{"id":3657,"date":"2020-06-09T14:47:04","date_gmt":"2020-06-09T12:47:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3657"},"modified":"2020-06-09T14:47:04","modified_gmt":"2020-06-09T12:47:04","slug":"milano-20-giugno-corteo-non-vogliamo-tornare-alla-normalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3657","title":{"rendered":"Milano &#8211; 20 Giugno &#8211; Corteo &#8220;Non vogliamo tornare alla normalit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>riceviamo e pubblichiamo<\/p>\n<p><strong>Il capitalismo: crisi e ristrutturazioni<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/photo_2020-06-09_14-11-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3658 alignright\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/photo_2020-06-09_14-11-41-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/photo_2020-06-09_14-11-41-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/photo_2020-06-09_14-11-41-726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/photo_2020-06-09_14-11-41-768x1083.jpg 768w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/photo_2020-06-09_14-11-41.jpg 908w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/strong>In queste fasi di emergenza e pandemia stiamo vivendo un passaggio epocale del capitalismo. Non si tratta di una novit\u00e0: \u00e8 da decenni che assistiamo alle sue trasformazioni, ma in questa situazione stanno emergendo con pi\u00f9 forza e violenza, cogliendoci impreparati.<br \/>\nIn centinaia d\u2019anni, il capitalismo ha avuto bisogno di sfruttare moltitudini di esseri umani e di saccheggiare terre e risorse attraverso strumenti e tecniche sempre differenti, a seconda dell\u2019epoca storica, della composizione sociale, del sistema<br \/>\neconomico presente e della latitudine in cui agiva.<br \/>\nIl risultato e gli obiettivi sono per\u00f2 sempre stati gli stessi: accumulare con violenza e sfruttamento. Il solo uso della forza esplicita e tradizionale non sempre basta. Per questo, le armi si affinano, si modificano, si adeguano. Nella parte di mondo in cui viviamo, stiamo assistendo a un periodo di ridistribuzione dei poteri e di trasformazione del sistema capitalistico tradizionale di impronta industriale, che non ha certo cessato di esistere in tutto il mondo. La difficolt\u00e0 dell\u2019accumulazione richiede nuove strategie, maggiore sfruttamento umano, continui e gravi saccheggi e devastazioni di territori e risorse. Davanti a noi, il capitalismo non si presenta come un blocco monolitico: al suo interno le lotte per il potere e l\u2019egemonia non cessano di susseguirsi. I pochi e le multinazionali che ne escono vincitori accumulano sempre pi\u00f9 potere e ricchezze, mentre si assiste a un impoverimento di massa e a un peggioramento della qualit\u00e0 della vita. Tra le forme di ristrutturazione capitalistica, vi \u00e8 quella che \u00e8 stata nominata il capitalismo della sorveglianza, in cui il ruolo della tecnologia \u00e8 sempre pi\u00f9 profondo e capillare. In questo contesto, l\u2019esperienza umana diventa una materia prima gratuita per pratiche commerciali nascoste di estrazione, predizione e vendita.<br \/>\nIl comportamento umano \u00e8 continuamente sotto controllo e attraverso queste forme di sorveglianza globale le esperienze personali diventano fondamentali per predire comportamenti futuri e desideri. Il concetto stesso di umanit\u00e0 viene messo in discussione: gli esseri viventi sono considerati non solo come corpi da sfruttare, ma anche come fasci di dati da cui trarre profitti e informazioni utili a orientare le scelte future. Si tratta di una logica economica parassita nella quale la produzione<br \/>\ndelle merci e dei servizi \u00e8 subordinata a una trasformazione comportamentale degli individui e delle masse.<br \/>\nOgni sfera della vita umana, anche quelle immateriali, vengono colonizzate e i comportamenti plasmati. Questa crisi e queste ristrutturazioni hanno effetti pervasivi in ambito economico-lavorativo, politico, sociale, sanitario ed ecologico.<!--more--><\/p>\n<p><strong>In Italia: le parti in campo<\/strong><\/p>\n<p>Da pi\u00f9 di trent\u2019anni, la gestione aziendale della sanit\u00e0 ha comportato continui tagli e privatizzazio-ni. Il sistema sanitario \u00e8 stato smantellato e deturpato a tal punto da rendere sempre pi\u00f9 difficile l\u2019accesso alle cure per chi non ha il portafogli gon-fio. Cos\u00ec, mentre le risorse destinate alla sanit\u00e0 sono state sempre meno, l\u2019industria bellica viene lautamente sovvenzionata. Le guerre e gli affari economici e militari non si sono fermati neanche con la pandemia, portando migliaia di persone a muoversi dai propri paesi di origine verso l\u2019Europa e i paesi ricchi, attraversando deserti, mari, centri di detenzione.