Come criminali che arrivano silenziosi
Il testo qui di seguito e' la traduzione di un'intervista a un
ragazzo che
e' stato arrestato alla scuola Diaz durante il blitz della polizia
la sera
di sabato 21 luglio 2001. Il documento audio di questa intervista
(in inglese
con una parziale traduzione italiana) e' disponibile al seguente
indirizzo
web:
http://gelma.lugbs.linux.it/genovag8/genovag8.html
A: Come ti chiami? Da dove vieni?
B: Credi che sia OK? Preferisco restare anonimo.
A: Eri nella scuola Diaz sabato sera?
B: Si'.
A: Quando sei arrivato cosa hai visto?
B: Qando sono arrivato erano circa le 22 e solo perche' avevo sentito
che nella scuola potevo controllare il mio e-mail e anche che si poteva
stare li' a dormire. Cosi' stavo li' in fila aspettando per usare i
computer.
A: La polizia, riguardo al blitz, dice che la scuola era piena di
gente dei
black bloc e che quando la polizia e' arrivata c'e' stato un lancio
di pietre
e altri oggetti dalle finestre. Cosa puoi dire a questo riguardo?
B: La polizia dice che qualcuno con un coltello ha cercato di colpire
un
poliziotto. In realta', la polizia e' arrivata, ma nessuno se ne e'
accorto.
Sono stati notati solo quando hanno iniziato ad entrare. Normalmente
quando
la polizia arriva dovrebbe dire qualcosa del tipo "questa e' la polizia
per
favore fermatevi". Non hanno detto niente. Erano come dei criminali
che
arrivano silenziosi. Poi qualcuno li ha notati ed ha cominciato a gridare
"la polizia" e tutti erano gia' nel panico. Poi la polizia ha iniziato
ad
entrare nella scuola. Rompevano le porte (non chiedevano di aprire),
le
finestre, le porte laterali, gridando molto aggressivamente, la gente
era
nel panico, qualcuno giaceva per terra, qualcuno correva al secondo
piano.
Quando la polizia era dentro, in realta' io non ho visto cosa stava
succedendo nell'atrio, ho sentito la gente gridare. Ho sentito quei
rumori
di quando i manganelli colpiscono i corpi, tutti gridavano. Io stavo
vicino
ai computer che non erano nell'atrio. Erano un po' piu' lontano, vicino
ai
bagni. E ho visto parecchi poliziotti entrare, due di essi sono venuti
nella
mia direzione e uno di questi ha cominciato a spaccare i computer con
il
manganello e cosi' sono corso nel bagno.
A: E riguardo al coltello e alle altre azioni, credi che sia stato
possibile
un contatto fisico con la polizia?
B: E' assolutamente impossibile perche', come ho gia' detto, loro sono
arrivati in silenzio, nessuno li ha notati finche' non hanno incominciato
a correre nel giardino. La gente era nel panico, nessuno ha fatto nulla
contro la polizia, erano solo nel panico, cercavano di scappare e sono
sicuro che nessuno stava cercando di battersi con i poliziotti.
Dopo sono andato nel bagno, c'era un'altra ragazza, siamo rimasti
semplicemente seduti per terra e poi sono arrivati due poliziotti.
Ci
hanno preso a calci per un po'. Ma sono stato molto fortunato, e' stato
solo un po'. Ci hanno preso a calci, sono usciti, poi dopo circa un
minuto
un poliziotto e' venuto e ci ha preso ancora a calci e mi ha gridato
di uscire dal bagno e io sono uscito e li' c'erano molti poliziotti.
Mi
hanno fatto camminare con questa ragazza fra due file di poliziotti
e tutti
ci picchiavano con i manganelli.
A: Vorrei chiederti una cosa riguardo alle cose che la polizia dice
di aver
trovato dentro la scuola. La polizia e anche De Gennaro ieri hanno
detto che
c'erano molti bastoni, qualche Molotov e molti vestiti neri che
indicavano
la presenza di molte persone appartenenti ai black bloc dentro la
scuola.
