suoi occupanti non sembrano assolutamente vittime di un "linciaggio". Sul lato sinistro della foto, inoltre, è presente uno strano personaggio, con casco e protezione autocostruita, da cui fuoriesce qualcosa di verde e giallo, come un proteggi-nuca da guerriero medievale. In mano ha qualcosa, che nasconde sotto un cappellino (?) giallo. Questo qualcosa è puntato verso i due Carabinieri.
Questo strano personaggio sparisce, e non ricompare più nello slide show. Chi era, e cosa teneva tra le mani?

Foto 3 (Seq.B)
Il quadro cambia completamente, come se il lancio dell'estintore fuori dalla jeep, se è questo che è accaduto, avesse fatto scappare via quanti erano presenti nello scatto precedente. Nessuno di loro è più lì e certamente questo testimonia che tra la foto 2 e la 3 è passato un certo tempo, almeno quanto necessario a far arretrare i manifestanti della foto 2 e a far arrivare sulla scena i nuovi protagonisti.
Di lato, a destra della Jeep, due manifestanti la stanno attaccando: uno ha in mano un'asse di legno, è a torso nudo e col casco, l'altro impugna l'asta e il cesto di un raccoglitore di rifiuti, di quelli che si trovano per strada, o comunque un pezzo di arredo urbano (asta con cartello curvo, o chissà che), non ha casco, solo una mascherina di quelle antismog sul viso, attrezzatura assai povera per affrontare uno scontro. E' davvero impossibile immaginare che sia qualcuno che, coinvolto nelle cariche, senza avere intenzioni violente pregresse, abbia poi raccolto in preda alla rabbia un detrito di scontri precedenti e si sia lanciato all'attacco?
Giuliani qui si vede chiaramente. Avanza da destra a sinistra, è a mani nude, lo sguardo sembra basso, forse ha visto l'estintore. Ma sono altri due i particolari importanti di questa foto.
Primo: alle spalle della jeep c'è un ragazzo che porta indosso una felpa grigia da cui spunta il bordo bianco di una maglietta. In mano ha un sasso, piccolo, o almeno tanto piccolo da stare tra il pollice e l'indice della sua mano destra. E' in procinto di lanciarlo verso il carabiniere nella jeep.
Secondo: il carabiniere nella jeep sta chiaramente armando la pistola con la mano sinistra, mentre la mano destra che impugna l'arma è appoggiata al suo ginocchio, come a cercare un appoggio fermo. Domanda: perché non si rivolge verso chi lo attacca con molta maggiore durezza alle spalle, preferendo dirigere la sua attenzione (e la sua arma) verso il ragazzo che ha in mano una semplice pietra, anche piccola?
Non è pensabile forse che, poiché è appoggiato alla porzione ancora intera del finestrino laterale destro, vede i colpi dati con l'asse sfilargli di lato, a distanza di sicurezza, e quindi rivolge la sua ‘attenzione' a chi gli sta di trequarti, ma comunque davanti, poiché ciò che gli interessa davvero, in quel momento (e a qualunque costo?), è fare largo dietro alla jeep per permettere all'autista di fare retromarcia e fuggire?

Foto 4 (seq.B).
E' una foto a mio parere importantissima.
Mentre i due attaccanti laterali scagliano le loro ‘lance' contro il finestrino laterale, si vede con estrema chiarezza che il carabiniere impugna l'arma con due mani, come se stesse sparando in condizioni di equilibrio precario. La canna sembra puntata nella direzione del ragazzo con la felpa grigia, che infatti fugge verso destra, dove, sullo sfondo, si vede un altro gruppo di manifestanti che assiste allo scontro senza parteciparvi, cosa che, se fosse avvenuta, avrebbe, questa sì, potuto portare al ‘linciaggio' degli occupanti, che invece subiscono l'attacco solo dei due uomini sul lato destro. E' a questo punto che si vede Giuliani chinato, a raccogliere l'estintore.
Non è forse legittimo avanzare l'ipotesi che il primo colpo di pistola parta adesso e non diretto contro Giuliani, ma verso il ragazzo dalla felpa grigia, per liberare la strada alla retromarcia che disimpegnerebbe la Jeep dalla situazione critica in cui si trova? E se fosse così, lo stesso risultato non si sarebbe ottenuto sparando dei colpi in aria e non contro un ragazzo armato solo di una pietra? Non è ipotizzabile, inoltre, che Carlo, questo ragazzo descritto dal padre come un giovane che odiava l'ingiustizia e che aiutava i suoi amici, abbia, solo a questo punto, di fronte alla reazione spropositata del militare, deciso di raccogliere quell'estintore che gli era appena capitato tra i piedi e di lanciarlo verso la jeep per proteggere il ragazzo dalla felpa grigia dall'attacco a mano armata che partiva dall'interno dell'automezzo?

Foto 5 (seq.A)
E' la foto più nota, ma che, alla luce delle precedenti, assume un valore diverso. Carlo sta per lanciare l'estintore. Il ragazzo con la felpa grigia è caduto, come se si fosse buttato a terra per evitare il colpo di pistola, o fosse inciampato nella concitazione della fuga.
Altro particolare importante: i due uomini a lato del mezzo hanno evidentemente interrotto il loro attacco. Sembrano arretrare, come se fosse accaduto qualcosa (il primo sparo?) che li avesse dissuasi a continuare in un'aggressione sino ad allora incontrastata. Uno di loro, anzi, ha lo sguardo rivolto all'indietro, come se controllasse possibili conseguenze dell'eventuale primo sparo, o, più semplicemente, perché i manifestanti che sono dietro di lui, e che si vedono nel fotogramma precedente, in alto a destra, gli urlassero qualcosa, forse invitandolo ad arretrare.
Entrambe le cose sono assolutamente compatibili con l'ipotesi che il carabiniere abbia esploso il primo colpo contro il ragazzo dalla felpa grigia.
L'unico ad avanzare verso la jeep è Giuliani, quasi che volesse lanciare l'estintore per interrompere l'azione del carabiniere che ha già sparato, impedirgli di premere ancora il grilletto e colpire qualche manifestante, ma la pistola del carabiniere è ormai già rivolta verso di lui, puntata chiaramente dall'alto in basso.

