{"id":898,"date":"2013-09-04T17:37:09","date_gmt":"2013-09-04T15:37:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=898"},"modified":"2013-09-04T17:37:09","modified_gmt":"2013-09-04T15:37:09","slug":"lettera-da-rebibbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=898","title":{"rendered":"Lettera da Rebibbia"},"content":{"rendered":"<p>Agosto 2013<\/p>\n<p>Nonostante i nostri accorati appelli rivolti ai politici, nei quali esprimevamo loro il desiderio di astenersi dal compiere visite che risultano essere di puro formalismo e circostanza, eccoli riapparire alle prime luci del mattino nel N.C. di Rebibbia.<br \/>\nL&#8217;incursione, anche questa volta, \u00e8 stata rapida, silenziosa, annunciata con scarso preavviso e chirurgica in quanto ha interessato esclusivamente alcune parti che il personale del carcere ritiene possano essere mostrate.<\/p>\n<p>Guidati dai cerimonieri di turno, gli \u201cospiti\u201d hanno scambiato pochissime battute con alcuni detenuti completamente ignari di chi fossero gli interlocutori e quali funzioni rappresentassero.<br \/>\nTutte le delegazioni, e questa non \u00e8 stata da meno, piombano nelle carceri come consumati marines: colpiscono veloci per poi sparire con una ritirata ancor pi\u00f9 rapida della loro venuta, lasciando dietro di s\u00e9 il vuoto pari solo al nulla che hanno portato il carcere.<br \/>\nLa loro presenza \u00e8 fugace, prediligono i corridoi periferici delle carceri e non toccano mai il cuore delle sezioni, soprattutto evitando con cura quelle che versano in condizioni estreme e disperate di sovraffollamento.<br \/>\nTemono che il virus dell&#8217;indignazione, quella reale, non di circostanza, li possa &lt;finalmente!&gt; aggredire e li costringa ad agire.<br \/>\nHanno il terrore che il morbo della verit\u00e0 gli si presenti nella sua drammatica autenticit\u00e0, tanto che non possano pi\u00f9 astenersi dal guardare in faccia la realt\u00e0, realt\u00e0, \u00e8 bene ricordarlo, creato dalla loro inerzia, incapacit\u00e0, inefficienza e indifferenza.<\/p>\n<p>Abbiamo associato le loro movenze ed i loro atteggiamenti prudenti al comportamento che hanno i ratti quando si apprestano a prendere d&#8217;assalto una dispensa di cibo.<br \/>\nCome loro, guardinghi, si assicurano che l&#8217;ambiente sia privo di elementi di pericolo, tali quali detenuti che senza mezze frasi espongano come realmente si vive in carcere.<br \/>\nSono stati osservati sgattaiolare, pardon \u201ctopolare\u201d (scusate il neologismo), dall&#8217;aula concessa agli studenti dell&#8217;istituto, per introdursi nei locali della cooperativa che gestisce la preparazione dei cibi extra vitto carcerario; due \u201cgioiellini\u201d all&#8217;interno dell&#8217;istituto che vengono mostrati sempre con orgoglio a tutti gli ospiti di turno, orgoglio pari solo a quello manifestato da Cornelia, madre dei Gracchi, quando esibiva i propri figli.<br \/>\nLa loro fugace e discreta presenza \u00e8 stata subito segnalata al reparto \u201cd&#8217;elite\u201d G 8 dell&#8217;istituto, dove hanno incontrato anche detenuti di \u201crango\u201d che con toni pacati, ma altrettanto fermi ed inequivocabili, gli hanno comunicato, tante volte non ne fossero a conoscenza, che l&#8217;ultimo decantato Decreto Legge, il cosiddetto \u201csvuota carceri\u201d, \u00e8 la solita, ennesima, gigantesca, inutile e solenne FREGATURA.<br \/>\nSi sono astenuti e ben guardati dal visitare altri reparti dove regna sovrano il sovraffollamento, il degrado. La disumanit\u00e0 e il dolore.<br \/>\nPochi metri li separavano dal reparto G 14, dove agonizzano, realmente e non metaforicamente, detenuti comuni privati, oltre che delle libert\u00e0 personale, anche il sacrosanto diritto alla salute e al rispetto della loro dignit\u00e0.<br \/>\nDiritto che viene riconosciuto immediatamente ai \u201cladri di Stato\u201d che se ne approfittano del loro ruolo istituzionale per saccheggiare le tasche dei cittadini, ai quali viene invece immediatamente riconosciuta le cosiddetta &lt;incompatibilit\u00e0 al regime carcerario&gt;; questo si che \u00e8 criminale!<br \/>\nAvrebbero potuto visitare il reparto adibito a regime di 41bis, dove sopravvivono detenuti letteralmente murati vivi; le istituzioni si preoccupano di loro esclusivamente per accertarsi che il loro stato di \u201cmorti viventi\u201d perduri inalterato.<br \/>\nAvrebbero potuto affacciarsi, con un piccolo sforzo, alle sezioni di alta sicurezza dove il clima di repressione non \u00e8 da meno.<br \/>\nAttraverso il carcere le istituzioni rinchiudono migliaia di cittadini italiani e stranieri che devono espiare pene esigue per reati di bassissimo profilo criminale, per non parlare poi di quelli che passano anni in attesa di giudizio.<\/p>\n<p>Il concetto comune per tutti loro \u00e8 sempre lo stesso: &lt;galera per tutti e tutti in galera&gt; con buona pace per tutti i cittadini che quotidianamente vengono disinformati dai mass-media, che fomentano l&#8217;isteria di massa con il solito futile ritornello della &lt;sicurezza&gt;, manipolando ad arte l&#8217;informazione.<\/p>\n<p>Crediamo fermamente nell&#8217;inutilit\u00e0 di queste visite di circostanza, che mistificano una presa di coscienza del problema carcerario, i governanti conoscono perfettamente il problema, ma continuano a girarci intorno senza la concreta volont\u00e0 di cambiare le cose.<br \/>\nCrediamo di contro che spetta a noi detenuti riappropriarci delle lotte anticarcerarie e non attendere che qualcuno, il politico di turno o chiunque altro, si faccia carico di un problema che \u00e8 tutto nostro.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Un gruppo di detenuti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agosto 2013 Nonostante i nostri accorati appelli rivolti ai politici, nei quali esprimevamo loro il desiderio di astenersi dal compiere visite che risultano essere di puro formalismo e circostanza, eccoli riapparire alle prime luci del mattino nel N.C. di Rebibbia. 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