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OLTRE 100.000 STUDENTI IN PIAZZA A ROMA !
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infoLotta Tuesday, Oct. 25, 2005 at 4:01 PM |
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Oltre cento mila studenti oggi a Roma !
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Sono oltre centomila, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione che si sta svolgendo in queste ore a Roma. Il corteo, che si sta snodando per le vie del centro storico verso Piazza Navona, è aperto da un grande striscione, con la scritta "Il nostro tempo è qui, e cominicia adesso". Momenti di tensione, con una carica della polizia, in largo Argentina per il tentativo di un piccolo gruppo di manifestanti che con i fazzoletti sul volto ha provato a dirigersi verso la Camera. Altri momenti di tensione con le forze dell'ordine per un lancio di pietre; polizia e carabinieri, in assetto antisommossa, hanno blindato piazza Montecitorio, per evitare che alcuni gruppetti del corteo raggiungano l'entrata della Camera. Il centro di Roma è paralizzato.
Un nutrito drappello di studenti è comunque riuscito a eludere i blocchi delle forze dell'ordine e a raggiungere piazza Montecitorio per unirsi alla protesta di docenti e ricercatori. Il grosso del corteo prosegue comunque il percorso stabilito per raggiunge Piazza Navona. All'arrivo, i manifestanti sono stati accolti da un grande applauso.
Alcuni ragazzi su un camion incitano la folla che sta sfilando a fare rumore e far sentire la propria voce. "Siamo in 50 mila", gridano al megafono. Forti applausi quando le due anime della protesta, quella universitaria e quella della scuola secondaria, si sono unite, in Piazza della Repubblica. Tra gli altri striscioni si legge "La cultura si rifiuta di guardare l'orrore Moratti", "Con la Moratti non scendiamo a patti" e "Avvelenati e compatti contro la Moratti". Davanti a Palazzo Chigi, inoltre, è in corso un sit in a cui starebbero partecipando anche numerosi rettori.
La manifestazione sta registrando una grande affluenza: da tutte le università d'Italia sono partite delegazioni di studenti e ricercatori per prendere parte al corteo. La protesta, però, soprattutto negli ultimi giorni, si è allargata e ha coinvolto anche gli studenti delle scuole superiori, i loro genitori, i docenti. Un corteo, dunque, che vede coinvolto tutto il mondo dell'istruzione, per dire no a una legge che non mette ordine ma, anzi, crea ancora maggiori problemi nel mondo della scuola.
La manifestazione di Roma è il momento più importante della due giorni che ha visto una grande mobilitazione del mondo della scuola, dell'università e della ricerca nei confronti del Ddl Moratti sul riordino dell'intero settore. Dopo l'approvazione, la scorsa settimana, della riforma della scuola secondaria, oggi a Montecitorio è prevista l'approvazione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari. Poco fa alla camera è arrivato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha detto che "entro oggi la riforma dev'essere approvata". Il primo voto contro le pregiudiziali di costituzionalità dell'Opposizione.
Valerio Angelini, dell'Unione degli Studenti Universitari, spiega il significato della manifestazione di oggi: "L'approvazione del decreto legge Moratti sulla docenza universitaria va senz'altro bloccata, ma la vera emergenza non è solo la docenza ma il complesso delle questioni riguardanti l'università italiana. Non è vero che noi difendiamo lo status quo, e i baroni dell'università sono ancora il nostro nemico". Il presidente del Consiglio Berlusconi e il ministro Moratti alla Camera
Tra i manifestanti presenti in piazza Montecitorio anche il rettore della Sapienza Renato Guarini: "Con l'approvazione del Ddl sullo stato giuridico della docenza - ha detto - gli atenei si troveranno di fronte a un baratro finanziario. Mi auguro piuttosto - ha concluso - che il senso della ragione possa prevalere e sia possibile confrontarsi con il governo per introdurre modifiche necessarie a evitare un disastro".
Ma le proteste non si fermano alla Capitale. A Bologna migliaia di studenti, insegnanti e genitori hanno invaso Piazza Maggiore per una manifestazione "rumorosa" con tifo da stadio, fischi, botti, striscioni.
