{"id":2960,"date":"2018-05-01T12:22:24","date_gmt":"2018-05-01T10:22:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2960"},"modified":"2018-05-01T12:23:20","modified_gmt":"2018-05-01T10:23:20","slug":"dal-1-maggio-inizia-una-lotta-collettiva-nelle-carceri-spagnole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2960","title":{"rendered":"Dal 1 maggio inizia una lotta collettiva nelle carceri spagnole"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\">traduzione da <a href=\"https:\/\/directa.cat\/revifa-lluita-dins-murs\">Directa<\/a><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><b>Si riaccende la lotta tra le mura<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una quarantina di detenuti condannati a scontare pene differenti in vari centri penitenziari dello stato spagnolo ha iniziato una lotta collettiva con l&#8217;obiettivo di rendere visibili e denunciare le costanti violazioni dei loro diritti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;Oggi ho 65 anni e ho scontato due anni di carcere in Francia, dal 1969 al 1971, e poi in Spagna, dal 1971 al 1977, partecipando alla fine della COPEL. Al momento, mi trovo detenuto dal 9 febbraio del 1979 e il mio fine pena \u00e8 previsto per il 15 novembre 2026. Se sar\u00f2 ancora vivo, dato che sto lottando contro un tumore alla prostata, verr\u00f2 di nuovo consegnato alle autorit\u00e0 francesi per scontare un ergastolo per sovversione. Sapete spiegarmi dove stanno i diritti umani in Spagna? E la funzione di reinserimento sociale che secondo la costituzione spagnola dovrebbero avere le carceri?&#8221;. Questa \u00e8 la testimonianza che ci \u00e8 arrivata per posta da Antonio Carlos Niero, attualmente detenuto nel centro penitenziario di Murcia II e che, secondo quanto afferma, fa parte dei 300 detenuti condannati a &#8220;ergastolo dissimulato&#8221; nello stato spagnolo. Nonostante il codice penale fissi il massimo della pena a 40 anni, dispositivi quali la \u201cLegge per il compimento integrale ed effettivo delle pene\u201d &#8211; approvata dal congresso nel 2003 con l&#8217;appoggio di PP, PSOE e Coalici\u00f3n Canaria &#8211; o la recente applicazione della &#8220;prigione permanente modificabile&#8221; da parte del governo di Mariano Rajoy, disegnano uno scenario nel quale molte persone di fatto sono condannate a passare il tempo di vita che resta loro in stato di privazione della libert\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo I\u00f1aki Rivera &#8211; direttore dell&#8217;Osservatorio sul Sistema Penale e i Diritti Umani (ODPDH) dell&#8217;Universit\u00e0 di Barcellona &#8211; questi strumenti sono completamente innecessari e, al contrario di ci\u00f2 che il &#8220;populismo punitivo&#8221; dei mezzi di comunicazione e la maggior parte dei partiti politici sostengono, non hanno alcun tipo di effetto dissuasore rispetto alla possibilit\u00e0 di commettere un crimine: &#8220;Qualsiasi persona che conosca anche minimamente il sistema penale capisce l&#8217;inconsistenza di questo strumento che suppone la negazione e la rinuncia legislativa esplicita di qualsiasi finalit\u00e0 rieducativa e la conversione di una condanna legale in una pena crudele, inumana e degradante, completamente contraria a quanto stabiliscono le Regole Nelson Mandela delle Nazioni Unite &#8211; ovvero gli standard minimi per il trattamento delle persone detenute&#8221;. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Al di l\u00e0 della lunga durata delle pene, secondo il lavoro realizzato dal OSPDH, la violazione dei diritti fondamentali delle persone detenute \u00e8 una pratica quotidiana nei centri penitenziari, sia in Catalogna che nello stato spagnolo dove, a partire dall&#8217;applicazione della legge organica penitenziaria generale del 1979, viene applicato il regime di isolamento, nel quale le persone passano 22 ore al giorno in cella, per tutti quei detenuti considerati &#8220;pericolosi&#8221; o che secondo i funzionari &#8220;non sono adatti per le altre sezioni&#8221;. L&#8217;Osservatorio ritiene che questo regime in s\u00e9 suppone un tipo di trattamento che pu\u00f2 essere considerato &#8220;inumano e degradante&#8221; e che causa conseguenze molto serie per la salute fisica e psichica delle persone che lo vivono, riconosciute ormai da tempo sia dal Consiglio d&#8217;Europa che dalle Nazioni Unite. &#8220;Inoltre, questo isolamento genera un spazio di impunit\u00e0 per le torture e i maltrattamenti, dato che la persona detenuta si ritrova sola, senza testimoni che possano dichiarare eventuali aggressioni&#8221;, spiega Rivera, che ritiene che &#8220;i funzionari, invece, avranno sempre un gruppo di colleghi pronti a dichiarare che \u00e8 stato necessario l&#8217;utilizzo della forza di fronte a un detenuto violento&#8221;. Secondo Rivera, questo regime di isolamento costituisce uno degli aspetti pi\u00f9 oscuri della vita in carcere, dato che &#8220;non solo rende possibili maltrattamenti e torture, ma fa s\u00ec che sia impossibile provarli&#8221;. