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Breve riflessione su Porto Alegre
by madrugada Monday, Feb. 04, 2002 at 1:17 AM mail:

Il forum sociale mondiale tra ricchezza di proposta ed azione politica e restringimento degli spazi di agibilita' politica

Il secondo Forum sociale mondiale non delude le aspettative dei tantissimi che da ogni parte del pianeta sono arrivati a Porto Alegre. La grande partecipazione e' un segnale forte: il movimento contro la globalizzazione esiste, si struttura, e' potenzialmente in crescita, riesce a connettere tra loro esperienze politiche e pratiche di lotta profondamente differenti. A Porto Alegre, in questi giorni, e' chiaro a tutti di non essere il centro dell'universo quanto piuttosto un nodo, un punto di connessione tra realta' politiche e sociali tra le piu' svariate. C'e' sicuramente la volonta' di sforgiare la grandissima organizzazione posta in essere per questo evento ma in ogni modo si cerca di rifuggire dall'autoreferenzialita' e dal settarismo. Oggi come ieri e come domani a Porto Alegre si parla di Palestina, di Afghanistan, di Monaco, di multinazionali, di sviluppo locale autosostenibile, di controllo sociale e quant'altro. Ma non si finisce qui: alle numerosissime conferenze, ai convegni, ai dibattiti che vedono agli stessi tavoli personaggi di certa capacita' di analisi critica, si accompagnano azioni di lotta che pongono al centro dell'attenzione sia i grandi temi di cui anche si dibatte, sia le esigenze materiali di uomini e donne che vivono quotidianamente situazioni di sfruttamento. E' questo cio' che ci dicono i cortei, le manifestazioni che fanno vivere la questione palestinese anche qui; e' questo che si leggera' nella manifestazione che tra meno di mezz'ora si terra' per solidarizzare con il popolo argentino, altro esempio dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo; e' questo che e' emerso dalle occupazioni che nei giorni scorsi anno accompagnato il corteo di apertura del Forum sociale mondiale.
La capacita' di porre al centro dell'attenzione del mondo intero temi non imposti dalle nostre controparti, ma liberamente scelti non puo' essere sottovalutata.
Contemporaneamente, pero', non si puo' avere un'idea idilliaca e quindi distorta di quello che sta accadendo in questa citta' del Brasile. Porto Alegre e' una citta' come tante altre, che vive molte difficolta', che ha ben presenti i limiti che alla propria esperienza di governo vengono imposti da un sistema di governo che prevede la spoliazione del potere di donne ed uomini ad opera di strutture sovranazionali e di governo federale.
Porto Alegre non e' il paradiso, non e' un modello da seguire pedissequamente, quanto un'esperienza di governo partecipato che va vista con sicuro favore ma non enfatizzato all'ennesima potenza. Le contraddizioni del capitale certo abitano anche in questa citta', e non potrebbe essere differentemente.
Allo stesso modo vivono qui, nel secondo social forum mondiale, difficolta' di organizzazione e problemi politici su cui non bidogna tacere. La piu' grande contraddizioone del social forum mondiale (o, meglio, del suo comitato organizzativo) e' emersa probabilmente ieri quando una conferenza stampa delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) e' stata attaccata dal comitato organizzativo brasilianodel Forum. Il Comitato organizzativo, in particolare, ha detto che non era possibile rimanere in silenzio rispetto a questo fatto ed accettarlo, in quanto non sono ammesse al Forum realta' organizzate che portano avanti la lotta armata. E', questa, la ragione per la quale molti soggetti non possono essere qui presenti nelle loro vesti reali ma solo in quanto ascoltatori "travestiti" da docenti, lavoratori, disoccupati, contadini. Per questo non si vedono ne' si possono vedere forze sociali consistenti che pure hanno avuto ed hanno un ruolo fondamentale nella crescita del movimento contro la globalizzazione capitalista. Non solo le Farc, quindi, quanto anche l'Eznl, l'IRA o altri soggetti di sicuro rilievo che sviluppano la lotta armata in quanto la ritengono l'unico modo di liberazione da un'oppressione.
Questo fatto, in ogni modo, non e' passato inosservato, qui a Porto Alegre e, pur non essendoci stati comunicati (almeno non fino ad ora) su questa vicenda, la questione rimane aperta. All'interno dello stesso PT (partito dei lavoratori brasiliano che governa la citta' e lo stato di cui Porto Alegre e' capitale) si e' acceso un dibattito tra le diverse anime (e sono tante!) del partito, dibattito ancora non concluso e che necessitera' di parecchio tempo per arrivare ad una sintesi. La scelta di non fare partecipare i movimenti sociali armati e' dovuta, probabilmente, anche al fatto che quest'anno ci saranno le elezioni presidenziali in Brasile e lo stesso PT ha notevoli possibilita' di vittoria rispetto allo schieramento della destra capitalista. La partecipazione di questi soggetti, quindi, avrebbe offerto alla destra argomenti di vario tipo al fine di delegittimare il piu' grande partito di sinistra del sud-America. In questo contesto va analizzata la vicenda, tenendo presente che il PT e' un partito socialista di notevole livello, che ha saputo affrontare la caduta del muro di Berlino con un'azione politica tale da farlo risultare (caso forse unico, sicuramente raro) in continua crescita negli anni '90. Cio' e' stato il frutto di un'apertura notevole del partito ai movimenti sociali, primo tra tutti il MST (movimento dei sem terra), con il quali si e' instaurato un rapporto proficuo non solo nel governo di alcune citta' ma anche in alcuni stati (il Brasile e', infatti, uno stato federale). Seza questa legittimazione sociale non si sarebbe riusciti ad uscire da una crisi (per la sinistra) come quella del 1989.
Ciononostante e' evidente che ci si trova, in ogni modo, dinanzi ad un partito che ha una lunga storia e rispetto al quale le differenti correnti hanno comunque un peso. Sulla vicenda delle Farc sembre avere avuto la meglio la linea piu' moderata del candidato alle presidenziali per il PT Lula da Silva. Ma questo e' nelle cose, soprattutto dopo l'11 di settembre sarebbe stato un suicidio politico fare altrimenti. La riduzione degli spazi di agibilita' politica dopo il crollo delle due torri e' davvero planetaria, le conseguenze si avvertono in ogni dove, da casa nostra sino a alla parte opposta dell'Oceano Atlantico. Ma, sotto questo punto di vista, le esperienza di lotta dei popoli palestinese ed argentino (nella loro assoluta diversita') e la difficolta' di trovare una via d'uscita alla loro situazione, in un contesto cosi' drammatico quale quello in cui si trovano a vivere sono sicuramente piu' esplicative...
Porto Alegre rimane una ottima esperienza di governo ed il secondo forum sociale mondiale una grande operazione politica che dara' forza al movimento. Entrambi dimostrano la possibilita' di governare da sinistra non cloroformizzando la societa' ma facendo dei conflitti che essa genera il punto di forza per progredire con un progetto solidario.

