"L'ipocrisia e l'insopportabile retorica dei governi che hanno partecipato all'incontro di Roma cede nuovamente il posto al silenzioso dramma quotidiano di milioni di persone, a cui continuano ad essere negati i piu' fondamentali diritti umani: nutrirsi, curarsi, istruirsi, avere accesso alle risorse essenziali, vivere una vita dignitosa."
DICHIARAZIONE DI MARCO BERTOTTO PRESIDENTE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL A CONCLUSIONE DEL VERTICE FAO SULL'ALIMENTAZIONE
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Si chiude oggi il vertice mondiale sull'alimentazione. L'ipocrisia e l'insopportabile retorica dei governi che hanno partecipato all'incontro di Roma cede nuovamente il posto al silenzioso dramma quotidiano di milioni di persone, a cui continuano ad essere negati i piu' fondamentali diritti umani: nutrirsi, curarsi, istruirsi, avere accesso alle risorse essenziali, vivere una vita dignitosa.
I governi hanno assunto dinanzi alla comunita' internazionale degli obblighi precisi: garantire la promozione e protezione di tutti i diritti umani, inclusi quelli economici e sociali, e adempiere in questo modo alle aspirazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la liberta' dalla paura e la liberta' dal bisogno. Eppure in ogni angolo di mondo ci sono esseri umani che subiscono le peggiori conseguenze di un sistema economico e sociale che produce miseria ed emarginazione. Tutto avviene nella colpevole inerzia dei governi, che invece di adottare misure concrete e possibili per sradicare la poverta' e combattere l'ingiustizia sociale, continuano a sbandierare le solite false promesse, ripetute con enfasi in ogni occasione ufficiale e recitate a memoria anche dalle (poche) delegazioni presenti al vertice di Roma.
Il legame indivisibile tra i diritti socio-economici e le liberta' politiche ha trovato nello scenario internazionale del dopo 11 settembre un nuovo terreno di sfida. In un contesto globale caratterizzato dalla paura e da una pressante richiesta di sicurezza, le ingiustizie sociali ed economiche che scaturiscono da gravi abusi dei diritti umani - spesso alimentate o utilizzate a proprio favore dalle grandi imprese multinazionali - creano un terreno fertile per i disordini e la violenza. Mentre milioni di persone sono costrette alla guerra da poverta', discriminazione ed esclusione sociale, i governi continuano ad agitare la retorica della lotta globale contro il terrorismo e le loro fabbriche proseguono indisturbate a rifornire di armi gli eserciti piuttosto che a rispondere alle grandi sfide della poverta', della salute, dell'educazione e degli altri bisogni sociali.
Per combattere il terrorismo non servono misure straordinarie e leggi d'emergenza, che erodono le liberta' fondamentali e trasmettono sentimenti di intolleranza e discriminazione. Occorre invece una mobilitazione internazionale a favore dei diritti umani, incluso il diritto al cibo: la sfida e' quella di "dirottare la globalizzazione", perché diventi veicolo per la realizzazione dell'universalita' e dell'interdipendenza di tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.
Roma, 14 giugno 2002
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