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	<title>SOS FORNACE &#187; APPROFONDIMENTI</title>
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	<description>Centro Sociale SOS Fornace - Dal 2005 dentro e contro la Città Vetrina</description>
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		<title>Fiera Milano e il lavoro nero, le finte promesse dell&#8217;A.d. Enrico Pazzali</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno fa dopo il reportage di Michele Sasso per Linkiesta sul caporalato in Fiera e successivamente alle denunce dei carabinieri del Nucleo Fiera, Enrico Pazzali l’Amministratore Delegato di Fiera...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un anno fa</strong> dopo <a href="http://www.linkiesta.it/video-fiera-piu-trendy-montano-i-clandestini ">il reportage di Michele Sasso per <em>Linkiesta</em></a> sul caporalato in Fiera <span id="more-9303"></span>e successivamente alle denunce dei carabinieri del Nucleo Fiera, <strong>Enrico Pazzali</strong> l’Amministratore Delegato di <strong>Fiera Milano</strong> dichiarò <a href="http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2011/04/13/489403-sogno_fiera.shtml">“sogno una Fiera senza lavoro nero”</a> annunciando l’apertura di un’indagine interna per individuare le   responsabilità  sulla presenza di <strong>lavoro nero</strong> nei padiglioni del polo fieristico, addebitabili, a detta di Pazzali, alla “s<em>uperficialità o alla complicità di una guardia che ha fatto passare il mezzo</em> &#8211; quello con il quale entrò il giornalista de Linkiesta- <em>senza identificare chi c’era a bordo</em>”. La soluzione al problema fu  licenziare la guardia “colpevole” di non verificare gli accessi al polo fieristico.</p>
<p><strong>Un anno dopo</strong> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/lavoro-nero-caporalato-zero-diritti-laltra-faccia-salone-mobile/204841/" target="_blank"><em>Il Fatto Quotidiano</em> è tornato all’interno dei padiglioni della Fiera durante il salone del Mobile </a>documentando nuovamente la massiccia presenza di<strong> lavoro nero</strong> e svelando il meccanismo dei sub-appalti riguardante gli allestimenti degli stand all’interno dei quali prolifera il <strong>caporalato</strong> e ancora una volta l’Amministratore Delegato di Fiera Milano parla di buoni propositi e lancia la “<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/dopo-linchiesta-fatto-fieramilano-annuncia-%E2%80%9Cpuniremo-durezza-sfrutta-lavoro/216244/" target="_blank"><em>tolleranza zero contro il lavoro nero</em></a>” evocando punizioni esemplari, fino all’espulsione, per quelle ditte che utilizzeranno lavoratori non in regola dal punto di visto retributivo e contributivo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Già sappiamo che <strong>tra un anno</strong> quando si terrà l’edizione  2013 del <strong>Salone del Mobile</strong> la situazione non sarà affatto cambiata perché lavoro nero e <strong>sub-appalti</strong> sono strutturali in Fiera e se ci fosse stata l’intenzione di intervenire lo si sarebbe potuto fare già un anno fa.</p>
<p>A nostro avviso già rispondere alle seguenti domande, che rivolgemmo a Pazzali all’indomani dell’articolo de <em>Il Fatto Quotidiano</em>, potrebbe contribuire ad affrontare seriamente la piaga del lavoro nero e del caporalato:</p>
<ul>
<li>Perché non vengano posti limiti e condizioni vincolanti a monte, restringendo la possibilità di subappaltare i lavori di montaggio degli stand?</li>
<li>Chi guadagna speculando sulla paga e sui diritti dei lavoratori in nero, prestando il nome della propria società per allungare la catena dei subappalti? Chi c’è dietro a quelle società?</li>
<li>Perché l’ingresso in Fiera avviene senza effettuare tutti i controlli necessari ad impedire l’ingresso dei caporali con i loro schiavi?</li>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/04/foto-24-e1335036574571.jpg"><img class="alignleft" title="enrico pazzali" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/04/foto-24-e1335036574571-764x1024.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Centro sociale Sos Fornace<br />
<a href="mailto:sosfornace@inventati.org" target="_blank">sosfornace@inventati.org</a> -<br />
Comitato No Expo<br />
<a href="http://www.noexpo.it/" target="_blank">www.noexpo.it</a> -<br />
