Oltre cento mila studenti oggi a Roma !
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Sono oltre centomila, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione che si sta svolgendo in queste ore a Roma. Il corteo, che si sta snodando per le vie del centro storico verso Piazza Navona, è aperto da un grande striscione, con la scritta "Il nostro tempo è qui, e cominicia adesso". Momenti di tensione, con una carica della polizia, in largo Argentina per il tentativo di un piccolo gruppo di manifestanti che con i fazzoletti sul volto ha provato a dirigersi verso la Camera. Altri momenti di tensione con le forze dell'ordine per un lancio di pietre; polizia e carabinieri, in assetto antisommossa, hanno blindato piazza Montecitorio, per evitare che alcuni gruppetti del corteo raggiungano l'entrata della Camera. Il centro di Roma è paralizzato.
Un nutrito drappello di studenti è comunque riuscito a eludere i blocchi delle forze dell'ordine e a raggiungere piazza Montecitorio per unirsi alla protesta di docenti e ricercatori. Il grosso del corteo prosegue comunque il percorso stabilito per raggiunge Piazza Navona. All'arrivo, i manifestanti sono stati accolti da un grande applauso.
Alcuni ragazzi su un camion incitano la folla che sta sfilando a fare rumore e far sentire la propria voce. "Siamo in 50 mila", gridano al megafono. Forti applausi quando le due anime della protesta, quella universitaria e quella della scuola secondaria, si sono unite, in Piazza della Repubblica. Tra gli altri striscioni si legge "La cultura si rifiuta di guardare l'orrore Moratti", "Con la Moratti non scendiamo a patti" e "Avvelenati e compatti contro la Moratti". Davanti a Palazzo Chigi, inoltre, è in corso un sit in a cui starebbero partecipando anche numerosi rettori.
La manifestazione sta registrando una grande affluenza: da tutte le università d'Italia sono partite delegazioni di studenti e ricercatori per prendere parte al corteo. La protesta, però, soprattutto negli ultimi giorni, si è allargata e ha coinvolto anche gli studenti delle scuole superiori, i loro genitori, i docenti. Un corteo, dunque, che vede coinvolto tutto il mondo dell'istruzione, per dire no a una legge che non mette ordine ma, anzi, crea ancora maggiori problemi nel mondo della scuola.
La manifestazione di Roma è il momento più importante della due giorni che ha visto una grande mobilitazione del mondo della scuola, dell'università e della ricerca nei confronti del Ddl Moratti sul riordino dell'intero settore. Dopo l'approvazione, la scorsa settimana, della riforma della scuola secondaria, oggi a Montecitorio è prevista l'approvazione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari. Poco fa alla camera è arrivato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha detto che "entro oggi la riforma dev'essere approvata". Il primo voto contro le pregiudiziali di costituzionalità dell'Opposizione.
Valerio Angelini, dell'Unione degli Studenti Universitari, spiega il significato della manifestazione di oggi: "L'approvazione del decreto legge Moratti sulla docenza universitaria va senz'altro bloccata, ma la vera emergenza non è solo la docenza ma il complesso delle questioni riguardanti l'università italiana. Non è vero che noi difendiamo lo status quo, e i baroni dell'università sono ancora il nostro nemico". Il presidente del Consiglio Berlusconi e il ministro Moratti alla Camera
Tra i manifestanti presenti in piazza Montecitorio anche il rettore della Sapienza Renato Guarini: "Con l'approvazione del Ddl sullo stato giuridico della docenza - ha detto - gli atenei si troveranno di fronte a un baratro finanziario. Mi auguro piuttosto - ha concluso - che il senso della ragione possa prevalere e sia possibile confrontarsi con il governo per introdurre modifiche necessarie a evitare un disastro".
Ma le proteste non si fermano alla Capitale. A Bologna migliaia di studenti, insegnanti e genitori hanno invaso Piazza Maggiore per una manifestazione "rumorosa" con tifo da stadio, fischi, botti, striscioni.
Per il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, questa sarà "una giornata straordinaria per la presenza in piazza di decine di migliaia di giovani e per l'iniziativa dei professori e del personale universitario davanti al Parlamento. È proprio ora - ha concluso - che il ministro Moratti vada a casa". Dello stesso avviso anche il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, secondo cui rimane valido l'obiettivo di un grande sciopero generale che coinvolga tutto il mondo dell'istruzione, dalle materne all'università: "ora forse si è capito - ha detto - che l'alleanza conviene a tutti".
Venerdì scorso la commissione parlamentare Affari Costituzionali aveva infatti rinviato l'articolo 1 del Ddl ritenendolo "incostituzionale". A sorpresa, poi, nel pomeriggio, lo strappo della commissione Cultura della Camera, che ha approvato un ordine del giorno del presidente Ferdinando Adornato con il quale è stato deciso che la votazione sarebbe stata portata in aula anche in presenza di dubbi di costituzionalità, ignorando così i ripetuti appelli provenienti dal mondo universitario e dei sindacati di cogliere l'occasione per ridiscutere parti della riforma. Durissimo lo scontro con il centro-sinistra: i Ds hanno fatto sapere che in Aula chiederanno di "ripristinare la legalità parlamentare, eliminando l'assurdo colpo di mano effettuato sul parere di costituzionalità".
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