Foto 7 (seq. B)
Giuliani è a terra. La Jeep è ancora bloccata contro il muro, ma dietro di essa la via è ormai libera. Gli unici due manifestanti visibili stanno fuggendo, uno con espressione di sgomento e terrore dipinta sul viso.

Foto 8 (Seq.B).
La jeep è arretrata e si è liberata, travolgendo il corpo di Carlo. Il carabiniere, ben visibile all'interno, continua a tenere l'arma puntata dinanzi a sé, ad altezza d'uomo, per proteggere la manovra del collega, comportamento che denota, a mio modo di vedere, un notevole autocontrollo. La mano sinistra gli copre il volto. Perché? E' ferito? Sgomento per quello che ha fatto? O si sta coprendo il volto dall'obiettivo, o meglio dalle decine, centinaia di obbiettivi che hanno ritratto i due drammatici giorni del G8 a Genova?

Foto 9 (Seq.B)
La manovra di disimpegno è terminata: la jeep, col carabiniere sempre nella medesima postura della precedente, sta per essere raggiunta da un cordone di colleghi, che, finalmente avanza a sua protezione.

Tutto qui. Non pretendo certo di spacciare certezze. Ho provato solo ad avanzare ipotesi di lettura che non mi paiono infondate, che possono certamente essere smentite. Ho provato semplicemente ad osservare con attenzione e a ragionare, sforzandomi di essere obiettivo, e, insieme, di mantenere un impegno al ‘sospetto' che ho preso in Piazza Alimonda, quando quel giorno sono giunto lì, a pochi minuti dalla tragedia.
Se mi sono dedicato a questo lavoro è stato anche per restituire a un ragazzo di 23 anni una coerenza e una dignità che, probabilmente, non l'hanno mai abbandonato.
Forse Giuliano Giuliani, che tanto ha amato Carlo, non ha da vergognarsi dell'ultima azione di suo figlio.
Ma naturalmente posso sbagliarmi. Sarebbe bello, comunque, che qualche esperto provasse a rivedere i filmati Tv e a cronometrare la distanza tra le esplosioni dei due colpi, che a me, da semplice spettatore, sono sembrati abbastanza distanziati da confermare quanto qui illustrato. Ma, come ho detto, occorrerebbe un esperto. E sarebbe ancora più bello che chi ha visto, il ragazzo dalla felpa grigia, ad esempio, superasse ogni timore e parlasse.
Detto questo, è certo che se alcune delle mie deduzioni e interpretazioni delle immagini risultassero corrette, noi ci troveremmo di fronte ad un quadro in buona misura inedito. La Jeep è bloccata, il carabiniere spara un primo colpo verso il ragazzo dalla felpa grigia per liberare la strada alla retromarcia del mezzo attaccato dai lati, a quel punto tutti si bloccano, tranne Carlo, che di fronte alla reazione davvero sproporzionata del carabiniere, decide di intervenire per bloccare il militare e avanza con l'estintore provando a disarmarlo, per proteggere se stesso e gli altri. Viene invece ucciso dal secondo colpo.
Se fosse andata così, sarebbe davvero andata in modo peggiore della peggiore delle ipotesi sinora formulate.

(L'autore ringrazia Titta, Jacopo e Giovanna per l'aiuto e la pazienza che gli hanno regalato nella stesura di queste sofferte e faticose righe)

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Altra visione
by Franco Monday, Jun. 17, 2002 at 11:44 PM mail:

Questa foto dimostra che Carlo Giuliani raccoglie l'estintore a 4 metri dalla camionetta (e tale distanza mi pone qualche interrogativo sulla possibilità che sia stata scagliata dall'interno con tanta facilità) e prende la rincorsa (come lascia immaginare la posizione dei piedi) per scagliarla con maggior violenza all'interno dell'abitacolo.
Quanti passi fa prima di essere colpito 0,1,2,3.
Le ipotesi sono tutte valide.

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una domanda sulle foto di C.Giuliani
by Gio Wednesday, Aug. 01, 2001 at 6:46 PM mail: gio.mi@tiscalinet.it

In rete (Repubblica.it) è presente una foto di Carlo con giubotto nero, passamontagna, pantaloni, morto riverso a terra sanguinante. Perchè? quando è stato travolto dalla jeep aveva una canottiera bianca. Un fotomontaggio altrimenti era "poco Black Bloc"? E se è vero, perchè?

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per amore della verità
by david ch Wednesday, Aug. 01, 2001 at 6:57 PM mail:

la foto dopo mostra che Carlo è quasi sotto al Land Rover, il quale non si è ancora staccato dal cassonetto. Questo mi fa supporre che Carlo abbia fatto altri passi dopo l'istante in cui è stata scattata questa foto.
Tutto ciò comunque non giustifica l'eccesso di legittima difesa, o peggio, da parte del carabiniere.

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Quanto può far male?
by Franco Wednesday, Jun. 26, 2002 at 3:35 AM mail:

secondo me un estintore scagliato in testa da mezzo metro di distanza dopo quattro metri di rincorsa ha ottime probbabilità di mandarti direttamente all'obitorio altro che eccesso di legittima difesa.
Però chi la pensa diversamente può sempre provare sulla propria testa.

