{"id":1116,"date":"2013-10-22T20:28:18","date_gmt":"2013-10-22T18:28:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1116"},"modified":"2013-10-22T20:28:18","modified_gmt":"2013-10-22T18:28:18","slug":"op-outlaw-resocontro-prime-due-udienze-del-processo-contro-il-fuoriluogo-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1116","title":{"rendered":"Op. Outlaw &#8211; Resocontro prime due udienze del processo contro il Fuoriluogo di Bologna"},"content":{"rendered":"<p>riceviamo e diffondiamo:<\/p>\n<p><strong>Udienze dell\u201911 e del 18 ottobre 2013 per il processo contro il Fuoriluogo<\/strong><\/p>\n<p>L\u201911 e 18 ottobre 2013 si sono tenute le prime due udienze dibattimentali del processo contro i compagni e le compagne del Fuoriluogo, frutto dell\u2019operazione repressiva \u201cOutlaw\u201d.<br \/>\nLa partecipazione di solidali in aula \u00e8 stata, in particolare per la prima udienza, davvero molto numerosa riuscendo a creare uno spazio a parte, uno spazio di forza al fianco degli imputati e delle imputate in assoluto contrasto con la meschina farsa organizzata al centro della scena.<\/p>\n<p>Dopo la deposizione del geometra Giuseppe Mazzitelli trascrittore delle intercettazioni, un uomo sull\u2019orlo di una crisi di nervi per le difficolt\u00e0 incontrate nell\u2019encomiabile lavoro svolto: \u201c\u00e8 stato difficilissimo\u2026 ore e ore per dare un senso a ci\u00f2 che sentivo\u2026 costruire una frase con sostantivo, verbo e complemento\u201d (son anarchici, che ci vuoi fare?), \u00e8 il turno di Antonio Marotta.<br \/>\nIl vicequestore Antonio Marotta, coordinatore dell\u2019inchiesta della digos, testimonia interrogato dalla pm Morena Plazzi. Nella prima udienza i due, pm e vicequestore, danno spettacolo con domande raffazzonate e risposte balbettanti che rasentano, fino a raggiungerlo, il patetico. La testimonianza si risolve in un lungo elenco, partito dal 2006 e che si ferma per questa prima udienza a dicembre del 2008, di \u201cmalefatte\u201d del gruppo del Fuoriluogo: manifestazioni non autorizzate, cortei organizzati in citt\u00e0 e fuori per i quali nessuno di loro \u00e8 stato per altro denunciato, presidi, volantinaggi e momenti di tensione in strada per i quali alcuni si sono beccati accuse e\/o condanne per resistenza. A qualcuno dei presenti, dopo ore di ascolto, viene da chiedersi se il processo per terrorismo non si stia per caso svolgendo in un\u2019altra aula. Comunque, a questo riepilogo si arriva secernendo il materiale di ore di dichiarazioni fumose in cui i due tentano di spiegare perch\u00e9 proprio contro di loro, gli anarchici del Fuoriluogo, siano partite le indagini e le intercettazioni con due microspie all\u2019interno del locale, una su un\u2019auto e una videocamera all\u2019esterno. Dopo attacchi all\u2019Unicredit l\u2019attenzione si \u00e8 concentrata contro il gruppo, sostengono. Ma mai verr\u00e0 detto che per questi attentati nessuno di loro \u00e8 stato incriminato. Cercano di dare sostanza all\u2019accusa di associazione a delinquere dicendo che non tutti al Fuoriluogo avevano le chiavi e che per entrare\u2026 occorreva suonare. Lo ripetono dai tempi dell\u2019udienza al Tribunale del Riesame, aprile 2011, come se ci\u00f2 potesse costituire una prova inconfutabile del fatto che il Fuoriluogo era un covo. Per supportare l\u2019aggravante di eversione dell\u2019ordine democratico, tentano di definire gli imputati anarco-insurrezionalisti, ma sostenendo che loro stessi si definirebbero tali. Qui danno il via al delirio conclamato, su domanda della giudice il teste cerca per lungo tempo una presunta e mai trovata intercettazione, nella quale si dovrebbe celare la prova cercata. Poi parte per la tangente e fa riferimento a un incontro a Piombino a cui alcuni degli imputati avrebbero, forse!, partecipato e dove erano state trattate questioni tipicamente ed esclusivamente anarco-insurrezionaliste\u2026 carcerario e, niente di meno, antifascismo. Davanti