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Moratti, la legge alla Camera studenti e prof in corteo a Roma
by dal corriere Tuesday, Oct. 25, 2005 at 12:03 PM mail:

Oggi probabile l'approvazione della riforma dello stato giuridico dei docenti universitari. Ed è scontro sulla costituzionalità. Ieri forti contestazioni a Pera.

ROMA - Sono decine di migliaia i partecipanti alla manifestazione che si sta svolgendo in queste ore a Roma. Il corteo, che si sta snodando per le vie del centro storico e arriverà a Piazza Navona, è aperto da un grande striscione, con la scritta "Il nostro tempo è qui, e cominicia adesso". Alcuni ragazzi su un camion incitano la folla che sta sfilando a fare rumore e far sentire la propria voce. "Siamo in 20 mila", gridano al megafono. Forti applausi quando le due anime della protesta, quella universitaria e quella della scuola secondaria, si sono unite, in Piazza della Repubblica. Tra gli altri striscioni si legge "La cultura si rifiuta di guardare l'orrore Moratti" e "Con la Moratti non scendiamo a patti".
Davanti a Palazzo Chigi, inoltre, è in corso un sit in a cui starebbero partecipando anche numerosi rettori.

La manifestazione sta registrando una grande affluenza: da tutte le università d'Italia sono partite delegazioni di studenti e ricercatori per prendere parte al corteo. La protesta, però, soprattutto negli ultimi giorni, si è allargata e ha coinvolto anche gli studenti delle scuole superiori, i loro genitori, i docenti. Un corteo, dunque, che vede coinvolto tutto il mondo dell'istruzione, per dire no a una legge che non mette ordine ma, anzi, crea ancora maggiori problemi nel mondo della scuola.

La manifestazione di Roma è il momento più importante della due giorni che ha visto una grande mobilitazione del mondo della scuola, dell'università e della ricerca nei confronti del Ddl Moratti sul riordino dell'intero settore. Dopo l'approvazione, la scorsa settimana, della riforma della scuola secondaria, oggi a Montecitorio è prevista l'approvazione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari. Ed è scontro anche tra i due poli.

Ma le proteste non si fermano alla Capitale. A Bologna migliaia di studenti, insegnanti e genitori hanno invaso Piazza Maggiore per una manifestazione "rumorosa" con tifo da stadio, fischi, botti, striscioni.

Per il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, questa sarà "una giornata straordinaria per la presenza in piazza di decine di migliaia di giovani e per l'iniziativa dei professori e del personale universitario davanti al Parlamento. È proprio ora - ha concluso - che il ministro Moratti vada a casa". Dello stesso avviso anche il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, secondo cui rimane valido l'obiettivo di un grande sciopero generale che coinvolga tutto il mondo dell'istruzione, dalle materne all'università: "ora forse si è capito - ha detto - che l'alleanza conviene a tutti".

Venerdì scorso la commissione parlamentare Affari Costituzionali aveva infatti rinviato l'articolo 1 del Ddl ritenendolo "incostituzionale". A sorpresa, poi, nel pomeriggio, lo strappo della commissione Cultura della Camera, che ha approvato un ordine del giorno del presidente Ferdinando Adornato con il quale è stato deciso che la votazione sarebbe stata portata in aula anche in presenza di dubbi di costituzionalità, ignorando così i ripetuti appelli provenienti dal mondo universitario e dei sindacati di cogliere l'occasione per ridiscutere parti della riforma. Durissimo lo scontro con il centro-sinistra: i Ds hanno fatto sapere che in Aula chiederanno di "ripristinare la legalità parlamentare, eliminando l'assurdo colpo di mano effettuato sul parere di costituzionalità".

Ieri pomeriggio un centinaio di giovani a Siena hanno contestato il presidente del Senato Marcello Pera, intervenuto alla presentazione di un libro scritto dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. Gli studenti, medi e universitari, che fanno riferimento alle "Farfalle Rosse", hanno organizzato un corteo di protesta in cui hanno rivolto al presidente del Senato numerosi applausi beffardi.

Durante le scorse settimane in agitazione tutto il mondo dell'università: ci sono stati diversi blocchi della didattica, soprattutto a Roma dove sono state occupate molte facoltà della "Sapienza" e la facoltà di Architettura di "Roma Tre", mentre a Bologna le dimissioni di numerosi ricercatori hanno bloccato l'inizio delle lezioni. Proteste che si sono unite con gli studenti medi, che al grido di "aiutateci a fermarla" hanno occupato numerose scuole in tutto il Paese.

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