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	<title>Una Volta Per Tutte</title>
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	<description>Una Volta Per Tutte - contro il nucleare e il mondo che lo produce</description>
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		<title>Non solo Tav: in Valle di Susa un sito di trattamento scorie radioattive</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 21:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News dai media]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il piatto forte tra quelli sul tavolo per fare restare l&#8217;acciaieria in Valle di Susa è radioattivo. Per mantenere l&#8217;occupazione nel polo siderurgico di San Didero la Beltrame chiede, tra le altre cose, di poter sviluppare il progetto di un sito di processamento di materiali radioattivi contaminati prevalentemente da Cesio 137. Ma il Comune di San Didero si è già dichiarato nettamente contrario.<br />
Nell&#8217;ultimo incontro in Regione, la Beltrame ha chiesto al Ministero dello sviluppo e al Commissario di governo per la Torino-Lione Mario Virano di farsi promotori di questa richiesta accanto a quella di produrre teleriscaldamento per i comuni &#8230; <a href="/controilnucleare/?p=668" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il piatto forte tra quelli sul tavolo per fare restare l&#8217;acciaieria in Valle di Susa è radioattivo. Per mantenere l&#8217;occupazione nel polo siderurgico di San Didero la Beltrame chiede, tra le altre cose, di poter sviluppare il progetto di un sito di processamento di materiali radioattivi contaminati prevalentemente da Cesio 137. Ma il Comune di San Didero si è già dichiarato nettamente contrario.<br />
Nell&#8217;ultimo incontro in Regione, la Beltrame ha chiesto al Ministero dello sviluppo e al Commissario di governo per la Torino-Lione Mario Virano di farsi promotori di questa richiesta accanto a quella di produrre teleriscaldamento per i comuni della bassa valle. Richieste che si aggiungono alla proposta di inserire la valle di Susa tra le zone franche italiane, di ricevere energia a costi contenuti e di poter utilizzare i trasporti ferroviari a prezzi competitivi. Tutto questo pacchetto potrebbe entrare all&#8217;interno delle misure per aumentare l&#8217;occupazione nel territorio attraversato dalla nuova linea Torino-Lione. Ma non è automatico che il sito per scorie radioattive possa essere pagato con i soldi delle compensazioni del Tav. Anzi, per certi versi, questa proposta della multinazionale vicentina è una bomba che rischia di avvelenare ulteriormente il clima.<br />
La Beltrame vorrebbe utilizzare l&#8217;esperienza maturata con l&#8217;incidente del 28 ottobre 2005 per realizzare un sito nazionale per il trattamento dei materiali contaminati, che andrebbero poi stoccati nel futuro deposito nucleare nazionale , che come è noto, è ancora da individuare. Con l&#8217;impianto di riprocessamento dei materiali contaminati, che sarebbe l&#8217;unico in Italia, l&#8217;azienda conta di ricavare buona parte di quei 27 milioni che le servono per restare in valle di Susa e compensare uno stabilimento siderurgico non più redditizio. E propone di impiegare almeno 80 operai, solo in questa attività.<br />
La proposta della Beltrame ha ovviamente fatto saltare sulla sedia la sindaca di San Didero, Loredana Bellone, che è una delle attiviste storiche del movimento No Tav ed è da sempre contraria al passaggio dei convogli delle scorie nucleari che da anni transitano sulla ferrovia per andare agli impianti di riprocessamento di Sellafield e di La Hague. Così, l&#8217;altro ieri, il Consiglio comunale di San Didero ha votato un ordine del giorno contro la &#8220;proposta indecente&#8221; della Beltrame.<br />
«Le soluzioni adottate dopo l&#8217;incidente del 2005 sono state ottime – riconosce Bellone – Ma quello è stato un incidente. Un caso sporadico e di forza maggiore. Trasformare quella esperienza e l&#8217;impianto che serve a rendere più sicura l&#8217;acciaieria, in un business rivolto al mercato mi pare una vera e propria esagerazione. Se è così, l&#8217;impianto per l&#8217;individuazione del Cesio e di trattamento dei materiali radioattivi se lo possono smontare e rimontare da un&#8217;altra parte. Siamo consapevoli che gli operai rischiano di perdere il posto di lavoro per la chiusura delle acciaierie. Nell&#8217;ordine del giorno abbiamo espresso tutta la nostra solidarietà a loro e alle famiglie. Ma questa non è certo una soluzione. Come Comune non daremo mai un parere favorevole ad ospitare un impianto nazionale di trattamento di materiali radioattivi a favore di terzi. Se lo scordino pure».<br />
Anche la Fiom ha già espresso parere contrario.<br />
«Lì deve rimanere un&#8217;acciaieria – dice il sindacato – non deve essere sostituita con lavorazioni che non farebbero altro che aumentare i rischi per la salute dei lavoratori».<br />
La proposta della Beltrame mira a rendere produttivo il sistema di individuazione e decontaminazione da Cesio che fu realizzato a seguito dell&#8217;incidente. Il 28 ottobre 2005, un camion pieno di polveri decantate dei camini dell&#8217;acciaieria che provenivano dall&#8217;impianto di pellettazione dei residui di fumi, fece scattare il sistema di allarme radiologico. Si scoprì che nel rottame ferroso fuso dall&#8217;acciaieria c&#8217;era una partita che conteneva Cesio 137 che aveva sparso polveri radioattive in giro per la valle, senza, per fortuna, produrre eccessivi danni all&#8217;ambiente e alla salute. Rottami contaminati da americio dei parafulmini erano già stati individuati in passato.<br />
Dopo questa brutta esperienza, la Beltrame aveva introdotto innovativi sistemi di prevenzione, monitoraggio e decontaminazione. Oggi, l&#8217;azienda vorrebbe trasformare le proprie attività affiancando dell&#8217;acciaieria a quella di produttore di teleriscaldamento e di polo di decontaminazione.</p>
<p><em>di Massimiliano Borgia</em></p>
<p><em>Tratto da: <a title="Nuova Società" href="http://www.nuovasocieta.it/torino/non-solo-tav-in-valle-di-susa-un-sito-di-trattamento-scorie-radioattive.html" target="_blank">Nuova Società</a> del 3 Maggio 2013</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La lotta  contro il nucleare nella Repubblica Federale Tedesca</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 15:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<h1 align="CENTER"><span style="font-size: medium; font-family: Arial, sans-serif;">1977 – 2011</span></h1>
<h1 align="CENTER"></h1>
<h1 align="CENTER"><span style="font-size: small;">Come fosse un’introduzione</span></h1>
<h1 align="CENTER"></h1>
<p><strong>Wendland o anche </strong>Lüchow-Dannenberg<strong> è il circondario collocato nell’estremo nord-est della Bassa Sassonia (Hannover), a un passo dal confine con la </strong><strong>ddr (</strong><em>Deutsche Democratische Republik</em>, repubblica democratica tedesca, RDT anche Germania dell’Est)<strong>. Nel 1977 il governo decide di impiegare una miniera abbandonata di Gorleben, un villaggio del circondario, come sito in cui stoccare le scorie delle centrali nucleari della </strong><strong>rft, </strong><strong>a loro volta trattate prima in un impianto specializzato a La Hague (Normandia). Viene organizzata e realizzata una manifestazione di protesta, a cui prendono parte 20mila manifestanti: la prima di una </strong>&#8230; <a href="/controilnucleare/?p=619" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="CENTER"><span style="font-size: medium; font-family: Arial, sans-serif;">1977 – 2011</span></h1>
<h1 align="CENTER"></h1>
<h1 align="CENTER"><span style="font-size: small;">Come fosse un’introduzione</span></h1>
<h1 align="CENTER"></h1>
<p><strong>Wendland o anche </strong>Lüchow-Dannenberg<strong> è il circondario collocato nell’estremo nord-est della Bassa Sassonia (Hannover), a un passo dal confine con la </strong><strong>ddr (</strong><em>Deutsche Democratische Republik</em>, repubblica democratica tedesca, RDT anche Germania dell’Est)<strong>. Nel 1977 il governo decide di impiegare una miniera abbandonata di Gorleben, un villaggio del circondario, come sito in cui stoccare le scorie delle centrali nucleari della </strong><strong>rft, </strong><strong>a loro volta trattate prima in un impianto specializzato a La Hague (Normandia). Viene organizzata e realizzata una manifestazione di protesta, a cui prendono parte 20mila manifestanti: la prima di una storia di resistenza, che ancora nell’autunno 2011 rimane aperta più che mai.</strong></p>
<p><strong>Nel marzo 1979, in seguito alla decisione del governo di dare avvio ai lavori della costruzione del </strong><strong><em>Nuklear Entsorgungszentrum</em></strong><strong> (</strong><strong>nez</strong><strong>, Centro per lo smaltimento delle scorie nucleari), scendono in strada i contadini con i loro trattori e tanti manifestanti. La meta del corteo con alla testa lo striscione </strong><strong><em>Bauern und Buerger</em></strong><strong> (Contadini e Cittadini),seguito da altri quali </strong><strong><em>Gorleben soll leben! </em></strong><strong>(Gorleben deve vivere), </strong><strong><em>Gorleben ist ueberall</em></strong><strong> (Gorleben è ovunque), </strong><strong><em>Kein Atommuell im Salz sonst knallt’s </em></strong><strong>(Niente scorie nucleari nelle saline altrimenti guerra)…</strong><strong><em> </em></strong><strong> è la sede del governo del Land, che si trova a Hannover. Il corteo si ingrossa a ogni villaggio incontrato, nonostante il freddo acuto. Lo affollano anche i rappresentanti delle istituzioni locali. La diffusione in quei giorni delle notizie sull’incidente alla centrale nucleare di </strong>Three Miles Island a Harrisburg, negli Stati Uniti, lo rafforza. <strong>Quando dopo 6 giorni di marcia il corteo giunge adestinazione è già composto da oltre 100mila persone.</strong><strong> </strong><strong>Sei settimane dopo il governo del Land rinuncerà al</strong><strong> nez</strong><strong>.</strong></p>
<p><strong>Fra le creazioni di </strong><strong><em>Bauern und Buerger</em></strong><strong> , in quelle giornate di mobilitazione generale, c’è un villaggio di capanne a Trebel, nei pressi di Gorleben, e il </strong><strong><em>Wendenpass</em></strong><strong>, il passaporto della </strong><em>Republik</em> <em>Freies</em> <em>Wendland</em> (<strong>Libera Repubblica del Wendland) su cui viene scritto:</strong></p>
<p><strong>“<em>Chi ha questo passaporto è cittadino/a della </em></strong><em>Republik Freies Wendland; lo abbiamo fatto per far capire a chi lo possiede che uno Stato che non garantisce l’incolumità fisica, intima e spirituale delle sue genti, che non mantiene le armonie naturali fra persone, piante animali e minerali, che pratica lo sfruttamento di tutti, infine, a favore di nessuno, che si regge sull’equivoco assassino secondo cui la sicurezza interna e estera può essere costruita con le armi e le uniformi, che quindi un simile Stato non gli appartiene per molto tempo ancora! Rilasciato dall’ambasciata della Republik Freies Wendland”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il villaggio di capanne, questo sogno di una società autonoma, autogestita<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.damals-im-wendland.de/gartow-gorleben-3.htm" target="_self"><span style="color: #111111;">, per gli oltre mille abitanti del villaggio, non era soltanto una lotta contro l’energia e lo Stato nucleare, ma anche l’utopia vissuta di un’altra forma di società. Questa creatura della lotta proletaria che nella storia </span></a></span>ritorna più volte, ma sempre con vita breve, anche a Gorleben nel nord della BRD (<em>Bundes Republik Deutschland,</em> repubblica federale tedesca, RFT anche Germania Ovest) non riesce ad andare oltre 33 giorni di vita. Il 3 giugno 1980 10mila sbirri armati, sostenuti da panzer, elicotteri, irrompono nel villaggio, lo sgomberano e infine lo distruggono; di sicuro il governo, guidato allora da Helmuth Schmidt, il boia della “notte di Stammheim”, di appena otto mesi prima, è cosciente, come i suoi predecessori, di uccidere una creatura letale alla continuità della società capitalistica.</p>
