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La Francia è vicina
by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:26 PM mail:

foto 18 Marzo 2006 Paris

La Francia è vicina...
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by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:29 PM mail:

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3 - sarko' brulè
by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:32 PM mail:

3  - sarko' brulè...
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by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:34 PM mail:

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by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:36 PM mail:

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by Collettivo Jaquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:38 PM mail:

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by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:40 PM mail:

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by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:42 PM mail:

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9 - banlieusards
by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:44 PM mail:

9  - banlieusards...
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10 - ancora banlieusards
by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:59 PM mail:

10 - ancora banlieus...
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by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 1:05 PM mail:

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12 - senza diritti
by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 1:09 PM mail:

12 - senza diritti...
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ce n'est que un debut ....
by Collettivo Jacquerie Sunday, Mar. 19, 2006 at 1:13 PM mail:

ce n'est que un debu...
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Parigi nì ?
by keoma Sunday, Mar. 19, 2006 at 1:21 PM mail:

Ci sono paragoni che non reggono.

Domenica scorsa il quotidiano del Prc, con spirito francese, ha pubblicato una foto del marzo parigino - "Parigi sì" - e una foto del tumultino milanese contro il corteo neonazista - "Milano no".

Un po' precipitoso.

E adesso che Parigi brucia ?

Parliamone, ma senza perdere il senso delle proporzioni per tre vetrine di Corso Buenos Aires a Milano ....

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soprattutto...
by antifa vercellese Sunday, Mar. 19, 2006 at 2:40 PM mail:

A parigi neanche i socialisti hanno rotto i coglioni qui pure i disobbedienti si sono messi a scassare la minkia

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I casseurs
by masadaweb Sunday, Mar. 19, 2006 at 6:25 PM mail:





Lettera da Parigi

Vi faccio leggere quest'intervento, che trovo molto bello, di un partecipante alle manifestazioni di questi giorni in Francia contro il "contratto di primo impiego" caldeggiato dal governo di Chirac e Villepin

<http://paris.indymedia.org/article.php3?id_article=54238>

In questa settimana si confrontano persone determinate con le forze in assetto di guerra inviate dal governo.
Dopo la "presa" della Sorbona e la sua evacuazione, le prime pagine dei giornali raffigurano il movimento « anti-cpe » in una fase violenta, opera di «casseurs»( soltanto uomini, beninteso...)
Dopo una settimana, ne discuto con i miei vicini sul metro o la RER, con la gran parte degli impiegati seduti dietro le casse del supermercato, dei conduttori dei trasporti pubblici.
Ho sempre ricevuto attestati di solidarieta’ verso la nostra lotta.
E' vero, ho dovuto spesso spiegare l'uso spettacolare che i media fanno del termine « casseurs », spiegare che si tratta comunque di manifestanti (e per di piu’ numerosi), che non c'e’ niente di gratuito in questi atti, che
dimostrano solo la determinazione di un movimento che non desidera conoscere gli stessi fallimenti dei precedenti, che cerca a tutti i costi di evitare gli stessi errori. Che Villepin non ritira il suo testo, ne’ oggi, ne’ domani, ne’ tra una settimana, che si ostina, e che cio’ che noi tutti vogliamo e’ che la lotta vada avanti, che le discussioni gia’ iniziate si sviluppino e si amplifichino... e che ciascuno prenda finalmente posizione pro o contro tutto cio’ che si propone, e che subiscono
i piu’ precari, coloro che non ne possono piu’ del loro lavoro, del loro padrone, della loro vita.
Poiche’ sentiamo ovunque, nell'aria e nelle parole, un sostegno,delle domande, un desiderio che cio’ esploda..
Noi cerchiamo un luogo (o molti) che possa diventare un punto di coesione, un luogo di convergenza dove tutti coloro che scioperano, del pubblico come del privato, i precari, gli attivisti e gli altri possano incontrarsi,
condividere le loro esperienze, le loro sofferenze, le loro speranze e ripartire con la voglia di continuare, di spingere piu’ lontano la lotta che abbiamo cominciato.
Vogliamo lo sciopero generale, che la macchina si fermi, che la routine sia spezzata. Vediamo gia’ i sorrisi, la gioia che animano coloro che vogliono che tutto cio’ accada, coloro che sono gia’ in lotta.
Ci riconosciamo per la strada, senza conoscerci: noi non siamo piu’ degli anonimi.
Non vogliamo capi, ne’ portavoce. Quelli che ci sono, noi non li riconosciamo come tali. Che alcuni si siedano al tavolo del governo, ed essi saranno rinnegati. Non abbiamo niente da negoziare, e molto da prendere. Lo sappiamo ora piu’ che mai.
Chirac e’ stato eletto contro Le Pen, la sua maggioranza si e’ insediata grazie all'astensione dell'elettorato di sinistra.
Le leggi, i decreti, le ordinanze applicate da allora sono illegittimi, come i governi che si sono succeduti.
Abbiamo visto di tutto: politiche che attaccavano i piu’ deboli, i piu’sottomessi (clandestini, disoccupati..), delle leggi che, tuttavia, erano riuscite a far nascere contro esse dei veri movimenti (pensioni, riforma Fillon), delle misure poliziesche "d'eccezione" che sono diventate la norma. Abbiamo vissuto lo stato d'emergenza e la repressione dei moti di Ottobre-Novembre 2005. E siamo rimasti passivi.
Questo non accadra’ piu’. Noi vogliamo dare piu’ di un "colpo di freno". Noi critichiamo questo mondo e i suoi valori, le evidenze che porta in se’.
Critichiamo la scuola e la formazione, il lavoro salariato, la crescita e la "piena occupazione", il progresso e il suo codazzo di distruzione.
Critichiamo i ruoli che la societa’ vorrebbe farci svolgere: non saremo cinici senza pieta’, "vincitori" pronti a schiacciare gli altri, consumatori passivi o schiavi.
Non combattiamo soltanto la precarieta’, combattiamo lo sfruttamento e la sottomissione obbligatoria. Sappiamo che sono numerosi coloro che non osano piu’ opporsi. E quelli che non hanno ne’ un CPE, ne’ un CNE, ma un CDI o un contratto precario.
Noi combattiamo per una dignita’ che e’ stata ridicolizzata e sacrificata sull'altare della competizione capitalista.
Ecco perche’ la solidarietà cresce, la rabbia matura e uno sciopero generale si annuncia.
Sappiamo che non c'e’ alternativa a sinistra per il 2007, che le urne non ci porteranno che nuove delusioni, che bisogna fare tutto, qui e ora, in modo autonomo, senza contare ne’ sui sindacati ne’ sui partiti.
Non abbiamo alcuna fiducia nei media e faremo di tutto per mettere a nudo le menzogne che essi diffondono.
E' attraverso la presa di parola, le scritte sui muri e nei metro, il passaparola e i media alternativi che noi ristabiliremo la verita’, creeremo dei legami, delle complicita’.
Infine, la lotta non deve fermarsi oggi per un'altra ragione: gli accusati, i colpevolizzati/e di quest'ultimi giorni, di novembre, di tutti i movimenti sociali di questi ultimi anni hanno bisogno del nostro sostegno totale perche’ un'amnistia sia possibile.
Non abbandoneremo nulla (e nessuno)!
Solidarieta’ tra tutti gli insorti indipendentemente dai loro modi d'azione o d'intervento!
PS: questo "Noi" e’ quello di chiunque si riconoscera’ in questo testo e di chiunque me lo abbia ispirato. Potete farne cio’ che volete: opuscolo, appello o altro. Io non ne sono il padrone.




