{"id":2375,"date":"2017-01-18T15:28:31","date_gmt":"2017-01-18T14:28:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2375"},"modified":"2017-01-18T15:28:31","modified_gmt":"2017-01-18T14:28:31","slug":"quanto-sono-lunghi-dieci-anni-una-riflessione-sul-foglio-di-via","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2375","title":{"rendered":"Quanto sono lunghi dieci anni? &#8211; Una riflessione sul foglio di via"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/banksy-uomo-attesa-275661-768x573.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-2376\" style=\"margin: 9px;\" alt=\"banksy-uomo-attesa-275661-768x573\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/banksy-uomo-attesa-275661-768x573.jpg\" width=\"323\" height=\"241\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/banksy-uomo-attesa-275661-768x573.jpg 768w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/banksy-uomo-attesa-275661-768x573-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a>fonte: <a href=\"https:\/\/freccia.noblogs.org\/post\/2017\/01\/08\/quanto-so-lunghi-dieci-anni\/\" target=\"_blank\">freccia.noblogs.org<\/a><\/p>\n<p><\/em>\u201cTra qualche giorno mi scadr\u00e0 il foglio di via da Teramo. Il terzo consecutivo. Datomi per i motivi pi\u00f9 disparati: dei danneggiamenti, una manifestazione antifascista, fino ad arrivare all\u2019ultimo datomi per attacchinaggio di manifesti solidali con i No Tav. Ognuno della durata di tre anni che, sommati ad un periodo di divieto di dimora da Teramo, fanno un totale di dieci anni.<br \/>\nQuanto sono lunghi dieci anni?<br \/>\nPrima di fare questa riflessione ad alta voce, in prima persona, mi sono interrogato molto sul senso. Sul significato di narrare questa storia senza che fosse fraintesa come un qualcosa di personalistico o, peggio, di vittimistico.<br \/>\nPoi per\u00f2 ti accorgi che arriva il momento di raccontarle certe vicende, per il semplice motivo che, averne lette di altre, ti ha arricchito. Ti ha dato qualcosa. Ti ha fatto trovare compagni.<br \/>\nArrivano dei momenti cio\u00e8, che certe storie vanno raccontate, anche perch\u00e9 non tutto \u00e8 scontato come pensiamo, che tutto si sappia. Ed una volta conosciute certe vicende si possono fare anche considerazioni con pi\u00f9 chiarezza.<br \/>\nChiarisco, al riguardo, anche un\u2019altra cosa: vicende come questa, purtroppo, sono sempre pi\u00f9 frequenti e diffuse. Ed anche per questo, raccontarcele, ci aiuta a ragionarci sopra. Un\u2019altra cosa da chiarire \u00e8, senza dubbio, che vi sono vicende repressive ben pi\u00f9 pesanti e durature, purtroppo. Ma il senso di questa riflessione ad alta voce non \u00e8 sulla \u201cgradualit\u00e0\u201d della repressione, non \u00e8 una classifica. Il senso di questa riflessione \u00e8, partendo da un\u2019esperienza singola, cosa comporta la repressione e ragionare su come affrontarla.<br \/>\nTorniamo quindi al foglio di via. Esso \u00e8 una misura repressiva, emanata dal questore, nei confronti di chi ( a discrezione del questore stesso ed evidentemente su pregiudizi di polizia) viene considerato un \u201cpericolo per la pubblica sicurezza\u201d. Al foglio di via, una volta emanato e quindi reso esecutivo, si pu\u00f2 fare ricorso: o al questore stesso (?!?) o tramite il Tar, pagando ovviamente il ricorso. In quest\u2019ultimo caso si devono addurre serie motivazioni (lavorative, famigliari, ecc..) per il fatto di poter rimanere in un territorio. E, per esperienza, vi dico anche che queste \u201cserie motivazioni\u201d molto spesso non sono sufficienti, laddove vi sono forti pressioni poliziesche. Uno, poi, pu\u00f2 anche sbattersene del foglio di via; solo che, laddove vi \u00e8 abbastanza attenzione su un individuo, le varie inosservanze di tale misura si tramutano poi tutte in procedimento penale.<br \/>\nDopo questa piccola e semplice digressione legislativa, tocca entrare nel merito della riflessione: cosa comporta il foglio di via? Ma avrei potuto dire anche, con le varie differenze, la sorveglianza speciale, il divieto di dimora e via discorrendo.<br \/>\nIn primo luogo comporta, perlomeno il tentativo, di rompere molti rapporti che uno ha in un territorio. Non poter frequentare amicizie, luoghi famigliari, lotte. Non poter venire in contatto con tutto ci\u00f2 che in tre, cinque, dieci anni \u00e9 nato e cresciuto. Non poter rinsaldare quel che gi\u00e0 c\u2019era, che si era costruito. Comporta il dover reinventarsi in un altro luogo, ricostruire rapporti, situazioni; e non per scelta, ma per costrizione! Queste misure quindi mirano soprattutto ad escludere da un contesto sociale e ad isolare l\u2019individuo dal mondo che ha vissuto e che vuole ed intende vivere.<br \/>\nQui s\u2019inserisce la riflessione da cui queste righe prendono corpo: se infatti ci diciamo, giustamente, che i compagni sono molto spesso isolati da e in situazioni \u201csociali\u201d; questo discorso va traslato anche su un piano individuale. Diciamoci la verit\u00e0: molte volte, oggi, chi realmente si mette in gioco (soprattutto in situazioni di provincia, ma non solo) si trova isolato, a confrontarsi, quando ha fortuna, con pochi intimi. A ragionare sul da farsi, ad affrontare situazioni spiacevoli, a sorbirsi grane giudiziarie. E possiamo facilmente immaginare quanto ci\u00f2 sia deleterio per le lotte, per una loro progettualit\u00e0, una loro espressione pratica, una loro efficacia. E, alla lunga, quanto pu\u00f2 essere deleterio anche individualmente.<br \/>\nIn questo contesto la repressione, con tutte queste \u201csemplici\u201d applicazioni di cui dispone, ha gioco facile. E la frammentazione e l\u2019isolamento, non possono che avanzare.<br \/>\nIn questo quadro a tinte fosche, per\u00f2 non c\u2019\u00e8 da buttar la spugna. C\u2019\u00e8 piuttosto da riconoscere che uno dei primi aspetti da combattere \u00e8 l\u2019isolamento a cui vorrebbero relegare i compagni e, di conseguenza, le lotte. Perch\u00e9 chi ancora si avvicina alle idee di libert\u00e0 e giustizia sociale, non deve sentirsi isolato: n\u00e9 in contesti sociali e di lotta, n\u00e8 tantomeno alle prime avvisaglie repressive. Se non capiamo che dobbiamo ripartire da questo collante solidaristico, perderemo per strada sempre pi\u00f9 compagni e compagne, sopraffatti, comprensibilmente (stando cos\u00ec le cose), da un senso di isolamento e spossatezza. Ed ancor meno, se ne avvicineranno.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 pur vero che le nostre idee non moriranno mai, ma nel momento in cui non abbiamo la forza e la capacit\u00e0 di metterle in pratica, quelle idee, per quel periodo storico, stan gi\u00e0 morendo.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>fonte: freccia.noblogs.org \u201cTra qualche giorno mi scadr\u00e0 il foglio di via da Teramo. Il terzo consecutivo. Datomi per i motivi pi\u00f9 disparati: dei danneggiamenti, una manifestazione antifascista, fino ad arrivare all\u2019ultimo datomi per attacchinaggio di manifesti solidali con i No Tav. 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