<p>Su uno striscione donne, uomini, ragazzi, ragazze, che hanno vissuto quelle giornate: scrivono: <span style="color: #111111;"><em>Turm und Dorf könnt Ihr zerstören, aber nicht unsere Kraft, die es schuf!</em></span> (Potete distruggere la torre e il villaggio, ma non la nostra forza che li ha creati).</p>
<p><strong>Nel luglio 1980 riprendono i lavori di trivellazione, per valutare le possibilità e anche le conseguenze dello “stoccaggio”. L’ordine di avviare i lavori viene riaffermato dal governo centrale. Oltre 5mila manifestanti invadono l’area delle trivellazioni. Nello scontro violentissimo e prolungato, la polizia riesce a sgomberare il cantiere. </strong></p>
<p><strong>Nel 1984, concluse le prime trivellazioni il governo di Bonn ordina l’avvio del trasporto delle scorie. In pochissimi giorni le strade attorno a Gorleben, e molte oltre, si riempiono di manifestanti, di contadini con trattori, vengono innalzate barricate con auto, tronchi d’albero. In settembre la gente scende di nuovo in strada con i trattori, stavolta per dirigersi a Berlino e unirsi là a una grande manifestazione nazionale, il cui motto è: </strong>“Spegnere! – Energia nucleare, No Grazie!”<strong> La ricostruita resistenza del movimento antinucleare riesce a fermare i trasporti e a imporre un approfondimento degli studi sull’interramento delle scorie nucleari. </strong></p>
<p><strong>Nel 1995 il nuovo governo centrale, dopo aver cancellato una legge del proprio predecessore, relativa alla chiusura delle 19 centrali nucleari entro il 2020, dichiara conclusi studi, lavori e altro. Anche nella RFT lo stoccaggio delle scorie nucleari può avere inizio. Le scorie vengono stoccate non tanto nella vecchia miniera, piuttosto in nuovi scavi compiuti in profondità, cunicoli ricavati nel sale, a oltre 800 metri di profondità. Questo si vorrebbe fosse l’ambiente più sicuro a contenere la certissima emissione di radioattività delle scorie.</strong></p>
<p><strong>Dal 1995, ogni anno, in autunno avanzato, viene compiuto il trasporto su rotaia delle scorie in container, chiamati Castor (</strong><em>cask for storage and transport, </em><em>vagoni per l’immagazzinamento e il trasporto</em>)<strong>. I dubbi rimangono tutti, anzi. È verificato e assunto da diversi esperti che la radioattività emessa dalle scorie di Gorleben, in proporzione, è 10 volte superiore a quella di Chernobyl. Come lo è il dato che le 140 centrali nucleari sparse in Europa producono ogni anno, fra l’altro, migliaia di tonnellate di scorie. Dove metterle con la sicurezza necessaria? </strong></p>
<p><strong>A metà degli anni Novanta nella RFT i manifestanti antinucleari sono ridotti a poche migliaia, ma anno dopo anno tornano a crescere assieme alla determinazione. Negli ultimi 15 anni per raggiungere Gorleben al treno “nucleare” occorrono più di 4 giorni. Ogni anno le forme di resistenza, nonostante le decine di arresti per “resistenza”, “violenza”, nonostante il tentativo di aprire un’inchiesta contro duemila persone accusate di “associazione criminale”, si moltiplicano assieme alla crescita del suo movimento, al quale negli ultimi anni aderisce, oltre ai Verdi, persino la socialdemocrazia. Esse si perfezionano; per esempi, rispetto al blocco dei binari con veri e propri attendamenti sulle rotaie, a gettate di cemento riversate sugli stessi. Così i Castor per arrivare al sito dello stoccaggio devono essere trasportati su strada per circa 20 chilometri. E’ questo il tratto di strada su cui si concentra la resistenza con massicciateate, tronchi, cemento, trattori, persone incatenate…</strong></p>
<p align="CENTER"><strong> </strong><strong><span style="font-size: x-small;">(fonte: </span></strong><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://gorleben-archiv.de/Huettendorf-1004.htm)"><span style="font-size: x-small;">http://gorleben-archiv.de/Huettendorf-1004.htm)</span></a></span></span></p>
<h1 lang="de-DE"></h1>
<h1 lang="de-DE"></h1>
<p>&nbsp;</p>
<h2 lang="de-DE"></h2>
<p lang="de-DE" align="CENTER"><strong>Castor in numeri</strong></p>
<p align="CENTER"><span style="font-size: x-small;">(Dati diffusi dal ministero dell’interno della Bassa Sassonia-Hannover, inizio dicembre 2011)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1.400 sono i km che deve percorrere il treno-Castor dalla Vallonia francese fino a Dannenberg.<br />
125 sono state le ore di viaggio necessarie al treno-Castor per compiere questo percorso.<br />
2.500 tonnellate pesano treno e carico.<br />
600 metri è la lunghezza del treno.<br />
4 sono le locomotive che trainano il carico.<br />
11 sono i vagoni contenenti le scorie nucleari.<br />
6 sono i vagoni su cui viaggia la polizia di scorta.<br />
20.415 sono stati i poliziotti impiegati nell’operazione.<br />
133 poliziotti sono rimasti feriti.<br />
21 sono, insieme compresi, le auto e i furgoni della polizia danneggiati.<br />
1.553 sono le/i manifestanti fermate/i.<br />
43 sono i/le manifestanti arrestati/e.</p>
<p>5.080 sono state le espulsioni applicate.<br />
27 sono i trattori sequestrati.<br />
33,5 sono i milioni di euro spesi per il trasporto-Castor.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: x-small;">f</span><span style="font-size: x-small;">onte: http://www.ndr.de/regional/niedersachsen/heide/castortransport/castor561.html</span></p>
<p lang="de-DE">
<h1></h1>
<h1 align="RIGHT"><span style="font-size: small;">Castor 2011? Segare tronchi, costruire massicciate, scavare sotto le strade e le rotaie, spalare terra, neve&#8230;!</span></h1>
<h1><span style="font-size: x-small;">(((A))) </span><span style="font-size: x-small;">30 settembre 2011 </span></h1>
<h1></h1>
<h1><span style="font-size: small;">Probabilmente fra il 25 e il 28 novembre 2011 rullerà di nuovo un trasporto Castor dalla città francese di La Hague (Normandia) verso il campo di stoccaggio intermedio per le scorie radioattive ricavato a Gorleben. Dopo il disastro di Fukushima (Giappone) il governo federale si dà un gran da fare, a cominciare dal prolungamento della decorrenza per tenere accese le centrali nucleari, per pacificare il movimento antinucleare. La </span><strong><span style="font-size: small;">RFT</span></strong><span style="font-size: small;">, si legge nei notiziari e nella propaganda, si trova </span><span style="font-size: small;"><em>“davanti a una svolta energetica”. </em></span></h1>
<p>Se a fine novembre il trasporto Castor rulla verso Gorleben, tantissime persone lo contrasteranno. Negli ultimi decenni questi trasporti nel Wendland sono divenuti fra i maggiori punti di cristallizzazione del movimento anti-nucleare del mondo. Queste località sono divenute il luogo dove la politica nucleare è più facimente attaccabile, dato il profondo radicamento del movimento di protesta. Quasi tutta la popolazione, persone anziane e giovani, lo sostiene praticamente. L’assenza del dogmatismo dà una grossa forza alla resistenza; ed è anche una buona possibilità per mettere a fuoco la politica anti-nucleare su aspetti non direttamente collegati a Gorleben e difficilmente attaccabili, come i trasporti delle scorie. (…)</p>
<h1><span style="font-size: x-small;">fonte: </span><span style="color: #0000ff;"><a href="http://de.indymedia.org/2011/09/317239.shtml"><span style="font-size: x-small;">http://de.indymedia.org/2011/09/317239.shtml</span></a></span></h1>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><strong>Estrazione dell’uranio, centrali nucleari e “rigenerazione”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quel che l’energia e le scorie delle centrali nucleari riescono a produrre è, in primo luogo, una materia prima necessaria – l’uranio. Canada e Australia estraggono le maggiori quantità di questo minerale, seguite da Kazachistan, Russia, Nigeria e Namibia. L’estrazione dell’uranio rappresenta per davvero un rilevante problema sociale, sanitario e ecologico. In questa primafase della lavorazione si formano cumuli di detriti, da cui fuoriescono, fra l’altro, Radon (*) e CO2 (anidride carbonica). L’acqua d’infiltrazione e quindi l’ambiente circostante vengono contaminati, resi radioattivi. In parte la popolazione locale viene cacciata dal territorio interessato all’estrazione. Fra l’estrazione dell’uranio e il suo impiego nelle centrali nucleari sono necessari molti processi, che portano con sé altri grossi pericoli. Ci riferiamo all’arricchimento dell’uranio (un simile impianto è attivo in WestFalia, a Gronau), al suo trasporto e alla produzione dgli elementi combustibili. Soltanto una piccola parte del minerale entra nella produzione e viene successivamente impiegata nelle centrali nucleari come combustibile. Le restanti quantità di scorie radioattive e tossiche, rimangono in gran parte nel territorio di estrazione, dove estendono la contaminazione.</p>
<p>Adesso le centrali nucleari possono essere rifornite con barre di combustibile. In ogni centrale sono necessarie delle scorte di combustibile, che, per parte loro, sono sufficienti a rendere inabitabile per un tempo infinito, alle persone e agli animali, grosse parti di territorio come è accaduto a Chernobyl (**) e recentemente a Fukushima. Il rischio di un incidente con conseguenze appena prevedibili, adesso e in seguito, dunque esiste a partire dall’insediamento e attivazione di ciascuna centrale nucleare.</p>
<p>Al rischio dell’incidente bisogna aggiungere la quantità di scorie prodotte. Una volta bruciati gli elementi combustibili altamente radioattivi, i loro residui e le barre a cui erano applicati, vengono trapostati in impianti di rigenerazione, o anche “fabbriche di plutonio”, come quella di La Hague. Qui, da quel materiale viene infatti estratto il plutonio. Quello che a prima vista appare un riciclaggio, in pratica invece è un’ulteriore produzione di scorie gettata semplicemente in mare. Il plutonio estratto viene impiegato soprattutto nell’armamento nucleare e meno come combustibile, data la sua pericolosità nei confronti degli stessi impianti. Le scorie rimaste sono infine trasportate nei luoghi che dovrebbero essere i siti dello stoccaggio finale, come quello di Gorleben. Qui vengono sepolte nelle saline sottoterranee dove, dicono certi “scienziati”, le eventuali emissioni non raggiungeranno la superficie. Un luogo simile oggi non c’è. Un sito simile non esisterà mai. Ma intanto continuano a essere prodotte quantità gigantesche di scorie di cui nessuno sa che farsene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: x-small;">(*) Il radon è un elemento chimico naturale, radioattivo, appartenente alla famiglia dei cosiddetti </span><strong><span style="font-size: x-small;">gas nobili</span></strong><span style="font-size: x-small;"> o inerti. È incolore, inodore e insapore, quindi </span><strong><span style="font-size: x-small;">non può essere avvertito dai sensi</span></strong><span style="font-size: x-small;"><strong>. </strong></span><span style="font-size: x-small;">Viene</span><strong><span style="font-size: x-small;">prodotto per &#8220;decadimento nucleare&#8221; dal radio</span></strong><span style="font-size: x-small;"> che a sua volta proviene dall&#8217;uranio.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: x-small;">(**) Chernobyl, in Ucraina, qui nell’aprile 1986 nella centrale nucleare costruita anni prima, esplose un reattore con conseguenze mortali immediate e tuttora presenti. Uno studio pubblicato nel 2006 indica che sulla base delle statistiche oncologiche nazionali della Bielorussia, i casi di cancro dovuti alla contaminazione di Chernobyl sono stimati in 270mila di cui 93mila letali nei settant&#8217;anni successivi all&#8217;esplosione. </span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: x-small;">fonti: Sull’estrazione dell’uranio:   </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.umweltinstitut.org/download/flyer/Themenflyer_Uranabbau_download.pdf"><span style="font-size: x-small;">http://www.umweltinstitut.org/download/flyer/Themenflyer_Uranabbau_download.pdf</span></a></span></span><span style="font-size: x-small;"><br />
