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Incursione nella sede di due Ong in Palestina
by Lrc e Cic Friday, Feb. 08, 2002 at 6:07 PM mail:

Incursione della polizia israeliana negli uffici delle ong in Palestina: hanno prelevato documentazione e computer.

cari amici


vi preghiamo di leggere questo comunicato inviare la lettera di
protesta e fare girare il messaggio il piu' possibile.


Stasera, mercoledi 6 febbraio 2002, soldati e polizia israeliani hanno
fatto irruzione negli uffici condivisi dalla ong palestinese Land
Research Center (LRC) di Gerusalemme e da quella italiana Centro
Internazionale Crocevia (CIC) di Roma, che da anni portano avanti nei
Territori Occupati programmi di sviluppo agricolo, finanziati dal
Ministero degli Affari Esteri Italiano, dall'Unione Europea, dalla
Regione Toscana, dalla Provincia di Pisa, dal comune di Quarrata e da
vari altri Enti ed Associazioni italiani.


Dopo aver prelevato tutta la documentazione e i computers, caricati su
un camion, senza dare nessuna spiegazione del fatto e non permettendo
ad alcuno di avvicinarsi, hanno messo i sigilli alle porte e se ne
sono andati.


Gran parte della documentazione sequestrata e' relativa ai progetti in
fase di attuazione dal CIC e dal LRC, finanziati dall'Unione Europea,
dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, dalla Regione Toscana,
dalla provincia di Pisa, dal Comune di Quarrata e da altri enti e
associazioni italiani. Le stesse attrezzature sono state acquistate
con i fondi di tali progetti.


Il LRC e' una diramazione dell'Arab Studies Society, organizzazione
non governativa palestinese fondata da Faisal Husseini, che fa capo
all'Orient House, ed ha come obbiettivi quelli di proteggere la terra
palestinese dalle confische, sostenere le attivita' agricole in
risposta alle violazioni commesse dalle autorita' israeliane,
mantenere i legami tra la Gerusalemme araba e il resto dei territori
palestinesi. Le sue azioni di cooperazione con il CIC sono avviate da
oltre 10 anni e sono basate sul finanziamento di attivita' agricole,
sul miglioramento delle tecniche di coltivazione e allevamento e su
una vasta azione legale nei confronti delle violazioni israeliane
sulla questione della Terra. E' da pochi mesi avviata in Italia una
campagna del CIC a sostegno della lotta legale contro gli espropri.


Ormai da molti mesi il personale del LRC non ha possibilita' di
operare nella sede centrale di Gerusalemme per il blocco dei permessi
e i forti impedimenti alla libera circolazione. Per portare avanti le
azioni previste nei vari progetti siamo stati costretti ad aprire
varie sedi distaccate in varie parti dei Territori Occupati.


La chiusura degli uffici del LRC e del CIC rappresenta un ennesimo
tentativo di bloccare la presenza di associazioni palestinesi nella
parte araba di Gerusalemme e al tempo stesso vuole colpire chi porta
avanti interventi di "resistenza" contro l'espropriazione delle terre
palestinesi da parte dell'autorita' militare israeliana, quasi sempre
volta all'espansione degli insediamenti israeliani nei Territori
Occupati.


Solo in ottobre e' stato definitivamente raso al suolo il Centro di
Sviluppo dell'allevamento bovino allestito a Tulkarm nell'ambito di
progetto promosso dal CIC in cooperazione con il Ministero
dell'Agricoltura Palestinese e con il LRC, cofinanziato dal Ministero
degli Affari Esteri Italiano.


Ancora non abbiamo definito una linea di azione per questa ennesima
violazione, pur avendo tempestivamente avvisato dell'accaduto il
Consolato d'Italia a Gerusalemme.


Nel frattempo vogliamo con questo primo comunicato allertare quanti
piu' possibile, tra Enti, Associazioni e singoli cittadini che in
questi anni hanno avuto modo di conoscere il LRC e le attivita'
portate avanti con tale organismo.


Per questo vi chiediamo di intervenire per protestare contro le
Autorita' israeliane competenti chiedendo la riapertura degli uffici
del LRC e del CIC in Abu Obidah street, 4 East Jerusalem e la
restituzione di tutta la documentazione e delle attrezzature
sequestrate.


I messaggi di protesta devono essere trasmessi al Primo Ministro
Sharon (fax.00972-2-6233388) al Ministro della Sicurezza Interna
Israeliana, Uzi Landau ([1]sar@mops.gov.il)(fax.00972-2-5811832), al
Ministro per gli Affari Esteri Peres (fax 00972-2-5303367), al
Presidente della Knesset Borg (fax.00972-2-6753333), all'Ambasciata
Israeliana a Roma ([2]info-coor@roma.mfa.gov.il), all'Ambasciata
Italiana a Tel Aviv, Ambasciatore G. Gavarai
([3]italemb@netvision.net.il , fax 00972-3-6095068, al Consolato
Generale d'Italia a Gerusalemme, Console G.
Ghisi(c[4]ongeru@netvision.net.il), all'ufficio della Cooperazione
Italiana, Direttore A. Aloi ( [5]utl@itcoop-jer.org) e a Crocevia per
la verifica del numero di lettere inviate ([6]crocevia@inwind.it)


Riteniamo il Governo israeliano responsabile per ogni danno e perdita
subiti a seguito dell'irruzione.


