{"id":1369,"date":"2014-03-17T10:34:24","date_gmt":"2014-03-17T09:34:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1369"},"modified":"2014-03-17T11:04:59","modified_gmt":"2014-03-17T10:04:59","slug":"per-la-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1369","title":{"rendered":"Per la rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo questo volantino distribuito al corteo del 15 Marzo 2014 a Roma da alcuni compagni e compagne<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La repressione.<\/p>\n<p>Il discorso pi\u00f9 comune che sentiamo ripetere in ambito di movimento \u00e8 che con l\u2019inasprirsi delle condizioni di vita e con quella che viene<br \/>\nchiamata \u201ccrisi\u201d o \u201causterity\u201d, lo stato sia costretto a rispondere con la repressione , condannando gesti legittimi che puntano alla riappropriazione di alcuni diritti basilari per la vita di ognuno. Il fatto che queste pratiche, che si iscrivono nella classica dialettica<br \/>\npolitica e nel confronto con le istituzioni, vengano poi condannate, ci viene presentato come qualcosa che desta stupore. L\u2019equazione \u00e8 presto<br \/>\nfatta: all\u2019aumentare dell\u2019austerit\u00e0 aumentano le lotte, all\u2019aumento delle lotte risponde una dura quanto illegittima repressione.<br \/>\nDal nostro punto di vista, pensare la repressione come una semplice reazione \u00e8 un grande errore di prospettiva, uno sguardo troppo parziale<br \/>\ne poco aderente alla realt\u00e0. Oggi il sistema capitalista mette in atto diverse operazioni di gestione che investono e indirizzano le nostre<br \/>\nvite e quelle repressive ne sono solo una parte, che di volta in volta, a seconda della situazione, prendono forme diverse. Se vediamo la<br \/>\nrepressione solamente nel poliziotto che ci manganella o nello stato che ci incarcera siamo fuori strada.<br \/>\nLa gestione e il controllo capitalista non sono garantiti infatti solo dalle uniformi ma anche dai modelli di bellezza propagandati dalle<br \/>\npubblicit\u00e0, dalla partecipazione della cittadinanza alle ricerche di mercato tramite i social media e il crowd business, dalle vacanze<br \/>\npreconfezionate, dalla moltiplicazione degli psicofarmaci, dalle tecnologie \u201cgreen\u201d che nascondono l&#8217;antico accaparramento delle risorse<br \/>\nnaturali. Coinvolgere e valorizzare il contributo dei dipendenti\/cittadini, veicolandone il potenziale creativo e produttivo al solo funzionamento della macchina capitalista \u00e8 pi\u00f9 conveniente per lo stato rispetto all\u2019uso sistematico e sfrenato della forza fisica.<br \/>\nCi\u00f2 che abbiamo di fronte, il capitalismo e la democrazia, ci persuadono, ci alimentano e ci producono ancora prima che reprimerci. Le<br \/>\nstesse lotte sociali, se non si pongono questi problemi, rischiano di perdere in efficacia.<br \/>\nInoltre legare la questione repressiva esclusivamente ai movimenti di carattere politico \u00e8 un grave errore. Come \u00e8 noto i reati legati a<br \/>\nquella che viene definita micro-delinquenza, sono quelli che riempiono oggi le carceri. Tutti quei comportamenti sociali che non rientrano nel<br \/>\nmeccanismo del consumo e della produzione vengono sempre pi\u00f9 demonizzati. Ignorare questi dati significherebbe creare una pericolosa<br \/>\ndistinzione tra reati comuni e reati politici.<\/p>\n<p>Legalit\u00e0, legittimit\u00e0, diritto e resistenze.