Per il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, questa sarà "una giornata straordinaria per la presenza in piazza di decine di migliaia di giovani e per l'iniziativa dei professori e del personale universitario davanti al Parlamento. È proprio ora - ha concluso - che il ministro Moratti vada a casa". Dello stesso avviso anche il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, secondo cui rimane valido l'obiettivo di un grande sciopero generale che coinvolga tutto il mondo dell'istruzione, dalle materne all'università: "ora forse si è capito - ha detto - che l'alleanza conviene a tutti".
Venerdì scorso la commissione parlamentare Affari Costituzionali aveva infatti rinviato l'articolo 1 del Ddl ritenendolo "incostituzionale". A sorpresa, poi, nel pomeriggio, lo strappo della commissione Cultura della Camera, che ha approvato un ordine del giorno del presidente Ferdinando Adornato con il quale è stato deciso che la votazione sarebbe stata portata in aula anche in presenza di dubbi di costituzionalità, ignorando così i ripetuti appelli provenienti dal mondo universitario e dei sindacati di cogliere l'occasione per ridiscutere parti della riforma. Durissimo lo scontro con il centro-sinistra: i Ds hanno fatto sapere che in Aula chiederanno di "ripristinare la legalità parlamentare, eliminando l'assurdo colpo di mano effettuato sul parere di costituzionalità".
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infoLotta Tuesday, Oct. 25, 2005 at 4:01 PM |
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«Il nostro tempo è qui e comincia adesso»
Uno striscione apre il lungo corteo di studenti della Sapienza che stanno sfilando a Roma contro le riforme Moratti della scuola e dell’università. Sono oltre cinquantamila tra universitari, studenti delle superiori e ricercatori, uniti per sbarrare il cammino al ddl sulla docenza universitaria che dovrebbe essere approvato in giornata a Montecitorio.
Sono arrivati a Roma da Torino, Pavia, Milano, Bologna, Firenze, Pisa e anche da tante altre città d'Italia coinvolte nella mobilitazione. «Siamo partiti da Firenze alle 5,30 di questa mattina», ha riferito un gruppo di studenti della facoltà di chimica dell'Università di Firenze. «Siamo in 400, arrivati qui con pullman e treni».
E Giorgio, studente della facoltà di Fisica, spiega il significato dello striscione che ha aperto il corteo: «Diciamo no alle riforme Berlinguer e Moratti che con il tre più due hanno rubato il nostro tempo sociale, rendendoci quasi degli ingranaggi. Vogliamo il nostro tempo per vivere e per criticare».
Un sottofondo musicale, diffuso a tutto volume dalle casse, accompagna il lungo corteo rumoroso e colorato. Centinaia gli striscioni delle tantissime facoltà di mezza Italia che stanno facendo sentire la loro voce tra palloncini colorati e bandiere. Ci sono quelle dell'Unione degli studenti, della sinistra giovanile, dei Cobas, delle Rdb e qualcuna di Rifondazione Comunista.«Ci stiamo attrezzando per i miracoli», è la grande scritta su uno striscione portato dagli studenti di Pisa che hanno disegnato anche l'immagine di un santo in preghiera. O ancora, grossi pacchetti di sigarette con su il nome, a mò di marca, del ministro dell'Istruzione, vengono innalzati dagli universitari.
E poi i canti e gli slogan contro Letizia Moratti si alternano alle musiche e agli appelli degli organizzatori della manifestazione che su di un camion spiegano i motivi della protesta incitando i manifestanti a farsi sentire.
Un grande applauso e le note di “Bella ciao” hanno contrassegnato la fusione del corteo degli studenti universitari proveniente dalla Sapienza con la folla di ragazzi radunati dalle 9 a Piazza della Repubblica. Valerio Angelini, dell'Udu (Unione degli studenti universitari), spiega il significato della manifestazionei: «L'approvazione del decreto legge Moratti sulla docenza universitaria va senz'altro bloccata, ma la vera emergenza non è solo la docenza ma il complesso delle questioni riguardanti l'università italiana. Non è vero che noi difendiamo lo status quo, e i baroni dell'università sono ancora il nostro nemico».
