dal blog più libero della rete
Liberato Kash, che potrebbe anche significare in contanti, come i soldi versati per il riscatto. Gli afghani ormai considerano gli amici italiani una risorsa migliore del turismo: rendono di più e non finiscono mai. Mai visto un sequestro come questo, pareva sceneggiato da Jacques Tati: Torsello ogni tanto chiamava Emergency, “come va? A casa? Tutto bene?”. Da casa rispondevano: “Sì ma state sbagliando ostaggio”, come se un altro invece fosse appropriato. Un giorno il mondo ha appreso esterrefatto che ai rapitori si rivolgeva con un appello il figlio di Torsello. Che ha 4 anni. Poi, sempre da casa Torsello, la moglie, perfettamente truccata, in mezzo a una selva oscura di telecamere e microfoni scandiva: “Kash è uno di voi, ci ha pure la barba”, e anche 'o turbante e 'o narghilè, 'e capelle ricce ricce, è bello 'e core, sape fa ammore, bello guaglione, tutte 'e femmene fa' nnammurà. Ma a chi se l'era portato via dell'iconografia da “sarracino” di Carosone non fregava niente, era al soldo che puntavano. Se poi l'abbiano prelevato in caravan petrol, questo non si saprà mai. Assodato, invece, che quella dei rapimenti è divenuta una industria in crescita anche in Italia, dove, se va bene, si organizzano poi nei vari paesi sagre con prodotti tipici e la diretta televisiva, con benefico incremento dell'indotto e del turismo: uno come Torsello ha messo il suo sconosciuto borgo selvaggio sulla carta geografica, forse cambieranno la scritta sui cartelli: non più “comune denuclearizzato” ma “comune torsellizzato”. Perchè è un Grande Torsello, in diretta 24 ore su 24: Torsello scende dall'aereo, Torsello bacia tutti, torna a casa Torsello, Torsello ha mangiato, fatto il ruttino, il bagnetto, la pennichella. Televideo scatenato: “Torsello, primo giorno in famiglia”. Domenica in... Torsello. Siamo tutti felici che egli sia di nuovo tra noi, anche se l'universo radical-pacifista, che di solito preferisce solidarizzare da casa, non è che si sia sprecato tanto: ma stava a Londra, era più difficile da spendere a fini di propaganda. In compenso, a farsi propaganda ci ha pensato Pollari, che sicuramente avrà rintracciato l'ostaggio con una raffica di intercettazioni mirate. Siamo tutti contenti, un po' meno del fatto che d'ora in poi Barbanera ci verrà servito in tutte le salse, in tutti i canali, “che cosa hai provato?, sentivi la mancanza della famiglia?, cosa vuoi dire ai tuoi rapitori?, li perdoni?, ti riconverti?, scusa potresti riprovare la scena in cui scendi dall'aereo col caffetano mandando baci?, è venuta un po' mossa”. Si annunciano violente e insistenti perturbazioni del Torsello-pensiero, che è già cominciato sotto i migliori auspici: “Vi amo tutti”. E naturalmente dopo una capatina da Daria Bignardi, una da Santoro, da Costanzo, “mallei, quando era priggioniero, penfava al feffo, foffe?”, un libro, un film, una fiction, un reality: l'Isola dei rapiti. Fortuna che passa presto. Sfortuna che ci sarà subito un altro a prenderne il posto. Diceva D'Alema, vagamente indispettito, quando la Farnesina si dannava per salvare Kash: “Era stato avvertito di non avventurarsi laggiù, naturalmente sono scelte personali”. Naturalmente. Poi, quando li prendono, le scelte diventano collettive. Viva Kash, ci ama tutti e tutti lo amiamo. Massimo Del Papa
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