{"id":2906,"date":"2018-03-04T16:58:06","date_gmt":"2018-03-04T15:58:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2906"},"modified":"2018-03-04T17:10:27","modified_gmt":"2018-03-04T16:10:27","slug":"identificazioni-di-massa-osteggiamole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2906","title":{"rendered":"Identificazioni di massa? Osteggiamole"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/g20-kettle.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-2907 alignleft\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/g20-kettle-1024x471.jpg\" alt=\"\" width=\"398\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/g20-kettle-1024x471.jpg 1024w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/g20-kettle-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/g20-kettle-768x353.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/a>A poche settimane dalla piazza romana contro Erdogan del 5 febbraio, e a seguito di tante altre occasioni in cui il controllo delle forze dell&#8217;ordine ha attuato le stesse dinamiche specialmente in questa citt\u00e0, ci prendiamo il tempo per qualche considerazione, sperando che le riflessioni qui poste possano tradursi in stimoli per il nostro agire.<\/p>\n<p>Queste righe, infatti, non vogliono prendere in esame le ragioni che spingono la controparte a disporre o meno dei dispositivi repressivi di cui parleremo n\u00e9, tanto meno, entrare nel merito della valutazione di presunta &#8220;pericolosit\u00e0&#8221; che lo Stato e i media fanno nei confronti di chi lotta. A nostro avviso, quanto scelgono di mettere in campo non \u00e8 sempre direttamente proporzionale al potenziale livello di conflittualit\u00e0.<\/p>\n<p>Premettiamo che siamo nell&#8217;Europa del &#8220;sistema hotspot&#8221; e, pi\u00f9 precisamente, nel Paese che ha pi\u00f9 volte ricevuto elogi per il sistema di identificazione forzata a cui sottopone le persone immigrate che vi fanno ingresso. Solo tre settimane fa \u00e8 stato addirittura presentato un progetto per l&#8217;identificazione &#8220;hi-tech&#8221;, che verr\u00e0 applicato in via sperimentale nel porto di Catania. Si tratta di un tunnel modulare, dotato di sensori e facilmente ricollocabile, che consentir\u00e0 di velocizzare ed ottimizzare le procedure di identificazione dei migranti che approdano nei porti siciliani, attraverso la raccolta di specifici parametri biometrici, e anche di effettuare in pochi minuti un primo screening sanitario. Questo &#8220;tunnel&#8221; verr\u00e0 spostato secondo le esigenze e di fatto render\u00e0 l&#8217;identificazione forzata un passaggio &#8220;naturale&#8221;.<\/p>\n<p>Sono proprio le resistenze collettive e individuali a raccontarci le pratiche e gli scopi di questo sistema che, oltre a classificare e deportare persone il pi\u00f9 velocemente possibile, punta a costruire un&#8217;immensa banca dati, condivisa fra pi\u00f9 Stati.<br \/>\nQui la categoria della &#8220;pericolosit\u00e0 sociale&#8221; o quella della &#8220;vittima da salvare&#8221; viene, di volta in volta, attribuita in base al paese di provenienza. Dunque per &#8220;chi si \u00e8&#8221; e non per &#8220;ci\u00f2 che si \u00e8 commesso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel nostro piccolo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Da anni, e ormai sempre pi\u00f9 di frequente, le grandi manifestazioni sono accompagnate da numerosi tentativi di identificazione di massa che si aggiungono al solito impianto investigativo fatto di numerose videoriprese e fotografie.<br \/>\nPullman bloccati all&#8217;ingresso delle citt\u00e0 per permettere il foto segnalamento di tutti i passeggeri; rastrellamenti nei luoghi &#8220;caldi&#8221;, anche nei giorni precedenti ai cortei, per elargire preventivamente fogli di via a presunti manifestanti; checkpoint nelle vie d&#8217;accesso alle piazze dove avviene il concentramento, cos\u00ec da poter effettuare la perquisizione di ogni persona che intenda accedervi. Infine, il famoso kettle, preso in prestito dalla polizia britannica, ossia l&#8217;accerchiamento di tutti i partecipanti a una manifestazione o di uno spezzone specifico da bloccare e separare. Ci\u00f2 allo scopo di identificare ogni persona presente oppure consentire il trasferimento in massa nella questura con l&#8217;ausilio di pullman della polizia.