Che cosa puoi dire a questo riguardo?
B: Riguardo alle Molotov, io non ne ho vista nessuna e sono completamente
certo che non ce ne fossero. Non c'erano ragioni per averle. Le manifestazioni
erano finite e tutti stavano cercando di riposarsi fino all'indomani
mattina.
Non c'erano armi preparate. Penso che la polizia stesse cercando una
prova.
Dopo, sono stato portato dal bagno verso l'atrio, i poliziotti mi colpivano
mentre passavo in questo corridoio e quando sono stato nell'atrio ho
visto
molte persone correre giu' dal piano di sopra e tutti i poliziotti
ovunque
stavano picchiando la gente e la gente gridava e cercava di coprirsi
la testa.
Molti sanguinavano, c'era sangue e tutti venivano picchiati e giacevano
per
terra. Il terrore della polizia li' dentro era incredibile perche'
le persone
venivano picchiate con i manganelli in testa e sul viso. Un ragazzo
e' stato
picchiato sulla bocca e sono stati rotti molti occhiali. La violenza
della
polizia era veramente incredibile, credo che la maggior parte della
gente
sappia gia' di braccia rotte e gambe e via di seguito. Posso raccontare
un
episodio per mostrare come era fascista la polizia: un mio amico era
per terra,
non lontano da me. Giaceva con la faccia verso il basso coprendosi
la testa
con le braccia e un poliziotto lo stava picchiando con il manganello
sulla
schiena e poi un colpo e poi con un coltello gli tagliava i
dreadlocks (treccine rasta /ndt)
dalla testa. Un colpo, un dreadlock, un colpo, un dreadlock. Dopo cio',
un amico
mi ha detto di aver visto passare un poliziotto con quelle trecce appese
alla
cintura, sai, come gli antichi Indiani, quegli scalpi, usati come trofei
di
guerra. La violenza della polizia e' finita quando e' entrato il
personale delle ambulanze, ma prima sono accadute molte cose realmente
orribili, ma credo che gia' quasi tutti sappiano queste cose. Dopo
sono
venute le ambulanze e hanno cominciato a portare via la gente. Poi
la polizia
ha iniziato a cercare e tutti siamo stati raggruppati in uno stesso
posto.
Cosi' la polizia ha iniziato a cercare delle cose. Per esempio ieri
alla
stazione di polizia ho visto un giornale e c'erano le foto delle armi
trovate
nella scuola. C'erano cosi' tanti di questi elmetti e maschere anti-gas.
Quando nell'atrio ho visto che li portavano via, non posso dire che
non
c'erano elmetti, ma ne ho visti due o tre, e' tutto. Nelle fotografie
ce
n'erano circa 20 e queste maschere anti-gas e alcuni bastoni.
A: Tu non hai visto i bastoni?
B: Io ho visto alcuni bastoni, ma erano di legno, oppure altri che erano
tipo
rifiuti siccome nella scuola c'erano lavori di ristrutturazione. Cosi'
c'erano dei rifiuti dentro e dunque qualche bastone di legno e qualcuno
piccolo di metallo. Ma non spranghe da combattimento.
A: E riguardo i black bloc e i vestiti neri, che cosa hai visto?
Voglio dire,
hanno mostrato in televisione e sui giornali molti vestiti neri
dicendo che
era pieno di persone appartenenti ai black bloc.
B: Ho visto che portavano via dei vestiti neri, ma erano all'incirca
un
sacchetto di plastica e ci mettevano i vestiti neri di tutto l'atrio
e
c'erano cosi' tante valigie, non ha senso, voglio dire, la polizia
puo'
venire in ogni casa e trovare almeno 10 indumenti neri.
A: Cercavano i vestiti neri?
B: Si', distruggevano queste borse e ne tiravano fuori solo i vestiti
neri,
mettendoli in uno stesso posto. C'erano cosi' tante valigie e da ciascuna
valigia prendevano per esempio un indumento nero, in realta' non ce
n'erano
cosi' tanti.
