TUNISIA
Il cyberdissidente Zouhair Yahyaoui
prigioniero ormai da oltre un anno
TUNISIA
Il cyberdissidente Zouhair Yahyaoui
è prigioniero ormai da oltre un anno
Il cyberdissidente Zouhair Yahyaoui, fondatore del sito TUNeZINE, è in carcere ormai da oltre un anno. Arrestato il 4 giugno 2002 in un cybercaffé, è stato condannato, nel luglio dello scorso anno, a due anni di carcere. Per protestare contro il suo arresto e le condizioni di detenzione alle quali è sottoposto, il giornalista tunisino sta conducendo attualmente un nuovo sciopero della fame.
" Noi chiediamo a Zine el-Abidine Ben Ali, il capo di Stato tunisino, l’immediata e incondizionata liberazione di Zouhair Yahyaoui. Dall’inizio dell’anno, questo giovane giornalista è entrato per ben tre volte in sciopero della fame: se non verrà rapidamente liberato, rischia di riportare gravi conseguenze a causa di questa forma estrema di protesta", ha dichiarato Robert Ménard, segretario generale di Reporters sans frontières.
L’organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa, ha chiesto inoltre la liberazione del giornalista Hamadi Jebali, in carcere dal 1991.
In occasione del colloquio con i familiari, che avevano incontrato Zouhair Yahyaoui il 22 maggio scorso nella prigione di Borj el Amri (situata a 30 km da Tunisi), il cyberdissidente è stato costretto a interrompere la visita con i suoi parenti a causa dello stato di estrema debolezza che rischia di minare pesantemente la salute del giornalista. " Il suo calvario e le numerose campagne condotte in Tunisia e all’estero per esigere la sua liberazione, hanno avuto un ampio risalto mediatico, ma tutta questa pubblicità sul suo caso ha ulteriormente attizzato la rancorosa vendetta di cui Zouhair è peraltro purtroppo oggetto da oltre un anno", si è lamentata la sua famiglia, che denuncia inoltre un " trattamento discriminatorio" nei confronti del giornalista.
Il suo cibo viene puntualmente reso immangiabile dalle guardie carcerarie, la lettura gli è stata da tempo vietata, la corrispondenza gli viene regolarmente sottratta, l’ora d’aria quotidiana gli è stata soppressa, le continue minacce dei guardiani completano il quadro… Zouhair Yahyaoui ha dichiarato in varie riprese alla sua famiglia, di non essere più in grado di sopportare le durissime condizioni di detenzione. Per ben tre volte dall’inizio dell’anno, è entrato in sciopero della fame per protestare contro questo " trattamento disumano ".
Il 10 luglio 2002, Zouhair Yahyaoui è stato condannato dalla corte d’appello di Tunisi, a due anni di carcere per " diffusione di notizie false". Il giornalista era stato arrestato il 4 giugno dello scorso anno, da alcuni poliziotti in borghese mentre si trovava in un cybercaffé. Durante l’interrogatorio, aveva subito tre sedute di " sospensione ", una particolare tecnica di tortura nella quale la vittima viene tenuta sospesa per le braccia, con i piedi che sfiorano appena il suolo.
Zouhair Yahyaoui scriveva con lo pseudonimo di " Ettounsi " che significa il Tunisino in arabo. Il giornalista aveva fondato il sito TUNeZINE nel luglio 2001 per diffondere delle informazioni sulla lotta a favore della democrazia e delle libertà in Tunisia, e pubblicava online dei documenti dell’opposizione: era stato il primo infatti a diffondere la lettera del giudice Mokhtar Yahyaoui indirizzata al presidente della Repubblica, nella quale si denunciava il sistema giudiziario del paese.
Hamadi Jebali, direttore del settimanale Al Fajr, organo del movimento islamico An Nahda, è in carcere dal 1991. Nel 1992, è stato condannato dalla Corte militare di Tunisi, a 16 anni di prigione per " aggressione con l’obiettivo di cambiare la natura dello Stato" e per " appartenenza a un’organizzazione illegale". Questo giornalista aveva appena finito di scontare una pena di un anno di carcere per aver pubblicato un articolo nel quale si criticava il sistema dei tribunali militari. A metà marzo, il giornalista è stato trasferito dalla prigione di Bizerta a quella di Sfax.
Oltre 13 anni fa, Reporters sans frontières istituiva la " Giornata internazionale delle adozioni dei giornalisti prigionieri " che viene celebrata il 14 novembre, per chiedere ai media di tutto il mondo di sostenere un giornalista prigioniero. 120 redazioni nel mondo sostengono da allora un collega detenuto, chiedendo regolarmente alle autorità del paese la sua liberazione e cercando inoltre di dare il massimo risalto mediatico alla suo caso per impedire che finisca nell’oblio.
Zouhair Yahyaoui è sostenuto dalle seguenti testate: Avaldoci, il Club de la presse Marseille, il Club de la presse del Périgord, El periodico de Catalunya, Fraternitaire, El Triangle, Le Nouvelliste, liberation.fr, Maison de la presse – Mons, Radio Popolare di Milano, RTBF, REE, http://www.categorynet.com.
Hamadi Jebali è sostenuto invece dal: Club de la presse di Toulon.
|