Ultime da Ramallah
da http://www.altremappe.org
31.03.2002 - ore 17.45 Ramallah Dall'ospedale di Ramallah, dove č presente un gruppo di pacifisti, giunge la notizia che č appena arrivato un giornalista del Boston Globe ferito. Nel frattempo continuano ad arrivare persone evidentemente giustiziate con colpi alla nuca. E' confermata la notizia che circa 40 internazionali sono all'interno del bunker di Arafat, mentre altri sono chiusi in albergo. Il console Italiano , che sta cerando di recarsi a Ramallah, con tre macchine, per portarli fuori dalla cittą, č ancora fermo al checkpoint di Kalandya.
Intanto diversi elicotteri stanno sorvolando il campo profughi di Dheishe e la stessa abitazione che sta ospitando un gruppo di 35 Italiani del Coordinamento di Solidarietą all'Intifadah. Paolo Cento e Giovanni Russo Spena, che saranno di ritorno in Italia in serata, hanno lanciato un appello per una carovana di parlamentari che raggiungano Arafat a Ramallah. L'iniziativa sta raccogliendo gią numerose adesioni nel parlamento e domani ci sarą un incontro con il presidente della camera Pierferdinando Casini. L'assemblea di Action for Peace, che si sta tutt'ora riunendo presso l'Hotel Ambassador, sta valutando l'idea di intensificare la presenza internazionale a Ramallah e, per domani mattina, ha convocato una conferenza stampa al consolato italiano.
Intanto giunge notizia che le autorita' militari israeliane hanno dichiarato la citta' di Ramallah "zona di esclusione militare", e ne hanno espulso tutti i giornalisti: la notizia e' stata diffusa dall'emittente tv satellitare araba "al-Jazira", secondo la quale le truppe israeliane hanno circondato gli uffici di corrispondenza di alcuni organi di informazione (fra i quali l'ufficio della stessa al-Jazira), per impedire ai giornalisti di uscire per il loro lavoro di raccogliere informazioni. Sherin Abu Akla, una giornalista di al-Jazira inviata a Ramallah, riferisce: "L'edificio in cui ci troviamo e' circondato da carri armati, e nei piani inferiori ci sono soldati israeliani. Non ci impediscono di lavorare all'interno dell'ufficio, ma non ci consentono di uscire" (mentre la giornalista pronunciava queste parole nel microfono dell'emittente, si sono udite raffiche di miragliatrice non lontane). Un altro inviato di al-Jazira a Ramallah, Walid al-Omari, ha fatto sapere che le autorita' militari israeliane non hanno consentito a lui ne' ai suoi colleghi di recarsi ad Haifa, per riferire sull'attentato che oggi vi ha ucciso 15 persone.
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