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Le organizzazioni hanno dato "24 ore di tempo" a Chirac e Villepin
by keoma Sunday, Mar. 19, 2006 at 9:34 PM mail:

Un milione e mezzo di studenti e lavoratori (secondo le stime
degli organizzatori) ieri hanno manifestato in diverse città del Paese
Francia, i sindacati lanciano un ultimatum
ritiro del Cpe, o sciopero generale
Le organizzazioni hanno dato "24 ore di tempo" a Chirac e Villepin
Nella capitale vetrine rotte, molotov e incendi. Il bilancio è di 12 dimostranti feriti


PARIGI - In Francia, un week end infiammato dalla protesta contro la nuova legge sul primo impiego (Contrat première embauche, CPE). Sabato centinaia di migliaia di allievi dei licei e delle università, insieme a tanti lavoratori, hanno inscenato una serie di manifestazioni per protestare contro la riforma del lavoro varata dal governo di Dominique de Villepin. Forti di questi numeri, i sindacati hanno lanciato un ultimatum di 24 ore al capo dello stato Jacques Chirac e al premier Villepin per annunciare il ritiro del provvedimento.

I sindacati compatti. Se entro domani sera "niente si sarà mosso" sarà sciopero generale "nei prossimi giorni", ha avvertito il segretario della Cgt, il sindacato di sinistra, Bernard Thibault, sottolineando l'unità delle organizzazioni sindacali nel chiedere il ritiro del provvedimento del governo. Tutte le sigle si ritroveranno domani pomeriggio per una riunione intersindacale e lì aspetteranno gli eventuali segnali provenienti dall'Eliseo o da Matignon.

Ritiro, non modifiche. "Quello che ci aspettiamo è il ritiro del Cpe e in nessun caso delle discussioni per risistemarlo", ha chiarito Thibault, riferendosi all'offerta del portavoce del governo, Jean- Francois Copè, di una modifica concertata al provvedimento.

"Noi diciamo no ad una riforma - ha sottolineato il leader della Cgt - che instaura per la prima volta in Europa la possibilità per gli imprenditori di licenziare senza motivo: si tratta di un precedente unico". Ma Villepin sembra determinato a non tornare indietro, nonostante gli appelli dei sindacati a Chirac. Per il ritiro del provvedimento si è schierata, accanto ai sindacati, l' opposizione politica. Il portavoce del partito socialista, Julien Dray, ha criticato il governo che "si ostina, creando le condizioni del disordine".

Scontri nelle manifestazioni di ieri. Le manifestazioni di protesta di questo fine settimana sono state accompagnate da numerosi scontri: nella capitale dimostranti e poliziotti si sono fronteggiati duramente ieri prima che il corteo fosse disperso, nei pressi di Place de la Nation.

Il bilancio. Il bilancio, secondo fonti delle forze dell'ordine, è di dodici manifestanti feriti, e di 103 persone interrogate. Ma gli scontri non sono terminati a Place de la Nation. Subito dopo, infatti, alcuni giovani hanno rotto vetrine e rovesciato automobili. Poi hanno creato una sorta di barricata e l'hanno incendiata.

Nello stesso tempo, nel Quartiere Latino - già teatro di scontri in precedenti manifestazioni - circa cinquecento studenti si sono diretti sul boulevard Saint-Michel, nei pressi dell'università, lanciando molotov in direzione delle auto della polizia. Un principio di incendio su una vettura è stato immediatamente spento. Più tardi, intorno alle 23, la polizia ha di nuovo caricato i dimostranti.