sulla sua “rigenerazione”:  </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.greenpeace.de/themen/atomkraft/atommuell_wiederaufarbeitung/artikel/wiederaufarbeitung_die_wichtigsten_fakten/"><span style="font-size: x-small;">http://www.greenpeace.de/themen/atomkraft/atommuell wiederaufarbeitung/artikel/wiederaufarbeitung_die_wichtigsten_fakten/</span></a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><strong>Gorleben: la problematica del sito finale</strong></p>
<p>Nel mondo non esiste alcun stoccaggio finale per le scorie altamente radioattive; questo è un dato grave ma irrevocabile. La carica radioattiva si dimezza nell’arco di 24mila anni; la restante carica si dimezzerà nei successivi 24mila anni e così via. Ciò vuol dire che il plutonio divenuto scoria deve essere isolato dall’ambiente per milioni di anni. Uno spazio di tempo non rappresentabile nella lingua come nei simboli; un arco di tempo in cui le generazioni che si succedono devono stare in guardia contro le radiazioni del plutonio stoccato. E per tacere del fatto che in un simile spazio di tempo, quand’anche le scorie radioattive siano state sotterrate, non è affatto sicuro che da queste non si sprigioni nulla. Dati questi presupposti, produrre scorie radioattive è irresponsabile anche solo nei confronti delle generazioni future.</p>
<p>Gorleben è un simbolo della problematica secondo cui nel mondo non esiste nessun stoccaggio finale sicuro. Le saline locali non sono state scelte perché sono le più adatte, ma piuttosto “per motivi geopolitici”. Nel documento che spiega la scelta di questa località è detto chiaro e tondo che: Gorleben è stata scelta perché si trovava nei pressi del confine con la DDR. Inoltre, ha giocato un ruolo favorevole anche il fatto che il circondario era relativamente poco popolato assieme alla presunzione che i contadini conservatori sarebbero rimasti tali. Entrambi quei presupposti sono caduti: i contadini sono insorti e la DDR non c’è più. E che le saline sotterranee siano una sicurezza non è provato da nessuna perizia, anzi esistono pareri scientifici contrari. Così è rimasto sulla bocca dei governi, della polizia, che <em>“le scorie in qualche parte devono finire”</em>; ritornello ripetuto in occasione di tutti i trasporti Castor. (…)</p>
<p><span style="font-size: x-small;">fonte: </span><span style="font-size: x-small;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: x-small;">http://www.online.uni marburg.de/isem/WS00_01/docs/endlager.pdf</span></span></span></p>
<p lang="en-GB">
<p align="CENTER">
<p><strong>“Consenso sul nucleare”, “prolungamento del tempo di funzionamento delle centrali nucleari”e “svolta emergetica”</strong></p>
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<p>L’ <em>“uscita dal nucleare”,</em> come viene fatto credere, esisteva già nel 2000 al tempo del governo rosso-verde (partito socialdemocratico + verdi) e veniva chiamata <em>“consenso riguardo al nucleare”.</em> Esso garantiva le centrali nucleari tedesche ad andare avanti indisturbate fino a quando non fossero ridotte a rottame. Una dopo l’altra, molto lentamente, le centrali dovevano venir spente, a cominciare da quelle entrate in funzione per prime. Secondo questo accordo, l’ultima centrale nucleare doveva venir spenta soltanto dopo il 2030. Questa, ad ogni modo, dalla lobby del nucleare non sarebbe stata considerata una concessione sufficiente; alle aziende del nucleare il governo rosso-verde ha anche dato la possibilità di far conto, nel tempo di decorrenza di singole centrali, su altre centrali.</p>
<p>E’ comprensibile che il movimento in Wendland non si senta tranquillo. Continuare a produrre scorie nucleari, nonostante i problemi irrisolti relativi allo stoccaggio finale, per il Wendland non è affatto una risoluzione. Per il movimento la soluzione sta nell’immediata uscita dall’energia nucleare. La finta uscita dal nucleare del governo rosso-verde sia stata ripresa nel 2010 dal nuovo governo nero-giallo (partito cristiano-democratico + partito liberale), ha spinto soltanto tante altre persone a lottare contro il trasporto Castor. Anche i partiti che avevano contribuito a formare il <em>“consenso sul nucleare” </em>si sono mobilitati in Wendland, mostrandosi sfacciati ben oltre l’ipocrisia. Tuttavia, sia con o senza la <em>“proroga della decorrenza”</em> &#8211; la resistenza non si placa. La popolazione del Wendland nei decenni ha sviluppato una sana sfiducia rispetto ai discorsi dell’autorità e opporrà resistenza fino a quando l’ultima centrale rimane in rete e finché non è chiarita la questione dello smaltimento finale. In proposito non cambia nulla il fatto che il governo nero-giallo dopo Fukushima abbia tirato i freni e parli di “svoltta energetica”. Otto centrali sono state spente e l’ultima uscirà dalla rete “già” nel 2022. E’ abbastanza comico il modo in cui le società produttrici di energia elettrica attualmente propagandano le fonti energetiche rigenerative e espongono segretamente ai clienti adescati il loro “mix” di corrente elettrica. Il modello nero-giallo è migliore del <em>“consenso sul nucleare”</em> del governo rosso-verde? Vedremo. Per undici anni ancora verranno prodotte scorie nucleari di cui nessuno sa dove potranno essere smaltite. Spesso viene richiamato lo scenario di un vuoto nell’erogazione elettrica. Già oggi i fornitori di corrente si pongono il problema delle fonti per pompare l’energia nella rete, in quanto questa è completamente sovraccarica di corrente proveniente da fonti fossili; bene, questa realtà viene volentieri taciuta. Di sicuro la rete <em>“Oekostrom” </em>(energia ecologica) richiede ancora tanto tempo e lavoro per essere consolidata, com’è altrettanto poco sicuro che l’uscita dalla rete dell’ultima centrale nucleare avverrà fra 11 anni, entrambi costituiscono il retroscena di una grossa concessione alle società fornitrici di energia nucleare. La <em>“svolta energetica”</em> sicuramente potrebbe procedere più rapidamente di quanto si vuole dare a bere. Le critiche permangono assieme alla volontà di continuare a opporre resistenza. Sarebbe veramente naiv dare ascolto alle promesse e ai pretesti delle autorità, attendere che la “svolta energetica” si compia. In 11 anni può accadere di tutto, possono modificarsi le maggioranze; da ciò consegue la necessità di tenere sotto tiro i fautori delle decisioni fino a quando l’uscita dal nucleare è completata. (…)</p>
<p>Nello stoccaggio intermedio di Gorleben i contenitori-Castor sono la sola sicurezza di fronte alla radioattività. E’ risaputo che da quei contenitori fuoriescono delle radiazioni. Attualmente sulla stampa viene scritto che nel circondario l’indice della radioattività è fortemente cresciuto dopo l’ultimo trasporto caldo. I valori calcolati sono molto vicini all’indice limite annuale calcolato per le “<em>persone esposte alle radiazioni” </em>(chi lavora nelle centrali nucleari). Da ciò si deduce che con il prossimo trasporto Castor l’indice della radioattività supererà i valori limite. Gli abitanti di Gorleben verranno così colpiti da un carico di radiazioni pari a quello conosciuto da chi lavora in una centrale. E’ perciò conseguentemente logico stoppare ogni altro trasporto Castor. (…)<br />
<span style="font-size: x-small;">fonte  </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.contratom.de/castorticker2011.php?id=37560"><span style="font-size: x-small;">http://www.contratom.de/castorticker2011.php?id=37560</span></a></span></span></p>
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<p><strong>Trasporti Castor e dominio</strong></p>
<p>In Wendland i trasporti Castor sono una grossa manifestazione del dominio statale. Senz’altro a Gorleben non sarebbe stato possibile nessun deposito di scorie atomiche, se ogni trasporto non fosse accompagnato da poliziotti che tirano bastonate. In Wendland il rifiuto dei trasporti Castor non è superficiale e non dipende dallo schieramento politico. Secondo standards libertari o anche soltanto democratici, in Wendland non sarebbe pensabile nessun stoccaggio nucleare. Quasi tutta la popolazione del circondario da decenni si oppone alla scelta di Gorleben come sito nucleare. Tutto ciò però viene ignorato dalle autorità competenti. La realizzazione della politica energetica è ragione di stato. Di conseguenza ogni Castor diretto in Wendland viene accompagnato da decine di migliaia di poliziotti, che per parecchi giorni trasferiscono lo stato d’emergenza sull’intero circondario e con l’ordine, nel dubbio, di spezzare la resistenza anche con la violenza. La massiccia presenza della polizia nel circondario (già nei mesi precedenti il trasporto Castor) ha portato con sé quel che alcuni sociologi nel frattempo hanno definito <em>“sindrome Luechow-Dannenberg”.</em> Connesso allo schieramento della polizia si sta verificando un aumento della “statistica della criminalità”. I dati portati restano tuttavia pochi e oscuri.</p>
<p>In Wendland è difficile percorrere in auto 10 km e non venir fermati almeno cinque volte da uno sbarramento di polizia. Qui il dominio statale è percepibile come in nessun altro luogo della RFT. Però qui lo si può attaccare come in nessun altro luogo del paese. In primo luogo, con il sabotaggio dell’apparato della polizia. Anche i promotori delle decisioni (per esempio il governo locale) e le società che traggono profitti dal nucleare (E-on, ecc.), possono essere prese in considerazione dalla protesta. (…)</p>
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<p align="CENTER"><strong>L’infrastruttura</strong></p>
<p align="CENTER">In Wendland c’è una buona infrastruttura per le azioni (che significa anche iniziative, le più diverse). Lungo il percorso compiuto dai Castor c’è una fitta rete di punti info e campi per le tende. Dove non ci sono simili campi i contadini aprono i loro granai agli attivisti. Per le persone che hanno bisogno di un letto sono stati organizzati posti letto in case private. Nei campi attrezzati ci sono buone cucine popolari sostenute sul luogo da contadini, fornai… per i vegani viene cucinato il tofu… vengono tenute regolarmente assemblee, come la possibilità di formare gruppi di riferimento. Le persone che non hanno nessun gruppo di riferimento, devono darsi da fare per trovarlo. Nella fase calda viene attivato un ticker-Internet attraverso cui vengono aggiornati e diffusi tutti gli sviluppi. Oltre a ciò <em>Radio</em> <em>Freies</em> <em>Wendland</em> (radio Wendland libero) nel periodo del trasporto rimane accesa 24 ore al giorno e divulga direttamente le informazioni correnti. Anche senza auto è possibile è parzialmente possibile superare le grandi distanze esistenti fra i diversi luoghi delle azioni. In Wendland l’autostop non è un problema. Nei giorni dell’arrivo delle scorie è attivo un Comitato organizzativo e sono disponibili avvocati di fiducia. Inoltre, ci sono osservatori indipendenti che tengono sotto tiro la polizia, che documentano quanto avviene. Infine, da non dimenticare sono le persone che predispongono il pronto soccorso, sono coordinate da un posto centrale in modo da riuscire a intervenire nei luoghi delle azioni. (…)</p>
<p><strong>I blocchi del trasporto-Castor fra</strong> <strong>La Hague e Lüneburg</strong></p>
<p>Chi vuole fermare il treno-Castor già prima del percorso in Wendland, deve sapere che quel treno può viaggiare a una velocità superiore ai 100 km/h, e ha bisogno di un lungo spazio di frenata. Perciò, per azioni sul tracciato libero, c’è bisogno di squadre ben preparate, capaci di bloccare in anticipo il treno (rispetto al luogo lungo la ferrovia dove si vuole compiere un’azione) e con misure di sicurezza nel caso in cui il Castor non si fermi. Nel novembre 2004, nonostante tutti questi preparativi, rimase ucciso Sébastien Briat (*), un attivista esperto affiancato da persone altrettanto esperte. Però un affiatamento superficiale ha fatto saltare tutte le misure di sicurezza predisposte. Gli elicotteri che scortavano dall’alto il treno-Castor erano ben riforniti, gli attivisti in avanscoperta che dovevano inviare al treno il segnale d’arresto non sono riuscit* a realizzare il proprio compito; Sébastien, nel tentativo di abbandonare il binario venne afferrato e travolto dal treno in corsa. (…)</p>