<br \/>\nI lavoratori sono sempre pi\u00f9 sfruttati e sacrificati in nome del profitto dei loro padroni. Con il \u201cmiracolo\u201d dello smart working avremo individui ancor pi\u00f9 soli e atomizzati.<br \/>\nLa scuola, gi\u00e0 segnata da una deleteria aziendalizzazione, da una consistente precarizzazione degli insegnanti con conseguenze sulla qualit\u00e0 della didattica, ha oramai la sola funzione di creare nuovi sudditi, nuovi consumatori, nuovi padroni e nuovi schiavi. La didattica online, introdotta in tempi di pandemia, ha contribuito alla dissuasione e all\u2019affievolimento delle interazioni e delle relazioni tra gli individui, tentando di evitare concrete possibilit\u00e0 di incontro, protesta e crescita collettiva.<br \/>\nGli emigrati e le emigrate non versano certo in condizioni migliori. Sia nelle citt\u00e0 che nelle campagne, dove si produce il cosiddetto made in Italy, i lavoratori immigrati vivono in condizioni di sfruttamento e schiavit\u00f9. La necessit\u00e0 di un maggior numero di lavoratori nel settore agricolo, richiesta a gran voce da Coldiretti e Confindustria, ha portato all\u2019inserimento nel Decreto \u201cRilancio\u201d del 13 maggio 2020 di una misura per regolarizzare una parte degli emigrati che vivono in Italia. Questa sanatoria non permetter\u00e0 agli immigranti di ottenere documenti e permessi di soggiorno a lungo termine e rinnovabili, ma solo a garantire ai padroni di non perdere profitti e allo stato di regolarizzare la schiavit\u00f9.<\/p>\n<p><strong>L\u2019operazione \u201cRitrovo\u201d e gli espliciti intenti dello Stato<\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto socio-politico, il 13 maggio 2020, a Bologna si \u00e8 conclusa una lunga indagine che ha portato all\u2019arresto di sette compagni e compagne, mentre per altri\/e cinque \u00e8 stato disposto l\u2019obbligo di dimora a Bologna con rientro notturno. L\u2019accusa \u00e8 di associazione sovversiva con finalit\u00e0 di terrorismo (270bis). La Procura di Bologna si \u00e8 espressa in questi termini, mostrando le sue intenzioni: \u00abIn tale quadro, l\u2019intervento, oltre alla sua natura repressiva per i reati contestati, assume una strategica valenza preventiva volta a evitare che in eventuali ulteriori momenti di tensione sociale, scaturibili dalla particolare descritta situazione emergenziale, possano insediarsi altri momenti di pi\u00f9 generale \u201ccampagne di lotta antistato\u201d oggetto del citato programma criminoso di matrice anarchica\u00bb.<br \/>\nGli elementi raccolti per la convalida di queste misure sono legati alle lotte che i nostri compagni e le nostre compagne portavano avanti nel loro territorio, espresse nel portare solidariet\u00e0 ai reclusi nelle carceri e nei CPR (ricordiamo la recente presenza solidale sotto il carcere della Dozza durante la rivolta dei primi giorni di marzo e la lotta contro l\u2019apertura del CPR di Modena), in cortei non autorizzati, affissioni di manifesti e diverse iniziati-ve pubbliche. Per rincarare la dose sono stati inseriti nell\u2019inchiesta il sabotaggio di un\u2019antenna della televisione pi\u00f9 altri danneggiamenti e imbrattamenti.<br \/>\nLo scopo dello Stato, dunque, non \u00e8 colpire solo le pratiche, alle quali ci sentiamo comunque solidali, ma punirne anche il solo pericolo presunto, cio\u00e8 l\u2019intenzione e le possibilit\u00e0 che essa apre.<br \/>\nDi conseguenza, ci pare chiaro che in questo contesto repressivo non si inserisca solo una cosiddetta minoranza radicale, ma ogni forma di lotta contro un mondo di sfruttamento e barbarie.<br \/>\nInfatti, la repressione di Stato e Polizia non ha mancato di colpire i lavoratori che si sono ribellati contro condizioni sempre pi\u00f9 precarie, ricattabili e ritmi di lavoro asfissianti.<br \/>\nUn esempio \u00e8 quello dei lavoratori del magazzino della TNT di Peschiera Borromeo (MI) che, all\u2019inizio di maggio, hanno occupato il magazzino per due giorni per protestare contro la sospensione di cento lavoratori interinali di Adecco e sono stati sgomberati e repressi da un\u2019ingente forza di polizia e carabinieri, e nella sede di Bovisa (MI) sgomberati con l\u2019intervento dell\u2019esercito.