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FRANCIA: Verso lo sciopero generale
by Studenti Medi Monday, Mar. 20, 2006 at 6:08 PM mail:

PARIGI - Cresce e si allarga in Francia la protesta contro il Contratto primo impiego. Sono sempre di piu' quelli che scendono in piazza - ieri 1,5 milioni per i sindacati, 530.000 per la polizia - e quelli - 2 su 3 - che si pronunciano, nei sondaggi, contro quella misura pensata dal governo per rilanciare l' occupazione giovanile.

Forti di queste cifre, le organizzazioni sindacali, dei liceali e degli universitari hanno dato ''24 ore di tempo'' al capo dello stato Jacques Chirac e al premier Dominique de Villepin per annunciare il ritiro del provvedimento.

Se entro stasera ''niente si sara' mosso'' sara' sciopero generale ''nei prossimi giorni'', ha avvertito il segretario della Cgt, il sindacato di sinistra, Bernard Thibault, sottolineando l' unita' delle organizzazioni sindacali nel chiedere il ritiro del provvedimento del governo.

Tutte le varie sigle si ritroveranno oggi pomeriggio per una riunione intersindacale e li' aspetteranno gli eventuali segnali provenienti dall' Eliseo o da Matignon.

''Quello che ci aspettiamo e' il ritiro del Cpe e in nessun caso delle discussioni per risistemarlo'', ha aggiunto Thibault, riferendosi all' offerta del portavoce del governo, Jean- Francois Cope', di una concertazione su quel provvedimento con la ''mano tesa'' su aggiustamenti che non toccherebbero comunque, secondo i sindacati, il contestato cuore del provvedimento: il periodo di due anni di prova e il licenziamento senza motivo per i giovani con meno di 26 anni di eta'.

''Noi diciamo no ad una riforma - ha sottolineato il leader della Cgt - che instaura per la prima volta in Europa la possibilita' per gli imprenditori di licenziare senza motivo: si tratta di un precedente unico''.

Eliseo e Matignon ieri non hanno parlato. Il primo ministro de Villepin sembra determinato a non tornare indietro, nonostante gli appelli dei sindacati a Chirac. Per il ritiro del provvedimento si e' schierata, accanto ai sindacati, l' opposizione politica.

Il portavoce del partito socialista, Julien Dray, ha criticato il governo che ''si ostina, creando le condizioni del disordine''. Ma il presidente dei parlamentari gollisti all' Assemblea nazionale, Bernard Accoyer, ha affermato che ''non e' questione di non applicare il Cpe. Perche' - ha chiesto - non dare una possibilita' ad un dispositivo che e' stato votato legalmente e legittimamente?''.

La piazza ieri si e' fatta sentire. Le Parisien osserva che nelle manifestazioni, ''a parte qualche incidente'', c' era ''un bell' ambiente: liceali, studenti, genitori, salariati e pensionati. Tutti uniti - osserva il quotidiano della capitale - per dire no alla precarieta' e a quello che considerano come suo simbolo: il Contratto primo impiego''.

La sera sono tornati ancora una volta in azione, a Parigi, i casseur.

Gli incidenti sono scoppiati quando il corteo di migliaia di persone - 350.000 secondo i sindacati, 80.000 per la polizia - si e' concluso a Place de la Nation. Qui, per quattro ore, ci sono stati scontri degli agenti con i manifestanti che hanno dato fuoco ad auto, a cassonetti dell' immondizia e rotto vetrine di negozi e cabine telefoniche. Gli incidenti sono proseguiti davanti all' universita' della Sorbona con circa 500 manifestanti che hanno cercato di forzare le transenne che la proteggono al grido di ''Liberate la Sorbona''.

La polizia ha caricato ed usato lacrimogeni e getti d' acqua per disperderli. La calma nel Quartiere latino e' tornata verso mezzanotte. Il bilancio degli incidenti e' stato di 167 arresti - 70 dei quali trasformati in fermi di polizia - e di 52 feriti - 34 agenti e 18 manifestanti.

Non si sa quando la Sorbona, chiusa da una settimana, riaprira' le sue porte.

Ieri sono tornati a farsi vedere anche gli studenti che si oppongono alle occupazioni delle universita'. Alcune centinaia, con indosso t-shirt bianche, hanno fatto un sit-in silenzioso davanti all' Hotel de Ville della capitale per dire ''Alt ai blocchi''.

Le universita' bloccate secondo l' Unef, il sindacato degli studenti, sono una sessantina su 84. Il ministero dell' educazione parla invece di una cinquantina.

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