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La nera camicia di Forza Nuova
by dA Foggia Wednesday, Sep. 27, 2006 at 5:40 PM mail:



Fascisti in privato, democristiani in pubblico...

La nera camicia di F...


Non poter esprimere quel che si è dev'essere frustrante.
Non poterlo fare nel nome della remota possibilità di ottenere i voti dei bottegai ad una tornata elettorale, dev'essere peggio. Così nascono le ossessioni. Così il sonno della ragione genera mostri.
Mostri i quali, non abbiamo problemi ad immaginarlo, a tarda sera si riuniscono all'estrema periferia cittadina per psicanalizzarsi vergando sui muri quanto sentono di più autentico e viscerale. Tutto quanto devono seppellirsi dentro di giorno per fungere da perfetti impiegati di quel partito d'ispirazione democristiana che è Forza Nuova.
E' una reazione perfettamente umana, un po' come quella di Mr.Hyde. Per questo leggere sui muri del Campo Fiera è un po' come assistere a delle sedute terapeutiche: esercizio di outing.
Una allegra accozzaglia di simboli virili e svariato ciarpame etnicista, frasi rimasticate per sentito dire e arcaismi di maniera. Il tutto mixato in ossequio a quel luogo comune che vuole i repressi esplodere appena hanno - finalmente - la possibilità di liberarsi dalla camicia di forza.
Del resto... come dare torto ai severi militanti del neofascismo casereccio?

Per farvi un'idea della doppiezza del partito in cui devono campare, poeveracci, provate a frequentare il sito cittadino di Azione sociale (quello di FN non viene aggiornato da mai).
Vi troverete immersi nelle sabbie mobili (termali) del più rassicurante populismo da Tg4. Altro che rivoluzione nazionale... Un fritto misto di proclami e di inviti al repulisti, sapientemente miscelato ad un ossessivo culto delle tradizioni, del bigottismo clericale anni 50 e del qualunquismo gianniniano.
Dal timoroso papismo: "Dobbiamo difendere la nostra identità, i valori che sono alla base della nostra tradizione cristiana. La vera minaccia all'Islam non viene dalla religione cristiana ma nel disprezzo di Dio e nel dileggio del sacro", "Il nostro pontefice non è più libero di riflettere ad alta voce" al catechismo più puro: "Da quanto dei pastori secoli fa trovarono in piazza del Lago un tavolo sul quale apparve l'immagine sacra della Madonna dei Sette Veli, si venera la Madonna. Dove apparve oggi si erige la Cattedrale. Un sincero augurio a tutti i Foggiani che credono ancora alle sane tradizioni che sono il sale della della nostra civiltà e identità".
Dalla denuncia lucida e non-omologata ("Liberateci dai colombi!") alla preoccupazione per la riforma delle pensioni ("Iniziamo ad avere nostalgia di Silvio"). Dal vademecum per chi si mette in viaggio ("Avete mai fatto le strade della provincia, del subappennino? Buche, voragini, smottamenti") all'indignazione, udite udite, per lo sfuttamento della manodopera immigrata nelle campagne ("Non si può rimanere indifferenti...").
Poi capita che un centinaio di persone assedino le forze dell'ordine per impedire un arresto e si conclude: "Una brutta pagina che coinvolge tutta la nostra comunità,in particolare quella che ci governa".
Dal sito giungono anche gli auguri all'US Foggia e le paterne critiche al bullismo nelle scuole.

E' fin troppo normale che, sottoposti a dirigenti così, uno possa uscir di senno e finir per scrivere "In hoc signo vinces" sul muro della Fiera campionaria dell'agricoltura, laddove in maggio vanno a defecare le mucche.

http://www.agitproponline.com

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foggiano testa DI CAZZO
by M.T. Sunday, Oct. 01, 2006 at 9:46 AM mail:

foggiani .....siete degli autentici coglionazzi....parlate parlate ma le prime teste di cazzo con un po di confusione in quella testa di cazzo l'avete proprio voi che dite tanto e poi la sera sfrecciate in SLK X5 e chissa quale altra cazzata con i soldi del papà imprenditore tutti siamo bravi a fare i comunisti del cazzo.Ma adesso la pacchia è finita ! vedremo chi riderà per ultimo
siete solo dei froci che non servite e valete ad un cazzo di niente che vi cagate la mutanda siete bravi solo a scrivere puttanate in un modo "allucinante" forse vi siete calati un po troppi trip o vi siete fumati l'impossibile
ciao ciao stronzoni

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Stai messo maluccio...
by *jaco* Monday, Oct. 02, 2006 at 7:23 PM mail:

Solidarietà.

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andate a ridere
by mah Monday, Oct. 02, 2006 at 7:35 PM mail:

andate a ridere...
123.jpg, image/jpeg, 354x531

intanto son passati

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mah(2): rido
by *jaco* Tuesday, Oct. 10, 2006 at 1:33 PM mail:

Cosa vuoi comunicare di preciso?

Indignazione per il fatto che AN sia una forza politica riconosciuta?

Bene, condivido.

Alludi al fatto che l'abbia legittimata io, i miei, i nostri, i comunisti, la sinistra?

E mo che vuoi fare?

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agitprop?? che è questo
by articolo? Tuesday, Oct. 10, 2006 at 2:01 PM mail:

GUARDATE CHE CAZZO SCRIVONO STI MENTECATTI SUI FATTI DELL'11MARZO A MILANO...
(HANNO PURE IL SITO CON LO SFONDO CHE RITRAE UN SOLDATO CON LA STELLA ROSSA..MAMMAMIA CHE MATTI DA TASTIERA)



sabato 11 marzo 2006, Milano


A considerare gli aggettivi sprecati, la linea interpretativa sembra bella e delineata.