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risposta commento franco
by riot Wednesday, Aug. 01, 2001 at 7:50 PM mail:

tu prova a prendere una calibro 9 in testa saro' io a sparare da 3 metri. e tu con l'estintore che io schivero o deviero'.franco sei un sacco vuoto, ci vedremo nel sonno.

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Forse, ma non se la testa e' la tua
by Stealth Wednesday, Aug. 01, 2001 at 7:59 PM mail:

che risulta essere tanto, tanto, ma tanto dura.

Tanto e' vero che non realizzi che con tutta la rincorsa che vuoi, un estintore da svariati chili, un tipo tanto mingherlino da portare al braccio un rotolo di scotch, al massimo riesce a passartelo, come si passano cassette di pomodori i braccianti.

A meno che non stai dormendo, lo pari con braccio quell'estintore, e se non hai l'osteoporosi, rimedi al massimo un brutto livido.

Pero', visto inviti a provare, comincia tu e vedi se sei piu' bravo di tutti e riesci a parare una pallottola calibro 9 con la fronte, vah.

Carlo non c'e' riuscito.

Nell'Italia di oggi e' una prova facile facile da fare:
Basta che vai da qualche guardia armato di estintore.

Prevedo stragi vere e proprie di ultra' negli stadi alla prossima ripresa del campionato.
Sembra che la polizia stia studiando l'intervento degli F-16 e di batterie di obici per leggittimamente difendersi dai tifosi che lanciano motorini da un piano all'altro di S. Siro...

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passi?
by sandra Wednesday, Aug. 01, 2001 at 8:15 PM mail:

Pur rimanendo della mia idea, e cioè che indipendentemente da quello che stava facendo o aveva intenzione di fare Carlo si è trattato di omicidio, punto e basta, per amore di verità (e per confutare la legittima difesa del carabiniere che ha sparato) invito tutti a confrontare questa foto con quella dello slide show di Radio Sherwood: è il momento dello sparo preso da un'altra angolazione, come dimostra la schiena del manifestante in felpa azzurra che in quel momento stava cadendo. Carlo non ha fatto nessun passo, o comunque è passata solo una frazione di secondo, a meno che l'altro manifestante non sia rimasto per un pò a mezz'aria o a camminare a quattro zampe, cosa abbastanza improbabile.

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Il momento dello sparo
by Luciano Tuesday, Jun. 11, 2002 at 4:37 PM mail: flauri@tin.it

Questa foto risale a circa 7 decimi di secondo prima dello sparo. Verificato sul filmato. Carlo non sta correndo, ma fa un passo di avvicinamento. Completa il passo e lancia. Il Carabiniere spara, e non si preoccupa neanche di cercare di scansare l'estintore, che infatti manca completamente il bersaglio. Dopo 1 secondo e 7 decimi il CC spara ancora.
Anche se avesse centrato il bersaglio, cosa difficile per una persona col fisico di Carlo, e il CC ne sembra ben consapevole, e il CC fosse rimasto stoicamente immobile anziche' scansarsi di fianco, dove neanche un lanciatore olimpionico lo avrebbe potuto colpire, al massimo l'estintore avrebbe potuto procurare un vasto ematoma con escoriazioni. Poiche' il principio di proporzionalita' e di effettivo pericolo sono chiavi al concetto di legittima difesa, si tratta del rischio di un vasto ematoma, evitabile con un movimento laterale, contro un proiettile nella testa, molto piu' diffile da scansare e con danni molto piu' seri di un ematoma.
Di piu' quando le analisi delle foto e dei filmati saranno piu' avanti.

Precisazione per Franco: gli estintori, come tutti gli oggetti cilindrici, una volta al suolo tendono a rotolare. I 4 metri di distanza non sono sorprendenti

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BERLUSCONI BOIA!
by M-L Wednesday, Aug. 01, 2001 at 10:02 PM mail:

Un colpo durissimo al vertice dei principali Paesi imperialisti
GRANDIOSA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE A GENOVA CONTRO IL G8
Berlusconi reagisce col terrore da dittatura fascista aperta. Ucciso il giovane Carlo Giuliani, almeno 560 feriti, 288 arrestati, rastrellamenti di massa, blitz nella sede del Gsf
LA DELEGAZIONE DEL PMLI TIENE ALTE LE BANDIERE DELL'ANTIMPERIALISMO E DELL'INTERNAZIONALISMO PROLETARIO
Dal nostro inviato speciale
Ricorderemo sempre il vertice degli otto governanti dei principali Paesi imperialisti che si è svolto a Genova dal 20 al 22 luglio per lo straordinario successo della mobilitazione nazionale e internazionale degli antimperialisti che hanno sferrato un durissimo colpo ai signori del G8 e rimandato la memoria alle storiche battaglie antimperialiste del Sessantotto e del Settantasette. La miglior risposta di massa al terrore da dittatura fascista aperta sparso da Berlusconi nel capoluogo ligure.
Nei giorni 16, 17 e 18 luglio il Genoa Social Forum (Gsf), l'organismo che raccoglie circa 1.200 organizzazioni contrarie al G8, tra cui il PMLI che ha aderito ufficialmente, aveva promosso incontri di discussione sui temi della lotta contro la globalizzazione e predisposto l'accoglienza per i manifestanti italiani e stranieri che aumentavano col passare dei giorni e l'avvicinarsi del primo appuntamento di piazza fissato per giovedì 19 in occasione del corteo dei migranti. Una grande, colorata e combattiva manifestazione principalmente animata da immigrati dal Terzo mondo di tutte le età, di entrambi i sessi e rappresentanti i cinque continenti oppressi dalla "globalizzazione".
Erano almeno 50mila, forse anche 70-80mila, comunque un grandissimo corteo che ha riscosso solidarietà e aperta simpatia dai genovesi "superstiti", coloro che sono rimasti in città nonostante la soffocante militarizzazione in primo luogo della cosiddetta "zona rossa", la fortezza recintata dalle grate alte 4 metri, dai blocchi di cemento e dai container nel cuore cittadino che faceva da teatro della riunione in cui gli 8 "grandi" erano intenti a concordare i piani politici ed economici per tenere ancora sottomessi i Paesi del Terzo mondo al dominio imperialista e capitalista sul mondo.
Già in occasione di questo primo grande corteo di massa, sia pure senza che si registrassero scontri particolari, i manifestanti avevano dovuto cacciare due "anarchici" che tentavano di imbastire provocazioni, mentre sopra un blindato un carabiniere orientava la mitragliatrice orientata verso il pacifico corteo.
É venerdì 20, tuttavia, che il terrore fascista sfocia nell'uccisione a metà pomeriggio del 23enne Carlo Giuliani.
Fin dalla tarda mattinata sono previste iniziative per assediare simbolicamente la "zona rossa" e in vari punti si svolgono rumorose ma pacifiche proteste a ridosso della famigerate grate. Già la mattina le "forze dell'ordine" appaiono comandate a intimorire i manifestanti, per prima cosa bersagli dei lanci d'acqua degli idranti. Qua e là la "zona rossa" viene violata da alcuni antiG8 che "sconfinano" a braccia alzate per qualche metro, peraltro seguendo un programma largamente annunciato.
Senza motivo reale, dopo che l'iniziativa si va sciogliendo, partono le prime cariche e da lì in poi ogni zona in cui agiscono i manifestanti diventa luogo di violentissime aggressioni poliziesche. Entrano così in scena le "tute nere" (i cosiddetti "anarchici insurrezionalisti" dell'ormai famigerato black block,) e così polizia e carabinieri, scatenati come non accadeva da molti anni nel nostro Paese e anche aizzati da specifico addestramento e dalle campagne criminalizzatrici montate ad arte contro gli oppositori della "globalizzazione", hanno il pretesto che mancava per sferrare un tentativo di devastante attacco all'intero movimento sceso in piazza e cercare il bagno di sangue anche tra i pacifisti più imbelli, tra gli anziani, i ragazzini e coloro che alzano le mani in segno di resa. Vengono malmenati medici con tanto di pettorina di riconoscimento, sindacalisti, giornalisti, operatori tv e fotografi, finanche alcuni parlamentari.
Mentre le "tute nere", di nome e di fatto, che accendono incidenti un po' dappertutto, vengono sostanzialmente lasciate agire indisturbate. Numerose e articolate testimonianze, visive e fotografiche, circa gli "strani" rapporti tra dirigenti delle "forze dell'ordine" e soggetti in tuta nera, sembrano spiegare il perché del trattamento "privilegiato" loro riservato.
In questo quadro, dopo ore di aggressioni poliziesche in mezza Genova e di autentica caccia al manifestante, si consuma la tragedia di piazza Alimonda.
Un paio di jeep dei carabinieri che rientrano dopo l'ennesima carica messa a segno vengono fatte oggetto di un assalto da parte di un gruppo di manifestanti. In particolare, un mezzo dell'Arma va a cacciarsi in un angolo e si arresta. Un carabiniere dall'interno fa fuoco in direzione di un giovane che si appresta a scagliare un estintore verso la jeep. Prende la mira e spara proprio sotto l'occhio freddando all'istante Carlo Giuliani che cade a terra in un lago di sangue. Il carabiniere assassino spara un altro colpo (senza conseguenze, pare) mentre la jeep fa manovra passando sul corpo del giovane e riuscendo ad allontanarsi.
Appena compreso il gravissimo accaduto i manifestanti accusano le "forze dell'ordine" di aver assassinato Carlo, ma un dirigente di polizia si scaglia contro gli accusatori sostenendo che il giovane è morto per "un sasso" da loro stessi lanciato. Per fortuna, sia le foto dell'agenzia internazionale Reuter, sia alcuni filmati, dimostrano inequivocabilmente che Giuliani è stato volutamente ucciso dal carabiniere: il governo e i suoi lacché che cercavano di uscirne "puliti" allora si buttano sulla "legittima difesa", tesi che farà da sfondo alle dichiarazioni del ministro di polizia in camicia nera Scajola e del vicecapo del governo Fini, il quale abbandona il doppiopetto a fatica indossato negli ultimi anni e torna a mostrare apertamente il suo radicato fascismo.
Piazza Alimonda diventa mèta del rispettoso omaggio di tanti antimperialisti e antifascisti profondamente colpiti da questo assassinio durante una manifestazione, un evento che non si ripeteva da 23 anni, dall'epoca dell'uccisione a Roma di Giorgiana Masi.
Il terrore berlusconiano calato su Genova è un doloroso e amaro frutto dell'imperante regime neofascista di seconda repubblica, in via di completamento, e dei piani per il G8 stabiliti dal "centro-sinistra" che peraltro ha materialmente nominato gli uomini che ancora dirigono polizia, carabinieri e servizi segreti nei suoi cinque anni di governo. Non a caso i leader dell'Ulivo, a cominciare da Rutelli hanno finito col rovesciare le responsabilità dei fatti di Genova. Certo è che il neoduce ha comunque concretamente attuato tali piani e li ha portati alle estreme conseguenze.
Dopo l'assassinio di Giuliani e la messa a ferro e fuoco di Genova qualcuno fa circolare ipotesi di annullamento del grande appuntamento di piazza di sabato 21 luglio. I rinnegati alla testa dei DS ritirano l'adesione precedentemente data al corteo lasciando disorientati e in molti casi concretamente senza mezzi di trasporto diversi loro sostenitori, specie di Roma. Ma l'ennesimo tradimento della Quercia, che il G8 a Genova fortissimamente volle e magnificò a suo tempo, non inficierà affatto il risultato di piazza. E tanti suoi iscritti saranno protagonisti della manifestazione.
In una città ancora scossa per i tragici avvenimenti del giorno precedente ha dunque luogo il "Corteo internazionale di massa". L'appuntamento ufficiale è per le ore 14 ma l'arrivo incontenibile dei manifestanti da tutta Italia e da molte parti d'Europa e del mondo costringe ad anticipare la partenza prima alle ore 13 e infine alle ore 12.
