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[nicaragua] ultime dal 2003
by otted (by the way of g.t.) Monday, Dec. 22, 2003 at 1:39 AM mail:

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In Nicaragua ci si sta lentamente avvicinando alla fine dell'anno e quindi, alla sospensione della maggior parte delle attività.
La Asamblea Nacional ha già chiuso i battenti approvando il Bilancio Generale della Repubblica che era stato presentato dall'Esecutivo.
Con tale manovra, votata dai membri del PLC ancora fedeli al reo Arnoldo Alemàn e da alcuni degli Azul y Blanco che appoggiano il presidente Bolaños, si é dato un taglio netto alle speranze di tutti quei settori (maestri, studenti universitari, settore sanitario, polizia, esercito, pensionati, disabili...) di vedere incrementato il proprio budget per il 2004.
Se non ci saranno novità all'inizio del prossimo anno, quando dovrà anche essere nominata la nuova Giunta Direttiva della Asamblea Nacional, cosa che ha generato interminabili contrattazioni tra FSLN e Azul y Blanco e tra quest'ultimi e il PLC, per novembre 2004 si svolgeranno le elezioni municipali.
Il FSLN, promotore della proposta di rinvio delle elezioni per destinare più fondi ai settori più bisognosi (almeno questa è la posizione ufficiale, anche se è nota l’estrema difficoltà di molti candidati sandinisti tra cui quello per Managua, Nicho Marenco, che non accenna a migliorare il proprio indice di gradimento tra la popolazione della capitale), ha criticato duramente la decisione degli altri partiti e dello stesso governo e ha annunciato il suo appoggio alle manifestazioni di protesta che, molto probabilmente, si svolgeranno a partire da gennaio 2004.
La lotta degli studenti universitari si é momentaneamente placata. Gli esami universitari sono finiti e la maggior parte degli studenti é in vacanza. Non c'é dubbio però che nulla si é sopito e che per gennaio-febbraio riprenderanno le proteste di fronte alla rigidità di questo governo.
Intanto é stato confermato che un ragazzo e un professore che stava aiutando alcuni studenti feriti, hanno perso un occhio per i proiettili di gomma sparati dalla polizia.
A tale situazione si sommerà la lotta dei maestri che hanno già avvertito, tramite il sindacato ANDEN, che impediranno l'inizio dell'anno scolastico 2004.
Se a tutto ciò aggiungiamo la profonda crisi che attraversa il settore giudiziale (da due mesi sono in sospeso le nomine del Presidente e del Vicepresidente della Corte Suprema de Justicia, di alcuni magistrati e di vari giudici della Corte di Appello di Masaya e Granada, cosa che ha paralizzato gran parte del lavoro giudiziario), la prossima discussione per l'approvazione della Legge di Carriera Giudiziale che pretende "eliminare" la maggior parte dei giudici e magistrati sandinisti, gli aumenti all'elettricità che Union Fenosa sta già chiedendo all'istituto regolatore INE e la discussione sulla Legge Generale dell'Acqua che mette a rischio la gestione delle risorse idriche da parte dello Stato, il panorama per il 2004 appare alquanto difficile e potenzialmente esplosivo.