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ipocrisia
by ink Saturday, Feb. 02, 2002 at 9:22 PM mail:

escludere a priori i movimenti armati è solo ipocrisia e significa assecondare il piano USA di criminalizzazione dei movimenti.
Se il problema per Lula è il governo per il governo come per Dalema è molto meglio che il PT se ne rimanga a fare un' opposizione reale piuttosto che un governo di finta sinistra.

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Scelta
by MeMo Saturday, Feb. 02, 2002 at 9:05 PM mail:

Non è ipocrisia ma è una scelta. Sarebbe ipocrisia se il FSM poi conducesse/appoggiasse la lotta armata. Prima di scrivere prendi il mano il dizionario, almeno.

Se poi paragoni D'Almena a Lula vuol proprio dire o che non hai capito molto, o che fai apposta.

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da chi è stato in Brasile...
by strange97 Saturday, Feb. 02, 2002 at 9:29 PM mail:

Io ho visto i militanti del PT fare attività politica, e vi assicuro che sono la cosa più distante dai metodi dei DS che abbia mai visto... vivono una realtà in cui quella che noi chiamiamo autorganizzazione è estremamente radicata, sia che si presenti come Comtatos Populare, MST, Teologia della Liberazione... il PT per avere la fiducia dei brasiliani ha collaborato attivamente con queste realtà, senza mai cercare di appropiarsene, senza voler rinchiudere tutto in una struttura di "partito".
Credo che a tutta la nostra sinistra (parlamentare e non) sarebbe utile una lezione di Politica dal Partido dos Trabajadores.

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ipocrisia2
by xxx63 Saturday, Feb. 02, 2002 at 9:43 PM mail:

sono perfettamente d'accordo col compagno "ink". Non dimentichiamoci che dalema è stato uno di quelli che ha dato l'ok per l'intervento militare nella ex yugoslavia. Si dovrebbero vergognare solo per essere lì.