Appoggia la protesta anche Piero Bernocchi, dei Cobas: «Probabilmente questa manifestazione non riuscirà a bloccare l'approvazione del disegno di legge Moratti ma questo non è tanto importante perchè spetterà ad un futuro governo di centrosinistra decidere se proseguire verso la linea Berlinguer-Moratti».
Le occupazioni studentesche sono in corso da due settimane e dureranno almeno fino alla fine della settimana e il prossimo grande appuntamento di mobilitazione è previsto per il 17 novembre con cortei studenteschi in tutte le città italiane.
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infoLotta Tuesday, Oct. 25, 2005 at 4:01 PM |
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UNIVERSITA': BERLUSCONI, PROVVEDIMENTO PIU' CHE OPPORTUNO
"Un provvedimento opportuno, piu' che opportuno". Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando l'aula di Montecitorio, ha definito il ddl sull'universita' in esame alla Camera. "Abbiamo fatto la riforma della scuola e dell'universita', questo governo e questa maggioranza hanno lavorato davvero bene", ha aggiunto il premier.
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infoLotta Tuesday, Oct. 25, 2005 at 4:01 PM |
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DE(MO)RATTIZZIAMO L'UNIVERSITA'
La RdB Pubblico Impiego saluta con entusiasmo ed esprime la propria solidarietà agli studenti che iniziano un percorso alto di lotta contro la riforma Moratti e contro ogni ipotesi di privatizzazione dell'Università. Manifestiamo sincero entusiasmo per la totale assonanza di analisi e di rivendicazioni con quegli studenti che si fanno portatori della critica al sistema baronale dell'Università, e individuano la causa di tanti mali attuali in riforme attuate dai precedenti ministri, anche di centro sinistra. L'"autonomia" tanto cara ai baroni ha significato maggiori costi a carico di studenti e dipendenti; la riforma del 3+2 ha comportato la dequalificazione del sapere trasmesso ed una contestuale esplosione di corsi di laurea spesso del tutto inutili; i processi di esternalizzazione, di precarizzazione e di consegna ai privati delle parti profittevoli dell'Università; sono effetti derivati da un quindicennio di "riforme". "Riformine" che si sono rivelate dannatamente più efficaci della stessa "riforma Moratti". La soluzione non può che passare per una seria riflessione circa un progetto di rilancio dell'Università pubblica, rigettando fin da ora ogni altra ipotesi di ulteriore privatizzazione, e senza lasciarsi sedurre da improvvisati "pifferai magici" che dicono di avversare la Moratti ma propongono le stesse ricette. I progetti già dichiarati di parte del centro sinistra di voler trasformare le Università in tante Fondazioni di diritto privato recentemente esternati dal Senatore DS Modica, ex Rettore di Pisa, ex Presidente CRUI, ed oggi parlamentare che "critica" la Moratti, sono criticati ed avversati tanto da RdB/CUB P.I., quanto dagli studenti cui va tutto il nostro sostegno. Questi progetti vanno combattuti adesso e con forza! Gli studenti che oggi esprimono questa analisi e questa tensione alla lotta sono parte del movimento espresso dalle lotte degli stessi lavoratori universitari e dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, facendo perno intorno al problema centrale dell'attuale e delle future generazioni: la precarietà. Queste tematiche sono al centro dello SCIOPERO GENERALE del 21 Ottobre 2005, con MANIFESTAZIONE a Roma, alle h. 10,00 in Piazza della Repubblica per gridare il nostro comune NO ad ogni ipotesi di smantellamento di servizi pubblici, contro la precarietà, per i Saperi, la Sanità, la Previdenza pubblici e dignitosi. L'Università pubblica può essere meglio difesa dall'unione delle lotte degli studenti e dei lavoratori.
Roma, 12.10.05 p/RdB/CUB Pubblico Impiego Nino Pilò
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infoLotta Tuesday, Oct. 25, 2005 at 4:01 PM |
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LE REGIONI BLOCCANO LA LEGGE 53, GLI STUDENTI LA CANCELLANO!
