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Le giornate di Genova / Genoa Days
by IMC Italy Monday, Aug. 06, 2001 at 6:06 AM mail: italy@indymedia.org

[it] I tre giorni di Genova hanno rappresentato forse il momento piu' alto delle battaglie del movimento per contro il capitalismo globalizzato. Un breve riassunto. [en] The three days of Genoa represents maybe the highest peak of the battles of the movement agianst global capitalism. A summary.

[it] Le giornate di Genova rappresentano una delle piu' importanti manifestazioni per una globalizzazione solidale e contro il capitalismo globale a cui si sia assistito nel mondo.
E la risposta dei governi mondiali non e' stata da meno: citta' blidata da mesi, per giorni e giorni prima del vertice controlli ad ogni angolo, allarmi bomba e perquisizioni a tappeto in tutta Italia, con il solo fine di seminare tensione. Le intimidazioni a tuti i settori del movimento, da quelli piu' pacifici a quelli piu' agguerriti, si ssusseguono senza sosta durante tutto l'anno, ma con un'impennnata nella frequenza nei giorni a ridosso degli appuntamenti di massa.
Per tutta la settimana tuttavia (vedi piu' sotto lo "speciale Public Forum") si susseguono parallelamente ai preparativi dei cortei, incontri e dibattiti di ogni tipo, che sfatano il mito del capitale di un movimento senza testa e con solo stomaco.
Il 19 luglio e' il primo giorno di grandi manifestazioni, con 50000 migranti in piazza, festose e allegre, senza particolari incidenti. La tensione e' palpabile ad ogni modo ed e' destinata ad esplodere nei giorni successivi.
Il 20 luglio e' il giorno dedicato al tentativo di invadere la zona rossa, una zona di temporanea interdizione della liberta' di movimento e di parola. Il corteo parte tesissimo, ogni spezzone con una sua piazza e alcuni obiettivi: ci sono i pacifisti con le piazze tematiche e i gruppi di affinita', il blocco pink silver e la sua "tactical frivolity" che vuole danzare sul g8, il blocco dei disobbedienti, e il blocco di COBAS e network per i diritti globali. Un po' avulso da queste zone e' il corteo della CUB che si sviluppa tutto a ponente.
I disordini cominciano quasi subito e da li' in poi e' un susseguirsi di fuggi fuggi nella citta', si scontri con la polizia e di tentativi di ripararsi da qualche parte. Saltano gli schemi per tutti e tutti si devono confrontare con la stessa inaudita violenza.
Le 50000 persone che partecipano agli eventi del 20 luglio si trovano catapultate, volenti o nolenti, nel primo grande scontro del regime.
I rumori di giovani travolti dalle camionette, di feriti da lacrimogeno altezza uomo si susseguono senza fine.
Alle 18.17 delle camionette dei carabinieri per disperdere la folla caricano, rimangono bloccate e intrappolate tra quelle stesse persone che volevano schiacciare sotto le ruote, e vengono assaltate. Carlo Giuliani viene ucciso da due colpi di pistola esplosi da un carabiniere, e travolto dalla jeep che fugge.
E' l'epilogo di una giornata che continua con lo stesso copione.
Il 21 luglio la tensione e' altissima. Il corteo parte e le sue dimensioni sono senza precedenti: 200000 persone formano un unico corteo dalla Sturla a piazza Rossetti, e continuerebbero anche piu' in la', se in piazza Rossetti, davanti al convergence center di piazzale King, la polizia non scatenasse l'offensiva.
La tattica e la strategia di piazza sono degne di Von Klausewitz: spezzare il corteo in molteplici tronconi, per controllarlo e reprimerlo meglio, piogge di lacrimogeni (dagli elicotteri, dal mare, dai monti, da dentro il corteo, dai cordoni di fronte) e cariche per disperdere il corteo... E per picchiare, per picchiare duro. Per essere sicuri che a nessuno venga piu' in mente di costruire un mondo diverso. In pochissimo tempo il corteo e' spezzato, gli spezzoni mischiati ma compatti per resistere agli attacchi delle forze dell'Ordine, e i vari tronconi vengono inseguiti per tutto il giorno.
Alla fine stremati, i feriti non si contano, come anche i soprusi nei confronti di manifestanti, legali, medici, giornalisti. Non si salva nessuno dalla strategia del terrore dello Stato.
Il peggio pero' deve ancora venire.
Alle 00.10 tra il 21 luglio e il 22 luglio, quando ormai gli scontri erano finiti e tutti si apprestavano a cercare di riposare o di rientrare a casa, la Polizia attacca il Media Center del GSF dove si trovano anche l'Indymedia Center e la sede dell'assistenza legale, e la scuola di fronte, la scuola "Pertini", in cui dormono un centinaio di "reduci" dalle brutture del pomeriggio. E' l'inizio del regime (vedi articoli specifici).

Raccogliamo qui un po' delle testimonianze significative che ci siamo presi la liberta' di collezionare dal newswire e dai mille siti fratelli di media attivismo che hanno lavorato con noi in questi giorni.

