Report dal WSF di Porto Alegre, di Roberto Bosio di Rete di Lilliput - 02.02.2002
Con un corteo inizia ufficialmente il secondo forum sociale mondiale.
Un corteo che ha riunito piu' di 50.000 persone e una manifestazione - con alcuni momenti un po' kitch - hanno dato il via ufficiale al secondo forum sociale mondiale. Preponderante la presenza dei brasiliani (anche perche' avevano ben tre sound system), dopo gli argentini (con una buona dotazione di tamburi), mentre gli italiani erano sparsi un po' dappertutto e quindi poco visibili. Pochi queli raccolti dietro allo striscione del forum sociale italiano, nonostante gli inviti fatti nella mattinata durante la riunione della delegazione italiana. Tra quei pochi molti politici: Lucio Manisco, Nichi Vendola, l'ex ministro del Lavoro Cesare Salvi e Francesco Martone dei Verdi (almeno sono quelli che ho visto io). C'erano (mi scusino quelli che non citero', sarebbe impossibile non dimenticare qualcuno) i contadini indiani, tanti Sem terra, ONG come Oxfam o Global South, Via Campesina, sindacati come il CUT brasiliano, una parte della CGIL, partiti come il PT (partito dei lavoratori) o il PC brasiliano... C'erano pure due santoni che distribuivano foglietti. Hanno organizzato, nel quadro del forum, una meditazione all'alba (le 5.30) del 3 febbraio. Alla fine tutti si sono raccolti in un grande spiazzo verde per l'annuncio ufficiale dell'apertura del forum, e i discorsi di rito delle autorita' e degli organizzatori del comitato "gaucho". Qui si sono registrati alcuni momenti un po' trash, come quando il governatore del Rio Grande do Sul e' salito sul palco vestito da gaucho, mentre un coro di bambini di strada cantava l'inno del forum, dal titolo, indovinate un po', di "Un altro mondo e' possibile"... Ma i brasiliani si sanno far perdonare anche questo.
Il peso delle varie delegazioni al Forum.
Lo stato del Rio Grande del Sul ha fornito i primi dati sull'affluenza divisa per Paesi (per un quadro definitivo c'e' da aspettare la fine del forum. La delegazione piu' numerosa (c'era da aspettarselo) e' quella brasiliana: 11.000 persone circa. Quest'anno la seconda delegazione in numeri e' quella italiana (1.400 persone). Vengono poi gli argentini (1.200), i francesi (1.000), gli statunitensi (600) e gli spagnoli (400).
Ore 14. Fuori dell'hotel Continental ci sono 39 gradi e un'umidità del 90%. Siamo qui per sapere cosa ha deciso in questi ultimi due giorni il Consiglio internazionale. Cos'è? Raccoglie i rappresentanti delle più forti campagne internazionali come Drop the debt e movimenti nazionali come il CUT, la CIGL brasiliana. Una settantina di persone (tra cui una decina di osservatori come i rappresentanti dei sindacati europei e USA) che si sono presi la responsabilità di rappresentare politicamente il Forum sociale mondiale. Tra di loro ci sono i due che ci hanno chiamato qui: José Luiz del Rojo, del Forum mondiale delle alternative, e Vittorio Agnoletto, per l'ormai defunto Genoa Social Forum. Ecco il riassunto di quello che ci hanno detto.
Il riassunto della conferenza stampa di Agnoletto (e di quanto ha detto il giorno dopo all'incontro della delegazione italiana)
Il movimento sta crescendo in tutto il mondo
Dopo il forum sociale mondiale africano a Bamako, quello mediorientale a Beirut e Il Cairo, è arrivato anche il forum panamazzonico, che riunisce i 7 paesi della regione e tutte le nazioni indigene (ed è la prima volta). E' stata l'occasione per denunciare il Plan Columbia, un piano ;inventato da 5 senatori americani, che con la scusa del narcotraffico, sta pianificando interventi militari degli USA in tutta la regione.
Il forum 2002
Non si hanno ancora dei dati definitivi sulla partecipazione. Finora si sono iscritti 14.000 delegati, ma mancano ad esempio tutti quelli argentini, perché non potevano pagare per la chiusura delle banche. I dati parlano anche di 1.700 giornalisti, ma anche Qui molti stanno arrivando all'ultimo momento. Alla fine si dovrebbe raggiungere senza sforzo le 50.000 persone previste. La seconda edizione ha obiettivi più impegnativi della prima. Si parlerà di temi come l'economia e l'ambiente che erano quasi inesistenti nella prima edizione. Un altro tema importante sarà l'Argentina, il paese modello del FMI che sta andando in rovina. E i 27 temi delle conferenze plenarie porteranno ad altrettanti documenti di tre cartelle con proposte concrete, perciò non si può più parlare di no-global, o che il movimento non sa fare altro che contestare, perché abbiamo delle proposte concrete.
Il prossimo forum sociale mondiale
Anche il prossimo anno sarà a Porto Alegre, sempre negli stessi giorni del Forum economico mondiale di Davos. Nel 2004 si dovrebbe spostare in India (il consiglio internazionale ha deciso di organizzare il forum sempre in città del Sud del mondo). Il 2002 dovrebbe vedere anche l'organizzazione, tra ottobre e dicembre, di forum sociali continentali, più un forum euromediterraneo nella prima parte dell'anno, e una sessione straordinaria del forum sociale mondiale a Gerusalemme in data da stabilirsi.
Le altre mobilitazioni
In aprile verrà organizzata una mobilitazione contro l'ALCA ; la zona di libero scambio che dovrebbe unire tutte le Americhe ; a Buenos Aires. A maggio sarà la volta della preparazione delle manifestazioni in occasione del G8 (quest'anno è in Canada). Alla fine di giugno l'appuntamento è in Italia, in contemporanea al vertice della FAO, con un forum contro la fame nel mondo, dibattiti e confronti con il vertice ufficiale e mobilitazioni. L'obiettivo non è quello del G8. Qui non si contesta la legittimità dell'organizzazione, ma solo alcune sue scelte. L'ultimo appuntamento è per la fine di agosto per il Rio+10, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile in Sudafrica.
Le campagne mondiali
Oltre alla campagna sull'acqua, in occasione del campionato mondiale di calcio verrà organizzata una campagna mondiale per chiedere al comitato organizzatore e alle squadre nazionali di non firmare contratti con le multinazionali che non rispettano i diritti dei lavoratori, o che fanno lavorare i bambini.
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