Punto San Precario – Rho Fiera <a href="http://www.milano-fiera.net/" target="_blank">www.milano-fiera.net</a>- <a href="mailto:rho@sanprecario.info" target="_blank">rho@sanprecario.info</a></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Social Story MayDay 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 20:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[View the story "MayDay 2012" on Storify]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script src="http://storify.com/sosFornace/mayday-2012.js"></script><noscript>[<a href="http://storify.com/sosFornace/mayday-2012" target="_blank">View the story "MayDay 2012" on Storify</a>]</noscript></p>
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		<title>&#8220;Fino a qui tciutcio beni&#8221; racconti migranti e oralità varie</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 16:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Autoprodotto dalla scuola di italiano Lernejo e da DIYstroshop &#160; &#160; &#160; &#160; Scarica qui l&#8217;ebook di &#8220;Fino a qui tciutcio beni, racconti migranti e oralità varie&#8221; &#160; &#160;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Autoprodotto dalla scuola di italiano Lernejo e da DIYstroshop<span id="more-8996"></span><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/03/finoqui.png"><img class="alignleft size-full wp-image-8997" title="finoqui" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/03/finoqui.png" alt="" width="312" height="432" /></a></p>
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<p>Scarica qui l&#8217;ebook di &#8220;<a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/03/finoaquitciutciobeni_fornace_2011.pdf">Fino a qui tciutcio beni, racconti migranti e oralità varie</a>&#8221;</p>
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<p>Questa raccolta è nata dall’esigenza di raccontarsi nutrita dagli <strong>studenti della scuola</strong>. La narrazione è qui memoria delle intenzioni, degli scopi, delle azioni dei protagonisti e dei significati, inseriti in una trama da raccontare.<br />
Se il ricordare è produzione di memoria storica da parte di chi ha vissuto di persona, la scrittura autobiografica diventa un mezzo per<br />
resistere all&#8217;impero dell&#8217;omologazione. Il migrante smette infatti di essere persona per diventare una costruzione sociale, non più singolarità ma astrazione: o potenziale delinquente e utile nemico interno o vittima impotente e incapace di autodeterminarsi.<br />
Questa astrazione annulla la varietà delle motivazioni che spingono le persone a partire. Anche per questo possiamo affermare che <strong>raccontare è resistere</strong>: la lingua diventa un territorio senza frontiere dove ogni parola equivale a un atto di resistenza.</p>
<p>Se poi la parola appartiene alla lingua del paese “ospitante”, essa s&#8217;impossessa di un significato ancora più potente, sprigiona il suo potere militante.<br />
<strong>Il prender parola definisce una partecipazione culturale, linguistica e storica che restituisce un volto all&#8217;identità individuale</strong>, specialmente in un paese in cui, nel migliore dei casi, il migrante viene visto come manodopera a basso costo o come curiosità folkloristica.<br />
Il valore da attribuire all&#8217;esperienza di esprimersi attraverso una lingua che non è la propria, e che per alcuni è quasi totalmente sconosciuta, viene accresciuto dal profondo moto liberatorio rappresentato dall&#8217;esposizione di fatti spesso taciuti alle proprie famiglie e ai propri amici nei paesi di origine; un silenzio opprimente dovuto alla paura di deludere le loro aspettative, cariche di responsabilità per chi decide di emigrare.<br />
<strong>Questi racconti sono delle narrazioni a quattr’occhi</strong>. Tratte da registrazioni orali, trascritte e rimescolate insieme, in cui l&#8217;oralità rimane la componente centrale. Il mantenimento di una forma la più vicina possibile a quella autentica è stata una scelta stilistica che ha permesso il confronto tra scrittura e racconto orale, in un continuo intrecciarsi tra scrittura e vissuto personale, per queste ragioni non vi sconvolgeranno gli errori sintattici e grammaticali.<br />
I temi che hanno spinto la creatività sono stati decisi dai protagonisti delle storie stesse, ma gli stimoli di quell’approccio<br />
autobiografico hanno aperto il pensiero e la riflessione di tutt*.<br />
Noi siamo stat* guida nello sviluppo delle possibilità di scrittura e di una rappresentazione polifonica dell&#8217;esperienza migratoria. È<br />