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<p><span style="font-size: x-small;"><em>(*) Sébastien Briat 1982-2004: il 7 novembre 2004 Sébastien ha il compito, con un gruppo ambientalista, di fermare il Castor a Avricourt, nei pressi di Nancy(Francia). Per raggiungere l’obiettivo il gruppo dispone tubi di metallo nel letto del binario, mentre si prepara a fissare alle rotaie i tubi, su cui poi devono incatenrsi gli attivisti non appena il treno si fosse fermato. Ma qualcosa va storto. Il gruppo che doveva inviare il segnale al macchinista, in modo che riducesse la velocità e si fermassse di fronte al letto di tubi, non riesce nel proprio compito. Il treno Castor passa sul luogo scelto dagli ambiemtalisti alla velocità di 98 kmh, Sébastien non riesce a distanziarsi in misura sufficiente dalla rotaia, anzi, viene risucchiato dalla velocità del treno e travolto. </em></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><em>Il 2 novembre 2010 a Berlino il “kommando Sébastien Briat” rivendica un incendio nella metropolitana e di un furgone della Siemens.<br />
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<p align="CENTER"><strong>Azioni nel giorno X</strong> <strong>(rotaie)</strong></p>
<p>Il giorno dell’arrivo del Castor a Luenenburg le persone si dipongono lungo la rotaia con l’obiettivo di bloccare il treno. Nel migliore dei casi, se sono ben preparate, con forme di azione, le più diverse, cercano di ritardare (differire) il transito del Castor. Alcuni esempi.</p>
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<p align="CENTER"><strong>Presidio sui binari</strong></p>
<p>Quanto meno viene preparato un grosso presidio sui binari fra Luenenberg e Dannenberg. Negli anni scorsi il gruppo <em>Widersetzen</em> (resistere) ha organizzato tutto ciò; quest’anno ha allestito un campo nei pressi di Hitzacker con la “tattica” ormai provata delle “cinque dita”; da anni vengono avvolti gli sbarramenti della polizia allo scopo di raggiungere i binari e di non lasciarli fino allo sgombero cui la polizia si incaricherà di attuare. Il gruppo <em>Widersetzen </em> è importante nell’allestimento di base dell’azione non-violenta. L’azione deve essere aperta a tutte le persone. Il consenso all’azione non è certamente un’assicurazione nei confronti della violenza della polizia, ma non deve essere suscitato uno scontro aggressivo. Le azioni con un’elevata possiblità di scontro, come i presidi sui binari, devono perciò essere attuate in altri luoghi. (…)<br />
<span style="font-size: x-small;">Video di “Widersetzen-Blockade 2010” in: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WDat-3kR1T8"><span style="font-size: x-small;">http://www.youtube.com/watch?v=WDat-3kR1T8</span></a></span></span></p>
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<p><strong>Castor?</strong> <strong>costruiamo massicciate!</strong></p>
<p>Anche quest’anno ci si prepara alla mobilitazione sulla base della parola d’ordine <em>“Castor? Alziamo massicciate, mettiamogli la ghiaia nelle rotaie”.</em> Gli scavi sotto i binari, per impedire il passaggio del treno, nella resistenza a Castor hanno una lunga tradizione. Da tempo i binari vengono resi inservibili attraverso piccole azioni decentrate, con risultati, a volte più altre meno, efficaci. L’altr’anno alcuni gruppi dell’<em>Interventionistische Linke</em> (IL, Sinistra Interventista) hanno ripreso questa forma d’azione ed hanno cercato di organizzare per la prima volta una <em>“grossa azione di scavo e massicciata”.</em> L’iniziativa è stata organizzata come una manifestazione, con gli striscioni ecc. per comunicare alla stampa e alla polizia: <em>“Castor? Adesso lo paralizziamo!”</em> (…)</p>
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<p align="CENTER"><strong>Iniziative sulle strade preparate per il giorno X</strong></p>
<p>Lungo il percorso stradale seguito dal trasporto verrà organizzato, come lungo i binari, un grosso blocco. E’ stata presa la decisione di mettersi sulla strada e di lasciarsi sgomberare. Dopo uno sgombero, di solito, torna a formarsi un nuovo blocco. Questo movimento viene ripetuto fino a quando non è passato il Castor, oppure finché la polizia ha trovato la possibilità di tenere lontane le persone dalle strade. Diversi gruppi prevedono, nel caso la polizia attui gli sgomberi, che i blocchi stradali mobili, possano scivolare in sit-in. Il percorso stradale è lungo e offre le più diverse alternative, l’importante è prepararle bene prima.</p>
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<p align="CENTER"><strong>Azioni decentrate sulle strade</strong></p>
<p>Anche lungo il percorso stradale sono possibili azioni decentrate, quali la costruzione di piramidi di cemento, ammasso di vecchie auto. I contadini con i loro trattori regolarmente bloccano parti del percorso stradale o altre importanti arterie. L’anno scorso un contadino portò sulla strada un intero gregge. Inoltre c’è la possibilità di scavare fossati lungo il percorso. Nel 2003 presso Quickborn, con il sabotaggio di un canale si riuscì ad allagare parte della strada. (…)</p>
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<p align="CENTER"><strong>Preparazione necessaria</strong></p>
<p>“<em>La forte risolutezza di cui c’è bisogno per colmare le lacune, per affrontare le difficoltà che si presentano, non nasce dall’improvviso coraggio degli eroi, delle eroine, ma, alcontrario, dalla buona preparazione, dall’addestramento dei gruppi di riferimento, che hanno affrontate le questioni pratiche. Nasce insomma dal fatto che noi nella testa abbiamo ben presente come superare le difficoltà.”</em> Con questa coscienza l’anno scorso <em>Widersetzen</em> ha raggiunto presso Harlingen i binari con parecchie migliaia di persone.</p>
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<p><strong>Sul rapporto con la repressione</strong></p>
<p>Anche quest’anno decine di migliaia di poliziotti verranno dislocati per dare sicurezza al trasporto Castor. L’intero Wendland verrà sottoposto per intere giornate allo stato d’assedio. Impianti di illuminazione rischiareranno campi agricoli immensi. Gli sbirri pattuglieranno con cani, cavalli, idranti, mezzi corazzati, ponti levatoi, elicotteri, intimidazioni e tutto ciò che costituisce l’arsenale di guerra della polizia, verrà mobilitato in Wendland con l’obiettivo di spezzare la resistenza. Le auto della popolazione sono continuamente perquisite (anche quando percorrono i sentieri). Spesso è persino impedito lo spostamento in direzione dei villaggi. Per affrontare i blocchi della polizia, spesso è d’aiuto la persistenza. In generale, va tenuto presente che la polizia diventa più aggressiva quanto più di avvicina il giorno dell’arrivo del trasporto Castor. (…)</p>
<p>E’ importante che nesuno vada in giro da solo su terreni poco visibili. E’ di grande pericolo essere attaccati dalla polizia quando ci si trova soli nel bosco, oltre a ciò si può rimanere feriti senza che nessuno sa quel che è accaduto. Sempre l’anno scorso, dopo il trasporto Castor, nel bosco è stata trovata una persona morta. Presumibilmente era diretta a compiere un’azione, si è ferita gravemente fino a morire, senza che nessuno sapesse dove fosse. Un tragico incidente che ribadisce la necessità di avere tutte e tutti, piccoli gruppi di riferimento, in cui le persone si prestino reciprocamente cura. Quantomeno nel giorno X! Nessuna, nessuno deve più restare sola, solo.</p>
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<p align="CENTER"><strong>Per concludere</strong></p>
<p>Il Wendland si trova di fronte ad un nuovo autunno caldo. Fino a quando nella RFT vengono prodotte scorie anche se soltanto da una sola centrale nucleare, un allentamento della resistenza non è all’orizzonte. Il Castor viene messo sulla strada, indubbiamente arriva, ma la questione è, quando e a quali costi? Rendere il più caro possibile Castor, in termini finanziari e politici, questo il grosso compito del prossimo novembre. In Wendland la popolazione è chiaramente felice quando vede ampliarsi i sostegni all’esterno – in Francia; ciò fa crescere i costi del trasporto Castor.</p>
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<p align="CENTER"><strong>Gorleben novembre-dicembre 2011: la resistenza prende forza: </strong></p>
<p align="CENTER"><strong>25mila manifestanti contro il trasporto Castor e lo stoccaggio finale – fuori dal nucleare adesso!</strong></p>
<p>Il movimento anti-nucleare lotta con decisione contro il trasporto Castor, lo stoccaggio finale delle scorie a Gorleben e per l’uscita immediata dal nucleare. Sabato scorso, 26 novembre 2011, 25mila persone hanno manifestato e opposto resistenza a Dannenberg, nei boschi del Wendland e sedendosi,incatenandosi &#8230;lungo la rotaia. In questo modo il trasporto Castor, che aveva già subìto in Francia notevoli rallentamenti, quest’anno ha viaggiato più lentamente che in passato: per compiere il percorso da La Hague a Gorleben ha impiegato 125 ore, oltre 5 giorni.</p>
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<p align="CENTER"><strong>Saluti dal Wendland: la nostra resistenza non conosce confini!</strong></p>
<p>25 novembre 2011</p>
<p>Oggi attorno alle 10 del mattino il trasporto-Castor ha attraversato il confine dalla Francias in Germania. Noi vi ringraziamo per il vostro grosso e forte impegno! E’ un segno della solidarietà senza confine il fatto che voi ostacolate il trasporto delle scorie nucleari, sebbene sia chiaro che questo carico pericoloso deve arrivare il più presto possibile in Germania. La nostra resistenza non conosce confini!</p>
<p>Noi saremmo felici se tante, tanti di voi manifestassero assieme a noi anche qui in Wendland. Per lo spegnimento di tutti gli impianti nucleari – in tutto il mondo.</p>
<p>La rinascita del movimento anti-nucleare francese ci incoraggia tanto. Siamo innanzitutto felici oer la riuscita delle azioni precedenti la partenza del treno-Castor da La Hague. Condanniamo gli interventi della polizia.</p>
<p>Vi auguriamo di mettere in piedi l’anno prossimo, in cui cadono le elezioni presidenziali, un’ampia mobilitazione contro l’energia nucleare. Vi daremo sostegno con tutte le nostre forze.</p>
<p><em>Attiviste, attivisti della Libera Repubblica di Wendland, 25 novembre 2011</em></p>
<p>fonte: <span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.contratom.de/2011/11/25/gruswort-aus-dem-wendland-unser-widerstand-kennt-keine-grenzen/"><span style="font-size: x-small;">http://www.contratom.de/2011/11/25/gruswort-aus-dem-wendland-unser-widerstand-kennt-keine-grenzen/</span></a></span></span></p>
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<p><strong>Un saluto a Franziska ancora in carcere </strong></p>
<p>2 dicembre 2011</p>
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<p>Sabato 8 novembre 2008, tre anni fa, a Woerth [località dell’Alsazia immediatamente confinante con il Land Renania-Palatinato (RFT)] tre attivisti del movimento anti-nucleare si incatenarono ad un blocco di cemento sulla rotaia in cui doveva passare il trasporto-Castor. La corsa del treno rimase bloccata per 12 ore, tanto impiegò la polizia a rimuovere il blocco. Tre anni dopo una di loro è stata messa in galera.</p>
<p>In relazione a quell’azione le persone allora incatenatesi sono state accusate di danneggiamento di cose pubbliche, di grave intromissione nel traffico ferroviario e di coartazione (nel senso di violenza). Dopo la conclusione delle indagini la procura federale chiese l’arresto e la carcerazione soltanto rispetto alla “violenza”, per l’interruzione del traffico chiese una pena pecuniaria individuale di 800 euro. Il 6 ottobre 2010 si è svolto il processo contro tutte e tre le persone accusate, assieme ad altre quattro persone imputate di <em>“concorso”</em> con loro. Giudice e procura federale in aula furono d’accordo ad archiviare il processo contro quattro delle persone accusate che non si erano opposte al pagamento della multa. Una quinta persona prima della scadenza definitiva ha deciso di pagare.</p>
