anche la repressione in messico ha provocato la sua prima vittima: è morto un campesino di San Salvador di Atenco. Uno dei migliaia di contadini che hanno detto no alla costruzione di un nuovo aeroporto che avrebbe comportato l'esproprio delle terre e l'allonatanamento di centinaia di famiglie di campesinos dalle loro abitazioni.
José Enrique Espinoza Suarez è morto dopo undici ore di agonia. Le ferite che hanno provocato la sua morte erano state provocate dalla violenza di alcuni agenti della polizia. La sua insufficienza renale e il diabete hanno fortemente aggravato la sua situazione.
Il contadino di san Salvador de Atenco che aveva 49 anni ed era padre di 4 figli , è morto ieri all’ospedale di Lomas Verdes, vittima di una lesione al cranio che aveva subito durante gli scontri dell’11 luglio tra contadini in manifestazione e polizia statale messicana presso Alcoman. Ignacio del Valle, leader del movimento di contadini che si oppone alla costruzione di un aeroporto nella zona di Atenco-Texcoco, ha accusato il presidente messicano Fox e il governatore dello stato del Messico, Arturo Monitel, della morte del capesino. Un’altra leader del movimento ha dichiarato che “ancora non sappiamo che azioni seguiranno da parte nostra a questa notizia, ma se lo Stato messicano aveva intenzione di procurarci un danno, ebbene è stato il peggiore dei danni possibili”.
Espinoza Suarez era stato ricoverato lo scorso 13 luglio nel reparto di traumatologia dell’ospedale di Lomas verdes, dopo essere rimasto in stato di fermo per 48 ore, bloccato dalla Polizia Giudiziaria. E’ stato uno dei 15 contadini ai quali è stato imputato il reato di “sedizione, attacco contro le vie di comunicazioni di Stato e possesso illegale di armi”. Si tratta della prima vittima della violenta repressione scatenata dalla polizia messicana che decise di attaccare un gruppo di campesinos che provavano a raggiungere un atto di protesta contro il governatore dello Stato del Messico Arturo Monitel.
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