Non c'era molta gente dei loro. C'era qualcuno che poteva sembrare
un black
bloc, ma forse era solo vestito di nero. Ma questi erano meno della
meta'.
Il resto della gente aveva l'aspetto di ciascuno di noi.
A: Dopo cio', dove ti hanno portato? In prigione?
B: All'inizio ci hanno portato alla stazione di polizia, sembrava una
stazione
dei Carabinieri. Siamo stati divisi in gruppi di 8 persone ciascuno
e portati
li' con dei furgoni. Prima di tutto nessuno ci ha detto perche' eravamo
in
arresto, ne' dove saremmo andati. La sola cosa che la polizia ha detto
e' che
ritiravano i nostri passaporti, cosi' tutti davano il passaporto e
adesso
tutti questi passaporti sono spariti. Molte persone non hanno piu'
il
passaporto e nemmeno io ce l'ho. Ho dato il mio passaporto ad un ufficiale
di polizia e adesso il mio passaporto e' sparito.
A: Sei stato picchiato quando sei arrivato alla stazione di polizia?
Che cosa
e' successo?
B: Arrivati, siamo scesi dai furgoni e come prima cosa qualcuno ci ha
detto
in inglese "questa e' una zona militare, se fate qualsiasi movimento
senza
che vi sia stato ordinato, vi spareremo". Durante tutto il tempo, nella
scuola, nel furgone, alla stazione di polizia, abbiamo sempre dovuto
tenere
le mani in alto. Quando siamo arrivati ci hanno messi vicino al muro,
mani in
alto, mentre la polizia ci perquisiva. Eravamo 8 persone e molte sono
state
picchiate durante la perquisizione.
A: Anche tu sei stato picchiato?
B: Si', ma non forte, non con il manganello. Quando hanno iniziato a
cercare
nei miei pantaloni, hanno voluto che togliessi la cintura, io ho mosso
un
po' la testa e mi hanno colpito la testa per questo movimento. Rompevano
le
cose, non mentre cercavano, ma semplicemente stracciavano i vestiti,
colpivano
le borse. Per esempio hanno trovato il cellulare nella mia tasca e
appena
tirato fuori, lo hanno scaraventato per terra e schiacciato col piede.
Siamo
stati picchiati e siamo rimasti la' per mezz'ora fuori con le mani
in alto.
Ci hanno portato dentro le celle e anche li' bisognava stare in piedi
a mani
in alto. C'erano persone gia' stanche e scioccate e quando qualcuno
muoveva
le mani un po' giu', la polizia arrivava.
A: Questo nelle celle?
B: Si', dentro le celle.
A: Eravate forzati, obbligati a.....
B: Si', eravamo tutti contro il muro con le mani in alto. Siamo rimasti
con
le mani alzate per 3 ore, e' incredibile. E se appena ti muovevi, arrivavano
e ti picchiavano, non con i manganelli, ma con le mani. Eravamo in
piedi e
sai, era un tale shock, in ogni momento potevi essere picchiato. E
la polizia
camminava e faceva delle battute crudeli come " black bloc....teste
nere". Io
non capisco l'italiano. Per esempio, mentre la gente veniva picchiata,
la
polizia gridava qualcosa e gli stranieri, come me o quelli dalla Germania,
non capivano e chiedevano "per favore in inglese" e nessuno traduceva
e
continuavano a gridare qualcosa in italiano e picchiavano. Non sai
cosa
vogliono e ti gridano addosso.
A: Parliamo di questo: ti ricordi (o forse potevi capire) se c'erano
delle
frasi fasciste dette dalla polizia? I giornali parlano di inni a
Pinochet o
contro gli ebrei, qualcosa del genere e' accaduto in prigione? Non
so se tu
potevi capire qualcosa, non solo atti fascisti, ma anche nelle cose
che
dicevano.
B: A dire il vero, io non capisco l'italiano, parlavano di tante cose.
Ma la
cosa che ho capito era il cattivo atteggiamento nei confronti dei polacchi,
come quando giravano e tutti erano in piedi e chiedevano " da dove
vieni?".