<p>Così solo Franziska, quando il 14 ottobre 2011 la condanna è divenuta definitiva, è stata portata in carcere, nel giudiziario di Francoforme sul Meno, dove dovrà restare per 80 giorni.</p>
<p>Sabato 26 novembre 2011 Franziska dal carcere è intervenuta direttamente nel corso della manifestazione <em>“Castor Stopp – Gorleben soll leben”</em> (Fermiamo Castor – Gorleben deve vivere), ascoltata dal oltre 20mila manifestanti.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">fonte: </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.contratom.de/2011/12/02/ein-gruswort-aus-dem-gefangnis/"><span style="font-size: x-small;">http://www.contratom.de/2011/12/02/ein-gruswort-aus-dem-gefangnis/</span></a></span></span></p>
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<h1 align="CENTER"><span style="font-size: small;">Sulla contemporanea mobilitazione in Francia, a La Hague</span></h1>
<p>23 novembre 2011,comunicato del collettivo<strong> </strong><strong><em>Arrêt d’urgence nucléaire </em></strong><strong>(Fermare subito il nucleare)</strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><strong>Oggi, mercoledì 23 novembre, all’inizio della sera, nella regione di Rouen sono stati bloccati dei treni azionando il sgnale di fermata immediata disposto lungo i binari. In un clima di violenta repressione poliziesca (1), abbiamo così contribuito a rallentare il 15° treno-Castor che trasportava scorie nucleari con destinazione Gorleben (Germania).</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Ogni giorno, sulla strada come sulla ferrovia circolano in Francia fra i diversi insediamenti nucleari dei contenitori radioattivi che inquinano i territori. </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Le scorie sono il simbolo dell’incapacità di gestire in maniera duratura e certa le conseguenze del grande delirio nucleare. I trasporti organizzati dai gestori del nucleare sono il loro modo di creare dei diversivi. Spostare le scorie per creare l’illusione di sapere cosa farne, “ritrattarle” per “riciclarle” a fini militari, sotterrarle per camuffare, e soprattutto, ricomporre il tutto di fronte all’impossibilità di gestire l’ingestibile.</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Non potevamo rimanere fermi e tacere davanti a questo andazzo imposto a colpi di manganello e di minacce repressive.</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Rallentando il treno-Castor vogliamo fare in modo che ogni minuto perso aiuti a sollevare il velo su quel che l’industria nucleare desidera nascondere a tutti i costi: le sue scorie, il pericolo che ci fa subire tutti i giorni con le sue centrali, la sua essenza profondamente centralizzata e totalitaria… Vogliamo che si parli dell’orrore quotidiano che costituisce il sistema nucleare. Vogliamo far tacere la propaganda della nuclearcrazia, la quale incessantemente nega il pericolo del gigantesco macchinario, da Cernobyl a Fukushima, dalle miniere di uranio in Niger fino alla fabbrica di plutonio a La Hague. Vogliamo fare di questo traffico un inferno per tutte le persone che collaborano a questo mondo mortifero. Ci saremo sempre, che questi treni esportino la morte a Gorleben o altrove. </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Oggi non siamo in poch* ad agire, domani saremo ancor più numerosi. Non vogliamo ingannare, non rivendichiamo il blocco del trasporto delle scorie nucleari, rivendichiamo piuttosto l’arresto immediato del nucleare e del mondo che esso genera. </strong></p>
<p align="RIGHT"><strong><em>Arrêt d’urgence nucléaire</em></strong></p>
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<li><span style="font-size: x-small;">Elicotteri, gas lacrimogeni, granate assordanti, proiettili di gomma, maganelli</span>…</li>
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<h1><span style="font-size: x-small;">fonte</span><span style="font-size: x-small;">: </span><span style="font-size: x-small;">http://valognesstopcastor.noblogs.org/756</span></h1>
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<h1 align="CENTER"><span style="font-size: small;">Dopo il campo a Valognes </span><span style="font-size: small;">(Normandia)</span></h1>
<h4 align="CENTER"><span style="font-size: small;">comunicato del</span> <span style="font-size: small;">“Collectif Valognes stop castor”</span>, <span style="font-size: small;">postato il 2 dicembre 2011</span></h4>
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<p>A Valognes il 23 novembre scorso è stata l’arroganza della lobby nucleare, stavolta, che ha dovuto indietreggiare, mentre, invece, è stato vinto almeno in parte il sentimento di impotenza che da anni era presente in coloro che la combattono. AREVA (multinazionale francese attiva nel campo dell&#8217;energia, specialmente quella nucleare; lo stato francese possiede più del 90% del suo capitale azionario…) la settimana scorsa si è permessa di esporre ai giornalisti quanto fosse stato facile ritirare il paragrafo sul MOX (Mixed oxide fuel, è una miscela di uranio naturale e plutonio) dall’accordo PS-EELV (partito socialista e i Verdi di Europa Ecologia); in tal modo ha contribuito a svelare a tutta la popolazione chi, in questa materia, sia il padrone.</p>
<p>A Valognes stato, AREVA hanno offerto l’immagine del più completo smarrimento: nella precipitazione accelerano la partenza del treno-Castor, circondano con la polizia il centro della cittadina, chiudono asili e scuole, poi denunciano le persone manifestanti come coloro che <em>“hanno disturbato il funzionamento di un’intera regione”</em>. Tutto questo perché 500 persone, provenienti da tutta la Francia si erano date appuntamento a Valognes per bloccare un treno e realizzare il desiderio comune di mettere fine prendersi gioco della loro vita con il nucleare.</p>
<p>Raramente la vera efficacia dell’azione collettiva risiede negli effetti immediatamente percettibili. Che noi per ben tre volte siamo riusciti a portarci in massa sulla ferrovia, a sollevare i binari e a togliere la ghiaia su oltre dieci metri, ritardando così di parecchie ore (circa 5) la partenza del treno, malgrado l’enormità della dislocazione poliziesca, non è certamente un risultato trascurabile. Noi diamo tuttavia maggiore importanza al modo in cui siamo giunti a quel risultato, all’intelligenza collettiva che è necessario acquisire per riuscire, con una marcia notturna nei campi, ad aggirare le forze avverse e trovare il punto e il momento in cui compiere l’azione ideata. Non dimenticheremo presto il levarsi del sole su una nebbia carica di gas lacrimogeni, come ci ricorderemo per lungo tempo delle e degli abitanti di Flottemanville che spontaneamente ci hanno offerto del caffè e incoraggiato; non ci dimenticheremo dei sindaci che hanno aperto i loro comuni per curare i feriti, per offrirci rifugio. Di certo non dimenticheremo presto le pallottole del gas CS piovute indistintamente sull’intero villaggio, sulle case, sui pollai, che testimoniano molto bene il rispetto che la polizia ha della popolazione. Chi, fra l’altro, ha detto che la popolazione di Cotentin fosse uniformemente favorevole al nucleare che le dà da vivere? In quelle giornate abbiamo invece incrociato in quei luoghi parecchio sostegno attivo da parte della popolazione, delle famiglie che sin dall’inizio sono venute al nostro campo a dividere con noi il pasto.</p>
<p>Piuttosto che abbassare il numero delle persone manifestanti e definirle “casseurs” (teppisti), di essere felici che il treno sia alla fine partito, AREVA e la prefettura farebbero bene ad inquietarsi della determinazione di coloro che hanno agito, della solidarietà espressa nei loro confronti, sia in Francia che in Germania. Quanti decenni sono passati, poste le necessarie proporzioni, dall’ultima grande battaglia in Francia contro la piovra atomica? Bisogna essere in agonia per accusare una manifestante di 65 anni di furto di una lattina di soda da un camion che consegnava il pasto alla polizia, negando allo stesso tempo di fronte ai giornalisti le manganellate quando da ore erano in circolazione ovunque le foto delle persone manifestanti pestate?</p>
<p>L’attenzione nazionale delle ultime settimane attorno al nucleare non lascia dubbi rispetto a quel che i governi compiranno per tentare di uscire dal vicolo cieco. A riguardo, noi non possiamo contare che sulle nostre forze. Valognes ha rafforzato la nostra causa su questo: tanto nell’organizzazione del campo che dell’azione, per quel che riguarda il modo di prendere le decisioni o di esprimere le nostre idee, non dobbiamo aspettare nessuno. Abbiamo fatto quel che potevamo nella misura dei nostri mezzi, certamente limitati, ma non irrisori. E a dispetto delle manovre di AREVA, dell’SNCF (<em>Société nationale des chemins de fer français</em>, Società nazionale delle ferrovie francesi) dei loro complici, siamo riusciti a fare ciò che ci eravamo proposti di fare. La cosa non è così semplice. Inoltre, sappiamo che Valognes non è stato il solo blocco del CASTOR in Francia; ed anche se AREVA e SNCF tentano di tacere il logoramento di cui sono state oggetto, noi siamo onnipresenti e irriducibili. Ne sono prova i ritardi di CASTOR conseguenti al blocco della ferrovia nella Mancia del sud e a causa dell’impiego dei segnali d’allarme nella regione di Rouen.</p>
<p>Non abbiamo mai considerato Valognes come un gesto eclatante, ma piuttosto come un nuovo inizio, un apporto di vigore, un contributo a tutto quel che in Francia vuole affrancarsi dalla fatalità nucleare. Sappiamo che il cammino sarà lungo e aspro. Nello stesso tempo in cui abbiamo bisogno di sradicare la produzione elettrica centralizzata e di ritrovare nel nostro modo di vivere, ciò che concerne l’energia di cui abbisognamo, è necessario ostacolare con tutti i mezzi i flussi di uranio e di scorie che tessono il funzionamento regolare, accuratamente occultato, dell’industria dell’atomo al pari delsuo anello debole. Dobbiamo impedire la costruzione dell’EPR (<em>European Pressurized Water Reactor, </em>reattore nucleare) di Flamanville e lo smantellamento delle linee THT che devono rimanere se non vogliamo sottostare al ricatto nucleare ormai quarantennale. C’è da organizzare uno sganciamento tecnico e politico nei confronti della normalità nuclearizzata. AREVA giudica “inaccettabili” i nostri metodi; noi giudichiamo che l’esistenza stessa di AREVA, in ogni suo dettaglio, è inaccettabile. I miliardi investiti nella cura della sua immagine, nella trasformazione di COGEMA in AREVA, non hanno cambiato niente. E’ necessario che la produzione di energia fondata sull’atomo divenga visibilmente ovunque il problema che essenzialmente è. Contate su quelle e quelli di Valognes per lavorare su questo.</p>
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		<title>09/06 Piacenza: Fukushima è tra noi!</title>
		<link>/controilnucleare/?p=542</link>
		<comments>/controilnucleare/?p=542#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 20:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 09/06/2011; 19:30 a 23:30. ] <p style="text-align: center;"><strong>FUKUSHIMA  E&#8217;  TRA NOI</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>GIOVEDI&#8217; 9 GIUGNO</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> c/o Coop Quartiere Sant&#8217;Antonio</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> Via Emilia Pavese 238 &#8211; Piacenza</strong></span></p>
<p><strong>Ore 19.30</strong>: Aperi-cena di autofinanziamento</p>
<p><strong>Ore 21.00:</strong> Inizio interventi</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li> Approfondimenti       sugli effetti del catastrofico incidente di Fukushima, con la       presenza di un       ingegnere antinuclearista.</li>