<\/p>\n<p>Si \u00e8 sentito dire, dopo le ultime azioni repressive, che si sta oltrepassando il limite di una democrazia gi\u00e0 ristretta \u2026 in realt\u00e0, a ben vedere, quello che abbiamo di fronte \u00e8 il normale funzionamento del regime democratico. Quel regime di governo che non ha solo la potenza<br \/>\ndel divieto, ma che produce libert\u00e0 e diritti all\u2019interno di paletti ben definiti, al di l\u00e0 dei quali c\u2019\u00e8 la polizia e la galera. Lo vediamo in<br \/>\nmodo inequivocabile con gli ultimi arresti agli attivisti NoTav e con le accuse di terrorismo. Quando l\u2019opposizione \u00e8 reale, quando si<br \/>\ncontrastano concretamente le decisioni democratiche, la risposta \u00e8 feroce. In questo panorama, come \u00e8 possibile invocare un strano \u201cdiritto<br \/>\nalla resistenza\u201d? Come \u00e8 pensabile una concreta opposizione fatta a colpi di diritti nuovi o riconquistati che siano? Chi dovrebbe riconoscerci questi diritti? Ad uno sguardo pi\u00f9 attento, la macchina capitalista si ristruttura anche a partire dalle critiche che gli vengono mosse. Il valore aggiunto che ogni lotta porta con s\u00e9, quando viene riassorbito nella sfera del diritto, pu\u00f2 divenire evanescente, se non addirittura contro-rivoluzionario. Ogni processo che punta ad essere costituente deve oggi fare i conti con una delle peculiarit\u00e0 pi\u00f9 importanti del sistema capitalista, cio\u00e8 la sua capacit\u00e0 di recupero.<br \/>\nUna lotta che voglia cambiare lo stato di cose presenti quando si pone come obiettivo ultimo l&#8217;acquisizione di un diritto scambia per vittoria<br \/>\nl&#8217;integrazione nel sistema poich\u00e9 ci\u00f2 che produce la nostra societ\u00e0 non \u00e8 solo la negazione dei diritti ma anche ogni processo costituente che<br \/>\nli richiede. Il diritto non si pu\u00f2 rovesciare con un nuovo diritto, ma solo costruendo un nuovo immaginario fatto di nuove parole d\u2019ordine e di<br \/>\nuna rinnovata radicalit\u00e0. \u00c8 necessario riacquisire un rapporto diretto con l\u2019agire rivoluzionario,un sentire rivoluzionario, pena il continuare<br \/>\na girare a vuoto in molteplici istanze vertenziali che non sempre vanno nella direzione di un sostanziale cambiamento.<\/p>\n<p>Si sente spesso da parte dei movimenti il lamento che ci ripete che siamo noi a essere nel giusto e che la lotta diventa legittima solo come<br \/>\nconseguenza di un&#8217;ingiustizia sociale fatta di sfruttamento e condizioni di vita al limite. Cos\u00ec la legalit\u00e0 che sancisce questo stato di cose<br \/>\ndiventa un ostacolo e per contingenza, non possiamo far altro che superarlo per riconquistare una condizione pi\u00f9 dignitosa. Per questo il<br \/>\ndiscorso sui diritti ritorna con forza: \u201cchiediamo pi\u00f9 diritti per avere pi\u00f9 giustizia\u201d, come se la giustizia fosse qualcosa che appartiene<br \/>\nancora all&#8217;ambito della giurisprudenza. Dal maxi-processo contro i NoTav, a quello per gli scontri del 15 Ottobre, alle ultime<br \/>\nincarcerazioni per terrorismo, risulta sempre pi\u00f9 evidente come l\u2019uso del diritto sia discrezionale fino a diventare una vera e propria farsa.<br \/>\nFare delle lotte sociali un propulsore per la conquista di diritti negati \u00e8 miope e poco concreto. Diritto e legalit\u00e0 sono le forme<br \/>\nclassiche della gestione del conflitto di classe. E&#8217; molto pi\u00f9 facile rapportarsi ad uno sciopero regolamentato e riconosciuto come diritto<br \/>\nche alla potenza di una conflittualit\u00e0 che si esprime in maniera autonoma e senza mediazioni istituzionali. Le 179 denunce arrivate in<br \/>\npoco pi\u00f9 di tre mesi di picchetti e scioperi ai lavoratori della logistica ne sono un esempio lampante. Nessun discorso sulla legittimit\u00e0<br \/>\ne la giustizia pu\u00f2 diventare concreto se non si ha la capacit\u00e0 di mettere in discussione tutto il sistema che di diritti e legittimit\u00e0<br \/>\ncontinua ad alimentarsi. Non siamo cos\u00ec ingenui da non vedere l\u2019importanza di alcune\u00a0 battaglie che si situano nella sfera del diritto<br \/>\nma non \u00e8 questo il punto. Si tratta, come abbiamo detto, di creare un immaginario diverso, capace di concretizzare una forma di vita che si<br \/>\nponga immediatamente al di l\u00e0 del meccanismo economico\/giuridico della riproduzione del capitale e in conflitto con esso.