{"id":1492,"date":"2014-04-12T23:38:25","date_gmt":"2014-04-12T21:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1492"},"modified":"2014-04-12T23:38:25","modified_gmt":"2014-04-12T21:38:25","slug":"pisa-detenuti-in-lotta-nel-carcere-don-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1492","title":{"rendered":"Pisa &#8211; detenuti in lotta nel carcere Don Bosco"},"content":{"rendered":"<p>Apprendiamo dai media di regime che, almeno per due giornate intere, quasi tutti i detenuti al Don Bosco hanno aderito alla mobilitazione nazionale nelle carceri, con forti proteste.<br \/>\nBattiture, scioperi ed incendi di materassi, lenzuola e coperte sono state le forme di lotta scelte dai detenuti.<br \/>\nLa protesta sembra continuare, seppur con numeri ridotti.<\/p>\n<p>Esprimendo massima solidariet\u00e0, riportiamo alcuni articoli per condividere le informazioni:<\/p>\n<p><em>&#8220;Anche i detenuti del carcere di Pisa hanno aderito alla protesta, organizzata a livello nazionale, sulle condizioni nei penitenziari, che si svolge in vari istituti dal 5 al 20 aprile. Oltre a sbattere sulle inferriate delle celle, hanno per\u00f2 anche incendiato lenzuola e materassi. Lo rende noto il sindacato della polizia penitenziaria Osappe.<\/em><\/p>\n<p><em>Le condizioni di sovraffollamento del carcere pisano sono comunque migliorate rispetto al passato e i detenuti, dai quasi 400 dei mesi scorsi, sono scesi a circa 300 su una capienza di 250.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;I detenuti &#8211; spiega l&#8217;Osappe &#8211; si rifiutano di mangiare e &#8216;battono&#8217; contro le inferriate delle celle. Non sono mancati durante la protesta momenti di tensione, con alcuni detenuti che hanno dato fuoco a materassi, lenzuola e coperte: gli agenti hanno per\u00f2 tempestivamente spento le fiamme e messo in sicurezza la sezione interessata&#8221; <\/em>fonte: pisatoday<\/p>\n<p><em>Proteste al Don Bosco. Un detenuto e un agente intossicati<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Una protesta portata avanti a livello nazionale nelle carceri italiane, che ha coinvolto negli scorsi giorni anche il Don Bosco di Pisa. La mobilitazione nazionale, indetta dal Coordinamenti dei Detenuti per il periodo dal 5 al 20 aprile, prende le mosse dalle drammatiche condizioni in cui vivono i detenuti nel nostro paese, condizioni che al di l\u00e0 degli specifici casi, sono comuni a tutti: sovraffollamento, igiene, programmi di reinserimento.<\/em><br \/>\n<em>\u201cL\u2019obbiettivo che ci siamo posti \u2013 spiegava il coordinamento qualche settimana fa \u2013 \u00e8 quello di dare coscienza a tutti i reclusi che solo attraverso la lotta possiamo ottenere quelle migliori condizioni di vita che noi tutti chiediamo e che ogni rivendicazione deve necessariamente essere accompagnata da una azione collettiva di noi tutti. L\u2019inevitabile isolamento di queste mura rende difficile un\u2019organizzazione estesa e ampia, ma noi non ci tiriamo indietro e con coraggio ci apprestiamo a far sentire la nostra voce sia all\u2019interno che all\u2019esterno di queste strutture\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Anche i detenuti pisani, a eccezione ovviamente di quelli ricoverati nel centro clinico del carcere, hanno protestato battendo le inferriate delle celle e rifiutando il cibo. Al Don Bosco ci sono attualmente circa 300 persone su una capienza di 250; un dato comunque migliore rispetto a qualche tempo fa quando le presenze sfioravano le 400 unit\u00e0, ma comunque in sovrannumero.<\/em><br \/>\n<em>Non sono mancati durante la protesta momenti di tensione, con alcuni detenuti che hanno dato fuoco a materassi, lenzuola e coperte, gesto che ha portato all\u2019intossicazione lieve, nella serata di gioved\u00ec, di un detenuto e di un agente di polizia penitenziaria.<\/em><br \/>\n<em>\u201cSembra che la protesta sia ora terminata\u201d, ha dichiarato ieri il direttore del carcere Fabio Prestipino. \u201cStamattina (ieri, ndr) hanno protestato in pochissimi e credo che ormai si sia conclusa. La mobilitazione \u00e8 durata due giorni ed ha riguardato quasi tutti\u201d.<\/em><br \/>\n<em>\u201cLa realt\u00e0 pisana \u00e8 particolare \u2013 aggiunge \u2013 connotata dal legame di forte attenzione con l\u2019esterno verso il carcere, ma anche con una forte presenza di detenuti stranieri. Si tratta poi del secondo carcere in Toscana per il numero di ingressi: ne abbiamo circa 1000 ogni anno \u2013 una cifra che ci rende secondi solo a Sollicciano \u2013 di cui oltre il 60% dallo stato di arresto o di custodia cautelare\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Per questa ragione anche Prestipino ricorda l\u2019importanza di una figura istituzionale come il Garante dei Detenuti, che a Pisa manca da diversi mesi. \u00c8 uscito recentemente il bando e ora si attende l\u2019esito: \u201cNe sentiamo anche noi la mancanza, e auspico che venga al pi\u00f9 presto nominato perch\u00e9 si tratta di un ruolo importantissimo per la vita dei detenuti\u201d. <\/em>fonte: paginaq<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apprendiamo dai media di regime che, almeno per due giornate intere, quasi tutti i detenuti al Don Bosco hanno aderito alla mobilitazione nazionale nelle carceri, con forti proteste. 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