Se eri italiano non dicevano nulla e l'attitudine se venivi da qualche
altra
parte era " uhm...ah!, Polacchi" e capivo che parlavano tra loro dicendo
che
i black bloc sono prevalentemente polacchi e tedeschi.
A: Credi ci fosse un punto di vista razzista e fascista?
B: Forse non posso dire niente riguardo alle piccole cose, ma nel complesso
nella stazione di polizia vi era un'atmosfera realmente fascista. Ragazzi
e
ragazze separati, nessuno poteva parlare, stare in piedi assolutamente
sotto
controllo.Tutto assomigliava ai film sul fascismo. Non posso credere
che e'
l'anno 2001 e in Europa e che e' una democrazia. Ero veramente scosso.
E'
incredibile. Quando la polizia ha visto che la gente non poteva tenere
su le
mani, le mani scendevano, eravamo cosi' stanchi... allora lasciavano
che
tutti abbassassero le mani per un minuto, poi ancora su. Questo per
un ora,
poi hanno lasciato la gente sedersi per un minuto e poi ancora in piedi
in
fila.
A: Erano allegri o ridevano?
B: Si'. Per esempio dicevano "tutti seduti" e poi "ah, ah! In piedi!
In
piedi!". Eravamo trattati come dei grandi criminali: le cinture e le
stringhe
delle scarpe tolte. Se qualcuno voleva andare in bagno, il carabiniere
lo
teneva per il collo e camminavano insieme lungo tutto il percorso fin
giu' ai
bagni tenendogli il collo molto stretto. Durante tutta la notte e'
stato cosi'.
A: Questo era domenica notte? Quanto tempo sei rimasto nella stazione
di
polizia?
B: Sabato.
A: Sei stato preso sabato?
B: Si', sabato notte e la notte e' stata veramente stressante.
A: Avete dormito?
B: No, durante la notte non ci e' stato permesso. Dopo essere stati
in piedi,
ci hanno permesso di sederci, ma nessuno poteva stendersi. La gente
si
addormentava e allora la polizia veniva e "in piedi! In piedi! Non
distendersi, non parlare". Dopo questo, una notte, un giorno e un po'
della
notte successiva. Fino a domenica ci e' stato dato come cibo acqua
e
per ogni persona due biscotti. Il mattino e il pomeriggio un panino
per due
persone. Il panino era con la carne e siccome c'erano molti vegetariani,
durante tutto il giorno hanno avuto solo un pezzo di pane e acqua.
A: Che cosa vi hanno detto? Sei stato portato da qualche parte? Quali
erano
le accuse?
B: Durante tutto il periodo che abbiamo passato in arresto dei ragazzi
chiedevano di vedere gli avvocati, chiedevano cosa stava succedendo
e dove
eravamo e dove saremmo andati. Nessuna domanda ha ottenuto una risposta
durante tutta la notte e tutto il giorno dopo. Solo nella notte fra
domenica
e lunedi' siamo stati tutti fatti uscire dalle celle e ci hanno preso
le
impronte digitali, informazioni, molte fotografie, hanno tolto gli
orecchini,
perquisito tutto il corpo. Lunedi' mattina ci e' stato detto (eravamo
molto
stanchi) che saremmo andati in prigione.
A: Anche i ragazzi italiani facevano domande?
B: Si', Si'.
A: E rispondevano a qualcuno?
B: No, a nessuno. C'era un ragazzo italiano che chiedeva ai carabinieri
che
cosa stesse succedendo. E anche li' niente, niente, niente.
A: Lunedi' che cosa e' successo? Sei rimasto li' fino a lunedi'?
B: No, nella notte fra domenica e lunedi', la mattina molto presto,
erano
circa le 3, ci hanno fatto salire due a due su un autobus con delle
piccole
celle con delle sbarre. Ci e' stato detto che andavamo in prigione,
solo
questo. Nessuno poteva chiamare un avvocato. Siamo saliti sull'autobus
e per
arrivare alla prigione, ci e' voluto circa un'ora e mezzo di strada
e nessuno
sapeva dove stessimo andando e quale fosse la situazione.