Il piano economico di questo governo continua per la sua strada.
L'annullamento dell'80% del Debito Estero (relativo a quello fino al 1990, nonostante il governo continui a parlare solo di "debito estero" senza spiegare che i più di 4 mila milioni di dollari che verranno abbuonati non hanno nulla a che fare con il Debito Estero contratto dal 1990 ad oggi con gli Organismi Finanziari Internazionali, che tocca cifre astronomiche e che si dovranno pagare fino all'ultimo centesimo), che si otterrà grazie al raggiungimento del punto di culminazione della HIPC (Iniziativa per i Paesi Altamente Indebitati), non verrà probabilmente usato per progetti di sviluppo e per lenire la tremenda povertà, ma verrà convogliato alla copertura del Debito Interno contratto da Alemàn con i banchieri nazionali proprietari di centinaia di milioni in titoli di stato.
I banchieri si stanno già sfregando le mani pensando alla montagna di "liquidi" che entreranno nelle loro casse e riducono ogni giorno i tassi d'interesse sui conti correnti bancari, senza toccare i tassi per la concessione di crediti (la tassa si aggira normalmente sul 12-13%.....siamo a livelli di usura). Non é che si potesse sperare in qualcosa di meglio quando il Ministro del tesoro, Eduardo Montealegre, é il principale negoziatore dell'Iniziativa HIPC e allo stesso tempo, un famoso banchiere che ha dichiarato un patrimonio personale di svariati milioni di dollari.
Inoltre c'é da aggiungere che il viaggio appena svolto da Bolaños a Washington dove si é incontrato con i vertici del FMI e della Banca Mondiale, non ha dato i risultati sperati.
L'annullamento del Debito estero, che doveva essere approvato proprio in questi giorni, é stato rimandato a gennaio, apparentemente per problemi nei calcoli di quanto dovrà essere abbuonato.
Alcuni rappresentanti della società civile nicaraguense hanno però già annunciato che esistono problemi più profondi e che difficilmente si avranno dei risultati concreti prima di marzo o aprile. Insomma, si sta vendendo la pelle dell'orso prima di averlo catturato...come sempre.

Collegato a questo aspetto particolarmente caro al governo é da rimarcare l'approvazione del tanto declamato CAFTA e cioé il Trattato di libero commercio tra USA e Centroamerica.
Alla fine il Trattato si é trasformato in un accordo tra Stati Uniti e i singoli Paesi dato che, dalla penultima ronda di negoziazioni, si é deciso di continuare con accordi bilaterali. Questo é stato sicuramente il più grande risultato ottenuto dagli Stati Uniti che, fin dall'inizio, hanno cercato di rompere la fragile unità dei paesi centroamericani che avevano come principale arma propri il fatto di presentarsi come Regione e non come singole nazioni.
Il Costarica, che non é certo un paese rivoluzionario, né antiamericano e né con un governo di sinistra, ha deciso di non firmare ed é uscito dal CAFTA. Il suo presidente, Abel Pacheco, ha dichiarato che la fretta degli Stati Uniti per chiudere il trattato e la sua intransigenza su molti temi hanno fatto sì che il Costarica uscisse dalle negoziazioni con l'idea di riprendere i negoziati in gennaio, ma solo se gli USA flessibilizzeranno le loro posizioni e smetteranno di voler obbligare il suo paese a svendere il settore pubblico delle assicurazioni e dell'elettricità.
Le sue testuali parole sono state: "il TLC é per il benessere dei costarricensi, é un aiuto che ci danno gli Stati Uniti, ma se consiste in un processo di colonizzazione, no, molte grazie".
Pacheco ha inoltre criticato gli altri paesi centroamericani che hanno voluto seguire le direttive capestro degli Stati Uniti sul dover firmare prima della fine di dicembre ed ora, questi paesi, dovranno spiegare ai propri cittadini perché hanno abbandonato il Costarica ed hanno accettato la firma del trattato.
L'ultimo incontro di negoziazione del CAFTA che si é svolto a Washington é risultato essere un incontro molto più politico che economico. A testimonianza di questo é il fatto che l'ultima trattativa é stata svolta dai ministri di finanza dei paesi centroamericani e da Zoellick, responsabile commerciale dell'amministrazione Bush.
Il Nicaragua, invece, ha firmato ottenendo buoni risultati su alcuni aspetti (aumento quote di esportazione dello zucchero, garanzia di protezione del riso per 10 anni più altri 8 in cui i dazi dovranno lentamente scendere, apertura del mercato USA alla carne nicaraguense e al sesamo, protezione parziale del mais bianco e possibilità di esportare tela come nazionale anche se comprata in altri paesi), ma lasciando disastrosi spazi di invasione nordamericana soprattutto per quello che riguarda il settore latteo e tutti gli aspetti relativi al mercato del lavoro, l'ambiente, i brevetti, le misure fitosanitarie.
Ancora non sono ben noti i risultati finali ma, mentre il governo esulta di gioia e mistifica invitando il paese ad accomunarsi a questo grande successo dei negoziatori nicaraguensi, la Iniziativa CID ( http://www.iniciativacid.com.ni ) ha già emesso comunicati in cui fa trapelare l'enorme scontentezza anche da parte del settore imprenditoriale centroamericano e l'estrema debolezza di questo trattato.
Il grande dubbio che resta riguarda il completo silenzio su cosa si è effettivamente concesso agli Stati Uniti per avere in cambio le aperture ottenute per i propri prodotti.
L'economista Cirilo Otero ha qualificato le dichiarazioni trionfalistiche di Bolaños di "menzogne grandi e crudeli".