così che progetti migranti e scuola di italiano sono stati il detonatore di tante storie, di cui siamo riuscit* a riportarne solo<br />
alcune.<br />
Inoltre, in un periodo in cui i media falliscono l’informazione per incapacità, limiti, forzature, volontà o per impossibilità ad<br />
intervenire in quei luoghi dove c’è una profonda necessità di documentare e da cui far circolare informazione, come ad esempio<br />
dall’interno dei CIE, dove l’accesso ai giornalisti è vietato per legge dalla circolare n.1305 che viola il diritto d’informazione, è<br />
importante riappropriarsi del racconto diretto, delle cronache, delle storie, per dare visibilità a fatti non opacizzati dalla manomissione mediatica o taciuti.</p>
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		<title>E&#8217; nato il DIYstroshop!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 12:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; “DIYstroshop” è il progetto infoshop del Centro Sociale SOS Fornace di Rho (MI). L’idea di creare all’interno della Fornace uno spazio dedicato allo scambio e alla condivisione dei saperi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/01/diystro-logo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-8600" title="diystro logo" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2012/01/diystro-logo.png" alt="" width="213" height="195" /></a>“<strong>DIYstroshop</strong>” è il progetto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Infoshop" target="_blank">infoshop</a> del Centro Sociale <a href="../" target="_blank">SOS Fornace</a> di Rho (MI).<span id="more-8595"></span></p>
<p>L’idea di creare all’interno della Fornace uno spazio dedicato allo  scambio e alla <strong>condivisione dei saperi</strong> oltre che alla distribuzione e  alla divulgazione del materiale di movimento nasce con la <a href="../ritorno-al-futuro-rioccupata-la-fornace-la-vera-riqualificazione-si-chiama-autogestione/" target="_blank">rioccupazione</a>, avvenuta il 23 maggio del 2009, della “storica” sede di via San Martino 20.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un mese più tardi la Fornace rioccupata ospita l’<a href="http://hackmeeting.org/hackit09/" target="_blank">Hackmeeting 2009</a>,  iniziativa nazionale a cadenza annuale legata alle <strong>controculture  digitali</strong>, e il progetto si sostanzia maggiormente acquisendo nuove idee e  sensibilità.</p>
<p>Convergono infatti all’interno del progetto infoshop la distribuzione  dei testi editi dalle <strong>case editrici di movimento e dalla piccola e  media editoria</strong> di qualità, nonchè la raccolta e la divulgazione del  materiale proveniente dai circuiti delle <strong>autoproduzioni</strong> legati alle  realtà autorganizzate (opuscoli, riviste, fanzine, fogli volanti, CD,  DVD e quant’altro). Completa il progetto un <strong>internet point gratuito</strong> con  PC pubblici che montano un sistema operativo libero e degli hard disk  sui quali poter condividere e scambiarsi liberamenti files.</p>
<p>La prima infrastruttura di rete all’interno della Fornace viene messa a punto nel settembre 2009 durante un <a href="../gnulinux-party-8-bit-nite/" target="_blank">GNU/Linux Party</a> grazie all’apporto degli hackers del giro Hackmeeting: in  quell’occasione vengono anche resuscitati dei vecchi computer  provenienti dalle donazioni dei frequentatori dello spazio. Bisogna  aspettare però la primavera dell’anno successivo per l’<a href="../inaugurazione-fornace-hub-infoshop-internet-point-media-center/" target="_blank">inaugurazione</a> degli spazi dell’infoshop, ribattezzato “Fornace Hub”. Le case editrici  distribuite all’infoshop della Fornace comprendono <strong>DeriveApprodi,  Agenzia X, Shake, Eleuthera, Sensibili alle Foglie, Minimum Fax, ISBN,  Odradek, Edizioni Ambiente, Costa &amp; Nolan</strong> e molte altre.</p>
<p>Subito dopo l’inaugurazione iniziano gli <a href="../fornace-friday-hype-sharing-party-fornace-hub/" target="_blank">sharing parties</a>, i <strong>workshop</strong> e le <strong>presentazioni di libri</strong>, sempre in connessione con gli altri progetti esistenti nel Centro sociale, come lo <a href="http://milano-fiera.net/" target="_blank">Sportello Biosindacale</a>,  <strong>Fornace DeGenere</strong> e il <strong>Cineforno</strong>: vengono ospitati in Fornace, tra gli  altri, Renato Curcio, Adam Arvidsson, Andrea Fumagalli, Cristina Morini,  Sergio Messina, SexyShock.</p>
