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by red<---z|||:-(o)-:|||z--->one Thursday, Dec. 20, 2001 at 4:19 PM mail:

L'Argentina al collasso economico e sociale

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A Plaza de Mayo situazione fuori controllo
Buenos Aires, 16:42

Ormai a Buenos Aires è il caos: la polizia argentina non riesce a mantenere il controllo in Plaza de Mayo, dove da ieri sera manifestano migliaia di persone contro la politica del governo. Nonostante lo stato d'assedio instaurato nel paese da ieri la gente continua ad affluire sulla piazza e a nulla sono valse numerose cariche degli agenti, a piedi e a cavallo.
Fra le numerose persone arrestate c'è anche il vice-difensore del popolo della città di Buenos Aires, Gustavo Lesbergueris. Intanto l'avvocato Carlos March, del movimento Poder ciudadano, ha presentato un ricorso sospensivo contro l'introduzione dello stato d'assedio che, a suo avviso, è incostituzionale e il giudice federale Maria Servini de Cubria - che ha giurisdizione sulla zona dove sono in corso i disordini - ha convocato i responsabili della polizia chiedendo che "cessi la repressione".


Portavoce, De la Rua non si dimetterà
Buenos Aires, 16:10

Il sottosegretario per le comunicazioni e portavoce del presidente argentino Juan Pablo Baylac ha assicurato oggi che il presidente Fernando de la Rua non si dimetterà, e che potrebbe chiamare a governare il paese esponenti dell'opposizione giustizialista.
Uno dei principali esponenti di questa forza, Eduardo Duhalde, ha sostenuto oggi perentoriamente: "O il presidente cambia, o bisognerà cambiare il presidente".(


Nuovo attacco di polizia in Plaza de Mayo
Buenos Aires, 16:06

Reparti di polizia a cavallo, a piedi e unità cinofile sono entrate in azione oggi alle 15:30 in Plaza de Mayo a Buenos Aires per far evacuare centinaia di manifestanti presenti dalla sera precedente.
Gli agenti hanno sparato proiettili di gomma e colpito varie persone con gli sfollagente. Al centro della piazza si trovava anche un gruppo di madri dei desaparecidos. Molti manifestanti sono fuggiti verso le vie laterali, seguiti da agenti a cavallo. Vi sono stati numerosi fermi.

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kwnews



BUENOS AIRES -Situazione fuori controllo in Argentina durante il primo giorno di stato d'assedio proclamato dal governo:forti scontri in Plaza de Mayo. Il presidente Fernando De la Rua ha convocato l'economista Daniel Marx che potrebbe essere nominato ministro dell'economia al posto del dimissionario Cavallo. Il Fmi ha dichiarato la sua disponibilita' a collaborare con le nuove autorita' economiche. E' salito a 15 il bilancio delle vittime durante saccheggi, 178 sono i feriti, 1.210 i fermi.
20/12/2001 17:30

ARGENTINA: Dura offensiva polizia
BUENOS AIRES - Reparti di polizia sono entrati di nuovo in azione in Plaza de Mayo a Buenos Aires per far evacuare le centinaia di manifestanti presenti dalla sera precedente. Gli agenti hanno sparato proiettili di gomma e colpito varie persone con gli sfollagente. Al centro della piazza si trovava anche un gruppo di Madri dei desaparecidos. Molti manifestanti sono fuggiti inseguiti da agenti a cavallo. Numerosi i fermi. SAL
20/12/2001 16:02

ARGENTINA: Cavallo non puo' lasciare il Paese
BUENOS AIRES - L'ex ministro dell'Economia argentino Domingo Cavallo - che si e' dimesso la notte scorsa - non puo' lasciare il paese perche' implicato in un processo giudiziario legato alla vendita illegale di armi a Croazia ed Ecuador e che ha visto l'ex presidente Menem per 5 mesi agli arresti domiciliari. Il giudice Julio Speroni ha comunicato ufficialmente alla gendarmeria 'la proibizione di uscita dal paese di Domingo Felipe Cavallo'. KDU
20/12/2001 14:51

ARGENTINA: Presidente accetta dimissioni Cavallo
BUENOS AIRES - Il presidente argentino Fernando de la Rua ha accettato le dimissioni presentate dal ministro dell'economia Domingo Cavallo. Lo dice un comunicato diffuso dall'agenzia Telam. SU
20/12/2001 10:11

ARGENTINA: De la Rua convoca governatori
BUENOS AIRES - Il Presidente Fernando De La Rua ha deciso oggi di convocare i 22 governatori delle province argentine per una riunione urgente a Buenos Aires riguardante le modalita' dello stato di assedio. Il Capo dello Stato, che ha ricevuto in nottata le dimissioni del ministro dell'Economia Domingo Cavallo e degli altri membri del governo, e' impegnato nello stesso tempo in una delicata riunione con i suoi collaboratori per decidere se confermarle o meno. SU
20/12/2001 09:02

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ANSA





Sfida allo stato d'assedio
nuovo governo in Argentina
In Plaza de Mayo a Buenos Aires la folla resiste alla
polizia che tenta di disperderla: 15 morti negli incidenti

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BUENOS AIRES - Scoppia nella notte l'ira degli argentini, strangolati dalla crisi economica e contrari allo stato d'assedio decretato dal presidente della Repubblica. E dopo lunghe ore di tumulti nelle strade di Buenos Aires, cade prima il superministro dell'Economia, Domingo Cavallo, e poi l'intero governo. La gente continua a scendere in piazza e per manifestare: il bilancio delle vittime negli incidenti sale a 15 mentre in Plaza de Mayo a Buenos Aires la folla affronta con tecniche di resistenza passiva la polizia che tenta di disperderla.

