{"id":3898,"date":"2021-02-09T14:47:17","date_gmt":"2021-02-09T13:47:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3898"},"modified":"2021-02-09T14:47:17","modified_gmt":"2021-02-09T13:47:17","slug":"domenica-7-febbraio-fuori-le-carceri-di-reggio-emilia-e-piacenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3898","title":{"rendered":"Domenica 7 Febbraio &#8211; Fuori le carceri di Reggio Emilia e Piacenza"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3882\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-1448x2048.jpg 1448w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/presidi2-scaled.jpg 1810w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>Riceviamo e pubblichiamo<\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo i presidi sotto le carceri di Parma, Ferrara e Ancona, nella tarda mattinata di domenica 7 febbraio un\u2019ottantina di persone si sono date appuntamento sul retro del carcere di Reggio Emilia, sistemando l\u2019impianto di amplificazione di fronte alle celle che si affacciano sul prato. Fin da subito i detenuti si sono sbracciati tra le grate sventolando bandiere e magliette, hanno gridato saluti e urlato. Il primo intervento ha comunicato loro solidariet\u00e0 con chi si \u00e8 rivoltato di fronte al contagio Covid-19 nel marzo scorso e contro la decisione del governo di sospendere i colloqui. Si \u00e8 parlato delle verit\u00e0 che stanno emergendo rispetto alle rivolte scoppiate nel marzo scorso in decine di carceri italiane e della responsabilit\u00e0 della polizia penitenziaria e delle forze dell\u2019ordine armate che hanno aperto il fuoco e violentemente picchiato i detenuti, fino a farne morire 14. Si \u00e8 ricordato che a Reggio Emilia \u00e8 stato trasferito Ferruccio, uno dei 5 detenuti che con un esposto alla Procura di Ancona hanno raccontato cosa \u00e8 realmente accaduto l\u20198 marzo scorso nel carcere di Modena e la verit\u00e0 su Salvatore Piscitelli, brutalmente picchiato e poi lasciato morire dopo il trasferimento nel carcere di Ascoli Piceno. Parte dei partecipanti al presidio si \u00e8 spostata verso un altro blocco per raggiungere altri detenuti con urla e saluti, e anche qui la risposta da \u201cdentro\u201d \u00e8 stata immediata e particolarmente rumorosa. Si sono susseguiti interventi e canzoni, dediche e racconti delle proteste che tutt\u2019ora ci sono in diverse carceri. Dopo circa 2 ore in compagnia dei detenuti, sempre affacciati alle finestre e che intonavano cori di libert\u00e0 e urla di ringraziamento per questa iniziativa, un ultimo intervento ha ricordato come chi resiste e lotta non \u00e8 mai solo, anche se i muri delle prigioni sono alti e l\u2019isolamento un forte ostacolo. Lo scoppio di prolungati fuochi d\u2019artificio ha accompagnato i saluti finali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci si \u00e8 quindi spostati sotto il carcere di Piacenza, dove nel primo pomeriggio era in programma un altro presidio. Ad attendere i solidali c\u2019erano gi\u00e0 una quindicina di sbirri in antisommossa schierati lungo l\u2019unica stradina per avvicinarsi al carcere. Anche qui i presenti si sono divisi per raggiungere pi\u00f9 lati della struttura penitenziaria e gli sbirri sono retrocessi nel tentativo tanto goffo quanto inutile di fermarli. Si \u00e8 quindi montato l\u2019impianto di amplificazione davanti le celle della sezione maschile e della sezione AS femminile che per\u00f2 \u00e8 piano terra e rimane quindi invisibile da fuori, coperta alla vista da un alto muro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Durante il presidio arriva la notizia di una macchina, con dentro 2 compagne e 2 compagni, fermata mentre tentava di raggiungere il presidio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un intervento iniziale ha raccontato l&#8217;appuntamento della mattina e i presidi del fine settimana precedente e ha salutato Cavazza e tutti i detenuti e le detenute. Si sono susseguiti interventi e musica, si \u00e8 raccontato quello che sta accadendo nelle altre carceri e si \u00e8 ribadito l\u2019appoggio e la solidariet\u00e0 verso i detenuti che non abbassano la testa. Dopo poco si sono iniziate a sentire urla e saluti di risposta da dentro e si \u00e8 provato a comunicare anche con Natascia, compagna detenuta in Alta Sicurezza, sperando che il caloroso saluto riuscisse a raggiungere lei e le sue compagne di detenzione. Dopo un paio d\u2019ore, ricompattatisi i gruppetti che avevano fatto il giro del perimetro penitenziario e fatti i saluti finali, accompagnati anche qui da rumorosi fuochi d\u2019artificio, ci si \u00e8 mossi tutti insieme alla volta della caserma dei carabinieri dove, da ormai pi\u00f9 di due ore, si trovavano i compagni fermati nel pomeriggio, ufficialmente in attesa di notifiche. Un nuovo presidio, questa volta fuori programma, si \u00e8 svolto quindi in citt\u00e0, sotto le finestre della caserma in questione. E sono bastati una ventina di minuti di urla e battiture per richiedere il pronto rilascio dei compagni, a convincere i carabinieri a muovere il culo e accelerare le procedure di notifiche. Usciti i fermati, con una multa per essersi spostati al di fuori della propria regione, anche l\u2019ultimo presidio si \u00e8 sciolto concludendo cos\u00ec questa giornata di mobilitazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Al fianco di Mattia, Claudio, Cavazza, Ferruccio e Francesco, al fianco di chi \u00e8 detenuto.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo Dopo i presidi sotto le carceri di Parma, Ferrara e Ancona, nella tarda mattinata di domenica 7 febbraio un\u2019ottantina di persone si sono date appuntamento sul retro del carcere di Reggio Emilia, sistemando l\u2019impianto di amplificazione di fronte alle celle che si affacciano sul prato. 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