<p>Lo <a href="../sgomberata-la-fornace/" target="_blank">sgombero</a> della vecchia sede della Fornace avvenuto il 4 gennaio 2011 interrompe  momentaneamente il progetto; si lavora però da subito per rimettere in  piedi l’infoshop anche nella nuova sede di via Moscova 5, occupata la  sera stessa dello sgombero, mentre non si fermano presentazioni e  iniziative: Slavina, Lorenzo Bernini e Guido Viale saranno, tra gli  altri, ospitati nella nuova sede.</p>
<p>Gli spazi fisici che attualmente ospitano il progetto sono stati  inaugurati il 7 gennaio 2012 in occasione dei festeggiamenti per il <a href="../compleanno-fornace-7anni-di-resistenza/" target="_blank">7° anno di (r)esistenza</a> della Fornace: gli arredi sono stati interamente autocostruiti utilizzando materiale di recupero e lo spazio è alimentato a <a href="../anche-il-sole-e-dalla-nostra/" target="_blank">energia solare</a>.</p>
<p>Accanto ai vecchi filoni, nuovi progetti sono già in incubazione, da una casa editrice DIY fino a un free-shop: stay tuned!</p>
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		<title>Bike Smut &#8211; Festival di pornografia in bicicletta</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 10:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 8 Ottobre 2011 in Fornace, e Venerdì 7 Ottobre 2011 in cascina Torchiera si è svolto il Bike Smut Festival, Festival di pornografia in bicicletta. &#160; &#160; &#160; &#160;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/10/bike-smut.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8140" title="bike smut" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/10/bike-smut-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>Sabato 8 Ottobre 2011 in Fornace, e Venerdì 7 Ottobre 2011 in cascina Torchiera si è svolto il <a href="http://www.bikesmut.com/" target="_blank">Bike Smut Festival</a>, Festival di pornografia in bicicletta.</p>
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<p>Alcuni contributi video:<br />
<iframe frameborder="0" width="480" height="365" src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xlkiot"></iframe><br /><a href="http://www.dailymotion.com/video/xlkiot_il-ciclo-erotismo-arriva-a-milano-un-festival-in-salsa-porno-dall-america-bike-smut-giochi-erotici-s_news" target="_blank">Il ciclo erotismo arriva a Milano: un festival&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/TMNews" target="_blank">TMNews</a></i></p>
<p><embed id="polyshowEmbed" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="380" src="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" pluginspage="http://www.adobe.com/go/getflashplayer" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" name="polyshowEmbed" quality="high" flashvars="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_640.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=a2b2c02c-f1b7-11e0-8be4-a71b6e0dfe47&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_a2b2c02c-f1b7-11e0-8be4-a71b6e0dfe47.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=NEWS&amp;advChannel=Milano&amp;nielsenChannel=Milano&amp;videoChannelLabel=Milano&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" align="middle"></embed></p>
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		<title>Alfa di Arese: 2 anni di conflitto contro speculazione e licenziamenti</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 20:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sos fornace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dossier sui fatti accaduti negli ultimi due anni intorno all&#8217;area dell&#8217;Alfa Romeo Novembre 2009: le strade di Rho sono tappezzate di striscioni che pubblicizzano un evento importante per la città:...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dossier sui fatti accaduti negli ultimi due anni intorno all&#8217;area dell&#8217;Alfa Romeo</p>
<p><span id="more-7710"></span></p>
<p><em><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/07/alfa-romeo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7713" title="alfa romeo" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/07/alfa-romeo-298x300.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a>Novembre 2009</em>: le strade di Rho sono tappezzate di striscioni che pubblicizzano un evento importante per la città: i sindaci di Arese, Garbagnate e Rho presenteranno in Auditorium <strong>il Piano Alfa</strong>, ovvero l’Accordo di programma promosso dalla Regione Lombardia con cui una sostanziosa parte dell’area industriale di circa 2 milioni di metri quadri, verrebbe trasformata in residenziale (per alcune migliaia di nuovi abitanti), commerciale e ricettivo (con l’insediamento del centro commerciale più grande d’Europa con annessi alberghi in funzione di Expo 2015). Sullo stesso sito si prevede anche un enorme parcheggio e una nuova strada che lo collegherebbe attraversando una delle poche strisce verdi rimaste sul territorio, all’area dove si terrà l&#8217;Esposizione Universale del 2015.</p>
