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Lettera dei genitori dei detenuti tedeschi a Genova
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Q Saturday, Sep. 01, 2001 at 12:24 PM |
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Liberate i nostri ragazzi
Lettera dei genitori dei detenuti tedeschi a Genova
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Sappiamo che i nostri ragazzi hanno partecipato in modo non violento alle dimostrazioni in occasione del vertice del G8, riunito a Genova dal 20 al 21 luglio. Sono stati arrestati uno o due giorni dopo il vertice nella zona di Genova: 15 di loro si trovano ancora in carcere, ormai da più di un mese, a Pontedecimo e a Marassi. La magistratura italiana motiva la carcerazione sostenendo che i nostri figli apparterrebbero al "black bloc" e avrebbero partecipato ai disordini. Questa accusa si basa soltanto su un'arbitraria valutazione degli oggetti sequestrati al momento dell'arresto, come magliette nere o attrezzi trovati nei camper. Per la partecipazione dei nostri figli ai disordini e ai danneggiamenti manca ogni prova. Ci chiediamo perché la polizia italiana abbia rinunciato a fermare persone violente durante le dimostrazioni. Temiamo perciò, come i nostri ragazzi, che la loro carcerazione venga protratta per motivi politici, per poter presentare alla fine almeno qualche capro espiatorio. Per tali motivi dichiariamo: 1. Le artificiose accuse di appartenenza a un'associazione terroristica non rispondono al vero e vanno fatte cadere. 2. L'inclusione dei nostri figli nelle azioni di un "black bloc" violento a Genova è arbitraria e non risponde ai fatti. 3. Protestiamo fermamente contro ogni condanna pregiudiziale dei nostri figli, che si manifesta nel comportamento estremamente violento e vessatorio della polizia, negli argomenti della pubblica accusa e nei resoconti di una parte dei media italiani. 4. Respingiamo una conduzione dei procedimenti contro i nostri figli che appare finalizzata a criminalizzare l'intero movimento sociale che si batte contro le conseguenze negative della cosiddetta globalizzazione. 5. Protestiamo contro l'uso dei nostri figli, da parte della magistratura italiana, come vittime innocenti, nell'intento di scoraggiare in futuro proteste e movimenti critici. I nostri figli sostengono posizioni politiche che in molti casi non coincidono con le nostre. Ma noi tutti concordiamo nel rifiutare ogni discriminazione e persecuzione penale di opinioni politiche, tanto più se espresse in forme pacifiche. Siamo orgogliosi del coraggio con cui le nostre figlie e i nostri figli si impegnano pubblicamente per le loro idee. Le nostre preoccupazioni si concentrano sui nostri ragazzi in carcere. Ma siamo anche preoccupati dal vedere in pericolo principi fondamentali dello stato di diritto, su cui si basa l'Europa unita. Chiediamo il rilascio delle nostre figlie e dei nostri figli dalle carceri italiane e l'arch iviazione di inchieste di dubbia legittimità. Al governo tedesco chiediamo un deciso intervento in questo senso.
Per i genitori dei detenuti a Genova (Elternitiative Genua) il portavoce Jürgen Kunze, Lipsia, e Wanja Abramowski
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la mia e la tua faccia (aieveadrim)
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MaurizioZ Saturday, Sep. 01, 2001 at 8:27 AM |
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Arrivo alla fine di questa lettera distrutto, convinto che l'indice e lo sguardo severo di queste persone dignitose, figlie di una cultura ben piu' civile della nostra, non sia puntato verso lo stato italiano, ma dritto verso la mia e la tua faccia, in prima persona.
Tutti gli stati hanno gia' fatto i loro passi diplomatici contro il nostro, e a tutti, e' stata data la stessa ciclostilata risposta, l'unica prevista, l'unica possibile per un paese ormai solo nominalmente civile: "Siamo una democrazia, abbiamo una magistratura indipendente, la giustizia fara' il suo corso." - ..se ne sono lavati le mani.
Ma noi.. noi che leggiamo di consiglieri comunali picchiati e deportati su una nave greca, di reparti paracadutisti impiegati senza che i comandi sappiano, che leggiamo di ministri che elogiano l'alta professionalita' dei loro uomini e vediamo i filmati di Perugini che prende a calci la gente, che beviamo le dichiarazioni della penitenziaria smentite da molti tra cui un infermiere, di decine di racconti che dimostrano lo stato di pesante coercizione in cui si ottennero le confessioni ora al vaglio della magistratura
etc etc etc
e permettiamo che queste persone rimangano al loro posto.. cosa siamo noi agli occhi di queste famiglie e di tutto il mondo civile, se non complici?
Gli svizzeri hanno sodomizzato in effige un poliziotto per una dichiarazione avventata su internet. Gli americani hanno fatto due maroni cosi' per una fellatio presidenziale..
Qui ci stanno mentendo tutti, TUTTI E SU TUTTO.. e noi?
Ritroveremo la lucidita' di darci degli obiettivi e perseguirli in modo POLITICO, PACIFICO ma DETERMINATO?
Una ridda di azioni (dall'interrogazione parlamentare, alla presenza nei tribunali, al sit-in, tutti gli strumenti classici e pacifici di lotta) affidate ad una ridda di entita' note (gruppi di azione geografici o per ambiti associativi? Non so.) che non lasci nessun episodio privo della giusta attenzione che merita. Dal piu' grave al piu' lieve.
Un segnale forte di vigilanza ora piu' che mai necessaria. Come direbbe il grande Reverendo Martin:
AIEVEADRIM:
Ho sognato che almeno una delle dichiarazioni di berlusconi, questa volta con l'aiuto indispensabile di tanti, si avverasse, questa:
IL GOVERNO ASSICURA PAGHEREMO TUTTO!
Altrimenti, amici miei, niente piu' seghe mentali: tutti italiani tutti complici.
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