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Stanchi di soffrire costanti violazioni dei propri diritti fondamentali e dell\u2019occultamento di questa impunit\u00e0 fuori dalle mura del carcere, a met\u00e0 del 2015, la morte di tre detenuti nel carcere di Navalcarnero (Madrid IV) per negligenze mediche ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Due prigionieri di questo centro hanno iniziato a organizzarsi &#8211; ispirati dal lascito delle precedenti lotte anticarcerarie come la Coordinadora de Presos en Lucha (COPEL), la Asociaci\u00f3n de Presos en R\u00e9gimen Especial (APRE) o la Lucha contra los ficheros de internos de especial seguimiento (FIES) &#8211; con l&#8217;obiettivo di &#8220;creare uno spazio e una comunit\u00e0 di lotta&#8221; di soggetti differenti &#8211; prigionieri, familiari, gruppi solidali &#8211; al fine di rendere visibile e denunciare la situazione che si vive ogni giorno nelle prigioni dello stato. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Due anni di lotta collettiva<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;Dall&#8217;odio, la rabbia, la paura e la vendetta alla solidariet\u00e0 pi\u00f9 umana che io abbia conosciuto nella vita. Ma soprattutto, in memoria di tutti i compagni assassinati nelle carceri dello stato spagnolo&#8221;. Con queste parole il prigioniero Jose Antonio Chavero (Toni) &#8211; attualmente in regime di isolamento nella prigione di Villena (Alicante II) con fine pena previsto nel 2027 &#8211; ha spiegato l&#8217;inizio della proposta di lotta collettiva a cui ha dato inizio, con un altro compagno detenuto nella prigione di Estremera (Madrid VII) e diffusa tramite Radio Vallekes dal collettivo Propresxs Madrid, alla fine del 2015. Dopo aver stabilito un dialogo con il gruppo di solidariet\u00e0 madrileno e con il collettivo Tokata di Valencia, i promotori della proposta decisero di modificare la prima bozza per far s\u00ec che questa iniziativa fosse il pi\u00f9 efficace possibile, che fosse basata sulla orizzontalit\u00e0, senza utilizzare sigle n\u00e9 nomi collettivi per evitare di diventare oggetto di controllo e vigilanza da parte delle istituzioni penitenziarie fin dal principio, e di sintetizzare le rivendicazioni per renderle pi\u00f9 chiare. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo alcuni mesi di riflessione e dibattito tra gruppi di solidariet\u00e0 e prigionieri, la proposta venne presentata nel luglio 2016 con un comunicato e una griglia di rivendicazioni in dodici punti. Venivano denunciate tutte le situazioni che pi\u00f9 &#8220;attentano alla nostra dignit\u00e0 e alla nostra vita&#8221;: la proposta era aperta ai suggerimenti e al contributo degli altri prigionieri ed era rafforzata da digiuni mensili che venivano comunicati sia ai gruppi di solidariet\u00e0 sia alle direzioni penitenziaria, con l&#8217;obiettivo di rendere pubbliche e far conoscere le rivendicazioni sia dentro &#8211; affinch\u00e9 altri detenuti si unissero &#8211; sia fuori dalle mura del carcere. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dalla diffusione di questa prima bozza, sono gi\u00e0 pi\u00f9 di 40 i prigionieri &#8211; di cui 19 dal carcere di Alboc\u00e0sser (Castell\u00f3n II) &#8211; che hanno aderito alla proposta di lotta collettiva e che si sono aggiunti ai digiuni organizzati all&#8217;inizio di ogni mese e alla comunicazione con i gruppi solidali, denunciando a livello legale qualsiasi tipo di abuso che vivono o di cui sono testimoni. Dal centro penitenziario di Castell\u00f3n &#8211; dove pi\u00f9 alto \u00e8 stato il numero di morti negli ultimi anni e dove vengono perpetrati la maggior parte dei casi denunciati di tortura e maltrattamenti &#8211; \u00e8 nata anche la proposta di iniziare uno sciopero della fame a partire dal primo maggio con una durata prevista di 5-15 giorni in base alla situazione di ogni detenuto, con l&#8217;obiettivo di tentare per la prima volta un&#8217;azione coordinata tra tutti i detenuti che hanno aderito alla lotta e provare a farne aggiungere altri. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2962\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-02-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-02-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-02-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-02-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-02.jpg 1875w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/a>Secondo la testimonianza di una trentina di detenuti che partecipano attivamente alla lotta e con i quali abbiamo stabilito una comunicazione postale come Directa, la maggior parte dei detenuti in lotta sta subendo le conseguenze repressive derivanti dalla messa in discussione del regime penitenziario tramite rappresaglie quali il castigo nel regime speciale di isolamento continuo, il controllo di tutte le comunicazioni, la dispersione e i continui trasferimenti in prigioni lontane dalle famiglie e dalle amicizie. Nonostante