{"id":1467,"date":"2014-04-09T17:51:14","date_gmt":"2014-04-09T15:51:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1467"},"modified":"2014-04-09T17:51:14","modified_gmt":"2014-04-09T15:51:14","slug":"bologna-op-outlaw-alle-cinque-della-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=1467","title":{"rendered":"[Bologna] Op. Outlaw &#8211; Alle cinque della sera"},"content":{"rendered":"<p><b><i>Bologna 31 marzo 2014 sentenza di primo grado del Processo &#8220;Outlaw&#8221;<br \/>\n<\/i><br \/>\nAlle cinque della sera<\/b><\/p>\n<p>Il 31 marzo 2014, alle cinque della sera, \u00e8 arrivata la sentenza di assoluzione, perch\u00e9 il fatto non sussiste, per i 21 anarchici e anarchiche dello Spazio di Documentazione \u201cFuoriluogo\u201d. Erano stati portati a processo con l\u2019accusa di aver costituito un\u2019associazione a delinquere con finalit\u00e0 eversive dell\u2019ordine democratico, compresa di capi, sottocapi e partecipanti. Dopo 5 arresti durati sei mesi tra carcere e domiciliari, obblighi e divieti di dimora, fogli di via e chiusura della sede, dopo tre anni di tormentone e nove udienze \u00e8 arrivata la conclusione del primo grado di giudizio. Non \u00e8 ancora dato sapere se la pm ricorrer\u00e0 in appello. L\u2019andamento del processo lo sconsiglierebbe: la figura fatta dall\u2019accusa e dalla digos di Bologna suggerirebbero un decoroso ritiro in sordina. Ma tant\u2019\u00e8, questi personaggi, anche di fronte al crollo del loro impianto accusatorio, al tempo dedicato a seguire, pedinare, ossessionare le vite degli accusati e delle accusate che al massimo ha prodotto dei pettegolezzi sulle loro vite private, non \u00e8 escluso che continuino a insistere. Vergogna non ne provano certo, della pochezza di mestiere dimostrata non se ne curano affatto, e pu\u00f2 essere che convenga loro, come esecutori della repressione, mantenere attiva l\u2019accusa. Al servizio di protezione dell\u2019ordine costituito, il loro obiettivo non \u00e8 sicuramente dar prova di intelligenza e competenza bens\u00ec di ottenere almeno qualche risultato. Nel caso in questione hanno chiuso una sede e, in parte, distratto chi ha dovuto affrontare il processo dall\u2019essere con maggiore incisivit\u00e0 presente nelle lotte. Hanno allontanato alcuni dalla citt\u00e0 con i fogli di via, ma non pensino che altri non si siano aggiunti o che quei compagni e compagne non abbiano trovato altri luoghi in cui dare il tormento al potere.<br \/>\nHa sconcertato osservare il disimpegno totale dimostrato nel sostenere l\u2019accusa, sia da parte della pm che dei testi digos. Qualcuno sostiene che sia stata la diretta conseguenza del nulla che avevano in mano. Altri che il loro obiettivo sia stato comunque considerato raggiunto chiudendo il \u201cFuoriluogo\u201d e disperdendo le forze dei partecipanti a quella esperienza di lotta. Anche la minaccia verso chiunque intenda opporsi al sistema scegliendo di usare metodi decisi, il monito \u201cattenzione che se scendi in piazza con un po\u2019 di determinazione potresti finire accusato di reato associativo\u201d restano comunque efficaci pur senza condanna. Paura \u00e8 probabile che ne facciano anche solo aleggiando la possibilit\u00e0 di provocare ad altri quel fastidio che hanno procurato nelle vite degli imputati e delle imputate.<br \/>\nAvevano deciso di colpire il \u201cFuoriluogo\u201d per togliersi dai piedi un insieme di compagni e compagne con grande disponibilit\u00e0 alla lotta. La determinazione e la costanza dedicate all\u2019opposizione ai centri di detenzione per immigrati senza permesso di soggiorno, denominati prima Cpt e poi Cie, la continuit\u00e0 con cui si \u00e8 scesi in strada per portare la voce dei reclusi, l\u2019attenzione riservata a chi gestisce e lucra su quei luoghi infami, la presenza abituale davanti alle mura di quei lager per dare solidariet\u00e0 e raccogliere le storie tragiche di chi vi sta dietro, ma anche quelle delle ribellioni, delle bellissime rivolte che non si sono mai fermate, tutto questo \u00e8 risultato intollerabile per le autorit\u00e0 cittadine e per i curatori dell\u2019ordine. E questo per nominare solo l\u2019impegno sostenuto con maggiore forza, ma molte sono le lotte che hanno visto in prima linea in citt\u00e0 i frequentatori di quello spazio insieme a tanti compagni e compagne di differenti provenienze. Carcere, nucleare, nocivit\u00e0 come il Tav o le discariche, solidariet\u00e0 con gli sfruttati e chi subisce la repressione sono i terreni in cui negli anni ci si \u00e8 mossi.