<br \/>\nQueste pratiche sono andate via via estendendosi anche a momenti di mera espressione di dissenso, con bassissima partecipazione e nessuna conflittualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 opporsi?<\/strong><\/p>\n<p>Chiunque scelga di salire su un pullman per recarsi in un&#8217;altra citt\u00e0 e partecipare a un corteo ha voglia di arrivare alla manifestazione e di farlo nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Chiunque ha partecipato a una manifestazione, una volta finita, ha voglia di tornarsene ai propri impegni o comunque preferisce stare ben lontano da un accerchiamento asfissiante della celere.<br \/>\nNon possiamo per\u00f2 pensare che per chiunque sia spontaneo mostrare un documento, sempre che lo si abbia, o che sia consentito a tutti e tutte l&#8217;accesso in un determinato territorio (pensiamo per esempio a chi \u00e8 raggiunto da obblighi o divieti di dimora, fogli di via&#8230;). Puntare i piedi, avversando il controllo, metterebbe per\u00f2 tutte e tutti sullo stesso piano.<br \/>\nLiquidare questa scelta, affermando che &#8220;tanto in piazza ci sono migliaia di telecamere della digos e dei giornalisti&#8221;, significa negare a priori che sia possibile eludere il controllo pervasivo delle forze dell&#8217;ordine. Significa non riconoscere la differenza che fa l&#8217;avere e il poter esibire tranquillamente o meno un documento di riconoscimento. Eppure c&#8217;\u00e8 chi quotidianamente ci prova: nelle stazioni, nei bus o durante ordinari controlli nelle zone di frontiera o nei centri di detenzione per l&#8217;identificazione forzata. Se l&#8217;opposizione all&#8217;identificazione viene ridotta a una &#8220;questione di principio&#8221;, pur sempre degna di appoggio concreto, neghiamo cos\u00ec che questa possa comportare conseguenze, immediate o no, prodotte dal foto segnalamento.<br \/>\nIn ogni caso: oggi parliamo di una foto al documento o anche di 10 secondi di videoripresa del nostro viso affiancato al documento, domani potremmo tranquillamente parlare del prelievo del DNA.<\/p>\n<p><strong>Possibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 semplice intravedere delle possibilit\u00e0 se possediamo un nostro bagaglio di esperienza o se ci confrontiamo con chi ha vissuto situazioni simili, ma senz\u2019altro anche l&#8217;improvvisazione e la fantasia possono dare i loro frutti.<br \/>\nCreare delle contromosse che distolgano l\u2019attenzione delle forze dell\u2019ordine, dei diversivi che le costringano a dover gestire contemporaneamente pi\u00f9 situazioni. Se per esempio una decina di pullman vengono fermati al casello autostradale o in un autogrill; se, ogni volta, cinquecento, o anche pi\u00f9 manifestanti si trovassero dentro via Patini (nel caso di Roma) a opporsi all&#8217;identificazione; se davanti il checkpoint della celere prima di entrare in piazza si rifiutasse la perquisizione; se si formasse un presidio al di l\u00e0 di un accerchiamento di manifestanti&#8230;<\/p>\n<p>Lontana da noi l\u2019arroganza del voler dare consigli o ricette risolutive.<br \/>\nQuello che davvero ci preme \u00e8 la voglia di ragionare assieme e lucidamente, quindi non sotto spinte date dall\u2019urgenza, cos\u00ec che si possano intravedere delle possibilit\u00e0, da creare e ricercare, ogni qualvolta vorrebbero rinchiuderci nei cerchi della rassegnazione.<\/p>\n<p><em>Rete Evasioni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A poche settimane dalla piazza romana contro Erdogan del 5 febbraio, e a seguito di tante altre occasioni in cui il controllo delle forze dell&#8217;ordine ha attuato le stesse dinamiche specialmente in questa citt\u00e0, ci prendiamo il tempo per qualche considerazione, sperando che le riflessioni qui poste possano tradursi in stimoli per il nostro agire. <a href='https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2906' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[158,7,1],"tags":[435,8],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2906"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2906"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2906\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2909,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2906\/revisions\/2909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}