{"id":1540,"date":"2014-04-17T18:37:42","date_gmt":"2014-04-17T16:37:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1540"},"modified":"2014-04-17T18:37:42","modified_gmt":"2014-04-17T16:37:42","slug":"quello-stesso-formicolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1540","title":{"rendered":"Quello stesso formicolio"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\"><em>Casa Circondariale di Alessandria, 2 aprile 2014<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em><em><em>\u00ab<\/em><\/em>Questa mattina nel corridoio della sezione, prima di scendere all\u2019aria, ho visto dalla finestra dei detenuti che giocavano nel campo da calcio, che si sgranchivano le gambe accarezzati da un bel venticello. Porca vacca quanto avrei voluto stare in mezzo a loro. Dalla cella li sento ancora esultare ad ogni goal e mi godrei almeno la partita dagli spalti se non avessi questo cavolo di plexiglass opaco davanti alla finestra\u2026 so che questo \u00e8 uno dei particolari che ha fatto pi\u00f9 scalpore di questa Alta Sicurezza.<\/em><br \/>\n<em> Anche se con tutti gli altri detenuti non ci possiamo incontrare, se molti abbassano la testa quando per sbaglio li incrociamo mentre siamo diretti alla sala avvocati, se ci vedono come degli alieni e le uniche cose che sanno di noi gliele dicono le guardie o le infamit\u00e0 dei giornali, so che molti di loro condividono quello stesso formicolio alle gambe che ci prende appena alzati e si quieta solo con la sera.<br \/>\nQui dentro vivo una doppia tensione: da un lato la calma, lo spirito disteso con cui affrontare le giornate e attutire le eventuali brutte notizie che mi strizzano sempre pi\u00f9 (una lettera censurata, delle domandine completamente ignorate, ecc\u2026), dall\u2019altro mi sento scalpitare, penso se sia possibile prendersi degli spicchi di spazio in pi\u00f9 per decongestionarsi o semplicemente per vivere pi\u00f9 umanamente.<br \/>\nUn mio amico rinchiuso ad Ivrea una volta mi ha scritto \u201calla fine sono tutti carceri, non c\u2019\u00e8 uno meglio dell\u2019altro\u201d e, ripensando alla mia permanenza alle Vallette, non ha tutti i torti. Questa cosa in un certo senso mi rinvigorisce perch\u00e9 anche se io sono in un regime separato, vuol dire che alla base abbiamo gli stessi bisogni. Ad esempio, qui la socialit\u00e0 si fa in corridoio sotto le telecamere con le celle chiuse, ma sarebbe molto importante mangiare assieme, tra le cazzate di uno e le risa dell\u2019altro; in un\u2019altra sezione vorranno le celle aperte tutto il giorno, qualcuno il sopravvitto meno caro, qualcun altro vorr\u00e0 usare di pi\u00f9 la palestra (se ce n\u2019\u00e8 una) e qualcuno vorr\u00e0 semplicemente tutto\u2026 ecco che ritorna costantemente quel formicolio.<br \/>\nUna volta gli scienziati della politica ci tenevano a dire che i detenuti erano tutti uguali e trattati come tali, adesso dicono che ognuno \u00e8 diverso dall\u2019altro e che pu\u00f2 essere migliore e usufruire di vari benefici. In questa scaletta a chiocciola dove ogni detenuto si avvita sulle ginocchia nel tentativo di raggiungere l\u2019ultimo gradino, io penso che gli estremi si tocchino: da un lato quelli in regime speciale, con pi\u00f9 restrizioni e molti occhi addosso, dall\u2019altro i pi\u00f9 comuni tra i comuni, quelli buttati nei giudiziari stracolmi di gente che non se li caga nessuno.<br \/>\nPer noi \u00e8 la legge stessa a dire che non possiamo godere di alcun permesso o privilegio, qualsiasi cambiamento della condizione di vita qua dentro sarebbe troppo \u201cpericoloso\u201d. Per gli altri \u00e8 la macina della galera, incessante e monotona, che semplicemente guarda le infinite richieste e passa avanti. Molti di loro vengono da contesti di strada e non hanno un sostegno fuori, altri sono addirittura una grossa spesa per le proprie famiglie gi\u00e0 in difficolt\u00e0.<br \/>\nAnche i Tribunali in realt\u00e0 non fanno una gran differenza. Certo, su di noi spendono tante parole e un mucchio di udienze perch\u00e9 il reato fa audience con quella parolina magica appioppata sopra: \u201cterrorismo\u201d. Ma cosa dire di tutti quelli che si possono permettere solo un avvocato d\u2019ufficio, che a volte manco si presenta alla convalida oppure suggerisce solo di patteggiare, causando cos\u00ec delle condanne pesantissime?