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro mito da sfatare. Si sente spesso dire che \u201cbisogna rispondere alla repressione portando avanti le lotte\u201d. Niente di pi\u00f9 vero, ma allo stesso tempo ovvio e banale, e soprattutto insufficiente.<br \/>\nOvviamente non si tratta di separare la risposta alla repressione dalle lotte stesse, o assegnarle un ruolo privilegiato. \u00c8 necessario per\u00f2 comprendere le caratteristiche particolari che si inscrivono in questo ambito. Diciamo che la nostra arma pi\u00f9 importante \u00e8 la solidariet\u00e0, ma<br \/>\nal momento \u00e8 un&#8217;arma scarica, che si accende sporadicamente in modo reattivo e solo in alcune occasioni.<br \/>\nSe le cose stanno cos\u00ec la situazione impone una riflessione conseguente.<br \/>\nChi vorrebbe difendere le istituzioni democratiche, restaurarle in un rinnovato patto sociale non fa altro che perdere tempo e minacciare ogni<br \/>\npossibilit\u00e0 reale di cambiamento. Non essendoci pi\u00f9 interlocutori, non essendoci altro che singolarit\u00e0 esposte ai vari attacchi della classe<br \/>\npadronale piuttosto che una classe a essa opposta e compatta, la repressione si combatte nello scegliersi e nel percepirsi in completa<br \/>\nrottura con l&#8217;esistente. Detto in altri termini, solo in un processo rivoluzionario, che\u00a0 la faccia finita con i problemi del riconoscimento,<br \/>\ndel diritto, sia in termini di legalit\u00e0 sia in quelli di legittimit\u00e0, \u00e8 possibile sviluppare l&#8217;unica arma in grado di ricompattare le fila dei<br \/>\ndispersi: la solidariet\u00e0.<br \/>\nLa solidariet\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che fa percepire i diversi uniti in una medesima lotta; \u00e8 ci\u00f2 che crea un reale allargamento poich\u00e9 i movimenti di<br \/>\nopinione sono passeggeri, mentre \u201cla solidariet\u00e0 di classe \u00e8 per sempre\u201d; \u00e8 quella che fa affrontare la galera e i tribunali a testa alta, col cuore non afflitto; \u00e8 ci\u00f2 che mette in elaborazione le esperienze singole e le fa diventare riflessione e consapevolezza collettiva, comune; perch\u00e9 non \u00e8 uniformit\u00e0, non degrada tutta le differenze ad un&#8217;unica soluzione ma le conserva e le implementa. E&#8217; ci\u00f2 che destituisce la presa e la potenza avversaria che contro i solidali non sa come agire. Solo se questa solidariet\u00e0 si diffonde e si radica sar\u00e0 possibile &#8220;lottare ancora&#8221;, e fare delle nostre lotte la risposta pi\u00f9 efficace, in grado, cio\u00e8, di &#8220;liberare tutti&#8221;.<\/p>\n<p>COMPAGNI E COMPAGNE<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo questo volantino distribuito al corteo del 15 Marzo 2014 a Roma da alcuni compagni e compagne &nbsp; La repressione. Il discorso pi\u00f9 comune che sentiamo ripetere in ambito di movimento \u00e8 che con l\u2019inasprirsi delle condizioni di vita e con quella che viene chiamata \u201ccrisi\u201d o \u201causterity\u201d, lo stato sia costretto a <a href='https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1369' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1369"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1369"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1372,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1369\/revisions\/1372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}