Nei pressi di via Caprera, dove era fissato il ritrovo, sono già in tanti fin da metà mattinata. Tra questi, militanti e simpatizzanti campani del PMLI, organizzati dalla Cellula "Vesuvio Rosso" di Napoli (che dal finestrino del treno aveva esposto la bandiera del PMLI, salutata a pugno chiuso alle stazioni e dalle spiagge), che immediatamente si dispongono con le insegne del Partito e via via si collegano al resto dei componenti la Delegazione del nostro Partito che ha come capo il compagno Simone Malesci e come vicecapi i compagni Denis Branzanti e Antonella Casalini, ed è composta da militanti e simpatizzanti di Biella, Pray, Varallo Sesia, Milano, Padova, Modena, Forlì, Cesena, Prato, Firenze, Fucecchio, Rufina, Vicchio, provincia di Ascoli Piceno, Riardo, Napoli e Lecce. Il nostro spezzone di corteo è visibilmente il più rosso, è entusiasta e fortemente combattivo ed è veramente motivo di orgoglio proletario rivoluzionario esserci dentro. Al nostro passaggio riceviamo incoraggiamenti e anche applausi. Un giovane del PRC ci elogia perché abbiamo il coraggio di portare in piazza i maestri e fra questi Stalin. Fin dal concentramento si realizza nella lotta un'unità antimperialista che ci porta a lanciare slogan e a cantare canzoni con altri settori del corteo, con manifestanti italiani e stranieri, lavoratori e anche con militanti di base di Rifondazione.
Le nostre compagne e i nostri compagni, tra cui si distinguono diverse giovanissime che non temono il caldo, la fatica e i sacrifici al pari dei "veterani" del Partito, sono vestiti di rosso dalla testa ai piedi e dentro ai corpetti espongono la parola d'ordine antiG8 riprodotta nella pagina manifesto de Il Bolscevico n°23/01. Sventolano alte le bandiere dei cinque maestri e del PMLI, innalzano grandi cartelli col manifesto che recita: "Abbasso il G8 e l'imperialismo. Libertà ai popoli. Guerra totale al governo del neoduce Berlusconi. Per l'Italia unita, rossa e socialista". Una parola d'ordine che fa chiarezza e costituisce il faro rosso per chi vuol sviluppare la battaglia contro la globalizzazione, l'imperialismo e i loro servi. Vengono indossate anche le spille dei maestri e del Partito e delle strisce che riproducono lo slogan suddetto.
Le parole d'ordine e la canzone del PMLI contro il G8 (cfr. Il Bolscevico n°28/01) sono distribuite sotto forma di volantino e ripetutamente lanciate. Si gridano anche due slogan aggiunti dopo i fatti del giorno prima: "Dal governo assassino di Berlusconi, vogliamo, subito, le dimissioni" e "Carlo vive!" in onore al martire antimperialista di piazza Alimonda. La canzone sull'aria di "Bella ciao" riscuote apprezzamenti, "Bandiera Rossa" è ripresa da larghi settori, in generale si riesce a tenere alta la bandiera dell'antimperialismo e dell'internazionalismo proletario.
Spontaneamente vengono richieste dai manifestanti le spille dei maestri e del PMLI, nonché i corpetti antiG8, mentre si vendono copie de Il Bolscevico, la qual cosa era avvenuta anche il giorno prima al sit-in pacifico di piazza Dante.
Il nostro spezzone costituisce davvero motivo d'attrazione politica e organizzativa per tutti (peraltro veniamo continuamente inquadrati da fotografi e telelcamere), diversi si uniscono a noi strada facendo e ciò fa prospettare una seconda parte di manifestazione molto interessante all'insegna di una ancor più forte unità antimperialista, coscienti che "un altro mondo è possibile" solo se si abbatte il vecchio mondo imperialista e si instaura ovunque il socialismo.
Puntuale, però, torna il terrore fascista imposto da Berlusconi con la complicità di Ciampi, mirante a stroncare sul nascere il movimento e colpirne anzitutto le sue parti più avanzate. Riecco in azione la "guerriglia urbana" delle "tute nere" che offrono anche stavolta il pretesto per scatenare la più selvaggia repressione poliziesca.
Il grandioso corteo, che ormai ha raggiunto le 300mila unità e si sviluppa per chilometri, viene aggredito violentemente, smembrato e letteralmente diviso in due o tre tronconi tant'è che per molti manifestanti resterà un sogno raggiungere la conclusiva piazza Ferraris.
Svoltando dal lungomare, tra corso Marconi e via Rimassa, intorno alle 14,30 improvvisamente gli scontri tra "forze dell'ordine" e "tute nere", fin lì apparentemente un po' distanti, sbarcano nel bel mezzo del corteo e la polizia (stavolta i carabinieri agiscono non dalla prima fila per evidenti ragioni di opportunità) spara verso i manifestanti, in quantità industriale e ad altezza d'uomo, i lacrimogeni a base di micidiali gas con peperoncino e, mentre finge di inseguire qualche "tuta nera", inizia un vero e proprio massacro generalizzato che si concluderà solo a notte fonda con il raid nazista alla sede del Gsf di cui ci occupiamo in un altro servizio.
Anche la Delegazione del PMLI viene raggiunta dai lacrimogeni e finisce col trovarsi schiacciata tra due schieramenti di "forze dell'ordine" pronte a colpire con manganelli e quant'altro. Le nostre compagne e i nostri compagni cercano di rimanere compatti ma vengono spinti verso un muro, in un'autentica trappola evidentemente studiata a tavolino da Scajola e dai suoi squadristi in divisa che avevano lo scopo di provocare, intimidire e spezzare le gambe ai marxisti-leninisti.
Assieme a decine di manifestanti ormai intontiti dai lacromigeni e proprio mentre sembra inevitabile subire le manganellate dei poliziotti, qualche compagno indica una via di fuga e ce la facciamo a guadagnare una salitella laterale che ci allontana dai massacratori.
Una volta recuperati, ricompattati e rimessi in sesto tutti i membri della Delegazione, ci muoviamo assieme ad altri manifestanti cantando "Fischia il vento".
Occorre valutare il da farsi in questa situazione per molti aspetti inedita e che comunque finirà per arricchire il bagaglio di tutti e di ciascuno di un'esperienza fondamentale, sia pure non ricercata.
Lungo il percorso del corteo polizia e carabinieri attaccano indiscriminatamente i manifestanti non solo dove compaiono gli assaltatori in tuta nera. Rientrare è davvero rischioso e la decisione diventa sempre più difficile, mentre vicino a noi vediamo sbucare manifestanti che loro malgrado lasciano il corteo. Giunge la notizia che la manifestazione è di fatto conclusa (il primo grande troncone di corteo da un paio d'ore era a piazza Ferraris) e si stabilisce di non mettere in alcun modo a repentaglio l'incolumità della Delegazione del Partito, un bene troppo prezioso per il futuro della lotta antimperialista e anticapitalista. Come tanti altri settori di manifestanti, siamo dunque costretti, a malincuore ma inevitabilmente, a rinunciare a rientrare nel corteo.
Raggiungiamo piazzale Marassi dopo un lungo giro, sempre "inseguiti" dagli elicotteri delle "forze dell'ordine" che hanno fatto da sgradita colonna sonora ai Tre giorni di Genova e su cui erano appostati i tiratori scelti. Lungo la strada, dalle finestre, dei genovesi antifascisti ci regalano delle graditissime bottiglie d'acqua e ci spiegano da dove passare. Stessa cosa accade ad altri gruppi di manifestanti in diverse zone della città.
Intanto, in molte strade anche assai al di fuori del tragitto del corteo le "forze dell'ordine" attuano una sistematica caccia al manifestante che si conclude con rastrellamenti di stampo nazista, nuove sanguinarie cariche, arresti, fermi e perquisizioni. Non c'è rifugio sicuro nemmeno in spiaggia perché i corpi repressivi speciali accerchiano i "fuggitivi" muovendosi con imbarcazioni da cui sorvegliano ogni tratto di mare in un largo raggio intorno al Porto Antico. Persino i luoghi di raduno dei pullman e la stazione di Brignole verranno trasformati in autentici campi di battaglia e l'irrespirabile odore dei lacrimogeni finirà coll'ammorbare tutta Genova fino a sera.
Il bilancio conclusivo ufficiale parla di un morto, 560 feriti e 288 arresti, tra cui un delegato Fiom-Cgil che indossava una maglietta con una frase di Mao. Senza contare i feriti e i fermati nel porto di Ancona quando, mercoledì 18, vennero aggrediti e poi rispediti nel loro Paese oltre cento manifestanti "indesiderati" provenienti dalla Grecia e con essi diversi italiani che avevano solidarizzato al loro arrivo nel capoluogo marchigiano, tappa di avvicinamento a Genova.
Berlusconi ha insomma gettato l'ipocrita maschera del "dialogante" per mostrare il suo vero volto mussoliniano e dare un esplicito avvertimento su come agirà d'ora in poi il suo esecutivo nonché per lanciare una sfida al crescente movimento antiglobalizzazione che è stato piegato ma non spezzato. Tutt'altro!
Lo dimostra il significativo successo delle manifestazioni tenutesi nei giorni immediatamente successivi ai fatti di Genova e in specie quelle di martedì 24 luglio. Iniziative di lotta che hanno visto l'attiva partecipazione dei generosi e coraggiosi militanti e simpatizzanti del PMLI in numerose città (vedere servizi a parte), tra cui Firenze dove la compagna Claudia Del Decennale dal palco degli organizzatori ha letto la posizione del Partito con la richiesta di dimissioni del governo assassino.