Cavallo, assediato in casa sotto la protezione di poliziotti, è stato il primo a rimettere il mandato nella notte. Le sue dimissioni sono state accettate dal presidente della Repubblica, Fernando de la Rua. Quindi l'intero governo ha lasciato l'incarico per dare la possibilità al presidente di negoziare un nuovo esecutivo. In particolare, de la Rua starebbe cercando un accordo con il Partito Justicialista - finora all'opposizione - per creare un governo di coalizione.

Stanotte, nell'ora esatta in cui scattava lo stato d'assedio deciso dal presidente Fernando De La Rua, migliaia di cittadini di Buenos Aires sono scesi in piazza sfidando la polizia e chiedendo le dimissioni di Cavallo e del governo. Molti lo considerano il responsabile del disfacimento economico della nazione, che non può più pagare i suoi debiti con l'estero e a farne le spese sono gli strati più poveri della popolazione e la classe media. E i manifestanti, che hanno invaso i luoghi "sacri" della politica argentina come Plaza de Mayo, hanno ottenuto quello che volevano. Poche ore dopo è arrivato l'annuncio delle dimissioni del ministro dell'economia.

De La Rua ieri sera ha annunciato in tv lo stato di emergenza, per fermare l'ondata di saccheggi nei supermercati che da giorni andava avanti in tutto il Paese, compresa Buenos Aires. A partire dalla mezzanotte di ieri, lo stato d'assedio doveva durare per 30 giorni. L'esigenza, ha detto de la Rua è di "mettere un freno alle violenze", perpetrate secondo lui "da alcuni gruppi nemici dell'ordine" che attuano "manovre per raggiungere fini che non raggiungerebbero per via elettorale". Ha infine assicurato, dai teleschermi della "Cadena Nacional" che la polizia "saprà distinguere tra bisognosi e violenti". La decisione dovrà essere approvata dal Parlamento.

L'ultimo bilancio degli incidenti scoppiati durante gli assalti ai negozi è di 15 vittime e 140 feriti di cui 76 poliziotti, la maggior parte nell'area del Gran Buenos Aires. Tutte le vittime sono state raggiunte da colpi di arma da fuoco, sparati dalla polizia oppure dai proprietari dei negozi saccheggiati.

Per oggi il sindacato di sinistra Cta ha proclamato lo sciopero generale contro le misure del governo e per il risanamento, mentre il bavaglio sta già avvolgendo i media: il Comfer, l'ente regolatore delle trasmissioni radiotelevisive, ha emesso un comunicato in cui ricorda che durante lo stato di assedio "l'informazione dovrà essere autentica, obiettiva e opportuna" e "non dovrà mettere in pericolo la sicurezza nazionale, né implicare l'elogio dei attività illegali o favorire la violenza. Una condotta che violi i succitati codici sarà punita in base alla legge 22285, approvata durante l'ultima dittatura militare".

(20 dicembre 2001)
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http://www.repubblica.it/online/mondo/argentinauno/emergenza/emergenza.html






Argentina, De la Rua
proclama lo stato d'assedio
Quattro i morti negli scontri di oggi

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BUENOS AIRES - Torna lo stato d'assedio in Argentina: a più di venti anni dall'instaurazione della dittatura nel Paese, il presidente democraticamente eletto Fernado De la Rua ha deciso di ricorrere alla più estrema delle misure per fermare le rivolte e gli assalti ai negozi che si sono moltiplicati in tutto il Paese in seguito alla crisi economica. L'annuncio dello stato d'assedio non è ancora stato dato ufficialmente, ma è stato confermato da fonti vicine alla presidenza, che preferiscono rimanere anonime, alle agenzie di stampa.

La decisione è stata presa al termine di una riunione di emergenza del governo convocata oggi nella Casa Rosada a Buenos Aires: al centro del dibattito la politica economica restrittiva voluta dal ministro dell'Economia Domingo Cavallo per arginare il debito pubblico nazionale, pari a 132 miliardi di dollari. Cavallo, secondo voci non confermate, potrebbe essersi dimesso: al suo posto subentrerebbe un triumvirato di responsabili economici di ispirazione nettamente neoliberale.

Ieri il presidente De la Rua aveva negato di avere intenzione di dichiarare lo stato d'assedio: ma gli assalti ai supermercati in tutto il paese, i quattro morti e le decine di feriti in seguito agli spintoni e ai proiettili di gomma sparati dalla polizia, oltre ai sassi lanciati contro la sua auto nel pieno centro della capitale nel pomeriggio gli hanno fatto cambiare idea.