<p>Per difendere l’occupazione, l’ambiente e il territorio da questa annunciata sciagura serve una risposta forte e determinata, anche perché contemporaneamente al Piano Alfa, nella città di Rho che ospiterà Expo 2015, viene presentato il nuovo <strong>Piano di Governo del Territorio</strong>, che con la medesima impostazione rappresenta una vera e propria colata di cemento che sta per abbattersi sulla città.</p>
<p>Il <strong>Centro Sociale Fornace</strong>, lo <strong>Slai Cobas</strong> dell’Alfa, gli altri sindacati e le forze politiche della sinistra rhodense irrompono nella sala in cui si tiene l’iniziativa dei sindaci, occupano il palco e prendono parola per spiegare le ragioni dei lavoratori e dei cittadini.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=503Oab5-ncQ&amp;" target="_blank">Clicca qui per vedere il video dell&#8217;irruzione</a>, <a href="http://www.sosfornace.org/2009/11/21/interrotta-a-rho-liniziativa-dei-sindaci-su-expo-e-piano-alfa-nella-citta-vetrina-vanno-in-scena-licenziamenti-e-speculazioni/" target="_blank">qui per leggere il comunicato stampa</a>.</p>
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<p>Pochi giorni dopo, il <em>29 novembre 2009</em> un <strong>corteo di un migliaio di persone attraversa le strade di Rho, contro il Piano Alfa</strong>, per l’occupazione, la difesa del territorio e dei beni comuni. E’ una risposta molto forte, uno dei cortei più grossi degli ultimi anni in una città che conta circa 50.000 abitanti.</p>
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<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fxtZhg6wrNo" target="_blank">Clicca qui per vedere il video del corteo</a>.</p>
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<p>Nei mesi successivi il Sindaco ciellino di Rho <strong>Roberto Zucchetti</strong>, delfino del Presidente <strong>Formigoni</strong>, appare in grande difficoltà sotto l’attacco diretto che gli portiamo su tutti i versanti, anche tramite un esposto alla Procura in merito ai suoi interessi personali nel Piano di Governo del territorio  appena presentato.</p>
<p>Pochi mesi dopo a <em>giugno del 2010</em> sarà infatti costretto a <strong>ritirare il Pgt</strong>.</p>
<p>Ma nel frattempo i tempi burocratici per l’approvazione nei Comuni coinvolti dell’Accordo di programma sull’area Alfa, iniziano a stringere e a <em>marzo del 2010</em> il consiglio comunale di Rho è chiamato a discutere della <strong>variante urbanistica sull’Alfa</strong>, anche se non è ancora tempo di votare. La discussione è stimolata anche dal fatto che i commercianti della zona sono molto preoccupati del loro futuro perché il nuovo centro commerciale comporterebbe il fallimento e la chiusura di molti piccoli esercizi e la possibile morte del centro storico rhodense.</p>
<p>Di nuovo lavoratori e sindacati si presentano in Consiglio Comunale, chiedono di essere ascoltati e chiedono per un&#8217;ora e mezzo di ascoltare le proprie ragioni. Inutilmente. Così di fronte alla stolta e indifferente sensibilità dimostrata dalla Giunta e dal Sindaco  si prendono nuovamente la parola, <strong>occupando il consiglio comunale</strong>.</p>
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<p><a href="http://www.sosfornace.org/2010/03/13/occupato-il-consiglio-comunale-di-rho-lavoratori-e-territorio-si-prendono-la-parola-contro-la-speculazione-sullarea-alfa-verso-il-corteo-del-20-marzo/" target="_blank">Clicca qui per leggere il comunicato stampa</a></p>
<p><a href="../2010/03/13/occupato-il-consiglio-comunale-di-rho-lavoratori-e-territorio-si-prendono-la-parola-contro-la-speculazione-sullarea-alfa-verso-il-corteo-del-20-marzo/"></a></p>
<p>La settimana successiva centinaia di persone partono in <strong>corteo dall’Alfa Romeo</strong> e attraversano sotto la pioggia la città di <strong>Arese</strong>. Sul tetto del vecchio silos, futura ubicazione del centro commerciale, compare uno striscione lungo 50 metri che recita “<strong>Difendiamo occupazione e territorio</strong>”.</p>