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complimenti per l'analisi fatta e per come e' esposta.
by elisa Wednesday, Aug. 08, 2001 at 7:45 PM mail: elisazeta@supereva.it

non mi dilunghero' in commenti sulle macchinazioni che continuo, ogni giorno a fiutare sui fatti dei 3 giorni di regime,mi limito a riferire alcune cose(preciso che sono mie idee):
1>fede il lunedi' ha mostrato le sequenze dell'assalto alla geep dal lato destro di essa, mostrandola a rallentatore e anche all'indietro.
(immag.all'indietro):i vari ragazzi si vedono retrocedere(a rallentatore)con fare impaurito, sicuramente disturbato da evento improvviso e imprevisto.ma appare nelle immagini un ragazzo moro, capelli corti, occhiali scuri, felpa blu della "charrart"chiusa, che mentre tutti vanno indietro ,percorre perpendicolarmente rispetto a loro e alla jeep e questo con un fare che contrasta nettamente con quello degli altri presenti(sembra tranquillo, quasipreparato, come quando chi fa scoppiare una cosa per scherzo e' l'unico a non mostrare spavento.)
avendo visto queste immagini solo una volta e in tv mi impedisce anche solo di fare ipotesi. ma ci terrei a levarmi il dubbio:chi e' questo tipo?


