aggiornamenti dall'Argentina
L'economia argentina è in cattive acque da anni: quella che era una delle maggiori promesse dei mercati emergenti alla negli anni '90, è stata costretta undici anni fa ad ancorare la sua moneta al dollaro per arginare la svalutazione. Ma la misura non ha funzionato. Ultimo a prendersi carico della drammatica situazione è stato Domingo Cavallo, già autore negli anni passati di un piano di ripresa economica che aveva raccolto i consensi degli economisti di mezzo mondo. Questa volta il superministro dell'Economia ha presentato al Parlamento misure che implicavano tagli alla spesa pubblica per il 2002 di quasi il 20 per cento. Ma in un Paese che ha alle spalle quattro anni di recessione e dove la disoccupazione è al 18,3 per cento, questa politica ha provocato una durissima reazione popolare. L'economia argentina è stato uno degli esperimenti della new economy e da oltre dieci anni vige una economia totalmente liberale: tutto è privato: sanità, pensioni, trasporti, la forza sindacale è nulla, esistono tantissimi casi di sottooccupazione e le penultime misure sono state quelle di ridurre gli stipendi. Attualmente, mentre scrivo dalla capitale argentina, è stato dichiarato lo stato d'assedio, e in contemporanea è arrivata la notizia del quarto morto della giornata.
Buenos Aires e l'Argentina tutta si prepara a passare il natale più povero della storia grazie alle politiche di sfruttamento e di libero mercato
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