<br \/>\nAd essere colpito \u00e8 stato anche chi, in condizioni di miseria e povert\u00e0, si \u00e8 trovato costretto ad occupare una casa o a non poter pi\u00f9 pagare l\u2019affitto ed essere di conseguenza messo sotto sfratto e sgomberato. \u00c8 successo anche nel periodo della quarantena nei quartieri di Corvetto e San Siro, dopo che il Comune di Milano aveva dichiarato di sospendere gli sfratti e gli sgomberi fino al 30 giugno e diffondeva con tutti i suoi mezzi di comunicazione l\u2019indicazione di restare a casa per non diffondere il Covid-19.<br \/>\nAnche nelle carceri sovraffollate ci sono state forti rivolte. I detenuti, che durante l\u2019emergenza del Covid-19 si sono ribellati per la privazione di misure e tutele sanitarie necessarie, ammassati in piccole celle, sono stati repressi con pestaggi, privati del vitto e delle cure mediche e trasferiti in altre carceri. Queste rivolte sono costate quattordici morti per mano dello Stato. Quanto \u00e8 successo nelle carceri italiane e di tutto il mondo non \u00e8 da considerarsi un\u2019eccezione, perch\u00e9 il problema \u00e8 insito nella natura stessa dell\u2019istituzione-carcere, coercitiva e autoritaria.<br \/>\nLa repressione ha trovato nuove possibilit\u00e0 per ampliare il suo raggio d\u2019azione e coinvolge sempre pi\u00f9 persone.<br \/>\nIl controllo dell\u2019individuo e della societ\u00e0 si attua capillarmente non solo attraverso posti di blocco, ma anche con l\u2019utilizzo di droni, autocertificazioni, elicotteri, check-point e telecamere intelligenti. In questi ultimi mesi, quasi l\u2019intera popolazione \u00e8 stata soggetta ad una forte restrizione nella libert\u00e0 di movimento. I controlli di Polizia sono aumentati in maniera consistente, con l\u2019ulteriore supporto dell\u2019Esercito Italiano che ha assunto anche il ruolo di pubblico ufficiale. Un esempio eclatante di uso della forza da parte dei militari si \u00e8 verificato durante il picchetto dei lavoratori in sciopero della Bartolini di Sedriano (MI).<\/p>\n<p><strong>Rompiamo la normalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Ci insegnano a vivere ognuno per s\u00e9, ognuno nella sua sfera privata e impermeabile, ad essere indiffe-renti alle ingiustizie, a produrre e consumare solo per noi stessi, a immiserirci in guerre tra poveri e cannibalismo sociale.<br \/>\nNon \u00e8 questo il sistema in cui vogliamo vivere. Continueremo a lottare per un mondo basato su valori di solidariet\u00e0 e mutuo appoggio, creando comunit\u00e0 lontane da delega e autorit\u00e0 dove ogni individuo \u00e8 promotore delle proprie istanze. Durante il lockdown una frase si \u00e8 diffusa velocemente in tutto il mondo: <strong>\u00abNon vogliamo tornare alla normalit\u00e0, perch\u00e9 la normalit\u00e0 \u00e8 il problema\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Pensiamo che sia davvero necessario interrompere il prima possibile questo ritorno alla normalit\u00e0. Per farlo ci sar\u00e0 bisogno di tutti noi, di tutte le nostre capacit\u00e0 e del nostro coraggio, perch\u00e9 la soluzione \u00e8 mettere in discussione il sistema mortifero del capitalismo e avanzare altre proposte.<\/p>\n<p>In tre o in tremila, nei magazzini o nelle piazze, davanti alle case occupate o sotto le mura di galere e CPR, nei picchetti o nei sabotaggi, in citt\u00e0 o in montagna&#8230;<br \/>\nLottiamo insieme. Lottiamo affinch\u00e9 di quella normalit\u00e0 ne rester\u00e0 soltanto il ricordo.<br \/>\n<strong>CHI LOTTA NON \u00c8 MAI SOLO<\/strong><br \/>\n<strong>LIBERT\u00c0 PER TUTTI E TUTTE<\/strong><br \/>\n<strong>SANATORIA PER TUTTE E TUTTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>20 GIUGNO 2020<\/strong><br \/>\n<strong>CORTEO A MILANO<\/strong><br \/>\nore 16 concentramento piazzale Loreto,<br \/>\nangolo via Padova, mm Loreto<\/p>\n<p><em>Solidali e Anticapitaliste\/i<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>riceviamo e pubblichiamo Il capitalismo: crisi e ristrutturazioni In queste fasi di emergenza e pandemia stiamo vivendo un passaggio epocale del capitalismo. Non si tratta di una novit\u00e0: \u00e8 da decenni che assistiamo alle sue trasformazioni, ma in questa situazione stanno emergendo con pi\u00f9 forza e violenza, cogliendoci impreparati. 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