Manifestazioni non solo a Parigi. E scontri ci sono stati anche in altre città. A Marsiglia, un gruppo di autonomi ha tentato di incendiare la porta del Municipio. A Lilla, duecento ragazzi hanno lanciato oggetti contro gli agenti, che hanno risposto coi lacrimogeni. Incidenti anche a Clermont-Ferrand, Bordeaux e Grenoble.

Questi gli episodi più rilevanti. Mentre sui numeri, come sempre in questi casi, c'è disparità tra i bilanci forniti dagli organizzatori e quelli delle forze dell'ordine. Secondo gli studenti, nelle 150 località francesi coinvolte nella protesta hanno manifestato un milione e mezzo di persone; secondo la polizia, circa mezzo milione. A Parigi, le cifre oscillano tra 350 mila e 80 mila partecipanti.


(19 marzo 2006)

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rose
by x Monday, Mar. 20, 2006 at 6:01 AM mail:

rose...
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Usa e getta
by FALCRI BNL Monday, Mar. 20, 2006 at 3:45 PM mail: falcribnl@yahoo.it

FALCRI Banca Nazionale del Lavoro
Sindacato Autonomo Lavoratori
Segreteria dell’Organo di Coordinamento
http://www.falcribnl.com – e mail: falcribnl@yahoo.it


USA E GETTA !!

Prendete un giovane, tagliuzzatelo a dadini, mettetelo a soffriggere nell’olio bollente che avrete versato in una padella, quando avrà assunto un bel colore ambrato spegnete il fuoco e con un mestolo a buchi versatelo in una terrina per farlo raffreddare.
Come il giovane sarà raffreddato buttatelo via e ricominciate da capo con un altro giovane fino a che non si sarà raffreddato, quindi buttate via anche questo e così di seguito…. si può continuare ovviamente all’infinito visto che la materia prima abbonda e costa pochissimo.
Questo è il piatto “USA e GETTA” chiamato anche in tutta Europa “DEL GIOVANE PRECARIO”.

Solo che ogni tanto anche i migliori cuochi devono fare i conti con i gusti della clientela che, come ci insegna la storia, cambiano velocemente ed improvvisamente, per cui in Francia proprio i giovani, che venivano utilizzati come ingrediente principe per questo succulento piatto, hanno fatto sapere che non gradivano più “L’USA E GETTA” anzi!

Più di un milione di potenziali cittadini “USA E GETTA” hanno sfilato contro la PRECARIETA’ dopo avere occupato la Sorbona ed altre 14 Università e dopo essersi scontrati con la polizia ottenendo il risultato di “svegliare” anche un altro importante soggetto della Società Civile: il Sindacato.

Il Sindacato francese ha chiesto l’immediato ritiro di quella legge che vorrebbe imporre una PRECARIETA’ ancora più PRECARIA di quella già esistente mentre i sondaggi dicono inequivocabilmente che il numero di francesi contrari a questa forma di schiavitù moderna sta crescendo vertiginosamente.

La FALCRI BNL guarda con grande fiducia e speranza a quanto sta accadendo in Francia e si schiera dalla parte di quei giovani e di quei cittadini che rifiutano di essere trattati come “USA E GETTA” nell’esclusivo interesse di un sistema neoliberista che arricchisce in maniera sempre più evidente i grandi capitalisti aumentando a dismisura il numero di coloro che entrano a far parte della categoria dei “nuovi poveri”.

Cogliamo l’occasione per ricordare che la FALCRI BNL assieme ad altre 32 associazioni FALCRI fa parte del “Comitato Lavoratori FALCRI Contro la Legge 30” che sta raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia sotto forma di PETIZIONE POPOLARE che consegnerà al NUOVO GOVERNO.

Anche in Italia è necessario che si intervenga CONTRO la legge 30 e che i Sindacati escano da formulazioni ambigue e bizantine come quelle che hanno portato in precedenza a costruire mostruosità come i CO.CO.CO. o a condividere impostazioni come quelle contenute all’interno del “Patto per l’Italia” di pezzottiana memoria.

La flessibilità non deve nascondere attraverso “furbate” coperte dalle leggi lo sfruttamento e la precarietà; i giovani hanno diritto ad un futuro dignitoso e di prospettiva.

Roma, 20 marzo 2006 ODC FALCRI BNL

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FRANCIA: SINDACALISTA IN COMA DOPO INCIDENTI SABATO
by Ansa Monday, Mar. 20, 2006 at 10:50 PM mail:



SINDACALISTA IN COMA DOPO INCIDENTI SABATO

Un sindacalista della Sud-Ptt - ferito nel corso degli incidenti scoppiati al termine della manifestazione di sabato scorso a Parigi contro il Contratto primo impiego - è in coma all' ospedale di Creteil. Lo ha reso noto la stessa organizzazione sindacale dei lavoratori delle poste. Nel suo sito - http://www.Sudptt.fr - l' organizzazione sindacale riferisce che un suo aderente, Cyril, "é stato violentemente calpestato nel corso di una carica della polizia" a Place de la Nation, dove la manifestazione parigina si era conclusa e dove erano scoppiati degli incidenti. Secondo il sindacato "le forze di polizia si sono rifiutate di chiamare i soccorsi, mentre Cyril giaceva a terra, grave. Sono stati i manifestanti che sono dovuti andare a cercare assistenza". L' uomo, che ha 39 anni, è stato ricoverato nel reparto rianimazione con riserva di prognosi.