<li>Interventi         del Comitato di lotta popolare contro il nucleare di Piacenza.</li>
<li>Proiezioni         del filmato “ Da Chernobyl a Caorso” realizzato dall’Assemblea         permanente         contro il nucleare dell’Emilia Romagna.</li>
<li>Dibattito aperto</li>
</ul>
<p>Per info:<br />
Comitato di Lotta Popolare contro il nucleare &#8211; Piacenza<br />
Email: <a href="mailto:oltrelariga@libero.it">oltrelariga@libero.it</a></p>
<p><a href="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0906_Piacenza1.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-543" title="0906_Piacenza" src="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0906_Piacenza1.jpg" alt="" width="357" height="505" /></a>&#8230; <a href="/controilnucleare/?p=542" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>FUKUSHIMA  E&#8217;  TRA NOI</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>GIOVEDI&#8217; 9 GIUGNO</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> c/o Coop Quartiere Sant&#8217;Antonio</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> Via Emilia Pavese 238 &#8211; Piacenza</strong></span></p>
<p><strong>Ore 19.30</strong>: Aperi-cena di autofinanziamento</p>
<p><strong>Ore 21.00:</strong> Inizio interventi</p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li> Approfondimenti       sugli effetti del catastrofico incidente di Fukushima, con la       presenza di un       ingegnere antinuclearista.</li>
<li>Interventi         del Comitato di lotta popolare contro il nucleare di Piacenza.</li>
<li>Proiezioni         del filmato “ Da Chernobyl a Caorso” realizzato dall’Assemblea         permanente         contro il nucleare dell’Emilia Romagna.</li>
<li>Dibattito aperto</li>
</ul>
<p>Per info:<br />
Comitato di Lotta Popolare contro il nucleare &#8211; Piacenza<br />
Email: <a href="mailto:oltrelariga@libero.it">oltrelariga@libero.it</a></p>
<p><a href="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0906_Piacenza1.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-543" title="0906_Piacenza" src="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0906_Piacenza1.jpg" alt="" width="357" height="505" /></a></p>
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		<title>04/06 Gallarate (VA). Critical Mass NoNuke</title>
		<link>/controilnucleare/?p=534</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 20:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 04/06/2011; 15:00 a 19:00. ] <p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>CRITICAL MASS!!</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> NO NUCLEARE</strong></span></p>
<p><a href="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_gallarate.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-533 alignleft" style="margin: 3px; border: 2px solid black;" title="0406_gallarate" src="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_gallarate.jpg" alt="" width="178" height="252" /></a><strong>SABATO 4 GIUGNO ORE 15.00</strong><br />
<strong> Partenza dalla stazione di Gallarate (VA) &#8211; P.zza Giovanni XXIII</strong></p>
<p><strong>Dalle 17.30 Presidio in P.zza Libertà</strong><br />
<strong> Mostra Una volta per tutte contro il nucleare, banchetto contro-informativo</strong>&#8230; <a href="/controilnucleare/?p=534" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>CRITICAL MASS!!</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> NO NUCLEARE</strong></span></p>
<p><a href="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_gallarate.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-533 alignleft" style="margin: 3px; border: 2px solid black;" title="0406_gallarate" src="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_gallarate.jpg" alt="" width="178" height="252" /></a><strong>SABATO 4 GIUGNO ORE 15.00</strong><br />
<strong> Partenza dalla stazione di Gallarate (VA) &#8211; P.zza Giovanni XXIII</strong></p>
<p><strong>Dalle 17.30 Presidio in P.zza Libertà</strong><br />
<strong> Mostra Una volta per tutte contro il nucleare, banchetto contro-informativo</strong></p>
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		<title>04/06 Napoli: Serata NoNuke</title>
		<link>/controilnucleare/?p=530</link>
		<comments>/controilnucleare/?p=530#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 20:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 04/06/2011; 19:00 a 23:59. ] <p style="text-align: center;"><strong>UNA VOLTA PER TUTTE</strong><br />
<strong>contro il nucleare e il mondo che lo produce</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>4 Giugno 2011</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> presso: @ Spazio Anarchico 76(A)</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> Via Ventaglieri, 76a (Quartiere Montesanto), Napoli</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>dalle ore 19.00</strong></span></p>
<ul>
<li>esposizione della mostra &#8220;una volta per tutte&#8221;</li>
<li>proiezione dei documentari &#8220;la messa delle cinque&#8221; e &#8220;the atomic cafe&#8221;</li>
<li>discussione sull&#8217;energia nucleare e sulle forme di opposizione alle nocività della società industriale</li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dalle ore 21.00 </span></strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">concerto con :</span></span></p>
<ul>
<li>KALASHNIKOV &#8211; <em>militant romantic punx, da milano</em></li>
<li>Z.A.T. &#8211; <em>anarco(thrash)punk, da dove cristo si è fermato</em></li>
<li>ULTIMOGIRO &#8211; <em>frantic hardcore punk, da napoli</em></li>
</ul>
<p><em></em>L’ingresso è libero: il ricavato della serata sostiene le attività &#8230; <a href="/controilnucleare/?p=530" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>UNA VOLTA PER TUTTE</strong><br />
<strong>contro il nucleare e il mondo che lo produce</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>4 Giugno 2011</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> presso: @ Spazio Anarchico 76(A)</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> Via Ventaglieri, 76a (Quartiere Montesanto), Napoli</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>dalle ore 19.00</strong></span></p>
<ul>
<li>esposizione della mostra &#8220;una volta per tutte&#8221;</li>
<li>proiezione dei documentari &#8220;la messa delle cinque&#8221; e &#8220;the atomic cafe&#8221;</li>
<li>discussione sull&#8217;energia nucleare e sulle forme di opposizione alle nocività della società industriale</li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">dalle ore 21.00 </span></strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">concerto con :</span></span></p>
<ul>
<li>KALASHNIKOV &#8211; <em>militant romantic punx, da milano</em></li>
<li>Z.A.T. &#8211; <em>anarco(thrash)punk, da dove cristo si è fermato</em></li>
<li>ULTIMOGIRO &#8211; <em>frantic hardcore punk, da napoli</em></li>
</ul>
<p><em></em>L’ingresso è libero: il ricavato della serata sostiene le attività del  76(A) e del movimento anarchico. vi invitiamo a sostenere le spese per  il viaggio dei Kalashnikov con una sottoscrizione libera e volontaria  (puos’e sord!) che verrà chiesta durante la serata.</p>
<p><em>causa vicinato i concerti finiscono entro mezzanotte</em><br />
<em> ab)buffet e beveraggi: porta quello che vuoi trovare e condividi!</em><br />
<em> lascia il cane a casa, porta la distro. no dogs, no masters!</em></p>
<p>@ Spazio Anarchico 76(A)<br />
via ventaglieri, 76a<br />
quartiere montesanto, napoli</p>
<p><a href="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_napoli.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-529" title="0406_napoli" src="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_napoli.jpg" alt="" width="345" height="490" /></a></p>
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		<title>10/06 Forlì Parata contro il nucleare</title>
		<link>/controilnucleare/?p=522</link>
		<comments>/controilnucleare/?p=522#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 20:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 10/06/2011; 16:00 a 22:00. ] <p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI!!</strong></span></p>
<p>PARATA CONTRO IL NUCLEARE: ROMPIAMO IL SILENZIO CHE CI IMPONGONO, SVEGLIAMO LE COSCIENZE DORMIENTI!</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>VENERDI&#8217; 10 GIUGNO</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Alle 16:00 ritrovo in Piazza Saffi a Forlì</strong></span></p>
<p>Il mostro nucleare torna alla ribalta dopo qualche decennio di silenzio.</p>
<p>In realtà non ha mai lasciato queste sponde  (laboratori di ricerca ed università ha continuato costantemente a  servirsi di reattori, senza contare l&#8217;energia “d&#8217;importazione” quasi  totalmente frutto del nucleare&#8230;) ma ha continuato ad appestare oceani e avvelenare terre con scorie mai smaltite, a massacrare popoli sotto forma di radiazioni.</p>
<p>Le  LE MULTINAZINALI ENERGENTICHE LO IMPONGONO (e finchè dipenderemo &#8230; <a href="/controilnucleare/?p=522" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>MEGLIO ATTIVI OGGI CHE RADIOATTIVI DOMANI!!</strong></span></p>
<p>PARATA CONTRO IL NUCLEARE: ROMPIAMO IL SILENZIO CHE CI IMPONGONO, SVEGLIAMO LE COSCIENZE DORMIENTI!</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>VENERDI&#8217; 10 GIUGNO</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Alle 16:00 ritrovo in Piazza Saffi a Forlì</strong></span></p>
<p>Il mostro nucleare torna alla ribalta dopo qualche decennio di silenzio.</p>
<p>In realtà non ha mai lasciato queste sponde  (laboratori di ricerca ed università ha continuato costantemente a  servirsi di reattori, senza contare l&#8217;energia “d&#8217;importazione” quasi  totalmente frutto del nucleare&#8230;) ma ha continuato ad appestare oceani e avvelenare terre con scorie mai smaltite, a massacrare popoli sotto forma di radiazioni.</p>
<p>Le  LE MULTINAZINALI ENERGENTICHE LO IMPONGONO (e finchè dipenderemo da  così tanta inutile “energia” lo imporranno sempre) e perciò tutta la  terra dovrebbe essere distrutta dai miasmi del Mostro perchè prosperi  questo marcio Sistema di fabbriche-gabbie, uomini-ingranaggio,  anime-macchine.</p>
<p>Soluzione? Referendum abrogativo?!</p>
<p>LO STESSO  POTERE CHE NECESSITA DEL NUCLEARE per sopravvivere ci CONCEDE LA  SCEHDINA DA BARRARE per darci l&#8217;illusione che “la sovranità appartenga  al popolo”.</p>
<p>Perchè continuare a delegare ad altri, con soluzioni fasulle per di più, il nostro destino?!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USIAMO LE NOSTRE BRACCIA PER PUNTARLE IN ALTO, NON PER BARRARE SCHEDINE!!</p>
<p>CONTRO  IL MOSTRO NUCLEARE, CONTRO IL MONDO CHE LO PRODUCE E LO NECESSITA E  CONTRO LA FARSA DEMOCRATICA DELLA DELEGA CHE CI IMPIGRISCE ANIMI E  CORPI: IL REFERENDUM NON BASTA!</p>
<p>LA DECISIONE E&#8217; NOSTRA QUANDO DECIDIAMO CHE SIAMO AUTORI DEL NOSTRO PRESENTE ATTRAVERSO LE NOSTRE AZIONI!</p>
<p><em>(PORTA  tutto quello che fa CASINO, porta costumi per TERRORIZZARE IL MOSTRO,  porta le tue IDEE di cambiamento, SGUINZAGLIALE per le strade&#8230;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Info:<br />
Forlì Contro Il Nucleare<br />
Email: <a href="mailto:forlicontroilmostro@libero.it">forlicontroilmostro@libero.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>04/06 Catania: Che ce ne frega del referendum, tutt* in piazza contro il nucleare</title>
		<link>/controilnucleare/?p=505</link>
		<comments>/controilnucleare/?p=505#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 17:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/controilnucleare/?p=505</guid>
		<description><![CDATA[[ 04/06/2011; 17:30 a 20:00. ] <p style="text-align: center;"><strong>CHE CE NE FREGA DEL REFERENDUM, TUTT* IN PIAZZA CONTRO IL NUCLEARE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">4 GIUGNO ORE 17.30 </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">VIA CROCIFERI &#8211; CATANIA</span></p>
