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[Milano] Guerriglia in Buenos Aires. Gli arrestati restano in cella
by da repubblica Thursday, Mar. 30, 2006 at 10:56 AM mail:

La procura vuole chiedere il rinvio a giudizio immediato di tutto il gruppo. No del Riesame a 25 ricorsi: foto decisive. I giudici: incendi e danneggiamenti gravi sono stati programmati deliberatamente.

C´è un imponente dossier fotografico dietro la decisione con cui ieri il Tribunale del riesame ha respinto tutti i venticinque ricorsi presentati dagli estremisti autonomi e anarco-insurrezionalisti arrestati dopo la guerriglia urbana di sabato11. Per buona parte dei detenuti, le riprese della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri hanno documentato come in corso Buenos Aires non si limitassero a partecipare alla manifestazione e ad osservare le devastazioni compiute dai loro compagni, ma vi partecipassero in prima persona. In molti casi gli ingrandimenti fotografici di dettagli degli indumenti hanno permesso di identificare con certezza anche chi era mascherato con caschi e passamontagna.
Una volta raggiunta la certezza che gli arrestati avevano partecipato ai disordini, i giudici non hanno avuto esitazioni nel sostenere che una loro scarcerazione fosse improponibile. Quella organizzata da alcuni centri sociali dell´ultrasinistra contro il corteo della Fiamma Tricolore in programma per il pomeriggio era tutt´altro che una normale manifestazione antifascista: «Il dichiarato intento di contrastare la manifestazione di estrema destra si accompagnava alla volontà non solo di attrezzarsi adeguatamente in vista di uno scontro con le forze dell´ordine ma anche di scatenare una vera e propria guerriglia urbana con atti di devastazione anche di obiettivi "simbolici". I fatti parlano da soli innanzitutto perché sono stati devastati un punto elettorale di Alleanza Nazionale ed un negozio di Mc Donald´s, ma anche perché i materiali dei quali si erano armati i manifestanti e da loro utilizzati dimostrano una deliberata programmazione anche di gravissimi atti di danneggiamento e incendio». Tra gli atti di violenza più gratuiti la sentenza indica l´avere costretto un automobilista a scendere dall´auto per darla alle fiamme e l´avere impedito ai vigili del fuoco di raggiungere la sede di An data alle fiamme, consentendo così all´incendio di raggiungere e devastare anche gli appartamenti al primo piano.
La sentenza depositata ieri rafforza un´ipotesi che la Procura già coltivava: quella di chiedere il rinvio a giudizio immediato di tutto questo gruppo di indagati e di portarli a processo in stato di detenzione. Anche perché se liberati potrebbero tornare a commettere fatti analoghi, avendo denotato una «totale assenza delle più elementari doti di autocontrollo e di autoprevenzione».


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