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Tutto era stato previsto
by Collettivo Jacquerie Monday, Mar. 20, 2006 at 11:07 PM mail:

Tutto era stato prev...
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Qualcuno a novembre, nelle notti delle banlieues, l'aveva detto :

"La prossima volta sarà molto peggio !"

Qualcuno anni prima aveva previsto tutto in un film .....

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Devete nascondere i visi sulle foto
by Totote Monday, Mar. 20, 2006 at 11:10 PM mail:

Per favore bisogna nascondere i visi sulle foto. In francia adesso ci sono tanti arrestati et processi. Certe gente sono riconosciuti sulle foto e condanati.
Indymedia non serve a aiutare la polizia.

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aggiornamento da parigi 21/03/06
by Lomotov Tuesday, Mar. 21, 2006 at 7:35 PM mail:





scontri vicino alla sorbonne - sindacalista in coma - EHESS occupata

- Cyril, il sindacalista di SUD è in coma da sabato. pare si sia verificata la "bavure" (sbavatura) di cui parlava Sarko. Ma «Il s'agit d'un mec bourré avec deux grammes d'alcool dans le sang, qui, soit s'est frappé tout seul, soit s'est pris un coup dans les échauffourées», expliquait une source gouvernementale. (si tratta di un tipo ubriaco con 2 g di alcool nel sangue, che o si è menato da solo o si è preso un colpo negli scontri -spiega una fonte del governo) almeno le manganellate non gli sono arrivate di rimbalzo, come il proiettile di P.zza Alimonda.

- alle 17.30 a Luxembourg al termine del corteo degli studenti medi, vicino alla zona della sorbonne -che è completamente blindata, e ieri sono state letteralmente murate le vetrine di GAP e della libreria bruciata- sono iniziati il lancio di pietre e bottiglie da parte degli studenti nei confronti degli sbirri, che per ora non hanno ancora caricato, ma usato solo le bombolette urticanti.

- studenti, disoccupati, precari etc. da ieri hanno occupato l'EHESS, alle 19 assemblea generale

- giovedi nuova manif a parigi

In conclusione la situazione è tesa, ed è solo l'inizio.


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Cyril ......
by Collettivo Jacquerie Wednesday, Mar. 22, 2006 at 6:19 PM mail:

Cyril .........
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MARSIGLIA, DISORDINI DURANTE MARCIA CONTRO CPE
by repubblica.it Thursday, Mar. 23, 2006 at 12:34 PM mail:

Marsiglia, 12:26 23.3.06

FRANCIA: MARSIGLIA, DISORDINI DURANTE MARCIA CONTRO CPE

Disordini sono scoppiati oggi a Marsiglia durante una marcia di protesta contro il contestatissimo Cpe, la legge sul primo impiego voluta dal premier francese Dominique de Villepin. Agenti di polizia in assetto anti-sommossa si sono scontrati con i manifestanti nel tentativo di costringerli a disperdersi: i poliziotti hanno fatto ricorso a manganelli e gas lacrimogeni, mentre gruppi di giovani hanno scagliato al loro indirizzo pietre e bottiglie. Al corteo stavano prendendo parte circa cinquemila persone.

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Scontri anche nella banlieue parigina
by racaille Thursday, Mar. 23, 2006 at 3:53 PM mail:




Francia: scontri giovani polizia

E’ accaduto a Savigny-sur-Orge, a sud di Parigi , la banlieue dove scoppio’ la rivolta di novembre

(ANSA) - PARIGI, 23 MAR - Sono avvenuti scontri tra polizia e un centinaio di giovani a Savigny-sur-Orge,nel dipartimento dell’Essonne,banlieue sud di Parigi.

Un gruppo di giovani ha lanciato dei sassi contro le vetture di polizia nel centro della citta’, dove si trovano due licei.

La polizia ha risposto con i lacrimogeni, i giovani si sono allora divisi in due gruppi per cercare di accerchiare le forze dell’ordine.

La situazione resta tesa, mentre disordini sono scoppiati anche nelle citta’ di Ulis e Athis-Mons.

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Francia: la lotta continua!
by gim Thursday, Mar. 23, 2006 at 7:13 PM mail:

Francia: la lotta co...
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Oggi a Parigi si sfilava dietro a questo cartello: l'Egoismo di alcuni si arresta dove comincia la lotta degli altri. Manifestanti a centinaia di migliaia ovunque in Francia.


Centinaia di migliaia di studenti, proletari manifestanti ovunque in Francia e ovunque scontri da Parigi a Marsiglia a Bordeau a Grenoble! La banlieue e la città si incontrano e lottano assieme.
http://www.lefigaro.fr/france/20060323.WWW000000386_cpe_la_rue_gronde_a_nouveau.html
http://www.liberation.fr/page.php?Article=369351

La rue gronde, la strada trabocca di proteste. E' l'inizio del week end temuto da Chirac. Si stanno saldando le banlieues e la protesta degli studenti e cominciano a convergere settori sempre più vasti di lavoratori. Per ora il fronte tiene. Perfino la sinistra istituzionale denuncia le manovre di Villepin come dilatorie non di sostanza che vanno respinte. Villepin non vuole che degli accomodamenti titola l'Huma..
http://www.humanite.presse.fr/journal/2006-03-22/2006-03-22-826737
Quella delle masse francesi è una battaglia politica frontale, di strada per l'egemonia nel cuore stesso del europa. Viene dopo il rigetto della costituzione europea, dopo la rivolta delle banlieues, dopo i grandi scioperi dei lavoratori. Fa schifo vedere l'insipienza e la mancanza di attenzione del nostro ceto politico alternativo moviemnto dei movimenti, tutto proteso alla gran lotteria delle elezioni e della spartizione delle seggioline. Ma colpisce anche la disattenzione dei vecchi soggetti e collettivi italiani. Si vede che il metodo popolare di massa, tendenzialmente rivoluzionario insurrezionale dei francesi fa schifo ai gruppi settari chiesastici e inconcludenti che ancora sopravvivono. à retenir et à suivre.