<p>Il Consiglio comunale di Rho il <em>31 marzo 2010</em> vota un ordine del giorno in cui impone al Sindaco Zucchetti di <strong>non firmare il Piano Alfa</strong> e di ridiscuterne i contenuti con Formigoni, apportando modifiche migliorative. Zucchetti è sempre più in difficoltà, mentre Formigoni e i proprietari delle aree premono per portare a casa il grande affare.</p>
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<p><a href="http://www.sosfornace.org/2010/04/01/il-consiglio-comunale-di-rho-boccia-il-piano-alfa-zucchetti-si-dimetta/" target="_blank">Clicca qui per leggere il comunicato stampa</a></p>
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<p>Passano i mesi e arriviamo al momento decisivo. I consigli comunali di <strong>Arese</strong>, <strong>Lainate</strong> e <strong>Rho</strong> sono chiamati a <strong>votare il Piano Alfa</strong> contemporaneamente <em>il 12 ottobre</em>. Intanto a settembre i Sindaci, compreso Zucchetti, hanno siglato l’accordo di programma invariato rispetto alla proposta che il consiglio comunale di Rho aveva già rigettato mesi prima. Il Pdl intende fare una forzatura a Rho verso la Lega Nord e alcuni esponenti del Pdl che per ragioni propagandistiche si fanno pseudoportavoce dei commercianti. Da parte nostra ovviamente c’è grande mobilitazione nelle piazze, nei mercati, tra la gente e si amplia il fronte sul territorio di coloro che sono esplicitamente contrari. Organizziamo <strong>un’altra manifestazione pochi giorni prima della votazione</strong>, che si conclude sotto la sede del comune di Rho.</p>
<p>In città il clima diviene di forte <strong>ostilità verso il Piano Alfa</strong>, tanto che anche i commercianti espongono i volantini del corteo, che sotto la sigla del Coordinamento per la difesa del territorio raccoglie ora l’intero centrosinistra, alcune organizzazioni dei commercianti, associazioni ambientaliste.</p>
<p>Lo scontro si fa molto duro e i sostenitori della speculazione edilizia e il loro braccio politico sono pronti ad ogni mezzo per ottenere il loro scopo. Nei giorni a ridosso della votazione in consiglio comunale compaiono dei manifesti a firma di una agenzia interinale che richiamano a mandare il curriculum per una grossa opportunità di lavoro per l’apertura di un nuovo centro commerciale ad Arese. La macchina della propaganda si muove di pari passo con quella della repressione: ed  <strong>il centro sociale Fornace è di nuovo sotto rischio di imminente sgombero</strong>.</p>
<p>Mentre dalle segreterie provinciali e regionali del Pd L parte una  strategia della dissuasione verso  i consiglieri di centrodestra tentati dall&#8217;astensione o dall&#8217;assenza o dal voto contrario  con promesse e minacce in vista del consiglio comunale decisivo per l’approvazione dell’accordo di programma.</p>
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<p><em>Il 12 ottobre 2010</em> il Consiglio Comunale è blindato da un grosso schieramento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa e l’ingresso all’aula è consentito per la prima volta a numero chiuso. Viene allestito uno schermo nell’atrio gremito di Palazzo Visconti. Fin dalle prime battute si capisce che molto difficilmente il centrodestra avrà i numeri per farcela. L’Assessore al commercio Tizzoni del Pdl apre gli interventi dei dissidenti, ricordando i gravi rischi occupazionali per il commercio al dettaglio locale e denunciando la produzione di dati falsificati relativi all’impatto che produrrebbe questa nuova enorme struttura di vendita. A ruota diversi consiglieri del centrodestra dichiarano l’astensione o il voto contrario. Si comprende che il tentativo di forzatura del Sindaco non solo non ha avuto l’esito sperato, ma al contrario ha prodotto una frattura irreversibile nella maggioranza.  I consiglieri critici infatti denunciano pubblicamente di non poterne più delle pressioni a cui sono sottoposti ancora, fino all’ultimo secondo prima del voto. Questi stessi di tanto in tanto cercano conforto nell’affollata sala sottostante dove l’opposizione sociale attende il verdetto definitivo. Alla fine per l’amministrazione Zucchetti è una catastrofe: 15 no, 10 si e 5 astenuti. <strong>L’Accordo di Programma è bocciato</strong>!</p>