<p><em>«  In definitiva siamo convinti che il movimento antinucleare potrà  raggiungere posizioni più radicali solo se saprà rifiutare l&#8217;azione di  difesa di un ordine economico fondato sulla ricerca di fonti alternative  di energia, situando il proprio attacco sulla questione sociale. Dove  esiste il dominio dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, occorre attaccare le strutture  statali e del capitale. Questo è un modo coerente per dimostrare come  esse siano strutture ostili alla vita e al suo  libero sviluppo. »  (Pierleone Porcu)</em></p>
<p>Spesso cullarsi su delle &#8230; <a href="/controilnucleare/?p=505" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>CHE CE NE FREGA DEL REFERENDUM, TUTT* IN PIAZZA CONTRO IL NUCLEARE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">4 GIUGNO ORE 17.30 </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">VIA CROCIFERI &#8211; CATANIA</span></p>
<p><em>«  In definitiva siamo convinti che il movimento antinucleare potrà  raggiungere posizioni più radicali solo se saprà rifiutare l&#8217;azione di  difesa di un ordine economico fondato sulla ricerca di fonti alternative  di energia, situando il proprio attacco sulla questione sociale. Dove  esiste il dominio dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo, occorre attaccare le strutture  statali e del capitale. Questo è un modo coerente per dimostrare come  esse siano strutture ostili alla vita e al suo  libero sviluppo. »  (Pierleone Porcu)</em></p>
<p>Spesso cullarsi su delle vittorie,  ottenute sulla carta in tutti i sensi, frutto di una semplice crocetta  su una scheda rappresenta l’inizio di un pericoloso vortice che spazza  via le lotte fatte per le strade e segna il trionfo della farsa  elettorale o referendaria. Un NO, espresso circa vent’anni fa in maniera  civile e democratica, non ha certo impedito la perpetrazione  dell’apparato nucleare sotto altre forme, si vedano gli armamenti  atomici e i depositi di scorie radioattive presenti sul nostro  territorio. Sono le grandi aziende italiane, come ENEL, ANSALDO, ENI e  FINMECCANICA sempre più dispensatrici di morte in giro per il mondo, a  cercare profitti grazie alla costruzione e allo sfruttamento delle  future centrali atomiche. Dopo le lotte di Comiso negli anni ottanta,  senza dimenticare anche quelle in Francia, le quali hanno rappresentato  una contestazione altamente consapevole e ad ampio respiro in relazione  alle diverse sfaccettature del nucleare, il tema è caduto nel  dimenticatoio grazie al successo referendario. Eppure, storicamente,  l’energia nucleare vanta un curriculum a dir poco assassino: solo i test  atomici, a scapito di popolazioni indigene, atolli e isole, condotti  principalmente da americani e sovietici negli ultimi sessant’anni, hanno  rilasciato una potenza pari a trentacinquemila bombe di Hiroshima.  Chernobyl e più recentemente Fukushima hanno rappresentato l’apice del  pericolo nucleare, quello più marcatamente percepibile, per i rispettivi  abitanti, oltre a numerosi incidenti nucleari, di varia entità, che  spesso neanche vengono resi noti al fine di non creare allarmismo e  perpetrare il mito della sicurezza nucleare. Non abbisogniamo quindi di  grandi sforzi per affermare che il più vicino sinonimo di nucleare è  MORTE, quella stessa morte che, nel caso più lampante, si presenta  anzitempo, in forma di tumore, ai giovani e giovanissimi ucraini, la cui  sorte viene segnata in partenza. Ma si presenta, sicuramente in misura  minore, anche per gli italiani che hanno la sfortuna di vivere accanto  ai depositi di scorie, quelle stesse scorie che necessitano di tempi  infiniti per essere smaltite, o a centrali ormai dismesse come quelle di  Caorso, Trino Vercellese e Latina. Ma di reattori attivi ce ne sono  tuttora, basti pensare a quelli ancora operativi installati a Varese,  Voghera, Pisa e Montecuccolino di Bologna, giusto per citarne solo  alcuni. Chiude questa macabra lista il Poligono Sperimentale del Salto  di Quirra, emblema dell’incontro, che poi è il motore principale  dell’affare nucleare, tra atomi e guerra, un connubio che rappresenta un  altro significativo sinonimo di MORTE, la quale si presenta in forma di  leucemia al 65% dei pastori sardi che abitano nella zona. In Italia  abbiamo ben venticinquemila metri cubi di materiale radioattivo, una  quantità di scorie che nemmeno gli specialisti del settore sanno come  stoccare e smaltire. Eppure non si era detto NO al nucleare? L’attuale  ricerca, militare e non, che produce scorie e nocività non è forse  un’altra forma di perpetrazione di energia atomica? Cambiano i nomi, ma  l’ossessione nucleare continua senza impedimenti. L’energia nucleare è  solo un tassello, altri sono sicuramente gli OGM, le bio e nano  tecnologie, dell’incontrollato sfruttamento delle risorse presenti nella  biosfera mascherato da necessario adeguamento alle richieste  energetiche del presente e del prossimo futuro. Smettiamola di credere  alla neutralità della tecnologia, essa, infatti, è sempre di più un’arma  al servizio di chi trae profitto da un sistema di produzione e  distribuzione di merci sempre più grande che richiede un sempre maggiore  afflusso di energia, costi quel che costi. L’individuazione di siti per  future centrali nucleari, così come vale per le discariche e tutte  quelle soluzioni ai danni irreparabili causati dall’odierno sistema  capitalista, rappresenta un ulteriore invito, come se ce ne fosse  bisogno, alla militarizzazione del territorio e allo stravolgimento  della vita di tutti. Bisogna opporsi al nucleare e a ciò che esso  intrinsecamente rappresenta, ovvero l’intero sistema economico e  industriale che quotidianamente saccheggia ciò che di incontaminato è  rimasto sulla Terra. Bisogna stare attenti a non cadere nel tranello  simboleggiato dal duello che vede contrapposte energie rinnovabili e  non, non può esistere infatti alcuna scappatoia ecocompatibile per far  fronte all’incredibile fabbisogno energetico richiesto dall’odierno  stile di vita basato sull’enorme produzione di merci e di presunti  comfort. Bisogna scegliere di agire adesso,mediante l’azione diretta,  per combattere una società sempre più totalitaria e gestita da elites  politico-economiche. Dobbiamo intendere la lotta antinucleare come uno  strumento per scardinare un esistente che non fa altro che avvelenarci,  essa è infatti solo una porzione di una lotta globale che ha come sua  nemica l’intera organizzazione capitalista voluta dalle classi  dominanti.</p>
<p>Per info:<br />
Web: <a href="http://cenere.noblogs.org/" target="_blank">cenere.noblogs.org</a><br />
Email: <a href="mailto:cenere@inventati.org">cenere@inventati.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_CT.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-524" title="0406_CT" src="http://www.autistici.org/controilnucleare/wp-content/uploads/2011/06/0406_CT.jpg" alt="" width="354" height="512" /></a></p>
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		<title>28 Maggio : Assemblea a Caorso</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 20:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ControIlNucleare]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 28/05/2011; 15:00 a 18:00. ] <p><strong>&#8220;IL <em>CREDO</em>&#8221; DEL NUCLEARISTA</strong><br />
Domani, alle 18:15, un asino volerà su Caorso, accorrete tutti/e!</p>
<ul>
<li> <strong>VI </strong>hanno detto che il Nucleare era finito con il Referendum del 1987:<br />
MENZOGNE! ci sono tanti centri sperimentali attivi in Italia e depositi di scorie (anche a Caorso).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>VI </strong>avevano detto che Chernobyl era ormai un sarcofago sicuro:<br />
MENZOGNE! Si sta incrinando e, presto o tardi, disperderà nuovamente per l’Europa la sua nube mortale.</li>
</ul>
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<li><strong>VI </strong>avevano detto che la catastrofe di Fukushima era sotto controllo:<br />
MENZOGNE! Persino i nuclearisti di tutti gli Stati hanno dovuto  ammettere che la radioattività ha provocato, e continua a </li>&#8230; <a href="/controilnucleare/?p=502" class="read_more">Continua a leggere</a></ul>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;IL <em>CREDO</em>&#8221; DEL NUCLEARISTA</strong><br />
Domani, alle 18:15, un asino volerà su Caorso, accorrete tutti/e!</p>
<ul>
<li> <strong>VI </strong>hanno detto che il Nucleare era finito con il Referendum del 1987:<br />
MENZOGNE! ci sono tanti centri sperimentali attivi in Italia e depositi di scorie (anche a Caorso).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>VI </strong>avevano detto che Chernobyl era ormai un sarcofago sicuro:<br />
MENZOGNE! Si sta incrinando e, presto o tardi, disperderà nuovamente per l’Europa la sua nube mortale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>VI </strong>avevano detto che la catastrofe di Fukushima era sotto controllo:<br />
MENZOGNE! Persino i nuclearisti di tutti gli Stati hanno dovuto  ammettere che la radioattività ha provocato, e continua a provocare,  morte umana e animale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>VI </strong>hanno fatto onorare la Costituzione che “ripudia la guerra”:<br />
MENZOGNE! L’Italia è impegnata in più di 20 conflitti e quello della  Libia è il più evidente. Si sparano bombe all’uranio impoverito, frutto  delle centrali nucleari.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>VI </strong>hanno detto che le scorie non sarebbero rimaste:<br />
MENZOGNE! Sono partite, e con un enorme rischio per tutto il territorio  attraversato dal trasporto, solo quelle da cui si poteva ricavare  plutonio per le armi… ed in ogni caso torneranno ancora radioattive.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>VI </strong>avevano detto che il 23 Aprile scorso (giorno del corteo contro  il nucleare) sarebbero calate orde di barbari a saccheggiare Caorso,  tanto che vi hanno indotto a barricarvi in casa e chiudere i negozi:<br />
Ancora MENZOGNE! Voi avete potuto rendervene conto.</li>
</ul>
<p>Nonostante tutto ci avete creduto, e alcuni di <strong>VOI </strong>continuano a  credere, alla menzogna di qualsiasi governo, sindaco, giornalista e  collaborazionista. Gli stessi che sostengono che le mazzette  compensative siano il giusto prezzo per ripagare i danni all&#8217;ambiente,  agli animali e alle persone causati dalla presenza di un impianto  nucleare. Sì, parliamo di mazzette, perchè è il valore della vostra  disponibilità ad essere corrotti, il valore monetario di una vita a  rischio, di un ambiente gravemente inquinato.<br />
<strong>AVETE </strong>creduto che dopo Fukushima il governo italiano bloccasse il  Referendum perché non voleva più costruire centrali nucleari. Le ultime  dichiarazioni del “Ducetto” VI hanno lasciato disillusi, eh?!!! Il  nucleare si farà, quando <strong>VI </strong>sarete scordati il crimine di Fukushima.<br />
A quante menzogne DOVETE ancora credere prima di capire che non esistono  “poteri buoni”? e che il miglior modo di opporsi a tutte le loro  nefandezze è lottare in prima persona lontani dalle logiche  istituzionali, cioè da quelle stesse logiche che rendono possibile il  crimine contro l’umanità?<br />
<strong>NOI </strong>ci stiamo provando, venendo “da fuori” e percorrendo chilometri per  cercare di non farvi e non farci uccidere. Non sentendoci affatto  estranei, perché i rischi connessi al nucleare non si fermano  all’interno del perimetro caorsano, ma si estendono anche a chi vive  “fuori”.</p>
<p>Questa lotta appartiene a <strong>VOI </strong>e <strong>NOI </strong>in ugual misura: col nucleare  vogliono attentare alle nostre vite, ed è necessario resistere  unitariamente, senza abboccare ai tentativi di scompattarci perpetrati  artatamente da Sindaco &amp; compagnia brutta, funzionali  all’applicazione del vecchio ma sempre attuale principio “dividi et  impera”.<br />
E se non  riusciremo ad impedire il disegno criminale di lorsignori, quantomeno non saremo stati loro complici.</p>