Probabilmente la borghesia sarà costretta a imbalsamare la legge con un escamotage giuridico sempre possibilissimo, come hanno fatto con i lavori del tav a Venaus. ma intanto la lotta continua e si approfondisce.

Solidarietà piena!




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Scontri a Parigi e Marsiglia
by reporter Thursday, Mar. 23, 2006 at 7:37 PM mail:




Continuano i cortei anti Cpe: 220mila i manifestanti
Domani l'incontro tra De Villepin e sindacati
Studenti francesi ancora in piazza
Scontri a Parigi e Marsiglia



MARSIGLIA - Pietre e bottiglie scagliate contro i poliziotti da giovani manifestanti nella mattinata a Marsiglia, dozzine di automobili devastate e date alle fiamme, negozi saccheggiati e altre scene di violenza durante il corteo di oggi pomeriggio a Parigi. E' l'ennesima protesta contro la contesatissima Cpe, la legge sul pubblico impiego che penalizza, secondo i giovani dei cortei, la posizione dei precari al di sotto dei 26 anni per la possibilità, concessa ai datori di lavoro con la nuova legge, di essere licenziati senza giusta causa nei primi due anni.

Agenti in tenuta anti-sommossa sono intervenuti facendo ricorso a gas lacrimogeni e manganelli. Cinquemila i manifestanti scesi in piazza a Marsiglia, 50mila a Parigi secondo gli organizzatori, 23mila stando al ministero dell'Interno, con altre mobilitazioni in tutta la Francia che hanno coinvolto almeno 45 città per un totale, secondo le fonti ufficiali, di 220mila persone. Dominique de Villepin sempre al centro delle contestazioni.

Fonti sindacali hanno reso noto che il primo ministro ha inviato una lettera alle loro organizzazioni per proporre un incontro di discussione sul Cpe. Dopo una lunga riunione dei vertici, la data prescelta è stata quella di domani. La richiesta però è sempre la stessa, ovvero il ritiro della legge. Nella lettera il premier aveva fatto sapere di aver invitato ad un incontro anche studenti universitari e liceali. Lo scopo è quello di "cercare delle "misure opportune" per tentare di "rimuovere inquietudini e interrogativi espressi nel corso di queste ultime settimane riguardo al Cpe".

Placati gli studenti rivoltosi? Per nulla. L'offerta di de Villepin non li ha dissuasi dal riunirsi a Parigi nel pomeriggio al grido di "Resistenza!" e "No ai lavoratori kleenex". "La condizione per incontrare il ministro dell'educazione è il ritiro del Cpe", ha fatto sapere Bruno Julliard, presidente dell'Unef, Unione nazionale degli studenti di Francia che guida la protesta universitaria contro il provedimento adottato dal governo. Stessa linea dei sindacati insomma. "Gli studenti - ha continuato il leader - sono pronti ad un lungo braccio di ferro fino al ritiro del Contratto di primo impiego". Confermato anche lo sciopero generale di martedì prossimo, al quale hanno anche aderito i lavoratori della compagnia di bandiera Air France.

(23 marzo 2006)

http://www.repubblica.it

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RIVOLTA GIOVANILE: ANCORA MANIFESTAZIONI IN FRANCIA
by Ansa Thursday, Mar. 23, 2006 at 10:32 PM mail:

RIVOLTA GIOVANILE: A...
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PARIGI - Studenti di nuovo in piazza contro il Cpe, in circa 45 città francesi. Erano, secondo il ministero dell'interno, 220.000, 23.000 dei quali a Parigi. Secondo gli organizzatori erano invece 450.000 in tutto, di cui 50.000 nella capitale.

Liceali e universitari sono arrivati a Parigi da tutto il paese per partecipare al corteo, partito nel primo pomeriggio da place d'Italie per raggiungere l'esplanade des Invalides. La manifestazione si è conclusa con violenti scontri tra le forze dell'ordine e gruppi di teppisti incappucciati, che secondo fonti di polizia sarebbero esterni al corteo.

I casseurs hanno distrutto le vetrine di un negozio di noleggio automobili, danneggiato diverse vetture parcheggiate ai margini del percorso seguito dal corteo ed appiccato il fuoco ad altre. Le fiamme si sono poi propagate ad un negozio vicino all' esplanade des Invalides. I giovani hanno inoltre attaccato i pompieri che cercavano di spegnere l'incendio.

Manifestazioni contro il Cpe si sono svolte nelle cinque città universitarie di punta nel movimento contro il Cpe: Grenoble, Montpellier, Poitiers, Rennes e Tolosa. Ma cortei sono stata organizzati anche a Strasburgo, Lilla, Nantes, Tolone, Clermont-Ferrand, Pau, Limoges.

I più gravi disordini tra teppisti esterni alle manifestazioni e forze di polizia sono accaduti a Parigi, a Marsiglia e a Rennes. Diversi incidenti sono avvenuti anche in alcune città della banlieue parigina.