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<p>Nel centrodestra volano gli stracci. L’amministrazione Zucchetti è al capolinea e da qui in avanti i consigli comunali salteranno in continuazione per mancanza del numero legale. Anche a livello regionale c’è un forte scontro tra il Pdl e la Lega Nord, che si accusano a vicenda. E a distanza di poche settimane parte la controffensiva per approvare il Piano Alfa.</p>
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<p><strong>Le società proprietarie dell’area spediscono al Comune di Rho una richiesta di risarcimento di 58 milioni di euro</strong> per la mancata approvazione da parte del consiglio comunale dell’Accordo di programma e ne inviano copia anche ai famigliari dell’Assessore che aveva criticato il Piano.</p>
<p>Il Sindaco di Rho, che in un primo momento sostiene l’inconsistenza delle richieste dei proprietari, pochi giorni dopo, a dicembre toglie le deleghe allo stesso Assessore Tizzoni.</p>
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<p><a href="http://www.sosfornace.org/2011/01/03/licenziamenti-risarcimenti-e-sgomberi-la-torbida-vicenda-del-piano-alfa-e-gli-interessi-del-sindaco-di-rho/" target="_blank">Clicca qui per leggere il comunicato</a>.</p>
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<p>Intanto a <em>fine dicembre 2010</em> <strong>la giunta regionale</strong>, coi voti anche della <strong>Lega nord</strong>, <strong>approva una delibera in cui si riavvia l’iter dell’Accordo di Programma per realizzare il Piano Alfa</strong>, tale e quale a prima, ma traslato di qualche centinaio di metri sui territori di Arese e Lainate,<strong> per escludere Rho</strong>.</p>
<p>E come per magia a fine dicembre il capannone di una società (la <strong>Greenfluff</strong>) che tratta rifiuti, proprio accanto a dove vorrebbero ora far sorgere il mega centro commerciale, vengono <strong>bruciati con un incendio doloso</strong>, su cui vi sono tuttora delle indagini in corso.</p>
<p><strong>62 lavoratori di Innova Service</strong>, la società che gestisce portinerie e servizi di pulizie all’interno dell’area Alfa, <strong>ricevono la lettera di licenziamento</strong>. Sono tutti iscritti allo Slai Cobas e sono stati in prima linea a contestare la scelta di trasformare l’area industriale in commerciale.</p>
<p><a href="http://www.sosfornace.org/2011/02/14/licenziamenti-politici-all%e2%80%99alfa-di-arese/" target="_blank">Clicca qui per leggere il comunicato</a>.</p>
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<p>Il<em> 4 gennaio </em>è il turno del <strong>Centro Sociale Fornace</strong>, che all’alba <strong>è assediato</strong> da diverse camionette della polizia con le ruspe al seguito per sgomberare e abbattere i capannoni. Al mattino è impossibile resistere, ma alla sera i rapporti di forza si ribaltano e un <strong>corteo di circa 1000 persone</strong> si muove dal Municipio e <strong>va ad occupare un’area dismessa</strong> su cui la giunta Zucchetti ha avviato un piano integrato per realizzare in funzione di<strong> Expo 2015 </strong>un grattacielo di 112 metri con funzione ricettiva.</p>
<p><em>La mattina dopo</em> un gruppo di consiglieri comunali tra cui alcuni di centrodestra, va a rassegnare le dimissioni e <strong>cade il sindaco Roberto Zucchetti</strong>. Appare evidente che lo sgombero della Fornace del giorno prima è stata una forzatura ordinata dall‘alto, dal momento che avviene nel momento di massima debolezza del sindaco che lo ha caldeggiato dal primo giorno del suo mandato. Ma era necessario punire tutti quelli che si sono opposti e hanno fatto saltare il Piano Alfa.</p>
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<p><a href="http://www.sosfornace.org/2011/01/10/zucchetti-cade-la-fornace-r-esiste/" target="_blank">Clicca qui per leggere il comunicato</a>.</p>
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<p><em>Nei mesi successivi</em> lo <strong>Slai Cobas occupa la portineria sud ovest dell’Alfa Romeo</strong>, per rivendicare i 62 posti di lavoro persi, a fronte di promesse di migliaia di posti di lavoro per il territorio che non si sono mai visti. La Polizia dopo oltre 50 giorni di occupazione arriva a sgomberare i lavoratori, che mantengono però il presidio giorno e notte con una tenda davanti alla portineria.</p>
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<p><a href="http://www.sosfornace.org/2011/04/07/sgombero-all%e2%80%99alfa-di-arese-polizia-e-carabinieri-tutelano-le-speculazioni-immobiliari-in-vista-di-expo-2015/" target="_blank">Clicca qui per leggere il comunicato</a>.</p>