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Meanwhile: http://www.dyne.org/antig8
[en] Genoa days represent one of the biggest demo for a horizontal globalization and against global capitalism that the world has seen.
And the answer of The World Rulers has not been kind: the city secured since months ago, days and days of controls in the street before the meeting, bomb alarms and searches in all of Italy, with the only purpose to sow tension. The intimidations to all the sectors of the movement, form the more peaceful ones to the more angry ones, go on and on all the year long, climaxing in the days just behind the mass appointments.
All the week long however (see "Public Forum Special" feature in the main page) parallel to the preparation for the demos, meeting and debates of any kind are held in Punta Vagno, demolishing the middle-class myth of a movement without head and governed by stomach.
July 19th is the first day of demos, with 50000 migrants in the street, happy and partying, without any incident. Tension is rising and is destined to explode in the next days.
July 20th is a day dedicated to the attempts to enter the red zone, a zone of temporary inhibition of the freedom of movement and of the freedom of speech. The demo begins already very tense, each sector with its own square and aims: pacifists with thematic squares and affinity groups, pink-silver block and its "tactical frivolity" to dance over the g8, the disobeyance block, and the block composed of COBAS and "Global Rights Network". A little far from this zones is the demo organized by CUB taking place quietly in the western part of the city.
Disorders starts almost immediately and from that moment on it's a continuos sequence of flights in the city, riots with Police forces, attempt to shelter somewhere. All the prepared things are blown up and everyone has to face the same uncomprehensible violence.
50000 people partecipating to the demo are hauled in the first true clash with the Regime.
Rumours of people run over by Police vans, of people hit by tear gases shot at man's height spread within the movement without end.
18.17pm: Carabinieri vans charge the demo to scatter the partecipants; they get trapped among the very same people they wanted to crush and are assaulted. Carlo Giuliani is killed by two gunshots exploded by a Carabiniere and trashed by the jeep fleeing the scene.
It's the epilogue of a day that flows with the same script.
July 21st the tension is at its peak. The demo starts and its dimensions have no comparison in the past: 200000 people compose a sinlge demo from Sturla to piazza Rossetti, and would go further, if in Piazza Rossetti, in front of piazzale King Convergence Center, Police hadn't begun the offensive.
Tactic and strategy are worthy of Von Klausewitz: break up the demo in small parts, to control it and repress it at the best of your possibility, tear gases storming from anywhere (form helycopters, from the sea, from inland, from inside the demo, from the Police squads just in front of the demo) and charges to scatter the crowd... And to beat down everyone you can get your hand on, to hit hard. To be sure they think twice next time to a different world. IN a few moments the demo is broken in small fragments, with the different groups mixed up but solid to resist to Polcie attacks. The various fragments are hunted down all the day long.
At the end of the day, the injured are too many to count, as well as the abuses against demonstrants, journalists, lawyers, doctors. No one is spared from the terror strategy of the State.
Worst is still to come anyway.
00.10 in the night between july 21st and july 22nd, the riots ahve stopped and everyone is trying to recover or to get back home. Police attacks the GSF Media Center, where also the Indymedia Center and GSF lawyers and doctors coordiantions can be found, and the opposite school, named "Pertini", where a hundred of "veterans" of the afternoon brutality sleep. It's the beginning of the Regime (vedi articoli in pagina principale).

We are trying to gather testimonies and experiences, that we have taken license to gather from the newswire and from many media activists twin sites which have worked with us in these days.

Foto | Video | Audio | Text
Meanwhile: http://www.dyne.org/antig8


it has to stop
by dan Tuesday, Jul. 31, 2001 at 12:20 AM mail:

just a quick note to tell u that we in canberra australia will be hold ing a peaceful protest out side the italian embassy here to let them know that we, the people of australia will not tolerate the facist ellement to come out again in our world and to allso let them know that we know of the murder of carlo.

we morn the death of a brother in arms!!!

peace

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proteste
by Robi Monday, Jul. 30, 2001 at 1:31 AM mail:

Sono sostanzialmente d'accordo con le rivendicazioni dei manifestanti anti globalizzazione, credo però, che cercando uno scontro diretto e lasciando che la violenza si sostituisca ad una forma di protesta più propositiva ed efficace il movimento perderà credibilità.
Dopo quanto é successo a Genova chi ha sbagliato, da entrambe le parti, dovrà assolvere il suo debito con la giustizia penale o civile.
Spero che nessuna voglia spingere una protesta civile per i diritti dell'uomo verso una contrapposizione ideologica e politicizzata e a un nuovo periodo di violenza che nessuno vuole.

Ringrazio per l' attenzione.

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World Class Warfare
by Gertrude C. McBain Thursday, Aug. 02, 2001 at 12:52 AM mail:

Facsism, Naziism and McCarthyism have been lying dormant and is now exposing its ugly brutal face on a world scale.
People will respond to counter this vicious attack and will take back the 'power of the people'.

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Dalla Costa Rica un girido di dolore
by Silver Bono Monday, Aug. 06, 2001 at 6:06 AM mail: uj

Sapevo che un giorno o l.altro il regime avrebbe dovuto mostrare la sua vera natura di mostro crudele che non accetta l'esistenza di qualsiasi energia che possa interferire con il controllo totale del potere e del tempo che e' la sua unica ragione di esistere.

Non mi riferisco al regime in italia o in Costa rica ma al regime internazionele che desidera attraveso l'industrializzazione la urbanizzazione e la globalizzazione mettere la gran maggioranza della gente sotto il controllo di un elite di persone oscure che lavorano per la distruzione del pianeta attraverso l'inquinamento, l'estrazione incontrollata delle materie prime, l'uso di una agricultura tossica ed un sistema educativo che spegne l'anima, io dal mio rifugio nelle giungla di Talamanca vi mando una mia piccola contribuzione alla lotta che appoggio e che a mio modo conduco qui in centro america svegiando la conscianza della gente perche non perdano la loro indipendenza in nome di uno svilluppo che cerca solo di rubargli il tempo di vivere e sorridere.

Vorrei continiare con voi un dialogo, perche sento che posso contribuire alla lotta anche da qui.

Collegatemi alla vostra rete vi faro avere notizie di quello che la locale organizzazione anarchico ecologista sta facendo per salvare dalla distruzione uno degli ecosistemi piu fenomenali e delicati del pineta.

Con amore

Silver Bono

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