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De Villepin: "Non ritiro il Cpe"
by reporter Saturday, Mar. 25, 2006 at 10:41 AM mail:

Il primo ministro francese ha visto i vertici dei sindacati
Non ci sarebbe stato, però, alcun accordo. Le proteste continuano
De Villepin: "Non ritiro il Cpe"
Ora l'incontro con gli studenti
Chirac da Bruxelles: "La legge è stata approvata e ora va applicata"
Contrario Sarkozy: "Ora rischiamo un risveglio delle banlieues"


PARIGI - Ognuno resta sulle sue posizioni e la situazione sul contratto di primo impiego (Cpe) rimane bollente. All'indomani delle manifestazioni studentesche che in Francia hanno generato violenti scontri, oggi il primo ministro francese Dominique de Villepin ha incontrato a Matignon, per la prima volta dall'inizio della crisi, i cinque principali sindacati francesi.

A quanto riferiscono i sindacalisti, però, l'incontro non ha avuto un buon esito perché de Villepin ha reiterato il suo no a ritirare la legge: "Non l'abbiamo convinto - ha riferito Bernard Thibault, leader della Cgt, il principale sindacato francese - e la sola cosa che abbiamo ottenuto è che riceva subito le organizzazioni di giovani, liceali e studenti. Lo farà, su nostra insistenza, domani mattina".

La radicalizzazione delle proteste aveva spinto de Villepin a convocare i sindacati, che lo attaccavano per aver imposto il Cpe senza averli sentiti. Parallelamente, la mobilitazione degli studenti e dei liceali continua: una sessantina di università, infatti, sono coinvolte in manifestazioni, scioperi e i blocchi della didattica.

I sindacati, inoltre, hanno confermato lo sciopero generale e le manifestazioni che, martedì prossimo, rischiano di paralizzare il Paese. De Villepin, dal canto suo, ha spiegato che l'incontro era solamente una prima tappa e che desidera continuare le discussioni nei prossimi giorni.

I leader sindacali hanno fortemente contestato anche le dichiarazioni che il presidente Chirac ha fatto al margine del Consiglio Europeo di Bruxelles, secondo cui la legge è stata istituita e quindi dev'essere applicata.

La situazione, però, resta tesa dopo gli scontri tra studenti e forze dell'ordine, che si sono ripetuti anche giovedì sera ai margini del quartiere di Saint-Germain, al termine di una manifestazione che ha portato in strada oltre ventimila universitari e liceali. Un giovane di ventuno anni è stato portato in ospedale con una grave ferita alla testa. La polizia ha arrestato oltre seicento persone in tutta la Francia. Chirac ha chiesto che "questi vandali" siano perseguiti e puniti con tutta la severità necessaria.

Ma nel governo, non tutti sono d'accordo e temono che De Villepin stia tirando troppo la corda del confronto con gli studenti. Il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, ad esempio, ha preso le distanze dal premier, aprendo al dialogo, e lanciando l'allerta: le manifestazioni studentesche, nella capitale come nelle altre città, "stanno cambiando volto": si concludono, infatti, sempre più spesso con scene di guerriglia urbana, scontri fra poliziotti e manifestanti, lanci di pietre e bottiglie molotov, vetture danneggiate. Il rivale del premier alle presidenziali del 2007 aveva già dichiarato di temere le manifestazioni degli studenti, che secondo lui rischierebbero di risvegliare le agitazioni delle banlieues, dove cresce il malcontento.

(24 marzo 2006)

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«La lotta li lega alle banlieues»
by A. M. M. Saturday, Mar. 25, 2006 at 10:44 AM mail:

«La lotta li lega alle banlieues»
Bensaïd: studenti e periferie si intrecciano
A. M. M.
PARIGI
Daniel Bensaïd, specialista di Marx (è appena uscita un'edizione della Questione ebraica di Karl Marx, da lui presentata e commentata, ed. La Fabrique), è professore di filosofia all'università Paris VIII Vincennes-Saint Denis.
Al di là della battaglia contro il Cpe, nel movimento degli studenti c'è secondo lei una volontà più generale di dire: non vogliamo questasocietà liberista?
Sovente in questi giorni che segnano un quasi anniversario dell'inizio del '68 - il movimento del 22 marzo - inevitabilmente viene fatto un paragone con il maggio, ma anche se c'è una grande differenza nella presa di coscienza, il movimento contro il Cpe, contro il suo predecessore Cne, con il sostegno massiccio dell'opinione pubblica, cristallizza le frustrazioni, lo scontento accumulato contro la politica liberista da vent'anni. Manifesta l'inquietudine, la difficoltà a concepire l'avvenire. Sono stato ieri a Nanterre poi a Paris VIII e ho visto che è rimessa in causa la logica globale di questa società. La cosa non è soprendente. Attorno a un problema concreto, si pone un problema più globale, come già è stato fatto dal movimento altermondialista contro la mondializzazione, l'individualizzazione di salari, orari di lavoro, contratti, pensioni, la perdita di solidarietà.
Il Cpe è l'ultimo passo di una lunga serie che ha insediato la precarietà al centro della società?
Appare una solidarietà dei sindacati verso gli studenti, perché gli studenti sono in una situazione di sviluppo della mobilitazione che i lavoratori, resi fragili dalla disoccupazione e dal precariato, hanno difficoltà ad esprimere. Forse purtroppo il Cpe non è ancora l'ultimo anello della catena, perché c'è già in vista, per esempio, la nuova legge di Sarkozy che rende più fragile ancora la situazione degli immigrati. Sarebbe un errore pensare che la situazione attuale dipende solo dal carattere psicorigido di Villepin. Villepin è cosciente della posta in gioco, come ha scritto il Wall Street Journal, la vera questione è di farla finita con il codice del lavoro e con il cosiddetto modello sociale francese. Invece la gente mostra un attaccamento ai diritti acquisiti. Malgrado la sconfitta sulle pensioni del 2003, resta una resistenza sociale, ci sono spinte forti, per questo anche la social-democrazia francese è più a sinistra di un Blair o anche di un Zapatero. In Francia, ogni volta che è stata fatta una proposta di riforma universitaria o per i giovani, il governo ha dovuto fare marcia indietro. Il potere non è mai riuscito a consolidare la legittimità, al di là del discorso ideologico. I cittadini, ogni volta che ne hanno la possibilità, lo sconfessano, come alle regionali del 2004 o al referendum del 2005.
Che sbocco politico vede di questo movimento? Dei sondaggi danno la sinistra in crescita, ma il sentimento di declassamento sociale che è sottinteso può far correre dei rischi?
La situazione può sfociare in una crisi politica seria. Speriamo che questo movimento abbia un'eco in Europa, anche se, sfortunatamente, la logica è ancora difensiva. Di qui l'importanza della lotta, perché sarebbe la prima volta da tempo che un movimento riesce ad imporre qualcosa. Sul piano elettorale, il Ps e i sindacati sono molto prudenti, perché vivono sempre nella memoria della ripetizione: dopo un movimento ci può essere una forte reazione e un voto di paura per l'estrema destra, che andrà a vantaggio di Sarkozy. I sindacati sono già pronti a rispondere all'invito di Villepin. Avrebbero potuto aspettare la manifestazione di martedì 28, per vedere il rapporto di forze».
C'è un legame tra il movimento degli studenti e la rivolta delle banlieues, due mondi che Villepin ha cercato di mettere uno contro l'altro?
E' questo l'asse del discorso del governo: opporre i giovani delle banlieues, come ha fatto il ministro delle pari opportunità, puniti per aver commesso atti ilegali, che secondo lui non capirebbero come gli studenti possano imporre un cambiamento attraverso le occupazioni. Villepin ha detto che il Cpe è contestato dagli studenti, che saranno qualificati e non li riguarderà, mentre è concepito per i non qualificati che sono pronti a sperimentarlo. Questo discorso di opposizione è classico da parte del potere. Ma ci sono ragioni e radici profonde perché permettono di costruire un legame tra studenti e banlieues. C'è un lavoro di solidareità da fare e per questo svolgono un ruolo importante i licei, perché nei licei di banlieue tutti si trovano assieme. Il movimento è importante per il crogiolo che crea, nelle lotta si uniscono mondi diversi. Il movimento è più importante per l'intreccio sociale di quanto non lo sia l'alibi di dare dei posti alle cosiddette minoranze visibili, come nominare un prefetto musulmano o un presentatore di tg nero.

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La precarietà è il problema centrale
by Sergio Bologna Saturday, Mar. 25, 2006 at 11:11 AM mail:

LA LEZIONE FRANCESE

La precarietà è il problema centrale, se l'Italia non lo capisce è finita

SERGIO BOLOGNA

La Francia, ancora una volta, ha rimesso le cose al loro posto. I suoi giovani hanno gridato la domanda che inchioda l'intera Europa: «Come faremo a campare domani?». Hanno spazzato via i falsi problemi, i falsi obbiettivi, gli inutili discorsi con i quali i loro coetanei italiani sono stati ridotti a uno stato semiconfusionale.
Tre sole cifre per descrivere la situazione italiana. Siamo l'unico paese della Ue dove i salari di fatto sono rimasti fermi da più di dieci anni a questa parte, quello dove le disuguaglianze di reddito tra diverse categorie di cittadini sono più accentuate, siamo l'unico paese della Ue dove la produttività del lavoro è diminuita (nell'era dell'informatica!!!!).
Com'è stato possibile? Vogliamo cavarcela dando ancora la colpa a Berlusconi? Vogliamo continuare con questa ossessione del Cavaliere, con questa fissazione che ha reso gli elettori di Sinistra una massa di gattini ciechi?
E' stato possibile dal modo in cui sono state poste le fondamenta della Seconda Repubblica, le architravi che ne reggono l'impalcatura istituzionale. Una di queste è l'accordo sul costo del lavoro del 1993. Così lo ha definito Cipolletta, allora Direttore Generale di Confindustria: «Non ho difficoltà ad ammettere che il vantaggio maggiore di quell'accordo fu per le imprese. Il blocco dei salari, unito alla svalutazione della lira che si ebbe successivamente, consentì alle aziende un recupero di competitività gigantesco».
Non condanniamo il sindacato per quell'accordo, ma avremo o no il diritto di trarne un bilancio, tredici anni dopo? Il sindacato volle mostrare allora senso di responsabilità e firmò un patto implicito: noi fermiano i salari e voi, imprenditori, rafforzate e consolidate le imprese, investite in innovazione, fate un salto di qualità. E' accaduto il contrario. I salari sono rimasti fermi, le grandi imprese si sono rarefatte, è iniziato un processo di sgretolamento, di frammentazione, le imprese sono diventate sempre più piccole, prive di risorse per innovare, investire in ricerca. E' cresciuta a dismisura la finanziarizzazione, oggi l'Italia è in mano ai riders della finanza, agli immobiliaristi e ai monopolisti privati delle utilities pubbliche (v. autostrade). Accumulano rendite da capogiro. Il patto implicito contenuto nell'accordo del 1993 è stato rispettato solo da una controparte.
Ma non è in termini economici che il mancato rispetto di quel compromesso sociale ha prodotto i danni più gravi: è invece in termini di cultura d'impresa, anzi, di civiltà. L'Italia è diventata un paese nel quale il lavoro è considerato un costo, non una risorsa. Ed è qui che inizia il dramma dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Possono essere carichi di lauree e master, saranno considerati un puro costo e accettati solo in base alla disponibilità a ridurlo.
Perché queste considerazioni «impolitiche»? Perché troppi sono coloro oggi che invocano una riduzione dei salari ed un allungamento degli orari, troppi sono coloro che parlano di «riforme» fondate su un nuovo «compromesso sociale». Ma chi può oggi sottoscrivere un nuovo patto, quando il primo è stato così vergognosamente violato? Se le imprese non hanno investito in innovazione e consolidamento dieci anni fa, che la congiuntura era favorevole, come si può pensare che lo facciano adesso, messe alle corde da concorrenti ben più temibili e da un prezzo del petrolio che punta verso i 100 dollari al barile? Come possono investire in innovazione le microimprese, le sole che trainano l'occupazione? Può bastare una fattura non pagata per mandarle in rovina.
Ascoltiamo come ragionano, quelle considerate di maggior successo, quelle del settore moda, tessile-abbigliamento, 43 miliardi di euro di fatturato, punto di forza della nostra economia, punta più alta della nostra «creatività».
«La mission è e sarà quella di vestire con prodotti di eccellenza "i nuovi ricchi del mondo"... nazioni in cui il Pil aumenta oltre il 3% all'anno, quali la Russia, i paesi Peco, la Cina» - parole del Presidente della Camera della Moda Italiana, qualche mese fa a Milano. Vestire dei tessuti più raffinati i lardosi corpi di tycoons e mafiosi, ingioiellare le sudaticce membra delle loro amanti - a quest'alta missione giovani «creativi» italiani siete chiamati!
Dieci anni di lotte operaie, macchiati di agguati e azioni sanguinose delle Brigate Rosse, di Prima Linea ed altri gruppi armati, hanno tormentato la Fiat dall'estate 1969 all'ottobre 1980. Ne è uscita più forte di prima, agli inizi degli Anni 80 nell'auto era all'avanguardia nel mondo per la robotica e l'automazione. Seguirono 22 anni di pace sociale, 22 anni di un potere incontrastato. Ne è uscita sull'orlo del fallimento. I politologi dovrebbero spiegare una dinamica unica nella storia.
Per dire che l'Italia ha iniziato il suo declino quando il conflitto sociale è scomparso, quando le generazioni hanno perduto il gusto ed il senso di «farsi sentire». Quando il lavoro ha perso il suo prestigio sociale è iniziato il declino della nostra industria. Quando la Sinistra ha messo il tema «lavoro» nel cassetto, rinunciando a seguirne le rapidissime e profonde mutazioni, ed è rimasta incollata a una visione Anni 60, i giovani hanno smarrito l'orientamento essenziale della loro cittadinanza. Sono rimaste in piedi, a difendere i loro privilegi, piccole corporazioni prepotenti.
Se nessuno raccoglierà il messaggio francese, per questo Paese non ci sarà futuro. Con o senza Berlusconi ...

http://www.ilmanifesto.it


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Francia, de Villepin apre sul Cpe
by repubblica.it Saturday, Mar. 25, 2006 at 3:58 PM mail:

Il primo ministro francese disponibili ad affrontare i nodi
della durata di due anni e dei licenziamenti senza giusta causa
Francia, de Villepin apre sul Cpe
"Pronto a discutere punti chiave"


PARIGI - Il primo ministro francese apre alla modifica del Contratto di primo impiego (Cpe). Dopo giorni di intransigenza, anche di fronte alle proteste di piazza e alla minaccia di sciopero generale da parte dei sindacati, Dominique de Villepin si è detto pronto a discutere i due punti che "rappresentano le preoccupazione maggiore dei giovani: il periodo di due anni e le condizioni della rottura del contratto".

"Mi auguro che attraverso il dialogo si possa trovare un soluzione rapidamente", ha aggiunto il premier a conclusione dell'incontro di questa mattina con i rappresentanti degli studenti, al quale si erano presentate solo due delle sei organizzazioni invitate.

L'apertura di de Villepin ministro è stata preceduta dalle parole del ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, presidente del partito di maggioranza: "Un compromesso è coraggioso ed utile alla Francia: è quello che l'Ump chiede ed aspetta". "Il primo ministro Dominique de Villepin - ha aggiunto Sarkozy - al quale do il mio sostegno, è pronto ad aprire delle discussioni senza pregiudiziali". "Invito tutti i protagonisti a cogliere questa mano tesa, perchè nessuno, dico nessuno - ha concluso Sarkzoy - uscirà vincente dall'assenza di discussioni e di compromesso". Nei giorni scorsi il ministro dell'Interno aveva criticato le "rigidita" presenti nel conflitto che oppone da settimane il governo e le le organizzazioni sindacali e studentesche.

Nella sua formulazione attuale il Cpe prevede, per i giovani sotto i 26 anni, un periodo di prova di due anni e la possibilità di licenziamento senza giusta causa.

(25 marzo 2006)

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