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<p>Il resto della storia è da scrivere nei prossimi mesi…</p>
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		<title>Shock Expo, ovvero la calda Estate di Expolandia &#8211; Rivista No Expo n°5</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 13:37:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scarica  il 5° numero della rivista No Expo: &#8220;Shock Expo, ovvero la calda Estate di Expolandia&#8221; Shock Expo &#8211; Rivista No Expo n°5]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2010/10/schock.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7954" title="schock" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2010/10/schock-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Scarica  il 5° numero della rivista No Expo: &#8220;Shock Expo, ovvero la calda Estate di Expolandia&#8221;</p>
<p><span id="more-7949"></span></p>
<p><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/09/G5_NOEXPO1.pdf">Shock Expo &#8211; Rivista No Expo n°5</a></p>
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		<title>Emergenza Expo &#8211; Rivista No Expo n° 4</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 19:55:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scarica gratuitamente il 4° numero della rivista No Expo in formato pdf : Rivista No Expo n°4 &#8211; Emergenza Expo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2010/05/emergenza.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7929" title="emergenza" src="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2010/05/emergenza-214x300.png" alt="" width="214" height="300" /></a> Scarica gratuitamente il 4° numero della rivista <strong>No Expo</strong> in formato pdf :</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2010/05/G4.pdf"> Rivista No Expo n°4 &#8211; Emergenza Expo</a></p>
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		<title>Analisi PGT di Milano &#8211; Alcune brevi considerazioni politiche e alcune proposte</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 17:51:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il 14 febbraio il Sindaco <strong>Moratti</strong> vuole approvare il <strong>PGT</strong>, strumento urbanistico che pensa e disegna la Milano dei prossimi venti anni, con pesanti impatti sui destini di un’ampia porzione di territorio lombardo. Il PGT toglie vincoli, prevede enormi interventi edilizi a vantaggio d’<strong>immobiliari</strong> e <strong>speculatori</strong>, Ligresti in primis. Migliaia di nuovi uffici e appartamenti, grattacieli in una città già devastata dal cemento e piena di alloggi sfitti.<br />
Edilizia privata e non case popolari. Servizi pubblici privatizzati a vantaggio degli amici della Compagnia delle Opere, il concetto di bene comune, di pubblico, d’interesse collettivo che sparisce. <strong>E’ il trionfo del privato</strong> in ogni ambito, della sussidiarietà, della <strong>città vetrina</strong> dei non luoghi, della gentrificazione. Il PGT è il disegno di una città sempre più precaria dal lavoro, ai servizi, ai tempi di vita, alla qualità ambientale e al diritto alla salute. Anche ASL e ARPA l’hanno ricordato, ma chissenefrega per chi ha superattici, elicotteri e ville in ogni dove. E chissenefrega della democrazia, della partecipazione, delle osservazioni di cittadini, comitati, associazioni. Business is business.<br />
<strong>Una città pensata contro i bisogni, i diritti, le priorità di chi la vive</strong>, ma solo funzionale al massimo del profitto e della speculazione. Una città che sacrificherà scali ferroviari e caserme per gli appetiti immobiliari. Una Milano che rinuncia alla mobilità sostenibile in nome delle grandi infrastrutture . Una Milano che consuma il territorio agricolo circostante, svende il patrimonio pubblico, sgombera chi non può permettersi affitti o mutui rapina, riduce i bisogni a problemi di ordine pubblico, scambia la socialità per sicurezza. Un PGT che regala la città a chi negli anni l&#8217;ha devastata, a chi ci genera le bolle immobiliari.</p>
<p>Scarica l&#8217;analisi del PGT di Milano in formato .pdf: <a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/09/analisi-pgt-Milano.pdf">analisi pgt Milano</a><a href="http://www.sosfornace.org/wp-content/uploads/2011/09/analisi-pgt-Milano.pdf"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
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