Fra ieri e oggi la gente è scesa in piazza in tutto il paese dando l'assalto ai negozi e prendendo tutto quello che era possibile: cibo, vestiario, mezzi di trasporto, beni per la casa. Scene simili a quelle viste nel 1989, quando una rivolta cacciò l'allora presidente Raul Alfonsin. De la Rua ha deciso una distribuzione di aiuti per sette milioni di dollari, ma questo non è bastato a fermare la rabbia di un paese che vede ogni giorno le liste di chi vive sotto la soglia della povertà allungarsi di 2000 persone.

L'economia argentina è in cattive acque da anni: quella che era una delle maggiori promesse dei mercati emergenti alla negli anni '90, è stata costretta ad ancorare la sua moneta al dollaro per arginare la svalutazione. Ma la misura non ha funzionato. Ultimo a prendersi carico della drammatica situazione è stato Domingo Cavallo, già autore negli anni passati di un piano di ripresa economica che aveva raccolto i consensi degli economisti di mezzo mondo. Questa volta il superministro dell'Economia ha presentato al Parlamento misure che implicavano tagli alla spesa pubblica per il 2002 di quasi il 20 per cento. Ma in un Paese che ha alle spalle quattro anni di recessione e dove la disoccupazione è al 18,3 per cento, questa politica ha provocato una durissima reazione popolare.
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http://www.repubblica.it/online/mondo/argentinauno/assedio/assedio.html




Altissima la tensione nello stato sudamericano
Assalto ai negozi a Buenos Aires e in provincia

Esplode la crisi argentina
Saccheggiati i supermarket
La polizia spara proiettili di gomma, feriti

di FABIO SANTOLINI

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Esplodono i disordini nell'Argentina strangolata dalla crisi economica, dove il governo ha posto un limite ai prelievi bancari e la spesa sociale è stata ridotta all'osso. E' stata una notte di assalti ai supermercati a Buenos Aires e nella provincia di Entre Rios. A Concepcion (a 320 chilometri dalla capitale) cinque grandi magazzini sono stati invasi dalla folla, a partire dalle nove di ieri sera. Gli assalitori erano persone comuni, intere famiglie e di diversi strati sociali. All'inizio la folla ha incominciato a prendere soltanto gli alimenti, ma poi il saccheggio si è esteso a ogni cosa ci fosse sugli scaffali: chi andava via con una bicicletta nuova, chi con un televisore. Soltanto verso le due è arrivata la polizia, che di fatto non è intervenuta. Analoghi assalti si sono verificati anche nella città di Concordia.

Anche nella capitale non sono mancati i saccheggi. Nella notte, la polizia "bonaerense" ha sparato ad altezza d'uomo proiettili di gomma e lacrimogeni per disperdere una cinquantina di persone che cercavano di entrare in alcuni negozi della zona di San Miguel. Feriti cinque poliziotti, a causa delle pietre lanciate dalla persone, e colpiti diversi saccheggiatori che hanno mostrato alle tv le ferite causate dai proiettili di gomma.

Le pesanti ricadute sociali della crisi economica stanno dunque esplodendo nel Paese. Sono diversi giorni che vanno avanti gli assalti ai supermercati, e il peggio sembra dover ancora venire, quando il governo tenterà di far passare in Parlamento ulteriori tagli alla spesa pubblica per il 2002 nell'ordine di quasi il 20 per cento, così da poter onorare almeno una parte dello spaventoso debito estero, pari a 132 milioni di dollari; o di pesos, vista la perdurante parità assoluta tra le due divise mantenuta dal suo inventore, Domingo Cavallo, super-ministro per l'Economia già sotto la presidenza del discusso Carlos Menem.

Il presidente Fernando de la Rua tende a minimizzare gli episodi; ha fatto sapere di non prevedere l'emanazione dello stato di emergenza. Una misura che sarebbe decisamente imbarazzante in un Paese che ha duramente sofferto la dittatura militare. Le preoccupazioni per la situazione arrivano anche dall'estero: parlando con Adalberto Rodriguez Giavarini, ministro degli Esteri, il segretario di Stato Usa Colin Powell ha sottolineato invece la sua preoccupazione.

Oggi è comunque previsto uno spiegamento rafforzato di polizia in tutta Buenos Aires. Nel frattempo, il sindaco di San Isidro, una delle località un tempo più ricche della cintura metropolitana bonaerense, per oggi ha dato ordine ai gestori del supermercati di tenerli chiusi al fine di evitare il peggio; nelle baraccopoli incombenti sui villini c'è infatti aria di gran fermento. Intanto, rimane bloccata la "ruta 14", la più importante arteria stradale del Mercosur, all'altezza di Entre Rios: i picchetti dei produttori di frutta e verdura hanno paralizzato la circolazione. Migliaia di veicoli sono fermi sotto il feroce sole estivo.
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(19 dicembre 2001)

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