Fausto Colella.
Mimmo:
Il sistema pubblico dell'arte sembra giacere sotto il peso di quello anarco liberista imposto dai mercati privati. Il pubblico dovrebbe navigare in altre acque secondo te?
Fausto:
L'arte pubblica è clientelare e patetica. I privati fanno i mecenati. Il pubblico non cerca qualità. Quante mostre vengono patrocinate da assessorati solo per la tessera di partito o per bacino elettorale? Il Privato è pacchiano ed il pubblico spendaccione e senza gusto. Per questo nessuno compera i miei quadri.
Mimmo:
Pubblico e privato però s'influenzano, creano un "metasistema" dove reale e virtuale interagiscono e si influenzano interagendo, sei d'accordo?
Fausto:
Reale e virtuale non dovrebbero essere confusi. Pubblico e Privato non s'influenzano si inseguono o sono complici.
Mimmo:
Il valore di Koons in questo sistema dell'arte è reale o virtuale?
Faust:
L'artista a me non piace. Per il resto se non conosco è perché non mio interessa
M:
Non sarai mica un artista come me che quando entra in una galleria si sente come ad un check point?
F:
Check Point charlie, le gallerie accontentano l'ignoranza. Accolgono nuovi rottami che vivono di retorica.
M:
Gli artisti che viaggiano in galleria sono liberi di ricercare la loro essenza?
F:
no, subiscono imposizioni.
M: Hai mai pensato di consegnarti spontaneamente in ostaggio nelle mani di un gallerista?
F: Se la galleria mi fa campare e non commissiona opere e chiede solo ciò che produco spontaneamente va bene, mi spiego: se mi lascia la libertà d'azione e ha fiducia nel mio intelletto sarei disposto al sacrificio.
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