Il 17 ottobre scade il termine ultimo per l’approvazione della delega 53 sulla riforma della scuola. Il ministro Moratti si appresta ad approvare il decreto sulla scuola secondaria, l’ultimo passo per concludere l’iter di approvazione del progetto di scuola del Governo Berlusconi. Il ministro decide di andare avanti nonostante il parere negativo della Conferenza Stato-Regioni che ha ottenuto la sospensione della sperimentazione e lo slittamento a non prima del 2007/08 dell’applicazione, ferma restando una valutazione negativa sul merito della riforma. Siamo ormai quasi alla fine della legislatura e se oggi, dopo quasi 5 anni, la riforma non è ancora arrivata a compimento, è stato anche grazie alle grandi mobilitazioni che si sono susseguite senza tregua, in cui gli studenti sono stati protagonisti. La ricetta della Moratti è ormai chiara a tutti: abbassamento dell’obbligo scolastico, scelta dopo la terza media tra scuola, formazione professionale oppure contratti di apprendistato. Il risultato è una scuola che divide in base all’estrazione sociale: solo nel primo anno dall’abrogazione della legge 9/99, che elevava l’età dell’obbligo scolastico, 30.000 studenti in meno si sono iscritti alla scuola superiore. Il decreto sulla scuola secondaria tocca da vicino noi studenti come tutta la società, sancisce con chiarezza un’idea di scuola e di società elitaria, selettiva, dove i saperi, strumento cardine per l’emancipazione degli individui, diventano merce. Proprio adesso il movimento studentesco, che ha caratterizzato le lotte di questi anni, non può restare inerme. Il primo messaggio forte che siamo in dovere di lanciare è la richiesta di cancellazione della delega 53, quindi l’avvio di un percorso che riformi la scuola a partire dal dialogo e il confronto con gli studenti. Mancano sei mesi alla fine di questa legislatura e in fase di cambio di governo sono tre le priorità su cui vogliamo risposte chiare:
• Innanzitutto chiediamo che l’obbligo scolastico sia gradualmente innalzato fino a 18 anni passando dell’innalzamento immediato a 16 anni. L’innalzamento dell’obbligo deve avvenire contestualmente ad un revisione del sistema educativo, della didattica e con l’introduzione di un biennio unitario, ritardando i canali più professionalizzanti. L’innalzamento dell’obbligo scolastico ha senso se viene data una risposta al disagio che gli studenti vivono nella scuola, a prescindere dalla riforma Moratti.
• Secondo punto sono la democrazia e la partecipazione degli studenti all’interno delle scuole. Dobbiamo avviare un processo di reale autogestione delle scuole da parte delle componenti che la vivono. Dobbiamo rilanciare l’idea che la scuola deve essere uno spazio di partecipazione collettiva e diretta. Per andare oltre la pariteticità delle componenti nei consigli di istituto, è necessario rilanciare una vera partecipazione al governo della scuola valorizzando sia luoghi formali che quelli informali di partecipazione degli studenti.
• Terza priorità, non ultima in importanza, è il diritto allo studio. Da troppo tempo un vuoto legislativo vede la scuola secondaria esclusa da politiche nazionali per il diritto allo studio. E’ necessaria una legge quadro nazionale che istituisca un fondo per le regioni da distribuire in borse di studio sulla base della condizione reddituale degli studenti. Vogliamo un intervento in grado di abbattere gli ostacoli verso l’accesso ai canali extrascolastici del sapere, quindi agevolazioni per teatri, musei, mostre, cinema, libri e musica.
Per questo gli studenti scenderanno nuovamente in piazza in tutto il paese il 12 Ottobre, invitiamo il mondo della scuola e tutta la società civile ad esprimere un forte dissenso al progetto di riforma della scuola del ministro Moratti.
Studenti di Sinistra Unione degli Studenti Rete Studenti Sempre ribelli
http://www.unionedeglistudenti.it
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infoLotta Tuesday, Oct. 25, 2005 at 4:01 PM |
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Sono già decine le facoltà occupate in tutta Italia. La protesta insomma si sta radicalizzando ed è prevista una manifestazione nazionale a Roma. Si dice che la Moratti voglia fortemente la riforma, in questi ultimi mesi al governo, per candidarsi a sindaco di Milano. Il mondo dell'università è in rivolta anche per prevenire questa sconcertante conseguenza.
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