Comunicheremo tempestivamente le decisioni prese in merito, sperando
di avere il sostegno maggiore da parte di voi tutti.


Da Gerusalemme


Per il LRC e CIC


Jamal Talab e Stefano Baldini


References


1. mailto:sar@mops.gov.il
2. mailto:info-coor@roma.mfa.gov.il
3. mailto:italemb@netvision.net.il
4. mailto:ongeru@netvision.net.il
5. mailto:utl@itcoop.jer.org)
6. mailto:crocevia@inwind.it

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Versione presa da Indymedia israeliano
by Tom Welschen Friday, Feb. 08, 2002 at 6:07 PM mail: welschen@tiscalinet.it

East Jerusalem today: Three Houses Demolished and Two NGO offices closed
by LAW 3:31pm Fri Feb 8 '02

LAW The Palestinian Society for The Protection of Human Rights & the Environment
print article
East Jerusalem today: Three Houses Demolished and Two NGO offices closed
6 February 2002

This morning, shortly after 8 o'clock, a large number of Israeli forces entered Palestinian neighborhoods in Beit Hanina and Sho'afat near Jerusalem and demolished three houses under construction. The Israeli forces were composed of members of the Israel Police, Border Police and Special Units who accompanied several big bulldozers either by foot, some of them with dogs, on horse-back, in military jeeps or in police vans.
Before demolishing the houses the Israeli forces blocked on the Jerusalem-Ramallah main road the access to the neighborhoods where the demolitions were to take place. Military jeeps and armed forces prevented the residents from entering their neighborhoods.

The house demolished in West Sho'afat belonged to Khaled Khamis Abu Sbeih. The two other houses were demolished in Ashakariya (Beit Hanina) and belonged to Basam Suleyman Shweiki and Khaled Suleyman Natash. Both have large families of ten members each.

The owners of the houses demolished today were not notified personally. The demolition orders were rather put in the houses under construction. As a consequence, Mr. Abu Sbeih did not learn about the demolition order until yesterday night, at 11 o'clock. This morning, when he tried to take action in order to prevent the destruction of his house, the bulldozers were already demolishing it.

Today's house demolitions are part of the policy recently announced by Jerusalem Mayor Ehud Omert, who vowed to carry out house demolitions in Jerusalem every week. As a matter of fact, over 20 demolition orders have been recently issued for houses in Beit Hanina and Sho'afat on grounds of "illegal building".

Although in 12 of the 20 cases the courts have stopped the demolition for the time being, the chances that the demolitions will only be postponed but not prevented by the courts are very high. Since the beginning of the year, 23 houses have been demolished in East Jerusalem including the houses demolished today; 5 houses have been demolished this week alone.

In the evening, the Israeli authorities closed down the offices of two NGOs representing Palestinian civil society: The Land Research Center which is part of the Arab Studies Society, a research center located in East Jerusalem, close to the Orient House; and the Multisectoral Office as well as the Technical Office, which are part of the Welfare Association, a NGO which has its headquarters in Geneva (Switzerland). The projects of the Welfare Association focus on renovations of houses in the Old City of Jerusalem as well as on educational and medical issues.

Eyewitnesses reported to LAW that the Israeli forces confiscated in these offices computers, files and all sorts of papers. Moreover, staff working in these offices were detained: While Ishaq Budeiri, the director of the Arab Studies Society, was released after a few hours, at the time of writing 'Issa Bishara Rabadi and Fu'ad 'Adel Halaq, two researchers at the Multisectoral Center, remain detained in the Russian Compound Detention Center in Jerusalem.

LAW strongly condemns the house demolitions carried out in Jerusalem on grounds of "illegal building" and emphasizes that it is virtually impossible for Palestinians to obtain building permits due to a discriminatory planning policy. This policy is designed to limit Palestinian construction to a minimum in order to preserve maximum opportunity for land confiscation and Jewish settlement.

LAW is concerned about the attacks on institutions representing Palestinian civil society and demands the immediate release of the staff members detained and the re-opening of the offices.

LAW recalls that East Jerusalem is a territory occupied by Israel in 1967 and calls on the international community to act in accordance with UN resolutions and in consistency with their own declared policies.
The international community has never recognized the annexation of East Jerusalem by Israel, which was carried out in contravention of international law and which Israel is trying to consolidate with its policies of house demolitions and the repression of Palestinian institutions in the city

http://www.lawsociety.org/

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