Entra nel vivo l'inchiesta della procura di Messina: sul luogo
dell'incidente erano in azione anche i servizi segreti
MESSINA, 22 lug - È un mistero nel mistero. Il disastro ferroviario sulla linea Messina-Palermo mette in luce un'altra zona d'ombra che dovrà finire al vaglio dell'autorità giudiziaria. Alla stazione di Rometta Marea, subito dopo il deragliamento, sarebbero entrati in azione anche i servizi segreti. L'ipotesi della loro presenza arriva direttamente dalla procura di Messina nel tentativo di interpretare alcune testimonianze raccolte subito dopo la tragedia. Alcuni uomini sono stati notati mentre si aggiravano tra i binari qualificandosi come agenti della Digos. Tuttavia, nessuna conferma è arrivata dalla questura riguardo l'intervento diretto degli uomini della polizia politica. E allora chi erano quelle persone?
Secondo il procuratore di Messina, Luigi Croce, si tratterebbero di "investigatori del Sisde" che si sarebbero mobilitati per analizzare la situazione e fare alcune verifiche. In ogni caso non esiste una conferma ufficiale: «è normale - ha spiegato il procuratore - che la procura di Messina non venga informata di questo». Se l'ipotesi fosse confermata, molti sono gli interrogativi che aspettano una risposta: cosa ci facevano lì gli 007? Quali elementi hanno raccolto? C'è qualcosa di più dietro alla sciagura sulla linea Messina-Palermo che ancora è rimasto all'oscuro?
Intanto la procura ha aperto un fasciolo contro ignoti per i reati di disastro e omicidio colposo plurimo. Sono stati nominati anche 4 super esperti nel campo delle "infrastrutture e dei materiali marcianti" per fornire una consulenza all'inchiesta che dovrà analizzare anche tutti i dati contenuti sulla scatola nera del treno recuperata dagli investigatori. «Per il momento - ha sottolineato il procuratore Croce - non esiste una pista privilegiata per spiegare le ragioni del deragliamento della Freccia della Laguna».
Anche la tesi di un problema di sicurezza della linea ferroviaria non ha trovato ancora reali conferme. Le Fs hanno precisato che la tratta, il 20 giugno, era stata interessata da un opera di manutenzione e controllo con esiti rassicuranti.
In queste ore sono in corso i primi interrogatori delle persone coinvolte dal disastro, mentre la procura ha già disposto anche l'autopsia sui corpi delle 8 vittime. Tutta la zona interessata dal deragliamento è ancora sotto sequestro e il tratto ferroviario rimarrà chiuso anche nei prossimi giorni.
Sul fronte istituzionale, molti rappresentanti del parlamento hanno richiesto che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, riferisca alla Camera sullo stato dell'inchiesta. (News2000)
news2000.libero.it/primopiano/2304.jhtml
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