A: Sapevi dove saresti arrivato?
B: No, non si poteva vedere niente attraverso le sbarre e il bus andava.
Quando siamo arrivati nessuno ha detto niente. Ho scoperto dove mi
trovavo quando
ero gia' nella cella. Ho trovato una busta di un ex-prigioniero e sulla
busta
c'era scritto l'indirizzo della prigione: Pavia. In questo modo ho
scoperto
dov'ero.
A: Ti hanno picchiato durante il viaggio verso Pavia o al tuo arrivo?
B: No, in prigione non sono stato picchiato.
A: Sai se qualcun altro e' stato picchiato?
B: Credo che nessuno sia stato realmente picchiato, solo questo. Ma
l'atteggiamento della polizia era comunque molto duro. Era sempre "
forza,
forza, da questa parte". No capivi dove andare. E stavo salendo e penso
di
aver sbagliato la strada, non ho girato al momento giusto, era molto
buio,
c'era la polizia nel buio e stavo andando in quella direzione e poi
ho sentito
"Tch!". Dal buio mi hanno colpito sulla testa perche' non avevo scelto
la
direzione giusta. Avrei dovuto andare diritto e poi girare a sinistra.
Riguardo alla prigione, qualche problema con il cibo, soprattutto per
i
vegetariani: il primo giorno c'era solo pane perche' tutto era con
la carne,
ma poi e' stato meglio. In realta' in prigione e' stato OK, soltanto
non si
sapeva niente, la sola cosa che mi e' stata detta e' stato quando un
tipo e'
venuto, ma non e' stato durante il primo giorno in prigione, ma il
secondo.
Un tipo e' venuto e mi detto in uno stentato inglese che secondo la
legge
italiana potevo essere tenuto in prigione senza accuse per 5 giorni
e ho
detto "Oh merda!".
A: Potevi parlare con altre persone in prigione? Eri da solo?
B: Si'. Quando siamo arrivati ci hanno fatto una perquisizione e dopo
ci
hanno messo nelle celle uno ad uno. Sono stato per due giorni da solo
e dopo
ci hanno messo due a due. Per due giorni sono rimasto da solo e nessuno
mi ha
parlato ed ho chiesto di vedere un avvocato o fare anche solo una telefonata
per far sapere a qualcuno che ero li'. Non mi e' stato permesso di
fare niente.
Stando da solo stavo diventando pazzo.
A: Prima, quando abbiamo parlato, mi hai detto che al tuo paese la
polizia ha
detto alla tua famiglia che eri un criminale, e che potevi aver
ucciso un
poliziotto o qualcosa del genere. Puoi spiegare tutto cio'?
B: Non sono del tutto sicuro di questo, ma mio padre mi ha detto, quando
l'ho
chiamato, che gli sono state date informazioni secondo le quali io
ero
considerato un vero criminale e che c'era un filmato che mi mostrava
con non
so che tipo di arma, ma mi ha detto con un'arma, mentre cercavo di
affrontare
i poliziotti o qualcosa del genere. Una situazione veramente criminale,
ecco
cosa gli hanno detto.
A: Dopo la prigione cosa e' successo?
B: Dopo la prigione c'e' stato il giudice e c'era un avvocato, ma ho
visto
l'avvocato quando ero gia' dal giudice.
A: Dopo due giorni che eri li'?
B: Si', solo un'ora prima che mi portassero via. Ho parlato al giudice
e poi
ho aspettato una mezz'ora. Dopo mi lei detto che non ero colpevole
e che
sarei stato liberato immediatamente.
A: Che cosa ti ha chiesto il giudice?
B: Il giudice era una donna molto gentile e mi ha letto il rapporto
della polizia. Le accuse erano che la scuola era piena di black bloc
e che
avevamo attaccato la polizia e mi sono state dette tutte le cose che
puoi
leggere nei giornali.
A: Dunque le hai detto che non era vero?
B: Si', e poi lei mi ha chiesto che cosa era accaduto nella scuola,
le ho
detto tutto quello che avevo visto.