<p><strong>NOI NON SIAMO IN VENDITA, NOI SCEGLIAMO DI LOTTARE, E VOI?</strong><br />
e infine….<br />
Possiamo abbandonare definitivamente il termine “VOI” sostituendolo con  un “NOI” che includa un FRONTE UNITARIO DI OPPOSIZIONE che ci accumuni,  aldilà della provenienza geografica, sulla base della condivisione della  NETTA CONTRARIETA’ AL NUCLEARE?</p>
<p>Questa è la proposta, discutiamone insieme<br />
<strong>SABATO 28 MAGGIO alle ore 15.00</strong><br />
<strong> Giardini pubblici di Via Tavani ang. Via Molinazzo, a CAORSO</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Assemblea Permanente Contro il Nucleare Una Volta per Tutte – Piacenza</em></p>
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		<title>Fukushima, nucleare: la Tepco ammette la fusione del nocciolo anche ai reattori 2 e 3</title>
		<link>/controilnucleare/?p=518</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 18:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News dai media]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È stata confermata da parte della <strong>Tepco</strong>, la Tokyo Electric Power che gestisce l&#8217;i<strong>mpianto nucleare di Fukushima</strong>, in Giappone, la fusione delle <strong>barre di combustibile</strong> anche dei reattori due e tre. Fino ad ora, solo il <strong>reattore uno</strong> era quello incriminato, ma secondo quando sostiene la società nipponica   è molto probabile che la fusione si sia prodotta anche in altri due  dei  6 reattori della <strong>centrale</strong>.</p>
<p>Dopo la conferma che il disastro potrebbe essere legato anche ad un <strong>errore umano</strong>, nonostante il governo giapponese abbia più volte parlato di probabili  fusioni delle<strong> barre di combustibile</strong>&#8230; <a href="/controilnucleare/?p=518" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È stata confermata da parte della <strong>Tepco</strong>, la Tokyo Electric Power che gestisce l&#8217;i<strong>mpianto nucleare di Fukushima</strong>, in Giappone, la fusione delle <strong>barre di combustibile</strong> anche dei reattori due e tre. Fino ad ora, solo il <strong>reattore uno</strong> era quello incriminato, ma secondo quando sostiene la società nipponica   è molto probabile che la fusione si sia prodotta anche in altri due  dei  6 reattori della <strong>centrale</strong>.</p>
<p>Dopo la conferma che il disastro potrebbe essere legato anche ad un <strong>errore umano</strong>, nonostante il governo giapponese abbia più volte parlato di probabili  fusioni delle<strong> barre di combustibile</strong> in tre dei sei reattori la <strong>Tepco</strong> aveva sempre smentito la cosa, confermando soltanto il <strong>problema al reattore uno</strong>.</p>
<p>&#8220;<cite><em>La maggior parte del combustibile nucleare è probabilmente affondata nella parte inferiore, come nel reattore numero 1</em></cite>&#8221;  fanno sapere i <strong>tecnici della Tepco</strong>,  che attualmente sono impegnati  nelle operazioni di raffreddamento. Al  momento sembra che il rischio sia  stato limitato e che le condizioni  dei due reattori siano state  stabilizzate.</p>
<p><ins><ins id="aswift_0_anchor"></ins></ins></p>
<p>Ma cosa succede quando avviene la famigerata<strong> fusione del nocciolo</strong>?</p>
<p>Si tratta della vera e proprio l<strong>iquefazione del nocciolo radioattiv</strong>o,   la cui temperatura raggiunge migliaia di gradi a causa della reazione   nucleare legata alle barre di zirconio, che a loro volta contengono il   combustibile di <strong>uranio</strong>. Come riporta bene anche un <strong>bell&#8217;articolo dell&#8217;Unità</strong>,  &#8220;nella storia, la fusione del nocciolo è avvenuta una sola volta, nel  1986 a Chernobyl, quando una procedura malaccorta mise fuori uso i  sistemi di raffreddamento e controllo. Qualche anno prima, nel 1979 a  Three Mile Island negli Usa, la fusione totale del nocciolo venne  evitata all&#8217;ultimo momento (si fuse soltanto il 25 per cento)&#8221;.</p>
<p>Fin dai primi momenti dopo il terremoto, la prima   manovra per scongiurare una fusione totale con la conseguente perdita   del materiale radioattivo, è stata il <strong>raffreddamento</strong> di tutti i contenitori del reattore, rallentando così la fusione del nocciolo. Cosa che sta avvenendo proprio adesso nei <strong>reattori due e tre. </strong></p>
<p>Il problema è che in caso di fusione del nocciolo i  reattori si trasformano in veri e proprio sarcofaghi perpetui in cui è  chiusa una massa informe di metallo fortemente radioattivo,  inavvicinabile e intrattabile. E questo per l&#8217;eternità in quanto  occorrono milioni di anni perché la radioattività naturalie dell&#8217;uranio  si estingua naturalmente.</p>
<p>Dunque, anche se i media non ne parlano più,  l&#8217;allarme di Fukushima non è affatto rientrato e ciò che si prospetta  sono tre grandi cubi &#8220;<cite>di cemento e acciaio dal cuore altamente  radioattivo, che dovrà essere continuamente controllato per tema che non  si fessuri o si rompa, provocando un disastro ambientale che è  impossibile da quantificare</cite>&#8220;.</p>
<p><strong>Francesca Mancuso</strong></p>
<p>http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4966-fukushima-nucleare-fusione-del-nocciolo-tepco</p>
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		<title>Catastrofe di Fukushima: la gestione sociale dei contaminati.</title>
		<link>/controilnucleare/?p=489</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 13:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si stima che il<strong> 75%</strong> delle scuole della prefettura di Fukushima abbia un livello di radioattività tale da       superare la soglia di 1       millisiviert all’anno, la dose finora considerata sicura per la       generalità della popolazione civile. Così, per non chiudere le scuole, la soglia       tollerabile per i bambini è stata       <strong>innalzata</strong> d’ufficio a 20 millisiviert.<br />
Il consiglio per l’istruzione della prefettura di Fukushima ha       distribuito monitor-detector per le radiazioni alle scuole ed agli       asili. I detector sono già stati consegnati a 55 strutture       educative che vanno dalle scuole materne alle scuole superiori.       Alcune scuole elementari e medie della prefettura sono &#8230; <a href="/controilnucleare/?p=489" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si stima che il<strong> 75%</strong> delle scuole della prefettura di Fukushima abbia un livello di radioattività tale da       superare la soglia di 1       millisiviert all’anno, la dose finora considerata sicura per la       generalità della popolazione civile. Così, per non chiudere le scuole, la soglia       tollerabile per i bambini è stata       <strong>innalzata</strong> d’ufficio a 20 millisiviert.<br />
Il consiglio per l’istruzione della prefettura di Fukushima ha       distribuito monitor-detector per le radiazioni alle scuole ed agli       asili. I detector sono già stati consegnati a 55 strutture       educative che vanno dalle scuole materne alle scuole superiori.       Alcune scuole elementari e medie della prefettura sono state       invitate a limitare le attività all’aperto degli studenti per       evitare la possibile esposizione a radiazioni provenienti dalla       centrale nucleare Fukushima Daiichi. Diversi insegnanti delle       scuole elementari stanno tenendo in registro quotidiano delle       radiazioni per avvertire i genitori e tenerli tranquilli Il       consiglio per l’istruzione della prefettura raccoglie ogni       settimana i dati relativi alle radiazioni provenienti da scuole ed       asili e riferisce i risultati al ministero dell’istruzione.</p>
<p>Dal Guardian<a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/may/02/parents-revolt-radiation-levels" target="blank"> i genitori di Fukushima         protestano per l’innalzamento dei limiti di radioattività cui         possono essere esposti i bambini</a></p>
<p>Ciò che accade in Giappone è una dimostrazione del fatto che la società  atomica è la società della menzogna, del negazionismo, del controllo  sociale più barbaro. E&#8217; una dimostrazione del fatto che la società  atomica è fatta a misura del profitto di un pugno di colossi  industriali, energetici, militari.<br />
Gli stessi criminali che hanno provocato questa catastrofe continuano ad  avere il potere nella gestione e nelle scelte per tentare di fermare la  catastrofe. Ma operano in primis per salvaguardare il loro potere e il  loro affare: NON EVACUANO la popolazione e continuano a fare scellerate  scelte che ci avvicinano sempre più alla “catastrofe planetaria”: è  indicativo il riversamento nell’oceano pacifico di migliaia tonnellate  di acqua radioattiva!<br />
Non evacuano la popolazione per non dare visibilità alla catastrofe  ambientale che stanno provocando. Minimizzano quanto sta accadendo  dicendo di avere tutto sotto controllo. La gestione sociale dei  contaminati è ad uso e consumo dello stato, delle lobby nucleari, delle  lobby farmaceutiche, delle lobby agricole che riescono a produrre cibi  in terreni sterili, degli eserciti, ecc</p>
<p>La zona attorno alla centrale è un ammasso informe di macerie, fango,  cadaveri: una montagna radioattiva che nessuno sa che fine farà. La zona  evacuata di 20Km rimarrà inabitabile per oltre 20 anni (secondo le prime  stime), oltre i 20Km dalla centrale vivono moltissime persone che non  vengono evacuate. Chi abita nella zona compresa tra i 20 e i 30 Km dalla  centrale non può uscire di casa, deve vivere con porte e finestre  sbarrate per proteggersi dalle radiazioni. La contaminazione del cibo e  dell&#8217;acqua è gravissima: frutta, verdura, latte hanno livelli di  radioattività tali per cui il consumo è pericolosissimo. Anche l’acqua  corrente di Tokyo è contaminata.</p>
<p>Il governo nipponico, si ostina a minimizzare ripetendo che le quantità  rinvenute sono ben lontane dal rappresentare un pericolo per la salute  ed ha bloccato la distribuzione di latte e di due tipi di verdure  prodotte in 4 prefetture limitrofe all’impianto, come «misura  precauzionale».<br />
La realtà è che l&#8217;emissione di materiale radioattivo nell&#8217;aria è  continua e hanno riversato migliaia di tonnellate di acqua radioattiva  nell&#8217;oceano pacifico.</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto presentato dalla Tepco ci sono circa 70mila  tonnellate di acqua stagnante con un alto livello di radioattività nelle  unità 1, 2 e 3. Fumo bianco continua a fuoriuscire dalle unità 2 e 3  mentre la situazione è stazionaria nell’unità 4. Al momento viene ancora  iniettato gas di azoto per ridurre la possibilità di una fusione.</p>
<p>Oggi sappiamo che nel reattore n° 1 il 55% delle sue barre di  combustibile sono fuse essendo rimaste all’asciutto. Stessa sorte per il  35% del combustibile del reattore 2 e per il 30% del numero 3 (Fonte:  World Nuclear News 6 maggio 2011).</p>
<p>Dopo due mesi ancora si lavora con sistemi di raffreddamento di  emergenza, La Tepco ha annunciato una nuova, consistente perdita di  acqua radioattiva dal reattore n. 1 della centrale di Fukushima, il  governo ha deciso di abbattere tutti capi di bestiame presenti entro il  raggio di venti chilometri dall&#8217;impianto nucleare, il governo ha alzato  i limiti di radioattività considerati sicuri per i lavoratori da 100 a  250 millisiviert all’anno e adesso anche per i bambini nelle scuole  della prefettura di Fukushima da 1 millisiviert a 20 millisiviert  all’anno. Sono morti 3 lavoratori della disastrata centrale per &#8220;cause  sconosciute&#8221;.</p>
<p>Sono passati due mesi, la situazione è drammatica, non è ancora il  momento di dimenticare Fukushima! Perchè milioni di giapponesi subiscono  tutto ciò senza ribellarsi? L&#8217;unica cosa che il governo, la Tepco e i  loro codazzi di assassini hanno sotto controllo sono i lavoratori e la  popolazione contaminata!<br />
Battiamoci contro il nucleare e il mondo che lo produce, perchè la  società atomica è questa!</p>
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