2>sul blitz:subito dopo l'accaduto al tg la polizia ha giustificato l'intervento dicendo che avevano avuto notizia di infiltrazioni nelle 2 scuole di b.b.ma chi poteva averli avvertiti se non questi ""finti"b.b
e vorrei suggerire(non so a chi) di controllare di questi ormai famosissimi b.b se quelli di loro arrestati a genova siano stati veramente arrestati(e picchiati)almeno quanto i veri anarchici.
mi scuso per come ho esposto le cose me e' come mi e' venuto.ciao

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Bah Ancora un violento santo
by NJabruzx Tuesday, Jun. 11, 2002 at 12:41 PM mail:

Con Carlo Giuliani è solo morto un'altro violento che faceva male a questo mondo, non giudico bene il bastardone che lo ha fatto fuori ma non mi sento di pensare che Carlo fosse un santo anzi era un VIOLENTO!!!!

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a NJabruzx
by kanjii Tuesday, Jun. 11, 2002 at 7:24 PM mail:

analisi veramente approfondita ed interessante
la tua, caro NJabruzx...

...siccome si ha un atteggiamento violento
(qui dovremmo aprire un dibattito sul significato di del termine violenza... ma vi risparmio le mie perplessita')
allora si e' automaticamente in torto.
OTTIMO!
e' esattamente quello che la gente attorno a quella camionetta stava pensando...

ed anche quello che pensava buona parte di chi a genova era sceso per manifestare (chi cantanto, chi ballando, chi sfasciando i simboli del capitalismo o reagendo alla violenza dello stato...)

gia', ma questo non conta.

Gli Stati in quanto detentori del monopolio sulla violenza
possono pestare, torturare, affamare, incarcerare, mandare in miseria intere nazioni, ma questa all'occhio del benpensante comune non e' violenza, ma solo qualcosa cui e' ormai abituato e che alla fine non gli interessa.

ed eccoli ancora una volta tutti in piedi a condannare chi non sa stare docile con la testa sotto la sabbia, ma riconosce le ingiustizie e da chi sono perpretate decidendo di reagire.

Aprite gli occhi, e riconoscete dove nasce realmente la violenza, altimenti continuerete ad illudervi di vivere nel paese dei balocchi, dove le ingiustizie son solo il frutto del volere di un Dio tutt'altro che misericordioso...

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il link che hai dato non e' raggiungibile
by io Wednesday, Jun. 12, 2002 at 12:54 AM mail:

http://www.7x7.rai.it/online/bersagli/ragazzo.htm non funziona

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cazzate
by paolone Sunday, Jun. 16, 2002 at 7:28 PM mail:

non cambia un cazzo con tutte le perizie del mondo
il concetto rimane sempre lo stesso

il defender è assaltato da decine di ragazzi
questo è un fatto:
cos'è disobbedienza civile massacrare degli sbirri oppure teppismo da stadio?

l'altro fatto è che giuliani era uno dei tanti possibili bersagli dei carabinieri che erano all'interno.

il cc ha sparato, ed è un altro fatto, legittimo?? illegittimo?? l'ha fatto e basta ma avrei voluto vedere te dentro la jeep...
anche se i ragazzi che prendevano a sparangate il defender avrebbere fatto lo stesso, il comportamneto è lo stesso-

che cosa vuol dire "l'estintore al massimo ti procura un livido"
assumetevi tutte le responsabilità,
piangere adesso non serve a un cazzo

prima di assaltare un defender o di andare ad una manifestazione con passamontagna e protezione pensateci bene

la mamma e il papa di giuliani sono il fantoccio della sinistra che li ha adottati, ma non si rendono conto che il loro caro figliolo stava assaltando una jeep dei carabinieri con tanto di passamontagna!!!!
una simpatica gita al mare che si trasforma in tragedia!!!!!
poveracci, mi spiace veramente per loro
soprattutto perchè di sta cagata se ne parlerà per troppo tempo!

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x paolone...
by eval Wednesday, Jun. 12, 2002 at 4:27 PM mail:

...sei uno sbirro di merda... e se il caso giuliani viene archiviato per legittima difesa cacherai la tua merda dalle orecchie per i prossimi cent'anni.

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per eval
by paolone Wednesday, Jun. 12, 2002 at 7:50 PM mail:

mi spiace,
non sono uno sbirro,
non sono nemmeno un difesnsore accanito della benemerita, anzi...
il problema è che bisogna stare attenti quando si va al mare, non bisogna sbagliare strada...

la sentenza potrà dire qualsiasi cosa
la tragedia è stata compiuta ormai...

si poteva evitare??

la colpa è solo di fini e scajola e berlusconi??

cazzo!

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A Genova c'era la guerra
by Anto Friday, Jun. 14, 2002 at 8:19 AM mail:

Carlo Giuliani aveva (giustamente) un passamontagna ed un estintore in mano, Carlo Giuliani in quel momento era un insorto e a Genova c'era la guerra. Una guerra impari, perche la maggior parte di chi era a Genova aveva creduto, nonostante le avvisaglie di Goteborg e di Napoli prima, di andare alla solita pacifica manifestazione. Genova, invece era una trappola preordinata. Il suo errore, forse, e' stato di avere un estintore invece di una pistola.