a tanto, insorge pure la giudice che fino a quel momento aveva pi\u00f9 e pi\u00f9 volte imboccato i due barcollanti protagonisti dello show per trarli d\u2019impaccio, dicendo che no, questo proprio no, l\u2019antifascismo \u00e8 di tanti. La pm allora tenta il recupero e dichiara che c\u2019\u00e8 modo e modo di esserlo e quello degli imputati \u00e8 senz\u2019altro\u2026 esitazione\u2026 \u201ccattivo\u201d. Infine si perdono, i due, inesorabilmente e la giudice aggiorna in anticipo rispetto ai tempi l\u2019udienza al 18 ottobre aggiungendo: \u201ccos\u00ec c\u2019\u00e8 il tempo per tornare pi\u00f9 preparati\u201d.<br \/>\nAl secondo venerd\u00ec di dibattito, la pm arriva pi\u00f9 vispa e precisa nelle domande. Partono, i due, con la descrizione delle solite \u201cmalefatte\u201d, ma questa volta del 2009 e 2010. Poi, evidentemente si stancano anche loro e interrompono bruscamente dopo il giugno 2010 senza arrivare al 2011. Nel resoconto Marotta mente vistosamente, racconta di mai realizzati cordoni con bastoni contro la polizia in occasione di un presidio il 12 dicembre 2009 davanti alla sede di Forza Nuova (che non chiama con il suo nome ma come generico movimento di destra), del fatto che quel giorno al presidio c\u2019erano solo loro, gli anarchici fuoriluogo (caso raro in citt\u00e0, erano presenti tutte le cosiddette realt\u00e0 di movimento), di partecipazioni a cortei con caschi inesistenti, di travisamenti in cortei non meglio specificati mai rilevati nelle carte, di prove inconfutabili rispetto al possesso di martelli usati contro una mensa universitaria portando come elemento l\u2019esistenza di filmati di una mera presenza in un reparto vendita della Decathlon (che neppure vende martelli di quel genere) di due degli imputati, di sequestri di caschetti per edilizia al Fuoriluogo spacciandoli come caschi di altro genere e di altre innumerevoli scorrettezze su indagini mai partite, denunce mai arrivate e processi in realt\u00e0 mai tenuti o nei quali gli imputati sono stati addirittura assolti. Non si sprecheranno nemmeno a portare sostegno alla tesi dell\u2019associazione a delinquere e della suddivisione in capi e sottocapi se non con la storia delle chiavi, di una mail in uso \u201cstatisticamente\u201d prevalente ad una delle imputate, dei soliti libri di Bonanno ritrovati, dell\u2019area (ma Marotta dir\u00e0 imperterrito: \u201caria\u201d) di appartenenza e della assoluta differenza di pericolosit\u00e0 rispetto ad altre aree (\u201carie\u201d, ovviamente). Arriver\u00e0 a sostenere, su domanda di uno degli avvocati, che nessuno, a parte quelli del Fuoriluogo, ha mai scritto nella storia volantini in cui si sollecita a reagire contro i soprusi e gli omicidi della polizia. Solo loro lo hanno fatto, in un volantino trovato, per altro, appeso a una colonna.<br \/>\nInizia con alcune domande, oltre a quella riportata, sull\u2019apertura al pubblico del Fuoriluogo che mettono in difficolt\u00e0 Marotta costretto a rispondere che bastava suonare per farsi aprire, il controinterrogatorio degli avvocati. La giudice rende sin da subito difficile porre domande al teste con continue opposizioni sulla forma\u2026 non sar\u00e0 semplice interrompere l\u2019atmosfera ciarliera da t\u00e8 delle cinque in un salotto privato tra giudice, pm e teste che si \u00e8 respirata fino ad ora.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Si proseguir\u00e0 nella prossima udienza di venerd\u00ec 15 novembre (dalle ore 12 al tribunale di via Farini, 2 a Bologna).<\/span><\/p>\n<p>Anarchiche e anarchici a processo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>riceviamo e diffondiamo: Udienze dell\u201911 e del 18 ottobre 2013 per il processo contro il Fuoriluogo L\u201911 e 18 ottobre 2013 si sono tenute le prime due udienze dibattimentali del processo contro i compagni e le compagne del Fuoriluogo, frutto dell\u2019operazione repressiva \u201cOutlaw\u201d. 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