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ipocrisia 3
by MeMo Saturday, Feb. 02, 2002 at 10:10 PM mail:

E D'Alema ha pure legittimato la nuova NATO (stravolta da patto difensivo ad alleanza offensiva) scavalcando il parlamento, ha legittimato Berlusconi in bicamerale, ha comperato voti di forza Italia a Gallipoli, ha votato la guerra in Afghanistan, ha infangato la marcia della pace, ha imbrogliato sullo statuto del proprio partito per diventarne presidente.....
Ma cosa cazzo c'entra?? Cosa c'entra D'Alema con il PT per dare ragione ad ink? Anche a me D'Alema fa schifo e proprio perchè SO chi è Lula e che cos'è il PT mi fanno incazzare certi accostamenti campati per aria.

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IPOCRITI 2 VOLTE
by ink Saturday, Feb. 02, 2002 at 10:10 PM mail:

quindi dovremmo accettare la "la riduzione degli spazi di agibilita' politica dopo il crollo delle due torri" perchè sarebbe "nelle cose" ?
cosa centrano il Brasile e la Colombia con l' 11 sett. e l' islamismo politico ? accettando la definizione che gli USA danno di terrorismo, e rifiutare le FARC significa accettarla, non si fa altro che assecondarli nel loro piano nazista di controllo del pianeta che passa nel caso del Sud America attraverso il Plan Colombia.
La lotta armata intanto ci pensa a farla la NATO il cui stato maggiore è in mano agli uomini delle socialdemocrazie europee...
ma di questo Veltroni e MeMo fanno finta di niente....

IPOCRITI!

PS: Lula non è dalema prima di tutto per una biografia politica di tutt' altra qualità ma questo non significa che i partiti socialisti del sud america non rischino di essere coptati dentro l' impero come lo sono stati quelli europei.
Il rischio è purtroppo presente e in buona parte indipendente dalle biografie personali.... e il fatto che il "clan Mitternad", fra gli organizzatori del WSF, li spinga in questa direzione oltre a non essere un mistero per nessuno deve destare molta preoccupazione...

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Il tentativo egemonico del principe comunista
by uncle Monday, Feb. 04, 2002 at 1:13 AM mail:

questi comunisti non la smetteranno mai di usare in modo spregiudicato la machiavellica distinzione tra mezzi e fini allo scopo di giustificare col motivo di opportunità delle opzioni politiche ambigue e comunque non eticamente allineate agli obiettivi strategici... è un vecchio vizio... altrettanto vecchio di quel vizio dell'intransigenza anarchica contro il quale qualcuno protestava qualche post fa e che di fronte a queste cose mi pare molto attraente

sti cazzi del partito marxleninista del brasile...a leggere questi sembra quasi che il movimento deve ringraziare questi qua del semplice fatto di esistere

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ma perchè non ci andate tutti?
by 7 aprile Monday, Feb. 04, 2002 at 1:17 AM mail:

Non capisco se ci siete o ci fate
Scusate, ma come cazzo credete o sperate di abbattere questo schifo di capitalismo globale di morte, distruzione del pianeta, sfruttamento alla Enron, massacro quotidiano di bambini per lavoro o fame, assassini selettivi singoli e di massa in Palestina, Afghanistan, Iraq, e chi più ne ha più ne metta? E sempre che lo vogliate abbattere! Certo è che se sperate nella democrazia partecipata, nel suo bilancio da cercatori di carità alla porto alegre, da fautori della tobin tax di turno che altro non è che un'elemosina che scaturisce dalle rapine perpetrate a danno di tutti, allora è tutto chiaro! Se poi avete vergogna o schifo, o peggio definite terroristi quei compagni che hanno la decenza di non vergognarsi, anzi di essere onorati di definirsi ancora comunisti; se non capite dopo tutto quello che la storia dei movimenti operai e non vi avrebbero dovuto insegnare, che un conto è il terrorismo e la lotta armata dei servi/sbirri del capitale, un conto la lotta armata di liberazione frutto della violenza di classe il cui fine è l'abbattimento del capitalismo, dei suoi servi, sbirri, lacchè, pennivendoli beh, forse vi conviene alzare ancora le vostre belle manine pittate di bianco, tornare a Genova o dove cazzo vi pare, tanto un esercito di sbirri compiacenti e disponibili lo trovate ovunque e fatevi massacrare ancora come avete fatto a luglio!!!! Però ‘stavolta non metteteci il Carlo Giuliani di turno, andateci voi con i vostri degni compari Agnolotto, Canarini, D'Alema, Veltroni, Fassino, Bertinotti ecc. ecc.! COGLIONI!

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