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Concordo con Anto (parzialmente)
by Bug Wednesday, Jun. 26, 2002 at 3:37 AM mail:

E' vero, era chiarissimo a chiunque non avesse sugli occhi delle fette di prosciutto - solo al GSF non era "chiaro" - che a Genova ci sarebbe stato il massacro. Dopo Gotheburg e Napoli era chiaro che il livello dello scontro si stava alzando in maniera parossistica. Lo Stato ci voleva portare al confronto militare, a lui piu'consono (e c'e' riuscito...e dopo 911 ancor di piu'...era inevitabile - secondo me - essere definiti prima o poi "terroristi"). Chi ando' a Genova pensando di fare una gita al mare e' perche si fece imbambolare dagli idioti profittatori irresponsabili del GSF. Sono loro che hanno portato la gente al massacro, altro che i Black Bloc! Ricordo ancora gli appelli - inascoltati - (mi pare di Bifo) sulle mailing lists di movimento, a non andare a Genova perche era una trappola sicura e a fare azioni alternative in tutte le citta italiane meno che Genova (tipo bloccare le stazioni) in quanto piu efficaci, dato che la polizia stava tutta Genova. Quanto a quello che dice Anto, non concordo sul fatto che Carlo Giuliani avrebbe fatto meglio a portare una pistola invece che un estintore. Possibilita di non portare lo scontro sul livello militare ce ne erano allora (e ce ne sono,di meno, ancora) ma per farlo si trattava di ragionare collettivamente senza farsi ingruppare da capi e capetti. Non fu fatto allora e non mi sembra che a tutt'oggi la maggior parte abbia imparato la lezione di Genova.

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LA VERGOGNA DELLE VERGOGNE
by ANDREDUX Thursday, Jun. 27, 2002 at 6:14 PM mail:

Ma ancora fate polemiche sulla morte di Carlo Giuliani?Dovreste solo che vergognarvi a cercare di colpevolizzare le forze dell'ordine dopo quello che avete fatto!Ma cosa vi credevate di uscire incolumi da quella selvaggia guerriglia che avete scatenato,devastando la citta' per 50 miliardi di lire????????E vi e' andata ancora bene che di morto ce ne sia scappato uno solo,branco di schifosi vandali;avrebbero dovuto sterminarvi tutti come i parassiti che altro non siete!Andate a lavorare nullafacenti delinquenti,invece di drogarvi nei centri sociali,tagliatevi i capelli e rendetevi presentabili sporche zecche indegne!Siete la vergogna del genere umano,esseri che anche la madre piu' pietosa rinnegherebbe,e poi ancora avete il coraggio di scrivere:CARLO VIVE,CARLO TI VENDICHEREMO ecc.ecc.Eh no bestie immonde,CARLO e' morto perche' se l'e' cercata e provate a venire a vendicarlo..........ce ne anche per voi,sporchi infami!Altro che fare una lapide in p.zza Alimonda,ahahahaha mi fate ridere,una lapide a chi???Ad un merdoso infame?????Eh no cari scordatevela!Oppure pensare di cambiare nome alla piazza ahahahahah ma fate silenzio branco di coglioni!Ricordate bene:O CON NOI O CONTRO DI NOI....W IL DUCE E.....BOIA CHI MOLLA!

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x ANDREDUX
by nandom Friday, Jun. 28, 2002 at 6:43 PM mail: ggg

Verra' il tempo che dovete nascondervi, fascisti di merda!
C A R L O
lo vendicheremo eccomme!!!!

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NANDOM SEI SOLO UNA ZECCA DA STERMINARE
by ANDREDUX Saturday, Jun. 29, 2002 at 2:20 AM mail:

Prima di poter interloquire con me(se non sai che significa INTERLOQUIRE te lo dico io,dato che voi merdosi comunistuco
li invece di andare a scuola,preferite andarvi a drogare nei centri sociali,significa PARLARE)sarebbe meglio che imparassi a scrivere in italiano,in modo da essere quantomeno comprensibile;comunque sia gli unici a dovervi andare a nascondere siete voi,che avete e fate tutt'oggi il piu'deplorevole ribrezzo,con i vostri capelli unti e sporchi abitati da un coacervo di parassiti,e la vostra recondita anarchia che vi abbiamo e vi continueremo a stroncare,spaccandovi le ossa a manganellate,purificandovi con olio di ricino e soda caustica,e se il caso togliendovi di mezzo come quel MERDOSO vandalo del vostro COMPAGNUCOLO da quattro soldi che rispondeva,che il diavolo se lo porti,al nome di CARLO GIULIANI!Dai dai continuate pure a scrivere:CARLO VIVE...ahahahahahahahahah tanto la sua carcassa se la sono rosicchiata i vermi che sicuramente avranno vomitato tanto che quell'essere faceva schifo persino a loro!Cosa volete vendicare coglioncelli che vi state ancora leccando le ferite delle mazzate che vi abbiamo dato,per strada,nelle scuole Diaz e Pertini,e portate ancora gli ematomi delle teste rotte;ancora non vi e' bastato???Venite pure,ma questa volta,attenzione perche' vi verra' rincarata la dose di mazzate,e magari ci scappera' qualche altro CARLETTO,ahahahahahah,l'eroe,il temerario che ci ha tristemente(MA QUANDO MAI)lasciato,cosi' continuera' l'opera di pulizia dai merdosi scarti della societa' che nessuno vuole,emarginati selvaggi che altro non siete!Ricordate bene:ORDINE E REPRESSIONE,O CON NOI O CONTRO DI NOI........MOLTI NEMICI MOLTO ONORE...BOIA CHI MOLLA!

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x ANDREDUX
by Nandom Saturday, Jun. 29, 2002 at 4:37 PM mail:

il tuo tempo è finito, ci rivedremo al prossimo Piazzale Loreto, ma stavolta non risorgerete, le tue minaccie non ci fanno paura! CARLO vive e lo vendicheremo! stai tranquillo.

W Piazzale Loreto!!

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