<br \/>\nEntrambi veniamo usati per dare l\u2019esempio in modo tale che si diffonda a tutti i livelli e mantenga quel grado di soggezione costante verso la diffusione della ribellione e di una illegalit\u00e0 sempre pi\u00f9 legata alla sopravvivenza quotidiana. \u201cVenire usato\u201d , forse \u00e8 questa la sensazione pi\u00f9 forte che respiri quando entri nel circolo della giustizia, dalla questura (anzi dalla volante che ti porta via in manette), alla cella.<br \/>\nAnche quando parlano di \u201csvuotare le carceri\u201d per i politici \u00e8 tutta una questione di calcoli e giochetti economici, per cui il punto non \u00e8 solo chi far uscire e chi tenere, ma anche chi far entrare di nuovo. Ad esempio: hanno abolito la Fini-Giovanardi sulle droghe, per cui \u00e8 come dire che oltre a far uscire detenuti dovrebbero guardare con un altro occhio il reato di spaccio, tuttavia \u00e8 fresca la notizia di due maxi retate come non si vedevano da un po\u2019 in un quartire di Torino per arrestare piccoli spacciatori e clandestini. San Salvario era una zona popolare e adesso vogliono metterla a nuovo per metterci della gente che sia in grado di sostenere una vita medio alta, cos\u00ec da arricchire i proprietari di case, supermercati, ecc.. a discapito dei vecchi abitanti impoveriti e allontanati. Io non dico che lo spaccio sia buono o cattivo, non mi interessa, ma di sicuro quei ragazzi sono l\u2019ultima ruota del carro, lavorano in strada, non si possono permettere un affitto oppure, come un mio amico anche lui arrestato in grande stile, sono costretti a lavorare, a scaricare bancali 8\/10 ore al giorno per 20\/30 euro, e nemmeno tutti i giorni. Nei suoi occhi e in quelli di molti ragazzi come lui che ho rivisto anche in galera, \u00e8 come se si leggesse una semplice domanda \u201caspettare\u2026 cosa?! \u2026 perch\u00e9?!\u201d. Allora si arrabbiano e agiscono con vigore ma impulsivamente, spesso vengono puniti o messi in isolamento e imparano sulla loro pelle l\u2019urgenza di trovare un po\u2019 di complici, di comunicare, di unirsi.<br \/>\nVa detto che noi, arrestati per la lotta NO TAV, siamo un po\u2019 viziati dal sostegno, dall\u2019affetto e dalla solidariet\u00e0 , non solo degli amici pi\u00f9 vicini, ma di una marea di persone diverse e variegate che grida per la nostra libert\u00e0, rispedisce al mittente questa repressione continuando a creare svariati problemi.<br \/>\nDir\u00f2, per\u00f2, che la cosa pi\u00f9 forte \u00e8 questo sentimento di venire coinvolti: in galera tutto si gioca sulla ripetizione, sulla percezione che nulla possa essere diverso , come fuori dal tempo e dallo spazio, ma questa, per quanto maledettamente efficace, \u00e8 un\u2019illusione. Quelle persone l\u00e0 fuori mi aiutano a spezzare l\u2019incantesimo perch\u00e9 mi raccontano di come cambia il loro mondo, soprattutto di come sono loro stessi a modificarlo. Le cose vanno avanti e non per questo devo starci male, meglio gioire e soffrire assieme che cercare di rimanere in una bolla e sperare che tutto passi nel modo pi\u00f9 indolore. La galera ti segna, ti solca come uno scalpello sottile e imperterrito, soprattutto quando non te ne accorgi e pensi di stare in pace perch\u00e9 hai preso le distanze da tutto e da tutti.<br \/>\nSta tornando l\u2019idea e la sensazione, parlando con molti, che la miseria qua dentro, privati di tutto, non sia cos\u00ec diversa da quella fuori; ma c\u2019\u00e8 chi ragiona, giorno per giorno e con tutti i rischi che corre, su come poter usare al meglio il tempo libero che gli rimane tra le mani &#8211; anche perch\u00e9 ha perso il lavoro e non entra pi\u00f9 in un negozio, non va pi\u00f9 al cinema, a stento si ritrova al bar per permettersi un caff\u00e8 &#8211; per cercare altri come lui e non dipendere pi\u00f9 dalle regole del gioco. Io penso a tutti loro e mi dico: \u201cDovr\u00f2 pur fare la mia parte, fosse anche solo un modo per resistere e uscirne a testa alta, davanti ai \u201cfratelli\u201d di oggi e di domani\u201d.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>Niccol\u00f2\u00bb<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casa Circondariale di Alessandria, 2 aprile 2014 \u00abQuesta mattina nel corridoio della sezione, prima di scendere all\u2019aria, ho visto dalla finestra dei detenuti che giocavano nel campo da calcio, che si sgranchivano le gambe accarezzati da un bel venticello. Porca vacca quanto avrei voluto stare in mezzo a loro. 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