Incidenti premeditati, scontri gratuiti, vandalismi senza capo né coda.
Comunque li si voglia definire, gli avvenimenti di corso Buenos Aires sono prova lampante della scarnificazione del tradizionale concetto di “politica”, inteso come momento di costruttiva comunicazione votata al consenso popolare. Di più e di meglio: il “banditismo” milanese è quintessenza dell’assenza di un qualsivoglia messaggio da veicolare.
E’ di questo che vogliamo rallegrarci.

Gli “scontri” li si può capire solo a patto di saperne condividere l’ansia.
Ansia per uno stato d’assedio perpetuo, coi fascisti tutelati e foraggiati, legittimati dopo uno sdoganamento pubblico pericoloso in quanto sostanzialmente basato sulla cessione di una quota-parte di libertà in cambio di un argine, una tutela, una difesa (il più delle volte aleatoria e presunta) contro le insicurezze, fossero anche le più ancestrali e irrazionali possibili. Ansia per un circondario politicante mastodonticamente miope, incapace di guardare agli eventi senza ritenerli funzionali alle scadenze elettorali.

I neofascisti che sfilano blindati per le strade del borgo sono un abominio. A prescindere dalle veline dell’ultimora che annunciano urbi et orbi un loro legame col mostro berlusconiano.
Solo seguendo e condividendo questa forma mentis possono suonare stonate e offensive le parole dei socialdemocratici in auge che fingono indignazione dinanzi ad un patto elettorale tra il Cavaliere e i negazionisti-fascisti. Giacché degli stessi si ricordano gli starnazzamenti pseudo-liberali e autenticamente tolleranti all’apertura delle sedi nazionali degli stessi individui di nero incamiciati.
Perché un fascista è un fascista, non lo diventa strumentalmente solo se stringe la mano a qualche luogotenente della Casa delle Libertà.

I “vandali” di Milano sono un’esplosione che non attende neppure che si posino i detriti per tirare avanti. Non c’è più direzione, non c’è più fine, non c’è più progetto.
E noialtri, che dell’assenza di progettualità e della lacuna abbiamo fatto strategia, non possiamo che sorriderne, salutando nei fatti di corso Buenos Aires una tendenza troppe volte individuata e mai troppo spesso confessata.

Quel che meraviglia, proprio in quest’ottica, è semmai la solidarietà incondizionata e spassionata che una moltitudine di gruppi e gruppuscoli di rigido credo m-l, maoisti o stalinisti che siano, ha fatto piovere sugli arrestati dell’11 marzo. Solidarietà agli indagati, certo, ma compiaciuta solidarietà alla prassi di piazza pure. E, se permettete, è quest’ultima a stupire.
Già, perché è oltremodo originale che i custodi dell’ortodossia e della “linea di massa” maoista, che ritengono piccolo-borghese tracciare un “cloro al clero” sulla facciata di una chiesa in quanto blasfemo nei confronti della più pura e pulita religiosità proletaria, accolgano con improbabili Osanna! i devastatori delle auto in sosta, dei motorini e delle vetrine.

Un passante che fuoriesce dal proprio terzismo inattivo e pavido per prendere a ceffoni un bellimbusto ai ceppi dovrebbe suonare, alle orecchie delle vestali del marxismo old style, di per sé (e senza prove ulteriori) come la pietra dello scandalo; nonché come pietra di paragone per eventuali altre “linee nere” da evitare ad ogni costo.

Noi diciamo che un ceffone preso in pieno viso da un esponente della comunità “perbene” vale come medaglia e sprono. Giacché noialtri siamo tra quelli che hanno sempre sostenuto la pericolosità dell’italiano medio, trattandolo da nemico piuttosto che da potenziale alleato non ancora cosciente.

Costoro adesso cosa vanno cercando? Certo, noi non vogliamo riservarci il gusto di dire che l’ “avevamo detto”, ma tutto il resto – francamente – non potrà affatto dire che anche questo schema di lotta in strada, una volta slabbrato e spiegazzato, può rientrare nei tomi di partito come “la linea giusta”. Perché sarebbe assurdo solo pensarlo.

redazione di “Plebe”
* estratto dal numero 14


SE NON SBAGLIO QUESTO VOSTRO GIORNALE PARLA UN PO' MALE DI NOI CHE L'11 ERAVAMO A MILANO...
DA PICCOLI BORGHESI E DA RIVOLUZIONARI DA SALOTTO, DA GENTE PIENA DI TEORIA DETTARA FRA 4 MURA IN 3 PERSONE, NON MI SENTO DI ACCETTARE ALCUN TIPO DI CRITICA.

PIù BORGHESI DEI BORGHESI
CI PENSERà LA STORIA A CANCELLARVI
MERDE

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Sul serio fai?
by *jaco* Tuesday, Oct. 10, 2006 at 4:25 PM mail:

Ditemi chi siete voi (di cui parliamo male) e vediamo un po' di fare chiacchiera, rivoluzionari.

Se poi vuoi trascendere la tastiera, noi siamo aperti ogni giorno in via Mario Pagano 38 a Foggia. Vedi se riesci a passare. Ti faccio conoscere gli aristocratici che ci frequentano... (argomentazione molto simile a quella forzanuovista, comunque...)

PS: ho il vago dubbio che tu non abbia capito l'articolo su Milano, comunque... Smentiscimi.

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