A: E' importante che tu possa dire che non ci sono stati scontri
fra la gente
nella scuola. E' importante perche' la polizia sta dicendo che hanno
dovuto
fare quello che hanno fatto perche' la gente ha risposto con violenza.
Puoi
dire che questo e' totalmente falso?
B: Si'.
A: Mi hai detto che il giudice ha detto che le accuse contro di te
erano che
tu eri coinvolto in un'aggressione contro un poliziotto dentro la
scuola.
B: E' esatto.
A: Dunque, hai aggredito qualcuno nella scuola? Ancora piu' importante,
hai
visto qualcuno aggredire la polizia? Lo sto chiedendo perche' adesso
la
polizia in Italia dice che quello che hanno fatto, la violenza della
polizia nella scuola, era solo una risposta ad un'aggressione fatta
dalla
gente dentro.
B: Posso dire ancora una volta che non c'era ragione per un'azione della
polizia come quella che e' stata fatta perche' non c'era niente contro
la
polizia, assolutamente niente. Non ci hanno chiesto nulla, non ci hanno
chiesto di fermarci o di andar fuori o di stare distesi. Sono venuti
e ci
hanno picchiato. Non facevo nulla contro i poliziotti e sono sicuro
al cento
per cento che nessuno stava facendo nulla. C'era un tale panico che
le persone
cercavano semplicemente di riparare la testa. Tutti avevano gli occhi
chiusi
e le mani o le braccia sulla testa per cercare di difendersi e la polizia
gridava e picchiava. Sono sicuro che nessuno faceva alcunche' contro
la
polizia. Ripararsi ecco quello che ho visto. E' considerato contro
la polizia
difendere il viso con le braccia dai colpi dei manganelli?
A: Dopo aver parlato con il giudice cosa e' successo?
B: Ci sono state delle domande ed ho risposto. Mi hanno chiesto cosa
era
successo nella scuola ed io ho detto tutta la verita', la stessa che
dico ora.
Poi, come ho detto, in mezz'ora ho avuto la risposta, mi e' stato detto
che
non ero colpevole e che sarei stato immediatamente rilasciato. Cosi'
dopo
avermi preso le impronte digitali e fatto diverse carte, non sapevo
nulla di
dove sarei andato e il mio passaporto e i soldi mancavano. Dopo di
cio' sono
stato portato alla stazione di polizia e anche li' sono stati fatti
dei
documenti. Dopo la stazione di polizia sono stato portato all'aeroporto
di
Milano senza passaporto e senza denaro. Persino la polizia sapeva che
non
c'erano voli da Milano verso il mio paese, ma mi hanno abbandonato
li'. Mi
e' stato detto che non posso rimanere in Italia e non posso ritornarci
per 5
anni, sono "persona non gradita" per 5 anni.
A: Quando hai pensato per la prima volta che tutto era finito e che
ti
avrebbero liberato?
B: Solo quando il giudice mi ha detto che non ero colpevole. Fino ad
allora
a causa di cio' che ho visto nella scuola pensavo fosse possibile che
se la
polizia era cosi' fascista alla stazione di polizia e in prigione,
avrebbe
potuto dire che avevano trovato i bastoni, che i bastoni erano miei
e che con
quelli avevo picchiato un poliziotto in strada e che percio' sarei
stato messo
in galera per un anno. Pensavo veramente che fosse possibile e stavo
diventando pazzo. Questi erano i pensieri piu' terrificanti, perche'
pensavo
che fosse possibile.
A: Lo pensi anche adesso? Avrebbero potuto veramente?
B: Ora vedo che le cose vanno meglio e molte persone lo sanno, le cose
vanno
meglio perche' molte persone se ne sono interessate cosi' come i media.
Pensavo che se nessuno sapeva di me, visto che non potevo chiamare,
nessuno
sapeva di me, i miei genitori. Pensavo mi avrebbero accusato e che
sarei
andato in prigione per un anno. Pensavo veramente fosse possibile.