le strategie del segretariato generale delle istituzioni penitenziarie per reprimere la lotta, sono tutti molto consapevoli e ritengono necessario andare avanti con la proposta: &#8220;Dentro le carceri i diritti fondamentali esistono solo a livello teorico, dato che in pratica mancano del tutto. La normalizzazione di questa follia \u00e8 ci\u00f2 che ci disumanizza. Non avere aspettative di nessun tipo fa s\u00ec che l&#8217;unica cosa che desideriamo sia dedicare la vita a lottare contro questa bestialit\u00e0, \u00e8 la sola cosa che pu\u00f2 dare dignit\u00e0 e pu\u00f2 farti sentire un essere umano e non un animale selvatico&#8221;, spiega Chavero dal regime di isolamento, e conclude con un messaggio chiaro: &#8220;Il mio futuro \u00e8 dedicarmi a lottare per coloro che sono ancora qui dentro, se riesco a uscire vivo da questa tomba&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>L&#8217;obiettivo \u00e8 creare una &#8220;comunit\u00e0 di lotta&#8221;<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Fernando Alcatraz &#8211; ex prigioniero e membro di quella che fu la COPEL &#8211; \u00e8 attualmente membro del collettivo Tokata, che cerca di essere uno strumento di comunicazione tra i prigionieri in lotta e di sostenere e dare voce alle persone detenute che hanno dato vita a questa iniziativa, e ritiene che &#8220;anche se il nostro obiettivo sar\u00e0 sempre quello dell&#8217;abolizione del carcere, nel breve e medio periodo questa iniziativa pu\u00f2 servire a denunciare la violazione dei diritti umani nei centri penitenziari. Nello specifico, vogliamo aprire un dibattito sociale su questa situazione e andare avanti per ottenere queste dodici rivendicazioni&#8221;. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-03.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2963\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-03-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"695\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-03-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-03-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-03-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/infografies_web-03.jpg 1875w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/a>Alcatraz riporta che da quando \u00e8 stato creato il gruppo di sostegno al collettivo Nais contra a Impunidade (Madri contro l&#8217;impunit\u00e0) &#8211; che furono denunciate nell&#8217;ottobre del 2010 per aver protestato di fronte alla sede della guardia civil di Arteixo (la Coru\u00f1a) richiedendo informazioni sulla morte del giovane Diego Vi\u00f1a nella struttura della benem\u00e9rita &#8211; il coordinamento tra prigionieri, familiari e gruppi solidali sta migliorando e che questa proposta vuole far s\u00ec che la solidariet\u00e0 si estenda a tutta la popolazione per poter formare una &#8220;comunit\u00e0 di lotta&#8221; e un movimento anticarcerario molto pi\u00f9 ampio di quanto non sia attualmente: &#8220;L\u2019atomizzazione e l&#8217;alienazione sociale generalizzata alle quali siamo sottomessi, il populismo punitivo dei mezzi di comunicazione &#8211; che nel parlare delle prigioni danno voce solo ai sindacati delle guardie carcerarie &#8211; e la repressione perpetrata dalla politica penitenziaria &#8211; con i regimi punitivi, i trasferimenti continui o la costruzione di nuovi modelli architettonici di super-carceri &#8211; sono finalizzati a evitare che si formi un&#8217;organizzazione di lotta, come \u00e8 gi\u00e0 successo in passato&#8221;, per\u00f2 pensa anche che il cammino tracciato e l&#8217;impeto dei prigionieri sta rendendo possibile &#8220;l&#8217;aumento di interesse, la consapevolezza e la riarticolazione del movimento&#8221;, dato che secondo Alcatraz &#8220;la riapertura di uno spazio di lotta costituisce il mezzo e il fine della proposta&#8221;. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<strong>Tortura e sovraffollamento<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo il rapporto della Coordinadora para la Prevenci\u00f3n y Denuncia de la Tortura (CPDT) &#8211; formata da 48 realt\u00e0 diverse &#8211; la maggior parte delle denunce di tortura nel 2016 nello stato spagnolo sono state fatte da uomini, migranti, minori e persone colpite dalla repressione dei movimenti sociali. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le comunit\u00e0 autonome con pi\u00f9 denunce sono Madrid, Catalogna, Ceuta e Andalusia. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">I<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">nfine, i corpi di sicurezza in cima alla classi<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">fi<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">ca delle aggressioni sono il Cuerpo Nacional de Polic\u00eda Espa\u00f1ola, il personale delle carceri e la Guardia Civil. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">I rapporti annuali pubblicati dall&#8217;organizzazione sottolineano che il numero di denunce reali per tortura \u00e8 superiore al numero delle denunce citate nei loro rapporti. I fattori che possono spiegare questa discrepanza sono la paura di denunciare le aggressioni subite di fronte a possibili contro-denunce o sanzioni amministrative, l&#8217;insicurezza giuridica o la percezione dell&#8217;impunit\u00e0 dei torturatori, molti dei quali vengono condannati ma poi beneficiano dell&#8217;indulto. Come forma di autocritica, sottolineano anche l&#8217;impatto della diminuzione del numero e dell&#8217;efficacia degli osservatori sui diritti umani, molti dei quali sono saturati o colpiti d<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">a<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">lla riduzione delle prestazioni pubbliche. Nel nord della Catalogna, il carcere di Perpi\u00f1\u00e1n, costruito nel 1987, ospita attualmente 728 persone, nonostante abbia una capacit\u00e0 massima di 541 detenuti. Lo spazio pi\u00f9 sovraffollato \u00e8 la sezione per la carcerazione provvisoria o di breve durata (massimo due anni), con 144 posti ma nella quale vivono 307 prigionieri. A causa del sovraffollamento molte persone dormono a terra. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Rivendicazioni (da <a href=\"http:\/\/tokata.info\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/definitivo_2.jpg\">Tokata<\/a>)<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">1. la fine delle torture, delle aggressioni e dei trattamenti crudeli, disumani e degradanti e dell&#8217;impunit\u00e0 delle guardie carcerarie in tutte le carceri dello stato spagnolo<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">2. la fine dei FIES, l&#8217;abolizione del cosiddetto &#8220;regime speciale&#8221; di carcerazione e la chiusura assoluta delle sezioni di isolamento<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">3. fine della dispersione dei prigionieri<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">4. che i servizi medici non siano afferenti alle istituzioni penitenziarie ma siano indipendenti<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">5. l&#8217;applicazione immediata degli articoli 104.4 e 196 del regime penitenziario a tutti i\/le malat* cronic* senza che sia necessario che entrino nella fase terminale<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">6. per quanto riguarda le persone con disturbi mentali, esigiamo che vengano trattate adeguatamente in luoghi appropriati e non in carcere<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">7. che i &#8220;programmi&#8221; che prevedono metadone, trattamenti psichiatrici ecc. siano accompagnati da gruppi di sostegno, terapie ecc. indipendenti dalle istituzioni penitenziarie<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">8. che vengano aperti fascicoli di inchiesta, chiarimento e riconoscimento di responsabilit\u00e0 per la morte di compagn* nelle carceri dello stato spagnolo<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">9. che le strutture carcerarie rendano accessibili aule, laboratori, palestre, attivit\u00e0 formative e culturali ecc. ai\/alle prigionier* classificat* come &#8220;irrecuperabili&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">10. che le sezioni di rispetto (modulos de respeto) non vengano utilizzate per ricattare in cambio di supposti benefici penitenziari, in cambio della degradazione morale dei prigionier*<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">11. la fine delle perquisizioni integrali dei familiari e amici in visita<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\">12. esigiamo che i giudici, le forze di sicurezza dello stato e i vari organi repressivi smettano di criminalizzare la solidariet\u00e0 tra le persone<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/definitivo_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2964\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/definitivo_2.jpg\" alt=\"\" width=\"993\" height=\"702\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/definitivo_2.jpg 993w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/definitivo_2-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/definitivo_2-768x543.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 993px) 100vw, 993px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>traduzione da Directa Si riaccende la lotta tra le mura Una quarantina di detenuti condannati a scontare pene differenti in vari centri penitenziari dello stato spagnolo ha iniziato una lotta collettiva con l&#8217;obiettivo di rendere visibili e denunciare le costanti violazioni dei loro diritti. &#8220;Oggi ho 65 anni e ho scontato due anni di carcere <a href='https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2960' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2960"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2960"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2966,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2960\/revisions\/2966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}