{"id":3664,"date":"2020-06-12T12:13:46","date_gmt":"2020-06-12T10:13:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3664"},"modified":"2020-06-12T12:13:46","modified_gmt":"2020-06-12T10:13:46","slug":"la-conta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3664","title":{"rendered":"LA CONTA"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cGi\u00e0 22 detenuti suicidi dall\u2019inizio dell\u2019anno 2020\u2026\u201d,<\/em><br \/>\n<em>\u201c\u2026sottolinea come questo sia l&#8217;ottavo decesso in un carcere del Lazio nel 2010, il terzo per suicidio\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Questi gli incipit degli articoli, per altro pochissimi, seguiti alla morte di un uomo nel carcere di Rebibbia.<br \/>\nNel carcere la conta \u00e8 una prassi che vede i secondini, pi\u00f9 volte nella giornata, presenti nella sezione e impegnati nell\u2019odioso compito di contare le persone detenute.<br \/>\nQuelle vive, per\u00f2\u2026<br \/>\nEvidentemente questa attivit\u00e0 trova la sua continuazione anche nella \u201cconta\u201d dei morti di carcere.<br \/>\nPerch\u00e9, lo affermiamo per l\u2019ennesima volta, quelle morti non possono essere annoverate nella categoria dei suicidi. Troppo comodo delegare il tutto alla volont\u00e0 soggettiva. Troppo utile, troppo in odor di alibi.<\/p>\n<p>Le morti in carcere sono dovute alla condizione di prostrazione psico-fisica a cui il sistema carcere induce. Una condizione che chiunque abbia vissuto la galera sulla propria pelle conosce molto bene e che non sempre si riesce a superare.<br \/>\nUna condizione che, per altro, \u00e8 abbondantemente prevista dagli stessi operatori interni (guardie e non solo), visto che il primo colloquio di ingresso avviene con la figura dello psicologo il quale (con la freddezza e l\u2019insensatezza tipica dei protocolli) ti chiede \u201cHai intenzioni suicidarie?\u201d.<br \/>\nE parliamo della condizione detentiva \u201cnormale\u201d, quella cio\u00e8 non ulteriormente influenzata da contingenze particolari quale, per esempio, quella attuale data dall\u2019emergenza Covid.<br \/>\nPersone detenute trattate come sempre (perch\u00e9 anche questa \u00e8 prassi del sistema carcerario) da infanti, a cui non dare alcuna spiegazione su quanto stesse accadendo, salvo improvvise comunicazioni di interruzione dei colloqui con i propri affetti. Le uniche notizie erano quelle diffuse attraverso i canali televisivi e chiunque pu\u00f2 ravvisare quanto elevato fosse il livello di paura che causavano.<br \/>\nCi sono volute le rivolte di marzo, legittimamente rabbiose perch\u00e9 spinte dalla autodifesa a salvaguardia della propria vita, a far s\u00ec che ci fosse una parvenza di presa in carico da parte delle istituzioni, governative e sanitarie, della salute delle persone detenute.<br \/>\nTutto colpevolmente tardivo, tutto colpevolmente superficiale.<br \/>\nTavoli di confronto e discussione istituzionali sul come organizzare le patrie galere e come intervenire per prevenire la diffusione del contagio, dai cinici titoli tipo #iorestoincarcere, hanno avuto alla fine come unico risultato alcune sezioni destinate a reparti Covid, in cui isolare le persone contagiate.<br \/>\nNon bisogna per forza essere anarchici estremisti per porsi la banale domanda \u201cse svuotano un reparto per destinarlo alle persone contagiate, non si causer\u00e0 inevitabilmente un affollamento degli altri?\u201d<br \/>\nMa \u00e8 l\u2019identico, perenne, futile giochetto a cui con tanta solerzia si dedica il DAP: le patrie galere come un\u2019enorme scacchiera sulla quale spostare le pedine da un quadrato ad un altro, senza che nulla accada.<br \/>\n\u201cTutto cambia perch\u00e9 nulla cambi&#8221;.<\/p>\n<p>Chi ha deciso di andarsene dalla galera Rebibbia, nell\u2019unico modo che ha ritenuto in quel momento possibile, era in isolamento sanitario e non sappiamo n\u00e9 mai sapremo cosa davvero l\u2019ha spinto a quell\u2019estremo gesto.<br \/>\nEppure non \u00e8 necessario chiss\u00e0 quale particolare sforzo intuitivo (se ancora proviamo anche solo empatia) per comprendere la condizione emotiva in cui poteva versare, considerato per altro la procrastinata chiusura dei colloqui e, pi\u00f9 in generale, di qualsiasi entrata dall\u2019esterno, fatto salvo di chi con il carcere ha garantita la propria sopravvivenza economica, operatori e secondini.<\/p>\n<p>Un tempo si parlava di istituzioni totali di cui il carcere ne era degno rappresentante.<br \/>\nOggi il linguaggio democratico sembra aver epurato il proprio vocabolario da definizioni cos\u00ec inequivocabili.<br \/>\nQuella sostanza per noi resta ed \u00e8 irriformabile.<br \/>\nOgni morte in carcere non sar\u00e0 mai da noi annoverata tra i suicidi.<br \/>\nLe vostre \u201cconte\u201d ci fanno ribrezzo e mai le dimenticheremo.<br \/>\nL\u2019unica sicurezza \u00e8 la libert\u00e0!<\/p>\n<p><em>Rete Evasioni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGi\u00e0 22 detenuti suicidi dall\u2019inizio dell\u2019anno 2020\u2026\u201d, \u201c\u2026sottolinea come questo sia l&#8217;ottavo decesso in un carcere del Lazio nel 2010, il terzo per suicidio\u201d. 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