A: Hai avuto un'impressione d'illegalita' riguardo a quello che e'
successo
in questi giorni tra sabato e lunedi'? Hai visto qualche contrasto
tra i
giudici e la polizia? La polizia ha fatto qualcosa che i giudici
non
avrebbero permesso?
B: La differenza era totale. Quando ho visto il giudice e gli avvocati,
era
in una piccola stanza. Il giudice, qualche assistente, il traduttore
italiano-inglese e l'avvocato; c'era un'atmosfera completamente diversa
nella stanza, mi sentivo un essere umano, mi hanno detto quali erano
i miei
diritti. Avevo il diritto di non rispondere, mi hanno trattato come
un
normale essere umano. Cio' che e' accaduto nella scuola e alla stazione
di
polizia era incredibile, i diritti umani erano completamente ignorati.
Ogni
uomo ha il diritto di sapere cosa succede, almeno se la polizia lo
picchia e
lo arresta. Devono dire quale e' la ragione e perche'. A nessuno e'
stato
detto. La polizia, e specialmente i carabinieri, non erano democratici
e non
avevano rispetto dei diritti umani.
A: E' possibile qualcosa del genere nel tuo paese?
B: Nel mio paese c'e' una situazione un po' triste per quanto riguarda
le
prigioni, a causa della situazione economica. Il governo non ha soldi.
Ma
riguardo ai diritti umani se vieni arrestato, no.
A: Pensi che nel tuo paese qualcosa di simile a cio' che hai visto
in Italia
in questi giorni potrebbe accadere?
B: Non vengo da uno dei paesi del G8, come invece l'Italia, ma vengo
da un
paese democratico e non ci sono mai state nel mio paese cose del genere.
Non
penso che accadrebbero, con una polizia che viola in maniera cosi'
aperta i
diritti umani. Non nel mio paese.
A: C'erano altre persone con te in prigione e alla stazione di polizia,
molte
erano ferite. Lo abbiamo visto con i nostri occhi. Pensi che tu
e gli altri
siate stati portati all'aeroporto o al confine molto velocemente
per non
essere visti dall'altra gente o dai giornalisti?
B: Penso che sia ovvio perche' pagare per un gruppo cosi' grande di
persone e
hanno pagato biglietti per la Gran Bretagna, la Germania e altri posti.
Non
c'e' ragione per farlo poiche' ciascuno poteva tornare per conto suo.
Mi
sembra evidente che vogliono far dimenticare questa cosa molto rapidamente,
senza mostrare nulla. Penso che la polizia e il governo si rendano
conto di
essere nella merda fino al collo. Stanno cercando di chiudere tutta
la
faccenda.
A: Ora sei "persona non gradita" per l'Italia. Questo foglio penso
non sia
completamente legale, ma non ne sono sicuro. Per questo non potrai
tornare in
Italia per 5 anni. Se potessi tornare dopo 5 anni o prima se queste
cose
cambiano, ti piacerebbe tornare? Ti piacerebbe ritornare a fare
una
manifestazione in Italia? Pensi che l'Italia sia un paese dove si
puo'
manifestare pacificamente?
B: Ora ho l'impressione che l'Italia non sia un posto sicuro per una
manifestazione, ma vorrei far notare che non penso che l'Italia sia
un paese
cattivo poiche' vedo che in Italia non c'e' solo la polizia. Ci sono
veramente molte persone buone e persone che mi hanno aiutato mentre
ero in
prigione e ci sono movimenti anti-fascisti, anti-capitalisti, ecc..
Se avessi
l'opportunita' di andare ad un'altra manifestazione, ci andrei perche'
la
polizia ha cercato di spaventare la gente affinche' non andasse e non
reclamasse i propri diritti. La sola ragione era di spaventare e fare
sapere
a tutti che queste cose accadono e cercare di far paura. Non mi faccio
spaventare e se ne avro' l'opportunita' ci andro' ancora e se verro'
arrestato, verro' arrestato. Ma e' un mio diritto andare a dire cio'
che
voglio e loro ignorano i miei diritti. Penso che un giorno andranno
fermati.