solidarietà e sostegno alla lotta per il pane e la dignità degli operai e delle masse popolari argentine.
Gli operai Argentini e la crisi mondiale
Argentina, 30 Novembre : Violenti scontri a Neuquen tra operai e polizia. Nove feriti e 19 arrestati. Questo è il bilancio degli scontri avvenuti tra polizia e operai del settore della ceramica, dopo la chiusura della fabbrica Zanon. Cronaca di una battaglia. Neuquen. - Quello di ieri, 30 novembre, è stato un venerdì violento e la espressione di un clima sociale dove regna lo scontento. Una manifestazione di operai del settore ceramico che protestavano per la chiusura della fabbrica di Zanon e di lavoratori statali che lottavano per il salario, è culminata con nove feriti in ospedale e 19 persone fermate e portate in diversi commissariati. La battaglia tra la polizia e i manifestanti cominciò a mezzogiorno davanti alla residenza del governo e si propagò per le strade del centro della città. La gente è scappata che ha potuto dai gas lacrimogeni e dalle pallottole di gomma; però la polizia ha iniziato la caccia al manifestante, con una ferocia mai vista nella città. Gli effettivi della Despo, unità speciale anti sommossa spararono decine di gas lacrimogeni. IL fumo aggressivo delle granate si infiltrò dentro due scuole, vicine alla sede del governo, dove si svilupparono momenti di panico e tensione tra gli alunni i docenti e i genitori degli alunni che, nel medesimo momento dell'inizio degli scontri più forti, stavano riprendendo i loro figli dalla scuola. Le associazioni che raggruppano gli impiegati pubblici, gli operai ceramisti e gli organismi difensori dei diritti umani hanno realizzato durante le ore della sera una nuova mobilitazione per protestare contro la repressione avvenuta durante il giorno.
Chiusura e licenziamenti: Zanon, una delle industrie più importanti di questa provincia, licenziò nell'ultimo giovedì 380 operai che lavoravano nella fabbrica situata nel parco industriale di Neuquen, decidendo di chiudere la fabbrica. Una settimana fà l'impresa comunicò, che si presentava ad una riunione di creditori. Gli operai ceramisti che erano già in conflitto con l'azienda da 60 giorni, hanno organizzato una mobilitazione davanti alla sede governativa e si unirono a gruppi di manifestanti statali che stavano in sciopero per il rifiuto delle autorità a pagare il salario. I manifestanti, circa 500 persone incendiarono pneumatici di fronte alle finestre della sede governativa. IL ministro di governo, Jorge Gorosito ha dichiarato che i dimostranti avevano l'intenzione di ‘incendiare la casa del governo'. Un camion della polizia munito di idrante spense il fuoco acceso dai manifestanti, però gli operai ceramisti e gli statali circondarono un gruppo della polizia antisommossa che reagì sparando lacrimogeni e pallottole di gomma. Questo incidente aprì la porta a un'ora di duri scontri con armi da fuoco da una parte e pietre dall'altra.
19 dicembre: Mentre ieri si è arrivati al culmine incendiando il comune di cordoba che da mesi sparava menzogne sulle lotte dei lavoratori. La FIAT argentina, si prepara armi e bagagli per chiudere gli stabilimenti e portare via in fretta e furia capannoni interi con tutta l'attrezzatura, lasciando in mezzo ad una strada migliaia di operai a partire proprio da cordoba. Come diventa purile e squallido il canto delle cassandre di questi anni che blateravano di "fine della classe operaia e di futuro radioso nell'eldorado capitalistico", saranno oggi scandalizzati dei "saccheggi" di massa e degli scontri con la "polizia" per un brandello congelato di carne, e domani saranno contro l'intero processo rivoluzionario che si inneschera con forza poderosa dall'argentina agli altri paesi. Ma indietro non si torna, e faranno ancora da reggicoda dei padroni, starà agli operai argentini e di tutto il mondo fare i conti anche con questi servi prezzolati, oggi dipingono con tinte fosche e lugubri definendo "orde" e "folle cieche" la giusta rivolta per il pane e la dignità degli operai e delle masse popolari argentine, ma è la piramide ad essere scossa dalle fondamenta, ed è solo l'inizio .
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