Mentre il Costarica difende le proprietà statali il Nicaragua continua con la sua folle corsa verso la svendita del suo patrimonio. Proprio in questi giorni é stata venduta l'ultima parte dell'impresa di telefonia ENITEL.
Due anni fa era stato venduto il 51% per la ridicola somma di 80 milioni di dollari (vari studi hanno dimostrato che Enitel valeva circa 260 milioni di dollari e realizza circa 20 milioni di dollari di guadagni annuali): il 40 % all'impresa MEGATEL di capitale hondureño-svedese e il 11% ai lavoratori. Ora é stato venduto il restante 49% all'impresa American Movil, appendice della messicana Telmex,. per la ridicola somma di 49 milioni e 600 mila dollari (solo centomila dollari sopra il prezzo base). Il governo ha esultato per il successo, il mondo politico ha taciuto e la popolazione non sa nemmeno che cosa é successo.
Altri fondi che verranno convogliati verso il pagamento del debito interno e quindi che finiranno nelle tasche dei banchieri nicaraguensi.
Per il 2004 é inoltre previsto l'inizio della privatizzazione della previdenza sociale per tutti i minori di 43 anni e la Corte Costituzionale dovrà esprimersi su un ricorso fatto dalla Red de Defensa de los Consumidores che di fatto ha bloccato la vendita o "svendita" della principale impresa statale di produzione idroelettrica Hidrogesa.

Dal punto di vista politico sembra ormai sopita l'ipotesi di "re-pacto" tra il FSLN e il PLC.
Dopo le titubanze liberali nell'appoggiare il progetto sandinista che prevedeva una grande offensiva antigovernativa, la condanna di Alemàn e il successivo appoggio dei liberali arnoldisti al governo di Bolaños per approvare il Bilancio ed altre leggi in parlamento, il panorama politico resta quanto mai confuso e quindi aperto a qualsiasi ipotesi per l'inizio del prossimo anno.
Rotture apparentemente insanabili, qui in Nicaragua, risultano improvvisamente curate dalla notte alla mattina in base a strategie degne di veri politicanti.
Di certo c'é che il 2004 inizierà con un governo che cercherà in tutti i modi di esaltare i "successi" raggiunti in campo economico (come già detto) e che lancerà il suo Plan Nacional de Desarrollo che prevede, come più volte spiegato, la formazione di "cluster economici territoriali" in cui concentrare le attività economiche, la popolazione ed i servizi pubblici. Il tutto in balia degli investimenti internazionali che equivale a dire "invasione delle multinazionali". Il resto del paese resterà via via abbandonato a sé stesso in quanto "economicamente inutile".
Difficile dire quali saranno le mosse del Frente Sandinista e del PLC che si troveranno a dover agire con un occhio sempre puntato sulle prossime elezioni e un altro sulle mosse degli Stati Uniti che hanno già scelto il loro cavallo di battaglia, Bolaños, e che hanno già dichiarato che il sandinismo e l'arnoldismo sono cose del passato.
Il movimento sociale davanti a tutto questo é piuttosto appannato, nonostante esistano varie organizzazioni e movimenti che con coraggio e instancabile resistenza cercano ogni giorno di dare una sveglia all'apatia regnante nel paese. Sicuramente non hanno grande capacità di convocatoria, ma continuano a essere una spina nel fianco del governo e degli stessi partiti e quindi tengono ancora alta la speranza che qualcosa é ancora possibile fare per questo martoriato paese.
E' prevedibile che i prossimi giorni saranno di calma apparente, ma l'anno che sta arrivando si prevede estremamente difficile e pieno di conflitti.

Giorgio Trucchi

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