\u00a0 Le pratiche messe in atto non hanno mai tenuto conto del lecito e dell\u2019illecito, del legale e dell\u2019illegale, dell\u2019approvazione o quanto meno della tolleranza da parte degli ufficiali dell\u2019ordine e questo certo non ha contribuito a usare riguardi nei confronti degli anarchici e delle anarchiche finiti sotto accusa. Il loro cattivo esempio andava sanzionato perch\u00e9 non ottenesse di diffondersi.<br \/>\nNon va dimenticato che sono potentati come l\u2019Eni, al tempo colpita da attacchi, che hanno dato il via all\u2019operazione repressiva \u201cOutlaw\u201d il 6 aprile del 2011 riuscendo a mettere a tacere i dubbi che non ci fossero elementi consistenti per procedere. I funzionari di giustizia hanno allora costruito tutti i passaggi necessari, dall\u2019incriminazione al rinvio a giudizio e al processo, e alla fine hanno dovuto limitarsi a raccogliere un misero risultato: un attacco preventivo senza concretizzazione di pena. Tutto questo impianto accusatorio, tutto questo baccano mediatico, tutta questa digos impegnata a stare appresso a un gruppo di anarchici per riuscire a malapena a trattenere la carica appassionata di donne e uomini avversi alle sopraffazioni e refrattari al dominio.<\/p>\n<p>Nella stessa giornata della sentenza \u00e8 stato riaperto uno spazio sottratto al piacere e all&#8217;esigenza di utilizzarlo. Uno spazio per il confronto, la discussione e la ricerca di un modo efficace per opporsi a un sistema che opprime, affama, devasta e avvilisce la vita. Uno spazio per continuare ad alimentare l\u2019utopia di un mondo del tutto altro da questo.<br \/>\nIl Laboratorio anarchico di via Paglietta 15 era stato strappato ai compagni 15 anni fa. Si tratta della sede di un circolo intitolato a Carlo Cafiero che ospitava la Libreria Circolante. A met\u00e0 degli anni sessanta era stato preso in affitto da Libero Fantazzini con alcuni compagni anarchici. Il comune di Bologna lo aveva concesso a un costo simbolico per sostituire la sede storica di Porta Galliera chiusa durante il ventennio fascista. Questo posto, nel giugno del 1999, fu messo sotto sequestro e poi chiuso con mattoni e cemento a seguito di un&#8217;inchiesta che aveva condotto in carcere una compagna e un compagno. Per pi\u00f9 di trent&#8217;anni era stato utilizzato da gruppi e individualit\u00e0 anarchiche, riempito di attivit\u00e0, assemblee, incontri e condivisione di vita. Come spesso accade il procedimento penale non ebbe alcun seguito ma il locale, invece di essere reso come dovuta\u00a0 conseguenza, rest\u00f2 murato e inaccessibile chiudendo con s\u00e9 un pezzo di storia della citt\u00e0.<br \/>\nLa riapertura nel pomeriggio del 31 marzo ha procurato gioia ed emozione, si \u00e8 mantenuta il tempo di sogno, ma avr\u00e0 la durata di una volont\u00e0.<br \/>\nSconfitte a processo, non potevano le autorit\u00e0 costituite accettare questo smacco da parte degli \u201cAssolti all\u2019assalto\u201d, come recitava in un titolo il fogliaccio cittadino per una volta divertente. Murato e sigillato la mattina del 2 aprile con la prepotenza e l\u2019arroganza di chi della memoria storica si fa bello in occasione di parate e celebrazioni, il laboratorio \u00e8 tornato a vivere uscendo dall\u2019oblio di un ricordo rimosso. Il comune di Bologna \u00e8 guidato da un partito, il Pd, che si \u00e8 svenduto tutto, idee ed etica, pur di arrivare al comando. Figuriamoci se non si sarebbe svenduto anche il risarcimento dato nel dopoguerra agli anarchici come forza che aveva combattuto il fascismo.<br \/>\nIl fascismo aveva chiuso due sedi, la democrazia ha chiuso il \u201cFuoriluogo\u201d e due volte il \u201cPaglietta\u201d. Complimenti!<\/p>\n<p>Il via libera per la lotta non lo concede un\u2019assoluzione, come ha tuonato il procuratore della citt\u00e0, ma la tensione che spinge per una vita bella e appassionata, libera da sfruttatori, potenti e servi.<br \/>\n<i><br \/>\nAnarchiche e anarchici del processo \u201cOutlaw\u201d<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna 31 marzo 2014 sentenza di primo grado del Processo &#8220;Outlaw&#8221; Alle cinque della sera Il 31 marzo 2014, alle cinque della sera, \u00e8 arrivata la sentenza di assoluzione, perch\u00e9 il fatto non sussiste, per i 21 anarchici e anarchiche dello Spazio di Documentazione \u201cFuoriluogo\u201d. 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