{"id":1898,"date":"2015-03-15T10:45:40","date_gmt":"2015-03-15T09:45:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1898"},"modified":"2015-03-15T10:46:32","modified_gmt":"2015-03-15T09:46:32","slug":"carlo-e-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1898","title":{"rendered":"Carlo \u00e8 libero!"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\np { margin-bottom: 0.25cm; line-height: 120%; }\n--><\/style>\n<p>Quella che state per leggere \u00e8 una storia come tante. Prendetevi 5 minuti e leggetela con attenzione poich\u00e9 pur essendo una storia come tante esemplifica al meglio l\u2019operato di guardie e giudici.<\/p>\n<p>La storia di Carlo \u00e8 la storia di uno dei tanti compagni che il 15 Ottobre si \u00e8 ribellato alla violenza dello polizia e che oggi continua a subire la persecuzione giudiziaria dello Stato. Da luned\u00ec 9 marzo il compagno Carlo Seppia \u00e8 finalmente libero.<\/p>\n<p>Dopo una lunga battaglia giudiziaria e una lunga detenzione, \u00e8 stato assolto dalla Corte di Appello perch\u00e9 il fatto non sussiste sia dal reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale che dal reato di devastazione.<\/p>\n<p>A darne notizia \u00e8 stata l\u2019avvocata Silvia Davini di Pisa che fin dall\u2019inizio aveva sostenuto l\u2019estraneit\u00e0 del giovane ai fatti che gli erano stati contestati.<\/p>\n<p>Carlo era stato arrestato il 27 Ottobre del 2011, dodici giorni dopo la manifestazione del 15 ottobre 2011 svoltasi a Roma e da allora \u00e8 stato in custodia cautelare, carcere e arresti domiciliari.<\/p>\n<p>Il riconoscimento di Carlo era avvenuto grazie ad una foto pubblicata dall\u2019edizione on line de Il Giornale. Dopo aver visto lo scatto che immortala un ragazzo vicino alla camionetta blu, un solerte carabiniere, lettore toscano del quotidiano, identific\u00f2 Carlo e chiam\u00f2 i suoi colleghi che poi si presentarono a casa di Carlo, mostrando la foto che lo ritrae appunto mentre getta liquido, incendiario secondo gli inquirenti, di una bevanda secondo Carlo, all\u2019interno della camionetta dei Carabinieri data alle fiamme in Piazza San Giovanni.<\/p>\n<p>Per i carabinieri, Carlo era corresponsabile dell\u2019incendio al blindato e fu accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale, ossia al carabiniere Fabio Tartaglione che era alla guida del mezzo e che \u00e8 stato lasciato uscire dal mezzo senza problemi. Carlo avrebbe ammesso di essere lui quello nella foto, ma nello stesso tempo ha sottolineato che il liquido in questione era una semplice bevanda. Nessun liquido infiammabile.<\/p>\n<p>Il 10 dicembre 2011, dopo aver scontato 1 mese e mezzo di carcere preventivo Carlo viene messo ai domiciliari. Il 23 marzo 2012 il Tribunale di Roma autorizza Carlo ad allontanarsi dall\u2019abitazione pur restando in custodia cautelare in attesa di processo ai domiciliari<\/p>\n<p>Il 4 Ottobre 2012, Carlo viene condannato a 5 anni. Non viene citato il liquido infiammabile poich\u00e9 nessuno lo aveva analizzato: era stato definito cos\u00ec da una supposizione dei Carabinieri.<\/p>\n<p>Il 20 Giugno del 2013 con l\u2019accusa di aver violato i domiciliari viene riportato in carcere. Carlo non aveva evaso i domiciliari: semplicemente, vivendo in campagna, era uscito a recuperare i suoi cani fuggiti nel bosco ed era poi tornato a casa, avvisando lui stesso i carabinieri di essere uscito temporaneamente.<\/p>\n<p>Il 10 Ottobre del 2013 viene confermata la condanna a 5 anni in Appello.<\/p>\n<p>Il 31 gennaio 2014 il Tribunale del Riesame di Roma accoglie l\u2019appello dell\u2019avvocata di Carlo e dispone il ripristino degli arresti domiciliari con divieto di incontro e di colloquio.<\/p>\n<p>Il 6 maggio 2014 la Cassazione annulla con rinvio la sentenza d\u2019appello. Il 15 maggio 2014 la stessa Corte d\u2019Appello ripristina la custodia in carcere in quanto \u00e8 stato violato il divieto di incontro pur essendo Carlo presso la propria abitazione. La Corte d\u2019Appello di Roma ha quindi disposto il suo ritorno in carcere al Don Bosco di Pisa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la Cassazione il 6 Maggio 2014 ha annullato la sentenza della III Sezione della Corte di Appello di Roma e Carlo dovrebbe essere gi\u00e0 libero da mesi e mesi. Ma in attesa dell\u2019uscita delle motivazioni della sentenza affinch\u00e9 la sua avvocata possa presentare istanza di scarcerazione lo stato si \u00e8 preso di nuovo la sua meschina vendetta e con una scusa banale ha riportato Carlo in carcere per la terza volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;avvocata ha dichiarato che<\/p>\n<p>\u00abIl mio cliente \u00e8 rimasto per oltre tre anni sottoposto a misura di custodia, gran parte di questo tempo \u00e8 rimasto in carcere, senza che ci fossero le prove del reato. L&#8217;esito era prevedibile dopo che la Cassazione nel maggio scorso aveva annullato la sentenza di Appello rinviando ad un\u2019altra sezione della Corte per difetto ed incongruit\u00e0 della motivazione della sentenza di condanna. Oggi c\u2019\u00e8 una grande soddisfazione ma rimane l&#8217;amarezza per questi tre anni di detenzione cautelare assolutamente ingiusti. Nel processo non c&#8217;erano pubblici ufficiali feriti e non sono mai stati riconosciuti danni materiali riconducibili alla condotta dell&#8217;imputato, condotta che \u00e8 stata oggi riconosciuta, conformemente a quanto gi\u00e0 la Cassazione aveva rilevato, penalmente irrilevante\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019avvocata Silvia Davini ha aggiunto anche che ora Carlo chieder\u00e0 i danni allo Stato per l\u2019ingiusta detenzione. Ma ci teniamo a sottolineare che sono 3 anni di vita che lo stato ha rubato a Carlo e che<\/p>\n<p>nessun risarcimento potr\u00e0 restituirgli, cos\u00ec come a tutte le persone internate nelle carceri, con o senza aver commesso reati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In attesa della sentenza del processone contro 18 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio e tentato omicidio, sempre per la resistenza del 15 ottobre, brindiamo alla ritrovata libert\u00e0 di Carlo e gridiamo pi\u00f9 che mai: Tutte libere! Tutti liberi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rete Evasioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--\np { margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 120%; }p.western { font-family: \"Liberation Serif\",\"Times New Roman\",serif; font-size: 12pt; }p.cjk { font-family: \"Droid Sans Fallback\"; font-size: 12pt; }p.ctl { font-family: \"FreeSans\"; font-size: 12pt; }\n--><\/style>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella che state per leggere \u00e8 una storia come tante. Prendetevi 5 minuti e leggetela con attenzione poich\u00e9 pur essendo una storia come tante esemplifica al meglio l\u2019operato di guardie e giudici. 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